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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Dipendenza da alcool: arriva un corso dedicato ad operatori sanitari, volontari e insegnanti

di Glenda Venturini

Si svolgerà a Montevarchi, a maggio, ma le iscrizioni si ricevono entro il 24 aprile. L'obiettivo del corso è di sensibilizzare ai problemi dell'alcool coloro che, a vario titolo, possono essere impegnati nella lotta a questa dipendenza

I problemi causati dall’alcolismo sono il tema di un corso che si svolgerà in Valdarno, dall’8 al 13 maggio. Il corso si terrà a Montevarchi al Centro culturale della Ginestra e all’oratorio di Sant'Andrea Corsini: le iscrizioni chiuderanno lunedì prossimo 24 aprile e la partecipazione è gratuita.

Il corso è pensato in particolare per gli operatori sanitari, i volontari delle associazioni, e anche gli insegnanti: in altre parole, è aperto a tutti coloro che sono impegnati nella lotta ai problemi alcoolcorrelati. La dipendenza da alcool e l'abuso di alcolici sono fenomeni presenti anche in Valdarno, e anche fra le giovani generazioni.

L’iniziativa, che si intitola “Corso di sensibilizzazione all’approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi (Metodo Hudolin)”, è organizzata dal Club degli alcolisti in trattamento del Valdarno, in collaborazione con i Club di Arezzo, Valtiberina e Casentino, la Scuola nazionale di perfezionamento in Alcologia e il Dipartimento delle Dipendenze Ser.D distretto Valdarno.

Per informazioni e per iscriversi è possibile telefonare allo 055.91006732 o scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

http://valdarnopost.it/news/dipendenza-da-alcol

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Alcol e relazioni, serata dedicata ai problemi derivanti l’abuso di bevande alcoliche

Giovedì sera alle 20:30 presso la sala circoscrizionale di Piedicastello (via verruca 1) si svolgerà l’incontro che riguarda “Alcol e Relazioni”.

La serata è organizzata dal coordinamento di Agire per la città di Trento e  dall’ APCA, Associazione Provinciale dei Club Alcologici Territoriali del Trentino.

L’incontro sarà un’occasione speciale organizzata non per giudicare, ma per misurarsi su un problema troppe volte sottovalutato dai giovani, dagli adulti e anche dai genitori.

Sarà un’ occasione per informare le persone degli effetti che il consumo di bevande alcoliche può avere sulla famiglia e sulla società.

Interverrà Roberto Cuni del Centro studi APCAT, Sandro Bordignon, coordinatore di Agire per la città di Trento. Con la presenza di una testimonianza diretta, testimonianza che vale di più di 1000 parole…

http://www.lavocedeltrentino.it/2017/04/19/

Pubblicato in AICAT - Associazione

Alcolismo: aprile è il mese per smettere di bere

Una dipendenza che coinvolge giovani e adulti di ambo i sessi. Ma che ha conseguenze più pesanti sul fisico (e non solo) delle donne. Fino al termine di aprile, in campo iniziative di prevenzione e intervento per il Mese della prevenzione alcologica

Torna ad aprile il mese della prevenzione alcologica, con iniziative e incontri in varie città (Trieste, Parma, ecc.) e un convegno dedicato, aperto al pubblico, all’Istituto superiore di Sanità. I riflettori saranno puntati, oltre che sui rischi associati all’abuso e alla dipendenza da questa sostanza, sulle strategie di prevenzione e sui servizi per dare aiuto a chi ha problemi.

ALCOHOL_PREVENTION_DAY«In Italia sono più di 750 mila i giovani consumatori a rischio e otto milioni gli adulti: gli uomini che prevalgono sulle donne, che però sono più vulnerabili agli effetti e ai danni dell’alcol. Questa differenza  dipende dal fatto che l’organismo femminile presenta una massa inferiore rispetto all’uomo, minor quantità di acqua corporea e una minore efficienza dei meccanismi di metabolizzazione dell’alcol (carenza dell’enzima epatico alcol deidrogenasi, ndr)» segnala Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio alcol dell’Istituto superiore di sanità.

Per uscire dal tunnel dell’alcolismo il primo passo è chiedere aiuto ai Servizi territoriali di alcologia (elenco). L’accesso è libero e sono garantite, nel rispetto della massima riservatezza, le cure di carattere sanitario, psicologico e socio-educativo, oltre al sostegno alla famiglia. «Dopo l’iniziale valutazione medica e l’avvio di un percorso di disintossicazione, è molto importante appoggiarsi anche alle Associazioni di auto-mutuo aiuto come Alcolisti Anonimi, l’Associazione italiana dei Club degli alcolisti in trattamento (Aicat), Al-Anon (aiuta i familiari di alcolisti)» puntualizza Scafato.

Pubblicato in AICAT - Associazione
Lunedì 13 Febbraio 2017 12:47

CAT: L'APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE

CAT: L'APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE

L'Approccio Ecologico Sociale

ECOLOGIA SOCIALE

una corrente di pensiero che considera la vita un processo e quanto la vita ha generato un sistema fortemente integrato sia a livello biologico, che sociale, che spirituale e di conseguenza fondamentalmente interdipendente e proprio per questo evolutivo e in continuo cambiamento.

APPROCCIO FAMILIARE

Tutti membri della famiglia devono modificare il loro stile di vita, devono crescere e maturare.L’obiettivo è quello di riportare un minimo di tranquillità nella famiglia, e permettere così di prendere le decisioni giuste.

STILE DI VITA

L’approccio ecologico sociale passa infatti dalla malattia allo stile di vita, dal paziente alla persona che deve autoproteggere la propria salute ed auto-mutuo-aiutare quella di tutti.

"L’APPROCCIO ECOLOGICO-SOCIALE VEDE IL CONTROLLO DEI PROBLEMI ALCOL CORRELATI E COMPLESSI COME PARTE DELLA PROTEZIONE E PROMOZIONE DELLA SALUTE, CERCANDO DI FACILITARE UNA MIGLIORE QUALITÀ DI VITA NELLE COMUNITÀ TERRITORIALI. QUESTO SIGNIFICA GUARDARE ALL’UOMO E ALLA SUA FAMIGLIA NELLA SUA COMPLESSITÀ CERCANDO DI EVITARE UNA DICOTOMIA TOTALE CHE DA UNA PARTE VEDE SOLO PROBLEMI SOMATICI E DALL’ALTRA LE CARATTERISTICHE SPIRITUALI UMANE. TALE DIVISIONE NON PUÒ ESSERE FATTA. TUTTE LE TEORIE MEDICHE PSICOSOMATICHE CHE HANNO TENTATO DI SPIEGARE TALE DIVISIONE, BASANDOSI SU CONCETTI SOMATICI, NON CI SONO RIUSCITE E NON POSSONO TROVARE LA SPIEGAZIONE DEI PROBLEMI SPIRITUALI COME PARTE DI UN DISTURBO SOMATICO. CIÒ È EVIDENTE NELLA PSICHIATRIA E PSICOLOGIA. NONOSTANTE NEL LORO NOME SIA INCLUSA LA PSICHE, L’ANIMA, LA MENTE UMANA, SI CERCANO RISPOSTE SOMATICHE TRALASCIANDO LA POSSIBILITÀ DI UNA RICERCA DELLA SPIRITUALITÀ UMANA, LA QUALE, NON ESSENDO MISURABILE ED OSSERVABILE, SECONDO I CRITERI SCIENTIFICI ODIERNI, NON È AMMESSA NELL’AMBITO DELLA RICERCA SCIENTIFICA. GLI APPROCCI ESCLUSIVAMENTE MEDICI O CONFESSIONALI O ASSISTENZIALI PRESI SINGOLARMENTE NON POSSONO TENERE CONTO DELLA GLOBALITÀ E COMPLESSITÀ DELLA SOFFERENZA CHE ACCOMPAGNA L’ALCOLISMO CHE VA TRATTATO TENENDO CONTO DELLA MULTIDIMENSIONALITÀ DELLA SOFFERENZA".

http://www.aicat.net/cosa-facciamo/approccio-ecologico-sociale/

CAT, APPROCCIO ECOLOGICO SOCIALE

Pubblicato in AICAT - Associazione
Sabato 21 Gennaio 2017 00:32

CAT: 5 DOMANDE, 5 RISPOSTE

CAT: 5 DOMANDE, 5 RISPOSTE

COSA È IL CLUB?

Il Club Alcologico Territoriale è una comunità multifamiliare costituita da famiglie con problemi alcol correlati e complessi (minimo 2 famiglie, massimo 12) e da un Servitore-Insegnante. Possiamo definire i Club come momenti di incontro tra persone e famiglie con problemi correlati ad alcol e ad altri stili di vita rischiosi (fumo, psicofarmaci, altre droghe, gioco d’azzardo, ecc.), nonché ai disagi familiari e sociali del nostro tempo.

COSA SI FA AL CLUB?

Ciascuno può parlare di gioie, dolori, difficoltà incontrati nell’arco della settimana trascorsa. Gli altri ascoltano. Poi il contenuto portato da ciascuno può essere stimolo per aprire una discussione, un confronto su esperienze analoghe. Ciascuno può darsi degli obiettivi da raggiungere per la settimana successiva. L’importante è che il clima si mantenga non giudicante e ricco di comprensione anziché di frenesia di elargire necessariamente consigli.

PERCHÉ FREQUENTARE IL CLUB?

Il Club non è un particolare processo terapeutico, ma l’insieme delle comunicazioni e delle interazioni che avvengono nella comunità familiare di riferimento, che è fortemente radicata nella comunità locale.

PERCHÉ DEVO PARTECIPARE CON LA MIA FAMIGLIA?

L’approccio familiare è consigliabile in presenza di problemi alcolcorrelati. Per approccio familiare si intende il coinvolgimento non solo della singola persona, ma di tutto il sistema familiare, che è in una situazione di disagio. In quest’ottica, tutti membri della famiglia devono modificare il loro stile di vita, devono crescere e maturare.L’obiettivo è quello di riportare un minimo di tranquillità nella famiglia, e permettere così di prendere le decisioni giuste.

COME POSSO ACCEDERE A UN CLUB?

I club sono presenti in molti quartieri di molte città e in parecchi paesi, quindi è quasi sempre possibile averne uno abbastanza vicino a casa.

Esiste un numero verde nazionale che ti può mettere direttamente in comunicazione con il responsabile del Club più vicino a te. Il contatto è diretto. Non serve passare per il medico o un Servizio Sanitario. Basta una telefonata!

http://www.aicat.net/

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Martedì 06 Dicembre 2016 00:32

Alcolismo, uscirne si può

http://www.corrierenews.it/sanita/alcolismo-uscirne-si-puo

MARCHE - Regione e Arcat Marche (Associazione regionale dei club alcologici territoriali delle Marche) hanno firmato un protocollo di collaborazione per la prevenzione dell’alcolismo, la riabilitazione di persone con problemi di abuso alcolico e il sostegno alle loro famiglie. Diecimila euro il contributo assegnato per il protocollo che si focalizza sull’azione preventiva ed educativa verso le giovani generazioni e prevede un programma di azioni finalizzate ad accrescere la consapevolezza dei rischi derivanti dall’uso di sostanze alcoliche, i problemi correlati all’alcol e alle dipendenze in generale.

Con il protocollo la Regione riconosce il ruolo che l’Arcat con la sua rete locale di club svolge nel territorio regionale e l’importanza del rafforzamento e dell’estensione della rete offerta dall’associazione nei confronti dei propri aderenti e più in generale a favore delle persone con problemi di alcol e delle loro famiglie. Il documento definisce azioni congiunte come l’organizzazione di incontri con le autonomie scolastiche per approntare un percorso di formazione alla salute ed educazione alla sobrietà come stile di vita; propone un evento di informazione sull’alimentazione e i rischi connessi all’uso di bevande alcoliche per l’adozione di adeguati stili di vita e promuovere il benessere dei giovani soprattutto nelle scuole dell’obbligo. Da parte sua, l’Arcat si impegna anche sul fronte che riguarda il reato di omicidio stradale avviando un programma educativo e di conoscenza per le persone a cui è stata ritirata la patente in collaborazione con l’autorità giudiziaria.

Il consumo di bevande alcoliche in Italia è responsabile della morte di 17 mila persone e rappresenta la prima causa di morte nei giovani tra i 15 e i 29 anni (dati Istat e Istituto Superiore di Sanità relativi al 2014). In Italia i consumatori a rischio sono circa 8 milioni, mentre 1 milione e mezzo hanno seri problemi alcolcorrelati. Di questa parte della popolazione italiana solo 60 mila sono ufficialmente in carico presso i servizi pubblici.

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Soveria Mannelli (CZ) – L’11 dicembre il convegno “Alcolismo: possibilità di recupero. Il C.A.T. a Soveria Mannelli”

Il convegno “Alcolismo: possibilità di recupero. Il C.A.T. a Soveria Mannelli” che si terrà domenica 11 dicembre presso la Sala Convegno dell’ex Mercato Coperto di Soveria Mannelli dalle 16.00, vuole chiamare all’attenzione l’opinione pubblica, le agenzie educative, le forze dell’ordine e quanti operano, a vario titolo, nell’ambito della prevenzione, cura e riabilitazione.

L’evento è organizzato dall’Associazione Pro Loco di Soveria Mannelli, insieme all’A.R.C.A.T. Calabria, alle porte delle festività Natalizie, proprio nel periodo dove l’uso e abuso di alcol è importante e miete il maggior numero di vittime.

L’evento ha ricevuto il patrocinio e la preziosa collaborazione dell’Amministrazione Comunale della Città di Soveria Mannelli e dell’A.S.P. di Catanzaro, unendosi agli organizzatori per puntare l’attenzione su un argomento ancora una volta sottovalutato.

L’alcol, a differenza di altre sostanze che creano dipendenza, si trova a portata di mano, nei supermercati, a disposizione di grandi e piccoli con una scarsa mancanza di consapevolezza sui danni che a breve, medio e lungo termine può provocare.

Spesso, infatti, si pensa all’ubriaco che barcolla per strada, il solitario, un pò barbone che riversa la sua solitudine nell’alcol. La realtà è ben lontana dal luogo comune che può ispirare film di successo. La realtà è fatta di uomini, donne, minorenni che usano e abusano di vino, birra o superalcolici per disinibirsi, per sedare le inquietudini dell’anima, per colmare vuoti create dalla mancanza di progettualità sia in termini relazionali che professionali.

“L’alcolismo è un problema complesso” commenta Bruno Villella, volontario/servitore/insegnante CAT di Soveria Mannelli e componente del Consiglio Direttivo della Pro Loco di Soveria Mannelli “che mette in luce le varie facce della fragilità umana; è un problema che riguarda in percentuale maggiore i nostri territori montani, i nostri paesi, il nostro vicino di casa, noi e le nostre famiglie. Ecco perché è necessario parlarne ed offrire possibilità di miglioramento.”

Il convegno, organizzato da Associazioni di promozione territoriale e volontariato sociale e da Enti Pubblici, vuole perciò sensibilizzare indicando quali sono gli organismi che si occupano di questo problema multisfaccettato per coordinarsi ed offrire concretamente possibilità di cambiamento.

“Chi beve, perdendo di lucidità,” conclude Antonio Ferrante, Presidente della Pro Loco di Soveria Mannelli “può, non solo, arrecare danni fisici e psichici a se stesso ma anche agli altri, cominciando dalla famiglia che può attraversare momenti fatti di sofferenza, vergogna, disperazione, impotenza, ritiro sociale. La famiglia, e più in generale la comunità allargata, ha il diritto di avere delle realtà pronte a sostenere il cambiamento ed al tempo stesso il dovere di aiutare emotivamente e fattivamente chi ha necessità di essere spronato a vedere l’altra faccia del cubo: la vita con le sue innumerevoli possibilità di miglioramento!”

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Acat, oltre 450 ore dedicate alla lotta contro l’alcolismo

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/

Solidarietà, condivisione ed empatia: sono queste le tre armi con cui i “Club Alcolisti in Trattamento” combattono la dipendenza, da alcol ma anche da gioco e psicofarmaci, aiutandosi a vicenda e collaborando, inoltre, con il Sert e altre associazioni. A Sassuolo l’Acat, presieduta da Mario Pifferi, alcolista per 20 anni e oggi “servitore insegnante” nei gruppi, coordina l’attività di 4 club, offrendo anche un servizio di punto informativo nella sede di piazza San Paolo.

«Il primo club sassolese – racconta Pifferi, che oggi sta vivendo sulla sua pelle le terribili conseguenze patologiche che l’abuso di alcol comporta – è nato nel ’92 e nel ’94 è nata l’Acat, che li coordina. Il percorso che si svolge nei club coinvolge a pieno le famiglie, che molto spesso sentono il problema molto di più dell’alcolista. Nei club ci si aiuta parlando, confrontandosi e raccontando se stessi e i propri problemi, perché il punto focale non è la dipendenza in sé (alcol, psicofarmaci, gioco compulsivo, disturbi alimentari). Molti dei partecipanti, infatti, hanno dipendenze diverse dall’alcolismo o sono seguiti dall’Ausl per problemi psicologici. Per questo negli incontri cerchiamo di andare al nocciolo del problema, analizzando le cause che hanno indotto una persona a rifugiarsi in atteggiamenti di dipendenza». I club si riuniscono una volta a settimana, coordinati da un “servitore insegnante”, che a volte è egli stesso un ex alcolista. Nel 2015 le ore di incontro sono state 450, con 31 famiglie partecipanti, e ben 40 sono state le richieste di informazioni. Diciassette le persone che dopo anni di frequenza hanno abbandonato il club, adottando un sano stile di vita. «Purtroppo – continua Pifferi – gli accessi sono in calo poiché la società considera normale il consumo di alcolici e quindi i soggetti dipendenti

non si sentono tali fino a quando non si scontrano con le conseguenze più dure e non vedono via di scampo. A sostenere il nostro lavoro sono i fondi che arrivano da Regione e Comuni, ma sono pochi e a malapena riusciamo a tenere aperta la sede tre mattine a settimana». (and.gilioli)

31 marzo 2016

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Nasce a Budoni il club Vida noa per gli alcolisti

http://lanuovasardegna.gelocal.it/

BUDONI. Un’ associazione per aiutare tutte quelle persone che non riescono ad uscire dal tunnel dell’alcolismo. A Budoni è nato il club di ascolto territoriale “Vida Noa”, per aiutare gli alcolisti e le loro famiglie. Lo ha fondato Giovanni Canu che ha ottenuto anche il patrocinio del Comune e il supporto dell’azienda sanitaria locale.

Si tratta di un’organizzazione di puro volontariato e senza scopi di lucro a sostegno di coloro che hanno problemi correlati all’alcolismo, offrendo un valido sostegno nelle problematiche relazionali e personali.

La sede dell’associazione sarà a Budoni, nella frazione di Tanaunella, nel centro sociale dedicato a “Valerio Zucchitta” dove ogni giovedì, dalle 18 alle 19, si danno appuntamento le famiglie e le persone che combattono contro l’abuso di sostanze alcoliche.

L’associazione “Vida Noa” avrà come punto di riferimento le associazioni Aicat e Arcat e lavorerà in sinergia con gli altri gruppi presenti nel territorio, coinvolgendo soprattutto le famiglie delle persone in difficoltà. Da molte analisi condotte sul campo è infatti emerso che con la collaborazione dei

familiari è più facile ottenere concreti risultati e smettere definitivamente di bere.

Diverse le persone che si sono già avvicinate ai membri della nuova associazione per ottenere informazioni sul percorso da seguire per liberarsi, finalmente, dalla dipendenza dall’alcol. (s.s.)

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Un incontro a Casalgrande sui problemi dell’alcolismo

http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2016/03/11

CASALGRANDE. Si è parlato di alcol, di dipendenza e di comportamenti a potenziale rischio, mercoledì a Casalgrande, in un incontro ospitato dalla palestre delle scuole elementari di via Gramsci. L’occasione, un’iniziativa pensata dall’Acat Scandiano, l’associazione degli alcolisti in trattamento, e realizzata assieme alla cooperativa sociale Augeo, il Comune e la polisportiva Virtus. Un momento pensato per i ragazzi della zona, con al centro diverse testimonianze. Hanno parlato Caterina Poli, con una riflessione psicologica che ha indagato motivazioni e aspettative; Nicola Malpighi, che si è focalizzato sui rischi e i danni per la salute causati dall’abuso di sostanze, e Luca Serri, che ha raccontato la propria esperienza come buttafuori nelle discoteche.

Gli interventi sono stati accompagnati da video e da spazi per le domande. L’assessore alle Politiche sociali Graziella Blengeri afferma: «Si è centrato l’obiettivo di coinvolgere proprio la fascia d’età più fragile e delicata, l’adolescenza. I ragazzi presenti si sono dimostrati attenti e partecipi, anche grazie a relatori che hanno portato le proprie esperienze sul campo».

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