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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Alcolismo: psicoterapia e ketamina per evitare le ricadute. Al via studio inglese
http://www.popsci.it/alcolismo-psicoterapia
(Reuters Health) – La ketamina potrebbe essere presto testata come trattamento per gli alcolisti. Alcuni ricercatori inglesi hanno iniziato a reclutare volontari per verificare se la ketamina, conosciuta anche come la droga party ‘Special K’ , potrebbe rivelarsi utile nel ridurre i tassi di ricaduta tra le persone con problemi di alcolismo grave. Dopo aver condotto studi pilota che avrebbero mostrato come la ketamina –  combinata con la psicoterapia – potrebbe interferire nella disintossicazione rendendo meno probabili le recidive degli alcolisti, gli scienziati sono alla ricerca di 96 volontari con disturbo grave da alcol e che recentemente sono stati in astinenza. La ketamina è un farmaco autorizzato, ampiamente usato come anestetico e per alleviare il dolore. Tuttavia è usato anche come droga e può portare il consumatore all’abuso. “La ketamina – ha dichiarato Celia Morgan, che guiderà la ricerca presso l’Università di Exeter – è un farmaco ben tollerato e può contribuire ad alleviare i sintomi depressivi. Inoltre uno studio pilota suggerisce che potrebbe anche ridurre, dimezzandoli, i tassi di ricaduta nell’alcol. Questo studio ci permetterà di valutare se la ketamina, in associazione alla psicoterapia, può effettivamente aiutare gli alcolisti a fare a meno dell’alcol”.

ALCOL: COSA SUCCEDE AL CORPO QUANDO SI SMETTE DI BERE

Alcol alcolismo24-06-2016

ALCOL: COSA SUCCEDE AL CORPO QUANDO SI SMETTE DI BERE

Il problema del consumo eccessivo di alcol in molti Paesi è una vera e propria piaga. Non si parla solo di alcolismo, ma anche di persone, che senza essere perennemente ubriache, fanno comunque un uso smodato di questa bevanda. Gli effetti sulla salute sono noti, ma ora una guida realizzata dal Dr. Niall Campbell, consulente e psichiatra per adulti presso il Priory Hospital Roehampton di Londra, potrebbe scoraggiare dall’abuso di alcol.

Il Dr. Campbell ha illustrato tutti i vari step che si possono attraversare quando ci si stacca dalla bottiglia e si sta più attenti alla propria salute: di giorno in giorno si può vedere la propria salute e il proprio aspetto migliorare. Non è semplice smettere con quella che può essere una vera e propria dipendenza, ma quantificare i benefici di una depurazione dell’organismo e pensare anche al risparmio economico che questo può comportare potrebbe convincere i più almeno a provarci.

Vediamo come reagisce il nostro corpo, man mano che viene meno il consumo di alcol:Dopo 24 ore – se si è nella fase immediatamente successiva ad una sbornia, si potrebbero avere tremori, sudorazione eccessiva, mal di testa, che diminuiscono man mano che passano le ore. Il corpo inizia gradualmente a disintossicarsi, il livello di zuccheri nel sangue si normalizza e ci sente pian piano sempre meglio.

Dopo una settimana – smettere di bere può anche farci dormire meglio: quando abbiamo abusato di alcol il nostro corpo, tramite la sudorazione, perde liquidi e questo determina quella disidratazione che ci fa svegliare più volte durante la notte in cerca di acqua da bere. Inoltre un consumo intenso di alcol può rendere le cellule del sangue più grandi, questo ci rende più stanchi in quanto le cellule fanno fatica a trasportare le particelle di ossigeno.

Dopo 15 giorni – a lungo andare gli alcolici possono anche disturbare la funzionalità del nostro stomaco, la cui parete si può irritare determinando fenomeni come il reflusso gastro-esofageo. A più di una settimana dall’astinenza si può notare come questo effetto regredisca. A questo punto si può anche cominciare a notare una perdita di peso, l’alcol ha un quantitativo di calorie piuttosto elevato, soprattutto se paragonato alle sue capacità nutritive (praticamente nulle). Basti pensare che un bicchiere di vino da 250 ml può arrivare a 228 calorie. Con due bicchieri è come se avessimo mangiato un panino con prosciutto, formaggio e maionese.

Dopo 3-4 settimane – con il passare del tempo l’uso eccessivo di alcol fa aumentare anche la pressione sanguigna. Smettere permette che questa si normalizzi a distanza di qualche settimana.

Dopo un mese – ad un mese da quando abbiamo ridotto l’uso di bevande alcoliche, anche sulla nostra pelle può manifestarsi un beneficio. L’alcol ad alti livelli è tossico e rende la pelle più spenta e meno elastica, ma bastano poche settimane per recuperare luminosità e bloccare l’invecchiamento.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.greenstyle.it/alcol-cosa-succede-al-corpo-quando-si-smette-di-bere-197662.html

Alcol, 1200 utenti salvati in vent’anni di comunità

http://tribunatreviso.gelocal.it/

CASTELFRANCO. Una modalità unica nel Veneto nel combattere l’abuso di alcool: compie vent’anni la comunità residenziale alcologica dell'Usl 8 con sede all’ospedale San Giacomo, gestita da una partnership composta da pubblico, privato-sociale e volontariato.

Venti posti per affrontare situazioni problematiche correlate all’alcol, quando l’auto-aiuto non è sufficiente. «Ma attenzione», spiega la direttrice della struttura gestita dalla cooperativa Sonda, Francesca Dorella, «senza escludere la famiglia, anzi coinvolgendola in questo percorso che può durare da 45 giorni fino a tre mesi, ma che in casi particolari può prorogarsi fino a un anno».

Essendo una realtà unica nel suo genere è logico che la struttura funziona a ritmo continuo, con presenze che per il 30 per cento arrivano da altre Usl. Il convegno tenutosi ieri al San Giacomo sui vent’anni della comunità (che finora ha ospitato complessivamente 1.200 persone) è stata anche l'occasione per fare il punto sul problema dell’abuso di alcol che presenta dati chiaroscuri, in riferimento solo agli adulti.

«Negli ultimi cinque anni», spiega la psicologa del Serat, Mariagrazia Pasinato, «si è assistito a una flessione dei nuovi casi, passati dai 242 del 2011 ai 204 del 2015. Il risultato è frutto in parte anche di un calo generale dei consumi che fa sì che la piramide del consumo di restringa e, conseguentemente, anche la punta rappresentata dall’abuso. I nuovi pazienti sono in genere rappresentati per la metà da persone con problemi di dipendenza vera e propria e per la metà da persone coinvolte nell'iter per il rinnovo della patente di guida».

Il dato negativo invece riguarda le donne: da un solo caso su quattro al femminile di qualche anno fa siamo arrivati a uno su due. «Un fenomeno sommerso quello dell’alcolismo femminile», continua Pasinato, «derivante spesso dalla solitudine di queste persone. Vorrei però sottolineare il prezioso lavoro svolto dai centri di auto-aiuto che ottiene risultati nel 90 per cento dei casi, senza il ricorso alla comunità residenziale e quindi con minori costi per la collettività». Appare ormai certo che «nè il proibizionismo, nè l'invito ad un consumo moderato o consapevole hanno dimostrato di essere una soluzione per combattere l'abuso di alcol», conclude Pasinato, «serve una informazione chiara e corretta in un ambiente che continua ad essere permeato dalla cultura del bere».

Un mese senza alcol e la salute del fegato migliora: uno studio inglese

UN MESE SENZA ALCOL E LA SALUTE DEL FEGATO MIGLIORA

Dopo gli eccessi della stagione natalizia, sembra che siano in molti quelli che decidano di 'rimanere a secco' durante il mese di gennaio. Stando infatti ai dati raccolti da Newsweek, in questo mese le vendite di alcolici crollano.

Ma smettere di bere per un mese ha davvero degli effetti importanti sulla nostra salute? Sembrerebbe di sì: anche solo un mese senza alcol migliora la nostra funzionalità epatica. A dimostrarlo i test a cui si è sottoposto parte del personale del New Scientist (14 persone) in collaborazione con l’Institute for Liver and Digestive Health dell’University College London Medical School.

Hanno risposto a questionari sulle abitudini relative al bere, hanno eseguito ecografie per misurare la quantità di grasso nel fegato e si sono sottoposti al prelievo di campioni di sangue così che potessero essere analizzati i livelli di sostanze chimiche metaboliche connesse con il fegato. Per cinque settimane 10 di queste persone - tutti "bevitori normali", secondo quanto loro stessi hanno riportato - non hanno bevuto alcun tipo di alcolico, mentre in quattro hanno continuato a bere secondo le loro consuete abitudini. Ebbene, ripetuti tutti i test fatti un mese prima, è emerso che il livello di fegato grasso del personale che si era astenuto dal bere era sceso in media del 15% e quasi il 20% in alcuni individui.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.fegato.com/it/news/news/detail_219260_un-mese-senza-alcol-e-la-salute-del-fegato-migliora.aspx?c2=399

Voglio cambiare e ci voglio provare veramente...

Fonte: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Fino ad un mese fa piangevo tutti i giorni e non riuscivo a trovare il senso di restare qua. Poi qualcosa è cambiato... voglio cambiare e ci voglio provare veramente.

Mi chiamo L., sono una donna di 40 anni e sono dipendente da alcol, sostanze e farmaci da tanto, troppo tempo.

Fino ad un mese fa piangevo tutti i giorni e non riuscivo a trovare il senso di restare qua.

Poi qualcosa è cambiato, forse non ho più voglia di non essere lucida, voglio cambiare e ci voglio provare veramente.

In questo periodo del mio percorso comunitario penso di vivere una situazione psicologica abbastanza soddisfacente, il mio umore è stabile e non ho particolari turbe e difficoltà; inoltre ho concordato con lo psichiatra una terapia farmacologica più stabile, mentre prima ero sempre alla ricerca di sedativi tanto che un mese fa, dopo essere stata ricoverata in clinica, ho anche rischiato il coma farmacologico.

A differenza del passato ora sono in grado maggiormente di prendermi cura di me, della mia igiene personale e della mia stanza, svolgo regolarmente le mie mansioni e spesso mi offro volontaria per fare delle attività in più di ciò che è richiesto agli altri.

Partecipo con maggiore impegno ed entusiasmo alle attività di gruppo e, a differenza di prima, intervengo senza vergogna e senza paura.

Ho maggiore motivazione ad affrontare il percorso terapeutico e, rispetto a qualche tempo fa in cui volevo andarmene, ora voglio restare ed occuparmi di me anche se so che non sarà facile.

Ho la totale consapevolezza di essere a rischio, sono molto vulnerabile e questo mi fa paura.

Fuori di qui non ho più amici, non ho più un lavoro, non ho più una vita mia e questi rappresentano degli stimoli per ricominciare da capo; ho 40 anni, ho ancora una vita davanti e voglio poter sperare in un cambiamento radicale.

Con il tempo qui al CUFRAD ho modificato il modo di relazionarmi con gli altri, sono più autentica e sincera, vado d'accordo con i miei compagni con i quali mi confronto ogni giorno e grazie a questo ho imparato a fidarmi di qualcuno di loro e ho acquisito anche maggiore sicurezza in me.

Ciò che mi preoccupa molto è la mia farmacofilia e proprio da qui sto ripartendo: ho smesso di cercare lo psichiatra in modo ossessivo per ottenere più farmaci e sto cercando di evitare di chiedere quotidianamente di cambiare terapia per ricercare l'effetto dello sballo; provare a fare ciò per me è durissimo perchè è sempre stato il mio modo di stare al mondo e di annullare i miei problemi ed i miei dolori.

Quello che mi prospetto di fare è mantenere la medesima terapia farmacologica, controllare la mia dipendenza per poter veramente ricominciare da capo. I buoni propositi ci sono e farò di tutto per mantenerli.

Pubblicato in Le nostre storie

Pillola contro l’alcolismo: un semplice rimedio per far frontead un problema sociale

http://www.donnaglamour.it/

Bere troppo alcol sta diventando un grande problema. Per questo nel Regno Unito è in arrivo la pillola contro l’alcolismo, raccomandata dal National Institute for Health and Care Excellence (NICE).

L’alcolismo è uno dei problemi più gravi che affligge la popolazione mondiale e che sta iniziando a diffondersi a macchia d’olio, soprattutto tra i giovani. Per fare fronte a questa vera e propria patologia, il servizio sanitario britannico (Nhs) ha messo a disposizione una pillola in grado di far smettere di bere.

La pillola contro l’alcolismo costa solo tre sterline, circa quattro euro, ed è una compressa a base di nalmefene un principio attivo che secondo gli scienziati è efficace nell’aiutare i pazienti a superare la dipendenza dall’assunzione di alcolici.

Il farmaco funziona grazie all’azione che il nalmefene ha sulla produzione di dopamina. Una minor quantità di questo neurotrasmettitore endogeno porterebbe, infatti, ad attenuare nell’individuo soggetto ad alcolismo a non sentire più l’impellente necessità di assumere sostanze alcoliche. Il farmaco non è indicato solo per persone con problemi di alcolismo ma può essere assunta anche da bevitori meno incalliti.

Secondo gli studi effettuati la pillola a base di nalmefene è in grado di ridurre il bisogno di bere in sei persone su dieci nell’arco di sei mesi. La pillola non una vera novità in sé ma in Italia se ne è parlato davvero poco.

La sanità britannica si è posto l’obiettivo di limitare il consumo di alcol in Inghilterra, uno dei luoghi in cui l’abuso è particolarmente elevato. Secondo la stampa britannica, il progetto costerà al servizio sanitario 288 milioni di sterline all’anno, circa 367 milioni di euro, e salverà 1900 vite umane in cinque anni risparmiando 44 mila ricoveri in ospedale

Giovedì 04 Settembre 2014 15:32

La mia storia inizia con la parola alcol...

La mia storia inizia con la parola alcol...

Fonte: www.cufrad.it

Ho 43 anni ed ho tre figli di 23, 17 e di 5 anni. All'età di 18 anni ho iniziato a bere... Diventai mamma all'età di 19 anni... e conobbi la tristezza, la depressione, la solitudine, le botte... e il mio nemico più grande...

Mi chiamo B. e sono della provincia di Campobasso.

Vorrei parlare brevemente della mia storia che non inizia con: "C'era una volta", ma comincia con la parola "alcool".

Ho 43 anni e sono madre di 3 stupendi fanciulli, una di 23 anni, un altro di 17 e l'ultimo di 5 anni.

All'età di 18 anni, stando tra amici, ho preso tra le mie mani il "famoso" primo bicchiere; era uno solo, ma ricordo come fosse ieri, mi stese subito, essendo all'epoca totalmente astemia.

Dopo un po' di mesi conobbi un ragazzo poco più grande di me che dopo poco divenne mio marito.

Diventai mamma all'età di 19 anni, troppo pochi per me per affrontare quello che mi si prospettava davanti.

Il mio calvario iniziò proprio dopo il matrimonio, conobbi la tristezza, la depressione, la solitudine, le botte... e il mio nemico più grande: l'alcool!

Mio marito beveva ogni sera ed io, piano piano, gli facevo compagnia emulando ogni suo gesto.

Ma con quel nemico lì, ci si scherza ben poco, così giorno dopo giorno per me bere era diventato quasi un gioco, mi sentivo disinibita, pronta ad affrontare tutti i problemi che la vita ci riserva..

Non mi rendevo ancora conto però con quale sostanza avevo a che fare.

Una sera, ubriaca, presi la macchina e andai a sbattere contro un palo della luce, arrivò il 118 e mi ricoverano in psichiatria per la prima volta... la prima di una lunga serie.

Da allora la mia vita è diventata ingestibile, assurda, tutto ruotava dietro a quel maledetto alcool che lentamente mi ha tolto tutto ciò che di bello e gioioso avevo: ho perso la mia famiglia, i miei genitori non mi parlano più, ho perso mio fratello e il mio matrimonio è andato a pezzi; soprattutto mi ha tolto quello che avevo di più caro e cioè i miei figli, sui quali il giudice mi ha sospeso la genitorialità.

Non posso dimenticare la voce del mio bimbo più piccolo che mi diceva sempre: "Quanto sei bella mamma, sei la più bella del mondo e io ti voglio tanto bene"...ora quella voce non la sento più.

Quello che voglio gridare a tutti, è che non bisogna pensare che l'alcol sia innocuo e gestibile, perchè non è così; è una sostanza subdola che ti distrugge tutto ciò che hai, ti toglie la dignità, l'autostima, l'ottimismo... io la paragono ad un pugile: non voglio salire più sul ring e farmi prendere a pugni da questo avversario fortissimo.

Voglio imparare ad affrontare i problemi della vita senza questa maledetta "stampella", voglio imparare a socializzare senza dover bere per forza un bicchiere di vino, voglio imparare a stare bene con me stessa senza cercare quel compagno chiamato alcol che immediatamente dopo mi fa sentire ancora più sola.

Sarà dura, sarà una guerra da combattere giorno per giorno.

Da qualche mese, seppur con mille difficoltà, sto affrontando tutto questo al CUFRAD, perchè ho deciso che ora, questa guerra, la voglio vincere io!.

Pubblicato in Le nostre storie
Mercoledì 02 Luglio 2014 19:31

Arcat Sardegna: iniziative di prevenzione

Arcat Sardegna: iniziative di prevenzione

Fonte: sardegnamedicina.it

Zero alcol=Zero rischi

"Fai la tua scelta", "Ho fatto strike", "Un sorso", titoli chiari per un messaggio netto: mettere in guardia i giovani sui rischi che comportano il consumo abituale e l'abuso di bevande alcoliche. "Fai la tua scelta: zero alcol, zero rischi": e' lo slogan dei tre spot messi a punto per promuovere in Sardegna messaggi di promozione della salute, curati dall'Arcat (Associazione Regionale dei Club Alcologici Territoriali), diretti dal regista Romano Usai, realizzati assieme ad Art'in cine-produzioni e presentati questa mattina a Cagliari.

L'iniziativa si rivolge in  particolare a donne e adolescenti, consumatori sempre piu' abituali di alcol: un messaggio chiaro di promozione della salute e vuole incoraggiare prima di tutto la scelta di stili di vita sani, focalizzati sul rischio che comporta il consumo di bevande alcoliche. Gli spot saranno trasmessi in tv, su youtube e altri canali web, sugli autobus del Ctm e diffusi attraverso scuole e università. Lo slogan sarà stampato anche su segnalibri e gadget vari.

In Sardegna, come nel resto d'Italia, l'eta' del primo approccio all'alcol e' la piu' bassa d'Europa, 12 anni contro i 14 degli altri, e si va progressivamente e costantemente abbassando.

I giovanissimi, dunque, finiscono molto prima rispetto agli anni passati e ai coetanei europei nei gruppi di terapia che sono formati da 12 persone ciascuno. Anche di questo si parlera' dal 9 al 14 giugno a Selargius nel Centro Nazionale Opere Salesiane nel "Corso di sensibilizzazione all'approccio ecologico sociale ai problemi alcolcorrelati e complessi". L'evento e' organizzato dalla Asl 8 di Cagliari in collaborazione con le Acat del territorio, associazioni di volontariato che da molti anni operano nella comunita' per dare una risposta concreta alle famiglie. In Italia i bevitori abituali sono 4 milioni e 30mila i morti collegati all'abuso di alcol ogni anno.

Pubblicato in AICAT - Associazione
Martedì 01 Luglio 2014 19:22

Vacanze finite

Triste, ma non mettiamo limiti non si sa mai eh eh eh.

Comunque felice di postarvi altri articoli.....Tito

Pubblicato in Sito NonBere.COM

 

Un mese di astinenza dall'alcol fa rinascere: lo conferma uno studio

fonte: Italiasalute.it 7 gennaio 2014

Un mese di astinenza dall'alcol fa rinascere   Effetti positivi su peso, colesterolo e glicemia

Basta un mese senza mandare giù neanche una goccia di alcol per vedere i primi importanti effetti positivi sulla propria salute. A dirlo è una ricerca condotta dal team di Rajiv Jalan dell'Institute for Liver and Digestive Health della University College London Medical School.

Secondo i risultati dello studio, rinunciare a vino e alcolici vari per un mese è una manna dal cielo per il nostro organismo. Oltre a ridurre il peso, l'astinenza provoca anche una diminuzione della glicemia e del livello di colesterolo, agendo in maniera positiva anche sulla qualità del sonno e sulla capacità di concentrazione.

L'organo che trae i maggiori benefici dal regime alcol-free è senza dubbio il fegato, nel quale hanno vita circa 500 processi vitali che sottintendono alla digestione del cibo, alla disintossicazione e al mantenimento dell'equilibrio ormonale.

Nell'esperimento portato a termine, 14 giornalisti del New Scientist si sono sottoposti alla “cura” prevista dal team del Royal Free Hospital di Londra, rispondendo prima a una serie di questionari sulle loro abitudini relativamente all'alcol. Hanno poi eseguito una serie di ecografie per valutare la quantità di grasso nel fegato. Infine, sono stati prelevati loro dei campioni di sangue per l'analisi dei livelli di sostanze chimiche metaboliche legate al buon funzionamento epatico.

Per 5 settimane, 10 soggetti del piccolo campione non hanno più bevuto alcol, mentre altri 4 hanno seguito a berne secondo le proprie abitudini. Alla fine, gli unici volontari nei quali non si era verificato alcun cambiamento erano proprio questi ultimi, mentre negli altri 10 si erano registrate percentuali significative. La sindrome del fegato grasso è calata in media del 15 per cento. L'accumulo di grasso nel fegato è considerato una spia di danni epatici e di infiammazione.

Anche i livelli di glucosio erano diminuiti, per l'esattezza del 23 per cento in media, con una perdita di peso pari a 1 chilo e mezzo. Il colesterolo si era ridotto in misura inferiore, facendo segnare un meno 5%.

a termine, 14 giornalisti del New Scientist si sono sottoposti alla “cura” prevista dal team del Royal Free Hospital di Londra, rispondendo prima a una serie di questionari sulle loro abitudini relativamente all'alcol. Hanno poi eseguito una serie di ecografie per valutare la quantità di grasso nel fegato. Infine, sono stati prelevati loro dei campioni di sangue per l'analisi dei livelli di sostanze chimiche metaboliche legate al buon funzionamento epatico.

Oltre ai dati oggettivi, anche la qualità del sonno e la capacità di concentrazione erano migliorate, secondo quanto testimoniato dai volontari. L'aspetto negativo dell'esperimento è legato alla riduzione delle possibilità di interazione sociale, sempre secondo quanto affermato dai giornalisti della rivista: “l'esperimento non fornisce alcuna indicazione su quanto tempo i miglioramenti persistano: non sappiamo se si tratti di 15 giorni o di 6 mesi. Ma pone le basi per studi più ampi", spiegano i ricercatori.

07/01/2014 Andrea Sperelli

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