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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Mercoledì 23 Novembre 2016 13:39

«A 16 ANNI BEVO PER DIMENTICARE»

«A 16 ANNI BEVO PER DIMENTICARE»

SECONDO I DATI DI TELEFONO AZZURRO, 50,6 ADOLESCENTI SU 100 AMMETTONO DI BERE ALCOLICI E SONO 13 SU 100 QUELLI CHE FANNO USO DI DROGHE. LE STORIE DI ALESSIO, 16 ANNI, E ARIANNA, 15, CHE HANNO CHIESTO AIUTO PER VINCERE LE LORO DIPENDENZE

Bevono o si drogano perché hanno voglia di sperimentare e di sentirsi grandi. Ma, a volte, anche perché pensano di trovare un aiuto per superare violenze fisiche o sessuali o per sopportare famiglie disgregate. 50,6 adolescenti su 100, fra quelli intervistati da Telefono Azzurro, ammettono di bere alcolici: il 31% dei ragazzi fra gli 11 e i 14 anni, il 66,3% fra i 15 e i 19.

La metà degli adolescenti dice di essersi ubriacato almeno una volta. Il 33% almeno una volta nell’ultimo mese, il 16% tre o più volte nell’ultimo mese. E sono 13 su 100 quelli che fanno uso di droghe. «Uno dei problemi per cui arrivano più richieste di aiuto al Telefono Azzurro – spiegano dall’associazione - riguarda proprio l’abuso di sostanze: sono state oltre 310 le richieste in due anni».

Una di queste è quella di Alessio, 16 anni, che quest’estate ha chiamato Telefono Azzurro: «Non ce la faccio più». L’operatrice gli ha chiesto di parlare liberamente, e lui ha raccontato di aver perso il padre per overdose qualche anno fa e di avere un rapporto che già «non era un granché» e che, dalla morte del papà, è peggiorato.

Alessio non sopporta più i continui insulti dei familiari: «Credono che io sia drogato, anche se non lo sono». Però poi racconta di fumare tutti i giorni erba, per «dimenticare» la situazione familiare. Fumare lo fa sentire tranquillo e gli permette di non pensare, «di stare un po’ in anestesia».

Con gli amici sta bene, ma nessuno sa cosa succede in casa. Alessio vuole un aiuto per andarsene. L’operatrice di Telefono Azzurro lo ascolta e cerca di deresponsabilizzarlo sulle tensioni familiari. Dopo aver riflettuto insieme su come si sentono la mamma e i fratelli, cercano insieme possibili soluzioni che non siano «smettere di parlare con tutti», come vorrebbe fare Alessio.

Poi l’operatrice gli chiede che cosa lo «spinga» a fumare e parla di quali conseguenze potrebbe avere: lui è molto lucido e sa quali sono i bisogni suoi e dei famigliari. E anche se insiste per un po’ spiegando di volersene andare di casa, alla fine della telefonata accetta di «provare altre strade».

Richiama qualche giorno dopo: dice di aver parlato con la mamma e di avere deciso insieme di iniziare un percorso nel consultorio familiare di zona, come le ha proposto dall’operatrice di Telefono Azzurro. Sta molto meglio, e se fumare gli serve ancora, sente meno quell’esigenza. Sa che troverà strategie diverse insieme ai professionisti per imparare a calmarsi, e guarda al futuro in modo positivo: sente che la famiglia sarà ricostruita. Ed è anche grazie a lui, che ha saputo chiedere aiuto.

Arianna, 15 anni, ha chiamato il Telefono Azzurro perché ne ha abbastanza delle tensioni in casa: i genitori continuano il «tira e molla» da 10 anni, minacciano di separarsi ma non si decidono a farlo. Il papà si sposta spesso in un’altra casa e a volte Arianna sta con lui, ma è esausta di questa situazione.

La mamma la minaccia, anche con i coltelli, le tira i capelli e la picchia spesso, la «incolpa» per essere nata. Il papà non la calcola molto, ma quando lo fa, di solito è per picchiarla. Arianna si sente il «parafulmine» delle tensioni di casa.

Con l’operatrice ha riflettuto sulle motivazioni che possono spingere i genitori a comportarsi così, e pensa che, forse, potrebbero essere preoccupati perché sanno che lei usa alcol ed hashish. Ha sempre fatto fatica a stringere amicizia e, nel gruppo che ha trovato, tutti bevono e fumano.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.vanityfair.it/news/storie/16/10/16/alcol-droga-bambini-minori-telefono-azzurro-storie

Pubblicato in Le nostre storie

Energy drink e alcol: per gli adolescenti sono come cocaina. Nuovi studi confermano i pericoli associati al consumo combinato delle due bevande

http://www.ilfattoalimentare.it/

Per il cervello degli adolescenti sono come la cocaina. Negli animali, l’associazione di energy drink e bevande alcoliche produce effetti simili a quelli derivanti dall’assunzione di stimolanti come la cocaina, e per questo andrebbe assolutamente evitata. Sono questi i preoccupanti risultati pubblicati su PLoS One di uno studio della Purdue University, che dimostra come la miscela di alcol e bevande energetiche ha effetti sinergici negativi e duraturi sul cervello, al punto che alcune conseguenze gravi si ritrovano molto chiaramente nell’età adulta. Lo studio è stato condotto su un modello animale affidabile, convalidato da tempo e utilizzato in molti studi sulle sostanze d’abuso (topi di età paragonabile all’adolescenza, sottoposti a dosi di sostanze simili a quelle assunte dai ragazzi).

Negli animali l’assunzione di alte dosi di caffeina e alcol si traduce in un aumento dell’attività motoria, del tutto simile all’effetto ottenuto somministrando cocaina,  e decisamente superiore a quello che si vede quando le due sostanze vengono somministrate singolarmente. Inoltre, nel cervello si nota l’aumento di una sostanza chiamata delta FosB, sempre elevata nei consumatori abituali di droga e associata a modifiche anatomiche di alcune aree cerebrali.

DIPENDENZA DA ALCOL A LUNGO TERMINE COLPISCE LE ABILITÀ COGNITIVE

Dipendenza da alcol porta con sé una serie di conseguenze negative, sia fisicamente che socialmente. La nuova ricerca si propone di misurare gli specifici deficit cognitivi attribuiti a una vita di uso di alcol.

L'abuso di alcol non è cosa da poco. In America nel 2014, secondo l' Istituto nazionale su abuso di alcool e l'alcolismo , ci sono stati stimati in 16,3 milioni di adulti con un disturbo uso di alcol.

Nello stesso anno, un preoccupante 24,7 per cento degli individui di età compresa tra 18 anni o più ha riferito che si erano impegnati in binge drinking nel mese passato.   Ogni anno, quasi 88.000 americani muoiono per cause alcol-correlati.

L'alcol è ormai noto per aumentare il rischio di una serie di risultati di salute, tra cui alcuni tipi di cancro , ictus , malattie cardiache e malattie del fegato. Il farmaco ha chiaramente un impatto sostanziale sulla società e il mondo in generale.

Vi è anche un crescente corpo di evidenze che una lunga storia di abuso di alcol, oltre a effetti fisici, ha un impatto negativo sulla capacità cognitiva.

L'USO DI ALCOL, L'ETÀ, E LA COGNIZIONE

NULLA a che fare con l'alcool,ma una dipendenza che fa pensare

Bimbi 'drogati' di tablet, davanti allo schermo 8 ore al giorno

Sempre più giovani e giovanissimi preda di un uso eccessivo e scorretto delle nuove tecnologie: per i bambini si arriva fino a 8 ore davanti i tablet, una vera e propria dipendenza che ha conseguenze sullo sviluppo cognitivo, sulla salute psichica (sbalzi di umore e tendenza all’isolamento). Ma anche di tipo più prettamente fisico, soprattutto problemi ortopedici, di postura, di vista e sovrappeso, quest’ultimo causato dalla sedentarietà. L’allarme arriva dai cardiologi e medici internisti italiani, fino al 19 marzo riuniti a Napoli per la XIV edizione del Congresso nazionale della Società italiana di prevenzione cardiovascolare (Siprec), presieduta dal Bruno Trimarco. "Ogni giorno i bambini passano otto ore al tablet - avvertono gli esperti - per loro è una droga".

Ma anche per gli adulti ossessionati dalle nuove tecnologie il rischio è alto.

"A soffrire di 'dipendenza da cellulare e Pc' sono soprattutto le donne - spiega Trimarco -. In alcune persone sono riscontrabili gli stessi sintomi di chi abusa di sigarette o alcolici crisi di astinenza e euforia. Basti pensare alle persone che si incontrano in treno o in metropolitana, quindi per tragitti brevi, compagni di scuola o colleghi di lavoro che invece di parlare si accaniscono sui loro smartphone".

In Italia - ricordano gli specialisti - l'81% dei tredicenni si collega a internet tutti i giorni. Per il 12% accedere a un social network è la prima attività dopo il risveglio e per il 35% l'ultima prima del sonno. Tra i temi affrontati anche quello relativo alle 'Nuove dipendenze: segno dei tempi o segno della crisi? Quali segni sul cuore?', che ha dato anche il nome ad una tavola rotonda a cura della dottoressa Grazia Modena, professore ordinario di Cardiologia e componente del Comitato scientifico della Siprec.

"Il  71% dei tredicenni si collega alla rete con il proprio telefonino – afferma la cardiologa - e lontano dal controllo dei genitori. Il 46% degli adolescenti passa da 1 a 3 ore al giorno sul web e il 26% supera le 3 ore. Per 6 giovani su 10 internet è 'irrinunciabile' e quasi uno su 4 senza i suoi amici virtuali "si sente solo. Non è tutto - rincara Modena - 88 ragazzi su 100  riconoscono nelle tecnologie  la prima causa di comportamenti di abuso, non correlati a sostanze. Una dipendenza, quella da apparecchi tecnologici, che oltre a scatenare  alterazioni dell’umore  (nell’uso dello strumento si prova un aumento dell’eccitazione o maggiore rilassatezza) è alla base di numerosi rischi per la loro salute".

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.adnkronos.com/salute/2016/03/17/bimbi-drogati-tablet-davanti-allo-schermo-ore_VOlhsLN92SiXMURffpOvnN.html

NULLA a che fare con l'alcool,ma una dipendenza che fa pensare

Bimbi 'drogati' di tablet, davanti allo schermo 8 ore al giorno

Sempre più giovani e giovanissimi preda di un uso eccessivo e scorretto delle nuove tecnologie: per i bambini si arriva fino a 8 ore davanti i tablet, una vera e propria dipendenza che ha conseguenze sullo sviluppo cognitivo, sulla salute psichica (sbalzi di umore e tendenza all’isolamento). Ma anche di tipo più prettamente fisico, soprattutto problemi ortopedici, di postura, di vista e sovrappeso, quest’ultimo causato dalla sedentarietà. L’allarme arriva dai cardiologi e medici internisti italiani, fino al 19 marzo riuniti a Napoli per la XIV edizione del Congresso nazionale della Società italiana di prevenzione cardiovascolare (Siprec), presieduta dal Bruno Trimarco. "Ogni giorno i bambini passano otto ore al tablet - avvertono gli esperti - per loro è una droga".

Ma anche per gli adulti ossessionati dalle nuove tecnologie il rischio è alto.

"A soffrire di 'dipendenza da cellulare e Pc' sono soprattutto le donne - spiega Trimarco -. In alcune persone sono riscontrabili gli stessi sintomi di chi abusa di sigarette o alcolici crisi di astinenza e euforia. Basti pensare alle persone che si incontrano in treno o in metropolitana, quindi per tragitti brevi, compagni di scuola o colleghi di lavoro che invece di parlare si accaniscono sui loro smartphone".

In Italia - ricordano gli specialisti - l'81% dei tredicenni si collega a internet tutti i giorni. Per il 12% accedere a un social network è la prima attività dopo il risveglio e per il 35% l'ultima prima del sonno. Tra i temi affrontati anche quello relativo alle 'Nuove dipendenze: segno dei tempi o segno della crisi? Quali segni sul cuore?', che ha dato anche il nome ad una tavola rotonda a cura della dottoressa Grazia Modena, professore ordinario di Cardiologia e componente del Comitato scientifico della Siprec.

"Il  71% dei tredicenni si collega alla rete con il proprio telefonino – afferma la cardiologa - e lontano dal controllo dei genitori. Il 46% degli adolescenti passa da 1 a 3 ore al giorno sul web e il 26% supera le 3 ore. Per 6 giovani su 10 internet è 'irrinunciabile' e quasi uno su 4 senza i suoi amici virtuali "si sente solo. Non è tutto - rincara Modena - 88 ragazzi su 100  riconoscono nelle tecnologie  la prima causa di comportamenti di abuso, non correlati a sostanze. Una dipendenza, quella da apparecchi tecnologici, che oltre a scatenare  alterazioni dell’umore  (nell’uso dello strumento si prova un aumento dell’eccitazione o maggiore rilassatezza) è alla base di numerosi rischi per la loro salute".

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.adnkronos.com/salute/2016/03/17/bimbi-drogati-tablet-davanti-allo-schermo-ore_VOlhsLN92SiXMURffpOvnN.html

 

 

ISS: la dr.ssa Pacifici spiega i problemi che derivano dalla poliassunzione

Fonte: rainews.it

Marijuana + alcool. Mix micidiale In aumento in Italia chi si accende una canna, soprattutto di marijuana.

I problemi maggiori arrivano dalla poliassunzione, il mix di varie droghe- soprattutto sintetiche- e l’alcol. Colloquio con Roberta Pacifici, dipartimento tossicodipendenze dell’Istituto Superiore di Sanità

Dottoressa quanto sono diffuse le droghe nel nostro Paese?

E' la cannabis la sostanza d'abuso più consumata in Italia, almeno un 20% della popolazione generale l'ha provata una volta nella vita e spopola sempre più tra i ragazzi e i consumi aumentano di anno in anno: nel 2014 quasi uno su quattro ha fumato marijuana almeno una volta, in aumento di due punti percentuali rispetto all'anno precedente. Segue, ma con percentuali molto più basse la cocaina, consumata negli ultimi dodici mesi solo dall 1.% della popolazione di giovani adulti. L'eroina è ormai stabile allo 0.1% da anni, e le amfetamine sono intorno all'1% dei consumi.

Marijuana ed hashish sono sempre le sostanze più consumate quindi, ma quanto pesano le nuove droghe e quali sono Le nuove droghe, ossia i cannabinoidi sintetici, i catinoni sintetici, le moltissime designer drugs stimolanti, i potenziatori delle prestazioni sessuali sono droghe di nicchia. Il consumatore le compra su canali telematici in libera vendita, arrivano a casa in forma anonima e quindi molti sono attratti dal fenomeno, che però si ferma a due o tre acquisti. Si torna poi alle droghe classiche. lo stesso vale per le designer drugs acquistate spesso fuori dalle discoteche o dai rave parties. Hanno molti effetti collaterali spiacevoli.

Si provano qualche volta e poi la moda passa a nuove molecole.

Sono droghe che hanno una vita di circa un anno o poco più. Un recente sondaggio ha messo in evidenza che decine di migliaia di ragazzi che assumono droghe sintetiche il sabato sera neppure sanno cosa stanno ingoiando: e sono in aumento i casi di ricovero per abuso di sostanza certo.

Perché si tratta di sostanze che vengono proprio testate sui ragazzi. Prodotte e messe direttamente sul mercato...Quelle che hanno successo rimangono, quelle dai pesanti effetti collaterali, che mandano al pronto soccorso, escono presto dal mercato. Ma l'abitudine che ha più effetti dannosi sulla salute è il policonsumo, il mix di sostanze differenti vecchie, nuove e di alcol.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Si-fuma-marijuana-micidiale-il-mix-con-alcool-559e31e0-acb4-4b10-af24-8ec0db44cce3.html

 

Come affrontare la dipendenza da alcol: Progetto SAM edizione Rieti 2015

http://www.policliniconews.it/convegni-e-congressi/

Stipulati dal Centro di Riferimento Alcologico della Regione Lazio (CRARL) i Protocolli d’Intesa con l’Ordine dei Medici, il Collegio Provinciale dell’IPASVI e l’associazione di mutuo-aiuto “Insieme si può”.

di Roberta Manfredini

Lo scorso 7 novembre, come da programma del Progetto SAM (Servizi Alcologia Mappati), si è tenuto l’incontro informativo presso il Pc Servizi “Club Medici” di S. Rufina – Cittaducale (RI), sul trattamento della dipendenza da alcol. L’evento è stato organizzato dal Centro di Riferimento Alcologico Regione Lazio (CRARL) che ha sede al Policlinico Umberto I di Roma, in collaborazione con la SITAC (Società Italiana per il Trattamento dell’Alcolismo e le sue Complicanze).

Nel corso del convegno – al quale hanno partecipato numerosi operatori psico-socio-sanitari (medici, psichiatri, infermieri, psicologi, assistenti sociali, assistenti sanitari, tecnici della riabilitazione, farmacisti, biologi) e per i quali è stato richiesto il riconoscimento di crediti formativi ECM (Educazione Continua in Medicina) – oltre alla presentazione degli aspetti biologici, psicologici e psichiatrici della dipendenza da alcol e delle patologie correlate, sono stati presentati le fasi e i contenuti più importanti del Progetto SAM.

Martedì 29 Dicembre 2015 19:30

CICLISMO: FARMACI E ALCOOL, IL NUOVO DOPING

CICLISMO: FARMACI E ALCOOL, IL NUOVO DOPING Le rivelazioni del medico della Katusha dopo la confessione di Luca Paolini.Luca Paolini in maglia Katusha Luca Paolini in maglia Katusha

http://it.blastingnews.com/sport/2015/12/ciclismo

Se qualcuno pensava che i problemi di Luca Paolini, rivelati ieri dal corridore lombardo, fossero un caso isolato in mezzo al gruppo, dovrà ricredersi. Il medico della Katusha, il professor Besnati, ha scoperchiato le contraddizioni di un mondo che se sta facendo passi avanti nella lotta al doping, ha trovato nuove e pericolose vie per sostenere i ritmi infernali della vita imposta dal ciclismo professionistico. I sonniferi che sono stati alla base del dramma di Paolini, sono sempre più diffusi tra i corridori, che ne abusano insieme agli alcolici. 

Legami malati: dalla dipendenza affettiva alla co-dipendenza

Fonte: psicolab.net

Legami malati: dalla dipendenza affettiva alla co-dipendenza        Ameya Gabriella Canovi (psicologa)

E’ socialmente accettato soffrire per amore, socialmente sostenuto ed auspicabile per perpetuare la specie, scegliere un partner, vivere in coppia, riprodursi. Precocemente ed in genere incessantemente si cerca un legame, una relazione, stabile, unica e che possibilmente duri per sempre. Già Platone ci definiva mezze mele in cerca di una precisa, specifica metà.

E’ un comportamento adattivo ricercare un partner ideale per la riproduzione dei propri geni, meno adattivo è crearsi un’ossessione per quel partner. E ancora meno adattivo morire per amore. Eppure accade. Succede di trovarsi invischiati in una relazione “tossica”, ossessionati dall’importanza dell’altro al punto da perdere di vista se stessi.

Qui non si parla più di amore. Entriamo nel campo della dipendenza: Love Addiction.

Dell’originario sentimento d’amore, dove il cuore batte più forte all’arrivo dell’amato, dalle commosse lacrime di fronte al primo mazzo di fiori, si passa all’incubo del distacco, alla sofferenza se l’altro non c’è.

Dell’amore non rimane che un remoto desiderio, vagheggiato, struggente anelito.

Vi sono relazioni dannose, malate, mortali (Robin Norwood), da cui diventa impossibile staccarsi, fuggire.

Alcune dipendenze della nostra cultura occidentale sono codificate ufficialmente tra le patologie del DSM IV , classificazione multiassiale dell malattie mentali.

Sono andato incontro all'alcol che mi ha accompagnato per tutta la vita...

Fonte: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

DA GIOVANE ERO MLTO TIMIDO E MOLTO ANSIOSO. Già a scuola avevo dei problemi a relazionarmi con gli altri e quindi sono andato incontro all'alcol che mi ha accompagnato per tutta la vita...

Mi chiamo A. e vengo da Cosenza.

Da giovane ero molto timido e molto ansioso.

Già a scuola avevo dei problemi a relazionarmi con gli altri e quindi sono andato incontro all'alcol che mi ha accompagnato per tutta la vita.

Ho avuto questa chiusura totale fin da piccolo, ma a partire dai 18 anni ho iniziato a far uso di alcol, chiudendomi ancora di più, e poi ho iniziato ad usare anche psicofarmaci insieme all'alcol.

Facevo uso specialmente di Xanax, e questo mi ha portato a stare molto da solo, a frequentare cattive compagnie..., e la solitudine mi ha rovinato ancora di più di quello che già ero perché lo stare solo mi ha portato a stare male con la testa, a buttarmi giù del tutto e quindi non riuscivo più a rialzarmi, non avevo più le forze, non sapevo più dove andare e ho deciso di chiedere aiuto.

Ho perso il lavoro, non avevo più amici e allora ho deciso di andare al SERT: sono andato un giorno di circa un anno fa ed ho chiesto di poter andare lontano. Io sono del Sud, vengo dalla Calabria, e ho chiesto di andare fuori, il più lontano possibile, perché volevo allontanarmi da tutto e da tutti e loro mi hanno detto che mi mandavano al CUFRAD e io ho detto che mi andava bene...

All'inizio ero molto scettico perché cambiare vita totalmente era difficile per me, lasciare tutto, però la scelta che ho fatto mi ha aiutato perché quando sono arrivato qui al CUFRAD sono riuscito a liberarmi, soprattutto sono riuscito a trovare delle persone che mi sono amiche, delle persone che mi hanno capito e che mi stanno vicino.

Poi sono riuscito a liberami nel parlare, a liberarmi anche dai farmaci, a liberarmi dallo Xanax che mi ha accompagnato per tantissimi anni, a liberarmi dall'alcol...

Invito chi sta male per l'alcol, per l'abuso di farmaci, per la solitudine, per la depressione, a cercare aiuto perché nel mio caso quello che mi ha fatto più del male, quello che mi ha buttato più giù è che non ho chiesto aiuto a nessuno per tantissimi anni.

Non chiedere aiuto mi ha portato a bere, cioè mi chiudevo dentro me stesso e bevevo senza chiedere aiuto a nessuno...

La mia testimonianza è breve perché io ho solo questo da dire: quando si è nelle difficoltà non bisogna buttarsi giù e bisogna avere il coraggio di chiedere aiuto il più presto possibile.

 

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