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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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L'ALCOL NON È UN FARMACO NÉ UN MEZZO DI PREVENZIONE

LA REPLICA A UN ARTICOLO APPARSO SU UN QUOTIDIANO, CHE «CELEBRAVA» LE PRESUNTE PROPRIETÀ BENEFICHE DI VINO E BIRRA. PER L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ NON ESISTONO LIVELLI SICURI PER LA SALUTE DI CONSUMO DI BEVANDE ALCOLICHE

Riesce sempre difficile prendere in considerazione qualunque tipo di affermazione da parte di chi nella comunicazione pubblica non dichiari esplicitamente di non avere conflitti d'interesse in relazione a possibili collaborazioni o comunque rapporti con i portatori di interessi commerciali, come spesso quando si parla di alcolici avviene. Riesce ancora più difficile comprendere le ragioni di una comunicazione che non si preoccupa di privilegiare il rapporto con il lettore, tutelandolo attraverso l'applicazione del concetto di precauzione. Lo spunto arriva questa volta da un articolo apparso su un quotidiano nazionale, dal titolo inequivocabile: «Quando l'alcol fa bene alla salute. Come curarsi con birra e vino».

L’alcool e i suoi effetti – Introduzione alla psicologia

L’ alcool è una sostanza la cui assunzione determina effetti ansiolitici, rilassanti, di euforia e benessere e questo induce a consumarne ancora.

Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2017/05/alcool-effetti-psicologia/

Molte sono le sostanze psicoattive esistenti, prima tra tutte troviamo l’ alcool. L’alcool è la sostanza di abuso più diffusa, perché facilmente acquistabile, per questo la più utilizzata. L’alcool è una droga la cui assunzione determina effetti ansiolitici, rilassanti, che costituiscono un rinforzo positivo e invogliano immediatamente a desiderarne ancora.

Realizzato in collaborazione con la Sigmund Freud University, Università di Psicologia a Milano

Le sostanze psicoattive, o droghe, sono composte da agenti chimici che producono, alla lunga, alterazioni di alcune funzioni biologiche, psicologiche e mentali.Ogni sostanza chimica assunta agisce a livello cerebrale generando delle modificazioni emotive, cognitive, sensoriali e comportamentali.

E’ noto che l’assunzione di droghe provochi effetti a breve e a lungo termine, da pochi minuti a diversi mesi e anni. Tali effetti variano da persona a persona sia in base alle caratteristiche della sostanza assunta sia rispetto alle caratteristiche individuali di chi la assume.

In seguito a un utilizzo costante e ripetuto della sostanza si manifesta l’assuefazione dell’organismo che consiste nella richiesta di una maggiore quantità di sostanze da assumere in tempi più ravvicinati. Questo comportamento è definito dipendenza e induce alla ricerca costante e irrefrenabile della sostanza da utilizzare.

L’uso delle sostanze psicoattive influenza negativamente la vita di chi le assume e compromette l’esistenza di coloro che sono prossimi alla persona. L’assunzione della sostanza diventa nel tempo una vera e propria schiavitù volta alla dipendenza fisica, comportamentale e emotiva dalla droga assunta.

Alcool

Molte sono le sostanze psicoattive esistenti, prima tra tutte troviamo l’alcool. L’alcool è la sostanza di abuso più diffusa, perché facilmente acquistabile, per questo la più utilizzata. L’alcool è una droga la cui assunzione determina effetti ansiolitici, rilassanti, che costituiscono un rinforzo positivo e invogliano immediatamente a desiderarne ancora.

L’alcol deriva dalla fermentazione di zuccheri o amidi di origine vegetale, esso è in parte assorbito dallo stomaco ed in parte dall’intestino e, se lo stomaco è vuoto, l’assorbimento è più rapido e i sui effetti si manifestano più velocemente.

Mercoledì 10 Maggio 2017 19:04

Note di regia di "Alcolista"

Note di regia di "Alcolista"

http://www.cinemaitaliano.info/news/

L’ alcool è una sostanza stupefacente legale e sottovalutata dai giovani, ma può sortire effetti ben più devastanti di quelli causati dalle cosiddette droghe pesanti. L'abuso di alcool da parte dei minori più influenzabili è quasi un gioco, ma alla lunga può diventare un incubo. Questo film vorrebbe raccontare attraverso un impianto narrativo tipicamente thriller, la storia di un uomo che ha perso tutto e che iniziando a bere precipita ancora più in basso fino a perdere la propria integrità morale. Per il ruolo del protagonista, ho voluto scegliere un attore che abbia provato realmente sulla sua pelle la dipendenza alcolica: Bret Roberts, infatti, era alcolista. Abbiamo lavorato insieme al personaggio inserendo nel film delle scene e dei dettagli tratti da situazioni reali vissute da un vero alcolista. Daniel affronta sostanzialmente due drammi: il primo è la perdita della moglie e della figlia in un incidente stradale, il secondo è la patologia determinata dall'alcolismo che lo sta divorando lentamente. Il meccanismo che lo porta a bere, è un classico da manuale medico: cercare di anestetizzare la sua sofferenza. Mi sembra interessante soffermarsi su quello che è lo stato psicologico della persona alcolizzata (con l'uso di allucinazioni e delirio) ma anche sullo stato fisico e i danni che provoca verso se stesso e verso gli altri (sia attraverso la decadenza fisica che rispetto ai reati che può provocare chi vive in uno stato mentale privo di lucidità). Il film manifesta una condanna netta nei confronti dell’abuso etilico mostrandone tutti i lati negativi, tuttavia l'alcool non è visto come unico responsabile; il film vuole suggerire una riflessione in merito a chi affronta la vita attraverso una chiave di interpretazione prettamente nichilista e pessimista.

Dal punto di vista registico, mantengo come importante modello di riferimento lo stile del cinema thriller americano, dove ho trovato diversi film che ritengo un esempio per la costruzione di un climax tensivo. In merito alla rappresentazione visiva dello stato emotivo del protagonista e in particolare della sua afflizione allucinatoria intendo creare situazioni apprensive contaminate da un registro horror. Uno stile di ripresa classico con movimenti di macchina fluidi e stabili. Importante anche la cura del dettaglio e della fotografia, soprattutto negli interni, immagini in grado di creare una perfetta fusione tra l'habitat del protagonista e il suo mondo interiore.

Uno dei miei principali obbiettivi nella realizzazione di questo film è far vivere allo spettatore un senso di inquietudine e di sfasamento, tipico di chi non è in pace con se stesso e cerca disperatamente una soluzione alle proprie sofferenze.

Lucas Pavetto

Giovedì 05 Gennaio 2017 11:19

Alcol, consumo eccessivo fa male al cuore

 

Alcol, consumo  eccessivo fa  male al cuore

http://salute24.ilsole24ore.com/articles/1

Aumenta rischio di fibrillazione atriale, infarto e insufficienza cardiaca

Il consumo eccessivo di alcol mette a rischio il cuore: aumenta le probabilità di soffrire di fibrillazione atriale, infarto e insufficienza cardiaca. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Journal of the american college of cardiology dai ricercatori dell’Università della California di San Francisco (Usa), secondo cui l’abuso di alcolici potrebbe essere pericoloso per il benessere cardiaco quanto la pressione alta, il fumo, il diabete e l’obesità.

Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno analizzato le cartelle cliniche di tutti i residenti della California di età superiore a 21 anni che hanno ricevuto assistenza medica tra il 2005 e il 2009. Su un totale di 14,7 milioni di pazienti, circa 268.000 (pari all’1,8%) facevano un uso eccessivo di alcol. Al termine dell’esame, gli studiosi hanno osservato che l'abuso di sostanze alcoliche raddoppia il rischio di soffrire di fibrillazione atriale, accresce di 1,4 volte il pericolo di essere colpiti da un infarto e aumenta di 2,3 volte le probabilità di sviluppare l’insufficienza cardiaca congestizia. Secondo gli esperti, queste percentuali sono simili a quelle associate ad altri fattori di rischio per il cuore, come diabete, ipertensione e obesità. "Abbiamo scoperto che, anche se non si presentano altri fattori di rischio, il consumo eccessivo di alcol aumenta il pericolo di soffrire di cardiopatie – afferma Gregory M. Marcus, che ha coordinato lo studio -. Siamo rimati un po' sorpresi di scoprire che le persone alle quali è stata diagnosticata una forma di abuso di alcol correvano un rischio significativamente più alto di essere colpiti da un attacco di cuore”.

Alla luce dei risultati dell’indagine, i ricercatori ritengono che ridurre l'abuso di alcol da parte della popolazione potrebbe determinare un calo significato dell’incidenza delle cardiopatie. Soltanto negli Stati Uniti, potrebbe ridurre di oltre 73.000 unità il numero dei soggetti affetti da fibrillazione atriale, di 34.000 unità il numero dei casi d’infarto e di 91.000 unità il numero degli individui colpiti da insufficienza cardiaca congestizia.

Ci auguriamo che questo dato serva a moderare il desiderio delle persone di bere troppo e a indurle a non cercare giustificazioni per assumere livelli eccessivi di alcol, perché sembra che la gente pensi che bere faccia bene al cuore – conclude il dottor Marcus -. Questi dati dimostrano piuttosto chiaramente che è il contrario”.

Martedì 13 Dicembre 2016 18:53

LA SCIENZA DELL'ALCOL E DEI SUOI EFFETTI

LA SCIENZA DELL'ALCOL E DEI SUOI EFFETTI

PERCHÉ PRIMA TIRA SU, E POI DEPRIME? COME MAI LO TROVIAMO PIACEVOLE, ANCHE SE CI "INTOSSICA"?DOPO QUALI QUANTITÀ SI SUPERA IL PUNTO DI NON RITORNO, E SI INIZIA A STAR MALE? CURIOSITÀ SCIENTIFICHE DA RACCONTARE AGLI AMICI SU UNA SOSTANZA LARGAMENTE CONSUMATA DURANTE LE FESTE.

Tutti riconosciamo i sintomi di una sbronza. Eppure, gli effetti dell'alcol sul cervello sono complessi e spesso soggettivi.

Nella giusta misura è l'anima della festa. Ma basta superare una linea sottile (e piuttosto fluida) affinché l'alcol riveli la sua natura intossicante. Gli effetti della classica "sbronza" su organismo e comportamento sono ben riconoscibili. Ma come agisce l'alcol sul cervello? Perché continuiamo a consumarlo, anche se fa male? Come mai prima sembra risollevare, e in un secondo momento butta giù?

Smemorati e sedati. A livello neurologico, l'alcol interviene sull'attività di diversi neutrotrasmettitori, i "messaggeri" che veicolano informazioni tra neuroni: in particolare inibisce l'attività del glutammato, il principale neurotrasmettitore eccitatorio del cervello, e potenzia quella dell'acido gamma-amminobutirrico (GABA), il principale neurotrasmettitore inibitorio. La prima azione ha effetti visibili - in negativo - sulle capacità di risoluzione dei problemi e sulla memoria; la seconda, sortisce su chi ha bevuto un effetto ansiolitico e sedativo simile a quello di alcuni psicofarmaci (ecco perché chi ne fa uso dovrebbe evitare di bere).

Volume giù. Alcuni dei più evidenti effetti "soppressivi" dell'alcol colpiscono l'attività della corteccia prefrontale e dei lobi temporali: la prima è responsabile del pensiero razionale, della capacità di programmare, sopprimere la rabbia, fare valutazioni oggettive: tutti compiti che appaiono via via più difficili, dopo la terza "media" della serata. I lobi temporali giocano un ruolo cruciale nella memoria: ecco perché tendiamo a dimenticare le cose e a diventare incoerenti, quando siamo ubriachi.

Volume su. Ma l'effetto depressivo non riguarda tutte le aree del cervello. L'alcol aumenta l'attività dei neuroni della dopamina nel circuito mesolimbico della ricompensa, e allo stesso tempo incoraggia il rilascio di endorfine. Ecco perché dopo un bicchiere o due, la serata decolla, tra sentimenti di gioia, euforia e condivisione. Bere attenua anche l'attività delle aree cerebrali responsabili di inibizione e stress, e crea un generale senso di rilassamento.

Doppia faccia. Ma a un certo punto dei brindisi, capita spesso che l'atmosfera si spenga, e che l'entusiasmo iniziale muti in tristezza. Questo avviene perché l'alcol ha un andamento bifasico: i suoi effetti, cioè, appaiono diversi e contrastanti a seconda del livello di intossicazione. Evidenze scientifiche suggeriscono che l'allegria alcolica raggiunga un picco quando la concentrazione di alcol nel sangue è pari allo 0,05-0,06%.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.focus.it/scienza/salute/la-scienza-dellalcol-e-dei-suoi-effetti

 

 

 

 

L’ALCOL È ANTIDEPRESSIVO, FUNZIONA COME I FARMACI

SECONDO UNO STUDIO L’ALCOL AVREBBE GLI EFFETTI DI UN FARMACO ANTIDEPRESSIVO, PRODUCENDO LE STESSE MODIFICHE NEURALI E MOLECOLARI. TUTTAVIA, È PUR SEMPRE ALCOOL

STATI UNITI – L’assunzione di alcol avrebbe sull’organismo gli stessi effetti dell’assunzione di un farmaco antidepressivo. Ecco quanto sostenuto da uno studio condotto dai ricercatori della Wake Forest School of Medicine a Winston-Salem, Carolina del Nord, in cui gli scienziati hanno trovato che l’alcol produce gli stessi cambiamenti neurali e molecolari che avvengono con gli psicofarmaci che hanno dimostrato di essere efficaci antidepressivi.

Comorbidità

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Communications, ha analizzato gli effetti neurali e molecolari dell’assunzione di alcol. Qui, Kimberly Raab-Graham, professore del Physiology and Pharmacology Department alla WFSM, e colleghi hanno scoperto che molte persone possono ‘trattare’ la loro depressione ricorrendo all’alcol, poiché ottengono più o meno gli stessi effetti di uno psicofarmaco. «A causa della elevata comorbilità tra disturbo depressivo maggiore e l’alcolismo – spiega la prof.ssa Raab-Graham – vi è l’ipotesi di un’automedicazione ampiamente riconosciuta, il che suggerisce che le persone depresse possono rivolgersi al bere come un mezzo per trattare la loro depressione. Ora abbiamo ottenuto i dati biochimici e comportamentali per sostenere questa ipotesi».

Non è un medicamento

I ricercatori, sebbene abbiano appurato che l’alcol produce determinati effetti, sottolineano che l’alcol non è da considerarsi un medicamento; anzi. «C’è sicuramente un pericolo in sé nell’autocurarsi con l’alcool – precisa l’esperta – C’è una linea molto sottile tra l’essere utile o dannoso, e a un certo punto durante l’uso ripetuto l’automedicazione si trasforma in dipendenza».

Lo studio

Condotto su modello animale, lo studio ha mostrato che una singola dose a un livello inebriante di alcol ha dimostrato di bloccare i recettori NMDA (proteine associate con l’apprendimento e la memoria), e lavorato in collaborazione con le proteine FMRP (correlate con l’autismo) per trasformare un acido chiamato GABA da un inibitore in uno stimolatore dell’attività neurale. Il percorso biochimico mostrato dall’alcol è lo stesso che si osserva nell’assunzione di farmaci antidepressivi. E tutti questi cambiamenti a livello organico, hanno inoltre determinato un comportamento non depressivo della durata di almeno 24 ore.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://salute.diariodelweb.it/salute/articolo/?nid=20161014_393145

 

Consumo di alcolici e mortalità alcol-attribuibile: i dati europei 1990-2014

Anche se, negli ultimi 25 anni, il consumo di alcol all’interno della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è nel complesso diminuito, l’assunzione di bevande alcoliche continua a rappresentare uno dei principali rischi di mortalità.

In questo stesso periodo, infatti, a livello europeo si osserva un leggero aumento (4%) dell’impatto globale della mortalità alcbevande alcoliche, consumi, mortalità alcol-attribuibile, omsol-attribuibile, a cui contribuiscono principalmente i Paesi dell’Europa orientale (che registrano trend in significativa crescita).

Il rapporto “Public health successes and missed opportunities. Trends in alcohol consumption and attributable mortality in the WHO European Region, 1990–2014 (2016)”, pubblicato dall’Oms Europa a ottobre 2016, descrive l’andamento del consumo di alcol e dei decessi attribuibili al consumo di bevande alcoliche nei Paesi europei e fornisce i dati delle singole nazioni mostrando differenze importanti.

Leggi l'approfondimento a cura di Emanuele Scafato e Silvia Ghirini (Osservatorio nazionale alcol, Cnesps-Iss).

 

http://www.epicentro.iss.it/alcol/aggiornamenti.asp

FARMACI E ALCOL ETERNI NEMICI? ECCO COS’HO SCOPERTO IN RETE

http://www.cufrad.it/news-alcologia/

Antidepressivi

Fino a qui dovremmo esserci tutti: l’alcol può peggiorare i sintomi della depressione e, rallentando il sistema nervoso centrale, ci fa meno attenti e meno svegli. Di conseguenza, saranno minori le nostre capacità di giudizio, coordinazione e reazione.

Per alcune classi di antidepressivi è meglio bandire l’alcol del tutto.

Pillola anticoncezionale

L’alcol resta più a lungo in circolo nelle donne che assumono la pillola anticoncezionale: quindi l’effetto è potenziato e il rischio intossicazione dietro l’angolo.

Farmaci per la pressione e per il cuore

L’alcol diminuisce l’effetto dei betabloccanti, farmaci presi in genere da chi ha avuto un attacco di cuore o che ha problemi cardiaci. È quindi bene per loro bandire completamente l’uso di alcol.

Farmaci contro il colesterolo

Le statine sono tra i farmaci più usati e non vanno molto d’accordo con l’alcol. Un bicchiere a pasto sarebbe ok, ma esagerare porta a potenziare i possibili danni al fegato.

Farmaci per il diabete

Chi ha il diabete deve tenere presente che l’alcol abbassa il livello di zuccheri nel sangue non solo dopo averlo bevuto, ma fino a 24 ore dopo. Ecco perché in questo caso è bene bere alcolici solo durante i pasti (o al limite farsi uno snack). Alcuni dei farmaci usati per il diabete possono poi ulteriormente abbassare il glucosio, e in questi casi è meglio astenersi; altri possono portare effetti indesiderati come nausea, rossori, vertigini.

Ulcere e reflussi

Purtroppo bere molto alcol può peggiorare i sintomi dei reflussi acidi, perché rilassa i muscoli dello stomaco e dell’esofago ma anche perché la sua digestione aumenta la produzione di succhi gastrici. Nessuna interazione con i farmaci più comunemente usati per questi mali, ma se avete un’ulcera, l’alcol tenderà ad aggravarla.

Antidolorifici

Il paracetamolo (tachipirina) può essere preso con piccole quantità di alcol. Esagerare significa aumentare le possibilità di danni al fegato. Anche l’ibuprofene è ok con ridotte quantità di alcol. Se invece esageriamo rischiamo di irritare lo stomaco fino a causare sanguinamenti e ulcere.

Pillole per dormire

Meglio evitare l’alcol, che aumenta l’effetto sedativo, può causare capogiri e aumentare il pericolo di cadute, ferite e incidenti a meno che non sia assunto almeno 6 ore prima di prendere le pillole per la notte. Bere molto alcol in associazione ai più comuni sedativi o ipnotici può ridurre la pressione sanguigna fino a rendere difficoltosa la respirazione

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.wired.it/scienza/medicina/2013/12/10/farmaci-e-alcol-eterni-nemici-ecco-cosho-scoperto-rete/

Stefano Guarnieri: "Ma contro droga e abuso di alcolici alla guida si fanno ancora pochi controlli"

http://www.repubblica.it/cronaca/2016/09/27/news/

ROMA - "Il nocciolo della questione? Secondo me è la guida sotto l'effetto dell'alcol e degli stupefacenti ": così Stefano Guarnieri, "motore" dell'associazione per la sicurezza stradale "Lorenzo Guarnieri" (dal nome del figlio di 17 anni, investito e ucciso 6 anni fa da un automobilista ubriaco e drogato), commenta l'incidente del Tir che ha distrutto una famiglia al casello autostradale sulla Torino-Milano.

"Con l'omicidio stradale - continua Guarnieri - si garantisce la pena, ma qui serve di più, servono prevenzione e controlli. Certo, prima dell'introduzione di questa legge l'autista del Tir non sarebbe finito in galera: oggi non succederà ma il problema adesso è capire come fermare in tempo questi killer della strada".

Come fare?

"Aumentare i controlli, non solo da parte della Polizia stradale ma anche da altre forze di polizia locali: in Italia un automobilista viene fermato e controllato una volta ogni 40 anni. In Svezia una volta ogni tre anni".

Ma è solo una questione di frequenza o anche di qualità?

"Questo è l'aspetto chiave: da noi i controlli sono quasi sempre a posteriori. Ossia dopo che si sono verificati incidenti: invece bisogna farli prima che si verifichino le tragedie. Quando un automobilista viene fermato dalla polizia siamo difronte ad un grande momento di prevenzione, non di repressione".

E gli autisti dei mezzi pesanti?

"È molto importante avere campagne di prevenzione per i guidatori professionali, ma questo riguarda solo l'Italia, sugli autisti provenienti dall'estero possiamo fare poco. Anche se si potrebbe almeno evitare che alterino i cronotachigrafi con le ore di guida. E si torna al tema dell'alcol e a tutte le ipocrisie legate alla vendita: non dimentichiamo che il Tir che ha travolto la famiglia sulla Torino-Milano era pieno di bottiglie di alcol".

Perché parla di ipocrisia?

"La vendita di alcolici sfusi al banco è vietata sulla rete stradale, ma non quella di intere bottiglie nei piccoli supermercati. Una follia".

E poi c'è il tema della droga.

"La legge attuale è profondamente sbagliata, rende difficile capire lo stato di alterazione al momento della guida. Dovremmo fare come in Inghilterra dove usano la stessa metodologia del doping: i controlli sono più facili, veloci e certi. E poi - altro aspetto gravissimo - in Italia ancora non conosciamo la vastità di questo fenomeno perché l'Istat non è in grado di fornire dati su incidenti legati ad alcol e droga. E se di un fenomeno non conosci la portata, poi è difficile intervenire ".

Ci sono state anche polemiche sulla polizia stradale perché il Tir dell'incidente non è stato fermato in tempo.

"Cosa poteva fare la Polizia stradale è difficile dirlo. Dipende anche dalla fortuna, dalle segnalazioni, dalla possibilità di avere una pattuglia in zona. Di certo servirebbero più agenti sulle strade che in questura".

Io ci aggiungerei tolleranza zero per tutti quelli che si mettono alla guida...Tito

 

ABUSO DI ALCOOL: 7 CAMPANELLI D’ALLARME DA NON SOTTOVALUTARE

L’abuso di alcool si fa sentire a volte con dei campanelli d’allarme da non sottovalutare. Se si beve moderatamente, non si incorre in alcun pericolo. Se si eccede, invece, si corre il rischio di cadere in una vera e propria intossicazione, che mette a repentaglio la salute. Spesso è la nostra capacità di autocritica che deve intervenire, per farci dare una regolata. In alcuni casi, però, non è sempre così semplice riuscire ad avere gli spunti per fermarsi in tempo. Bisogna ascoltare, quindi, i segnali che ci manda il nostro corpo. Se essi vengono riconosciuti in tempo, si possono evitare molti pericoli per la salute.

1. PENSI SEMPRE ALL’ALCOOL   alcool abuso

Se il primo pensiero è quello che interessa l’alcool, specialmente dopo aver affrontato una giornata difficile e piena di impegni, potrebbe indicare una dipendenza psicologica, che non è mai qualcosa di positivo, visto che è proprio questa dipendenza mentale che spesso spinge a bere molto più del dovuto.

abuso di alcool

L’abuso di alcool si fa sentire a volte con dei campanelli d’allarme da non sottovalutare. Se si beve moderatamente, non si incorre in alcun pericolo. Se si eccede, invece, si corre il rischio di cadere in una vera e propria intossicazione, che mette a repentaglio la salute. Spesso è la nostra capacità di autocritica che deve intervenire, per farci dare una regolata. In alcuni casi, però, non è sempre così semplice riuscire ad avere gli spunti per fermarsi in tempo. Bisogna ascoltare, quindi, i segnali che ci manda il nostro corpo. Se essi vengono riconosciuti in tempo, si possono evitare molti pericoli per la salute.

2. HAI PROBLEMI ALLA DIGESTIONE

digestione abuso di alcool

Spesso chi beve molto presenta frequenti dolori allo stomaco. Questi ultimi potrebbero essere la spia di un apparato digerente intossicato da un consumo eccessivo di alcolici.

3. HAI LA NECESSITÀ DI ANDARE IN BAGNO DI NOTTE

in bagno abuso di alcool

Se di notte ti svegli per andare in bagno, in maniera frequente e continua, forse la causa potrebbe essere imputata proprio ad un eccesso di alcool. Meglio, in questi casi, fare un’autoanalisi profonda.

4. SEI PIÙ IRRITABILE

irritabile abuso di alcool

Non dimenticare che l’alcool può provocare anche problemi al sonno. Al mattino, quindi, se hai bevuto tanto, capita di sentirti più stanco, perché non hai riposato nel modo più profondo. Potresti avere anche una maggiore tendenza alla distrazione.

5. SOFFRI DI INSONNIA

insonnia abuso di alcool

Bere troppo impedisce anche di addormentarsi facilmente, anche se si è molto stanchi. Se consumi troppo alcool, ti potresti ritrovare a soffrire più facilmente di insonnia.

6. NON HAI UN BUON COLORITO

colorito abuso di alcool

Se il fegato è troppo appesantito da un eccesso di alcool, può colpirti un colorito giallognolo nel viso e spesso la porzione bianca degli occhi assume una tonalità che tende al giallino.

7. HAI BISOGNO SPESSO DEL DENTISTA

dentista abuso di alcool

Gli alcolici sono i responsabili anche di un’eccessiva erosione dello smalto dei denti. Attraverso l’abuso di alcool, secondo gli esperti, i denti diventano più sensibili e le eventuali otturazioni a cui si è fatto ricorso vengono maggiormente esposte a danneggiamenti. Ti potresti ritrovare ad andare più spesso dal dentista: anche questo è un campanello d’allarme da tenere in considerazione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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