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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Sabato 31 Gennaio 2009 15:51

Giovani e AA - Discussione del 2003 su GruppiMsn

Scritto da Tito
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Da: alaska_69_ (Messaggio originale)Inviato: 09/09/2003
Ciao a tutti. Ieri in AA si parlava del fatto che arrivano pochi nuovi e che i giovani vengono, sentono e scappano. Io e altri giovani (30/35) discutevamo di quanto ci sentiamo in dovere di aiutare i ragazzi giovani (20/25). E emerso questo: AA così com'è non è molto adatta alla nostra idea per fare prevenzione. Ad un ragazzo/ragazzino di 20 anni non si può neanche pensare di digli che non può bere mei più. Noi non possiamo bere più perchè abbiamo oltrepassato una certa linea. Ma uno di 20 anni può cambiare la sua vita stessa. E' ancora un foglio bianco o quasi e potrà essere ciò che riuscirà a diventare. Insomma, ci piacerebbe seguire ragazzi che desiderano essere illuminati su che cosa è in realtà il loro bere/coca/canne/pastiglie troppo. Se poi il giovane non si riesce in nessun modo a controllare/ridurre ecc. lo si aiuta a fare la cosa giusta: NON BERE PIU'. Non è giusto aspettare che uno arriva come me a 30 anni con la vita distrutta. Si può fare qualcosa prima ed E' UN MIO DOVERE. Voi che ne dite?

Risposta Da: Sergio - Inviato: 09/09/2003 17.57
Ciao Alaska alcune volte se ne parla anche al gruppo che frequento io,di gente che viene ,ascolta e scappa,oppure dei pochi nuovi che arrivano,ben sapendo e vedendo qual'è la realtà fuori dalle mura del gruppo.So che altri frequentano altre associazioni. In AA(ma questo senza nessuna critica)dicono:le altre associazioni prendono dei contributi,hanno dei finanziamenti,ma questa è un altra cosa.Io penso solo come posso aiutare un altro alcolista,o un potenziale alcolista.Ogni associazione ha i suoi pregi e i suoi difetti,come tutte le persone che la compongono,e malgrado loro"i capi o quelli che si ritengono tali"dicano di no,io vedo un certo antagonismo tra le due associazioni. Che A.A. cosi com'è non sia adatta alla nostra idea di fare prevenzione,su questo penso che molti di loro avrebbero molto da ridire su questo,ma a ognuno le sue idee. Certo a volte uno ha delle aspettative maggiori da parte delle associazioni,ma bisogna ricordarsi che noi stessi facciamo parte delle stesse,certo se vai contro loro vieni trattato come un eretico,uno che vuol disfare il buono che c'è.Penso che il programma di AA e non solo quello andrebbe rinnovato,è troppo datato (ma questa è solo una mia opinione).I gruppi on line (spero si dica così)sono avversati,il motivo?Non sono controllabili da chi si è eletto o si crede un Capo,poi non portano soldi in cassa. Certo una maggiore informazione per i giovani sarebbe auspicabile,per prevenzione,ma dalle istituzioni preposte a ciò.Trovo ci sia poco al riguardo,anzi penso che demandino la questione ai produttori di vini e altri alcolici,i quali ti dicono che modiche quantità non fanno male,che non devi esagerare,ma non ti spiegano come si diventa dipendenti e quale sia la quantità che ti occorre per diventarlo,che è poi una cosa che varia da persona a persona. Fare informazione,vedo che non lo fa chi ha grandi mezzi di comunicazione e questo mi rattrista,perchè io ho transitato per questo inferno e ne sono uscito ,per ora,domani si vedrà,ma quanti sono morti solo per disinformazione.Mi si potrebbe obiettare molte cose,anche vere,che se proprio vuoi l'informazione te la cerchi o qualcuno te la trova,FACILE VERO. Io, ricordo solo che a chi mi diceva che forse bevevo troppo,rispondevo con un "fatti gli affari tuoi" e questo fino ai 27 anni,dopo no rispondevo nemmeno,più semplicemente ci bevevo sopra,e questo non perchè non volessi rispondere"non ne ero in grado".Allora non esistevano gruppi o altre associazioni,ne venni fuori con un ricovero. Come dici tu è vero,non è giusto aspettare che uno si distrugga la vita per aiutarlo. Possiamo fare qualcosa?Non è solo un nostro dovere ,sarebbe un dovere della società.Noi siamo i testimoni di quel che succede a distruggersi con l'alcol, ma anche quelli che possono dire: NE PUOI USCIRE,Noi c'è l'abbiamo fatta Io ci sono ,ma che fare? A presto caro amico da Sergio sobrio e sereno.

Ultima modifica Sabato 15 Novembre 2014 13:26
Lunedì 02 Febbraio 2009 12:33

per non annegare in un bicchiere

Scritto da Tito
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Da: TONI_AAA (Messaggio originale) Inviato: 22/01/2008 1.17 consumi Il 17 per cento di chi beve è a rischio di dipendenza. E 5 milioni di italiani hanno già superato la soglia di pericolo. Ecco come uscire dall’emergenza. L’alcol provoca in Italia 25 mila decessi l’anno, dovuti a malattie come cirrosi e tumori. Un numero cui bisogna aggiungere i 2 mila morti in incidenti del sabato sera, per guida in stato di ubriachezza. Non basta, il 20 per cento degli adolescenti, già a 13-15 anni, beve una volta alla settimana imitando il modello inglese del «binge drinking»: bere sei o più bevande alcoliche in un’unica occasione, con conseguenze pesanti. «Sono dati che ci costringono a pensare a interventi urgenti» dice Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità. «Ciò che allarma di più è che il fenomeno giovanile del binge drinking sta prendendo piede anche tra gli adulti». Quanti sono gli alcolisti? «In Italia 35 milioni di adulti, l’81,1 degli uomini e il 56,4 delle donne, consumano alcol. La maggior parte beve uno-due bicchieri ai pasti, ma circa il 17 per cento dei consumatori è da considerarsi a rischio» calcola Scafato. «E 5 milioni di loro avrebbero bisogno di un intervento di prevenzione, cura o riabilitazione». «Attraverso un’abile operazione di marketing, l’industria dell’alcol sposta fasce di consumatori a rischio in una categoria che definiamo a consumo dannoso» continua Scafato. L’alcol viene spesso associato a immagini che richiamano il successo. «È una droga accettata in società. Ma quando si diventa alcolisti? Dopo 1 mese o 1 anno in cui si beve ogni giorno più del dovuto? Il limite è impossibile da stabilire. E quando si capisce di avere un problema, spesso è tardi» avverte Anna S. di Alcolisti anonimi. I metodi per smettere sono forniti sia dalle strutture del Servizio sanitario sia dai privati, oltre che dai volontari di Alcolisti anonimi e dell’Aicat (Associazione italiana alcolisti in trattamento). Gli alcolisti in cura presso i Sert (servizio per le tossicodipendenze e l’alcolismo) dal 1996 al 2005 sono passati da 21 mila a 57 mila. Ma si può uscire dal tunnel dell’alcol anche dopo 20 anni. «L’alcolista fatica a rivolgersi ai centri medici perché il suo viene considerato un vizio» si rammarica Giovanni Addolorato, specialista in medicina interna all’Università Cattolica di Roma. «Nel nostro ambulatorio per l’alcoldipendenza vediamo ogni anno centinaia di persone che non riescono da sole a liberarsi dal problema». I maggiori successi contro l’alcol, secondo il farmacologo Gianluigi Gessa, presidente della rivista Medicina delle tossicodipendenze, si ottengono associando la terapia farmacologica a quella psicologica. Ma in Italia le cure sono differenziate. «Il Sud somministra facilmente la terapia psicologica ma è sprovvisto dei centri per quella farmacologica, al Nord è il contrario» rileva Scafato. Il farmaco più usato è il disulfiram: «Quando il paziente, disobbedendo al terapeuta, beve alcol, il farmaco provoca una sensazione angosciante. È una sostanza che riflette una concezione moralistica del bevitore, giudicato un vizioso da punire con una terapia avversiva» commenta Gessa. Esistono altri principi attivi in grado di sopprimere la compulsione del bere senza reazioni avverse: il naltrexone, l’acamprosato, il topiramato e il Ghb. «Ma sono utilizzabili solo in pazienti non epatopatici, mentre il fegato dell’alcolista è facilmente compromesso. E non sono efficaci su tutti» nota Addolorato. Ricerche all’Università e al Cnr di Cagliari e alla Cattolica di Roma hanno portato alla scoperta di una nuova sostanza, il baclofen. Dopo i primi studi clinici, il gruppo di Addolorato è passato ai test su 148 pazienzi con danni epatici da alcol. «Abbiamo dato a metà dei volontari il farmaco, all’altra metà il placebo. Abbiamo valutato la durata dell’astinenza, con risultati incoraggianti: il 70 per cento, dopo 6 mesi, non aveva ripreso a bere» spiega Addolorato. La novità, ricorda Lorenzo Leggio, coautore della ricerca (apparsa su Lancet), è che questa sostanza, essendo metabolizzata dai reni, è innocua per il fegato. Chi è alcoldipendente è a rischio di ricaduta per tutta la vita. «Per questo dopo la cura farmacologica, cui affianchiamo una terapia psicologica individuale, mandiamo i pazienti dagli Alcolisti anonimi, e li rivediamo per controlli periodici» aggiunge Addolorato. Anna S., una ragazza intelligente, non aveva particolari problemi, «tranne il rapporto conflittuale con mio padre» racconta. «Nulla di ciò che fa cevo poteva compiacerlo. Se arrivavo seconda alla gara di sci mi diceva che avevo fatto la metà del mio dovere, lo stesso succedeva per i risultati scolastici. Un senso di inadeguatezza che ho provato a colmare con i superalcolici». Secondo gli Alcolisti anonimi, esisterebbe una caratteristica comune agli alcolisti che li renderebbe incapaci di resistere alla tentazione di bere. «Se una persona che non soffre di questa malattia beve alcol, non diventa alcolista, mentre a un alcolista basta un goccio per ricaderci» ritiene Anna. Di parere contrario è Francesca Cesati, terapista che in Italia applica il metodo Easy way to control alcol, nato in Gran Bretagna e poi diffusosi in molti altri paesi. «Se la tossicodipendenza avesse basi genetiche, non sarebbe possibile guarire, come invece succede spesso» dice. Il metodo nasce per la disassuefazione dal fumo (dal libro Easy way to stop smoking di Allen Carr). Il principio è lo stesso: «L’alcolista, come il fumatore, non è consapevole del tranello in cui è caduto. Se attraverso un processo di conoscenza, il libro o il terapista, riesce ad aprire gli occhi, avrà l’urgenza di uscire dalla prigione in cui si è rinchiuso» spiega Cesati. Marco T. è un cuoco milanese uscito dalla dipendenza dall’alcol grazie a questo tipo di terapia. Dopo la chiusura delle cucine intratteneva gli ospiti bevendo vino con loro «e poi grappa tirando fino a tardi. La mattina un cerchio alla testa mi impediva di lavorare. Qualcuno mi disse che con un goccetto passava la sbornia della sera prima. Così sono finito a fare colazione con la birra. Avevo perso lavoro, ragazza, amici, e la bottiglia era sempre lì. Liberarmene è stata una rinascita» racconta. «È un metodo che può servire ad aumentare la consapevolezza di chi è in fase iniziale, quando il consumo è un bere a rischio» commenta Scafato. «Più difficile che riesca a convincere un alcolista, cui serve un approccio medico». Gli Alcolisti anonimi (www.alcolisti-anonimi.it 06.6636620) e i volontari dell’Aicat sono un esempio della possibilità di farcela. Attraverso il programma «dei 12 passi» insegnano a cambiare stile di vita. Nel corso delle riunioni si affrontano temi come onestà, solidarietà, coerenza. «Si ascolta in silenzio ciò che gli altri hanno da dire sul tema. Il confronto è possibile attraverso il dialogo individuale con lo sponsor, ossia un membro di A.A. che ha già fatto esperienza del programma». Si impara ad accettare con serenità ciò che non si può cambiare, e a cambiare con coraggio quello che c’è di «sbagliato» in ognuno di noi. Lo dice Anna durante la riunione: «Sono Anna, sono alcolista, non bevo da 18 anni...». KAREN RUBIN
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 07 Febbraio 2009 12:53

Lettera a quelli che...........

Scritto da Tito
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Lettera a quelli che...........  (Messaggio originale) Inviato: 21/07/2005 10.26 Che si sentono così attaccati alle poltrone di AA, che hanno il coraggio di definirsi servitori, poi sfruttano la loro posizione che si preoccupano più del recupero degli altri,che non del proprio che tengono tutto dentro le mura,ma di tutte le stanze di A.A., che due pensieri nella loro mente per uscire devono fare manovra, che pensano che anche un asino possa diventare un cavallo da corsa, che si sentono maestrini…ma non sanno cosè il terzo legato dopo anni di A.A. che hanno paura dei gruppi su internet che si sentono in competizione con altre associazioni similari e ne hanno paura che vivono solo per A.A., non seguendo invece il programma di A.A. che dicono i gruppi sono la base,sono tutto,ma poi non ascoltano nessuno che dicono ,ci dimettiamo….ma sono sempre lì che dicono……...che dicono…….. potrei proseguire per molto ……..ma servirebbe? servirebbe che questa gente avesse veramente la mente aperta,che non si chiudesse a riccio, per paura di perdere un potere effimero che loro stessi si sono dati...... è vero non basta smettere di bere. Non una polemica ma una constatazione,un pò di chiarezza. Non fate altri danni,tutti possono sbagliare,ma non esagerate. Buone 24 ore a tutti

Ultima modifica Giovedì 01 Gennaio 2015 11:55
Giovedì 05 Febbraio 2009 00:04

Sobrietà o Astinenza - non bevo da 6 anni 11 mesi 12 giorni

Scritto da Tito
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Ciao a Tutti.
Mi stò avvicinando al settimo anno senza bere e credo di poter rispondere alla domanda: C'è differenza tra sobrietà ed astinenza? All'inizio del percorso dicevo agli amici alcolisti : "Da quando sono sobrio......." e loro puntualmente mi ammonivano amorevolmente dicendomi: "Guarda ke nn 6 sobrio. 6 astinente". Ed io non capivo. Facevo fatica a nn bere. Facevo fatica a continuare il percorso in salita del nn bere. Poi passano gli anni. I primi tempi avevo la voglia di bere ke mi usciva dalle unghie. Il non bere io lo vedevo kome la peggiore crudeltà mai fatta dalla civiltà umana. Non bevevo ma soffrivo. Non c'èra niente che mi divertiva. Come direbbe Celentano: "Era tutto lento". Bere era Rock. Era tutto palloso. E GLI AMICI MI DICEVANO SORRIDENDO FELICI E CALMI "TIENI DURO E VEDRAI KE STARAI BENISSIMO" Poi passano gli anni. L'alcol non faceva + così paura. Posso bere e posso non bere. Ma nn bevendo vacevo, costruivo, sistemavo,risolvevo,maturavo,diventavo saggio,mi calmavo,risparmiavo. Tutto ad un tratto mi accorsi di avere conquistato una cosa di cui nn conoscevo il vero significato. DIGNITA'. Le persone intorno a me cambiarono atteggiamento. mi usavano, si fidavano, pretendevano, volevano, fare l'amore veramente. Alcune cose erano cambiate: Dormire sano, Ke bella la spiaggia con gli ombrelloni a fare le parole crociate con il ventiocello e la fidanzata senza essere ubriachi. Poi passano gli anni. CREDO DI AVERE SUPERATO UN ANNO DI SEGUITO SENZA AVER AVUTO VOGLIA DI BERE SERIA.
Alaska. 6 anni 11 mesi 12 giorni. iuuuu UUUUUUUU !!!
Ultima modifica Venerdì 20 Febbraio 2009 14:37
Lunedì 02 Febbraio 2009 12:48

Alcolismo e RM

Scritto da Tito
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Da: Willymatt3 (Messaggio originale) Inviato: 18/10/2007 11.06 Vi seguo quasi da un anno. Non sono un alcolista nè ex alcolista ( astemio per mia disgrazia!). Ecco perchè non sono mai intervenuto , ma sono amico carissimo di diversi alcolisti .Se oggi intervengo ( sono radiologo e con contatti con colleghi americani con i quali ho collaborato a Boston quache anno fa) è per riferire nel mio campo qualcosa forse di utile...Intervengo solo per riferire gli studi anatomo patologici fatti per mezzo della risonanza magnetica...VEDERE cosa accade nel cervello ed i danni che si provocano ho constatato che è un formidabile deterrente!. Dopo una disintossicazione si ritorna perfettamente "normali" e forse anche genialoidi , ma quando si VEDE cosa stiamo combinando a livello di neurofisiologia ..le cose cambiano. Ecco uno degli studi più antichi (2003) confermati successivamente. Perdita di memoria associata all’alcolismo A cura de Il Pensiero Scientifico Editore 23/12/2003 La notizia. Anomalie nella zona dell’ippocampo svolgono un ruolo importante nella demenza associata all’alcolismo nota come sindrome di Korsakoff. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulle pagine della rivista specializzata Neurology. Approfondimento. Detta anche “psicosi polineuritica” è una sindrome descritta comunemente negli stadi più avanzati dell’alcolismo, ma anche in alcuni casi di encefalite e di neoplasie cerebrali. I sintomi più caratteristici sono rappresentati da deficit della memoria e da alterazioni di diverso grado dello stato di coscienza accompagnati a confabulazioni e, a volte, a deliri notturni, oltre a perdita della memoria a breve termine e incapacità di ritenere nuove nozioni. Questo disturbo si manifesta con maggiore gravità negli alcolisti cronici piuttosto che in anziani che hanno appena iniziato a bere. Nell’arco di due anni comunque i sintomi diventano uguali sia per gli alcolisti da sempre, che per gli anziani che hanno iniziato a bere recentemente. La ricostruzione delle cellule cerebrali per i nuovi bevitori può tuttavia iniziare dopo tre settimane di astinenza dall’alcool. Lo studio. I ricercatori hanno eseguito una risonanza magnetica a cinque pazienti con sindrome di Korsakoff, a 20 con Alzheimer (che presentano anomalie simili a quelle dei primi pazienti) e a 36 soggetti sani. Lo studio ha rivelato che la dimensione della zona deteriorata dell’ippocampo dei pazienti con sindrome di Korsakoff è direttamente proporzionale alla perdita di memoria. Una correlazione simile è stata riscontrata anche per i pazienti con Alzheimer. Commenti. “La consapevolezza di somiglianze radiologiche e cliniche tra pazienti con Alzheimer e pazienti con sindrome di Korsakoff è di particolare importanza nella diagnosi di questi disturbi”, ha commentato Edith Sullivan, autore dello studio presso la Stanford University School of Medicine. Secondo i ricercatori “la natura del deterioramento della memoria in queste patologie è la stessa, sebbene i due tipi di disturbi abbiano caratteristiche globali diverse”. Bibliografia. Sullivan EV, Marsh L. Hippocampal volume deficits in alcoholic Korsakoff’s syndrome Neurology 2003;61: 1716-9. Penso che avere dinanzi agli OCCHI non uno stato psichico ( per fortuna reversibile in molti casi ) ma un pezzetto di cervello che va in malora fino a diventare un Alzheimer equivalga al deterrente che fa smettere di fumare dopo un infarto od un ictus o ad una neuropatia periferica ( M. di Reinault) da fumo e spesso anche da alcol!!. Willymatt..
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Lunedì 02 Febbraio 2009 12:52

riflessioni

Scritto da Tito
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Da: frankylibero (Messaggio originale) Inviato: 31/08/2007 21.38 ciao a tutti ho allegato una mia riflessione di alcolista anonimo.se qualcuno vuole mettersi in contatto con me,sarei felice di condividere la ricerca del astinenza dal alcol e della serenità. mi potete contattare in messengers Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. grazie e serene 24 ore --------------------------------------o-------------------------------o-----------------------------o------------------------o----------------------o------ Ciao a tutti,sono francesco alcolista In questi giorni la mia serenità ha subito un arresto. Non dal punto di vista alcolico ma piuttosto mentale. Faccio parte di alcolisti anonimi e in quanto tale,il mio scopo non è solo quello di aver smesso di bere continuare nel astinenza alcolica,quanto quello di trovare un equilibrio emotivo,la cui mancanza è una concausa della mia passata dipendenza. La mia filosofia si può sintetizzare nella nostra preghiera:”signore concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,il coraggio di cambiare quelle che posso,la saggezza di distinguere la differenza”. La causa del mio malessere è dovuto a un attrito sul concetto di libertà di opinione. Nel sito dove abitualmente scrivo,sono stato più volte,in modo più o meno evidente,censurato,fino alla scomparsa totale di una mia risposta. Non credo di aver fatto polemiche ,ma critiche costruttive e sempre in difesa della libertà di pensiero. Dato che in alcolisti anonimi la libertà è un diritto,basta non insultare,mancare alla dignità della persona,pensare secondo le linee guida di alcolisti anonimi. Tutto è accettato se non condiviso. e mai giudicato. Mi sono accorto che sono impotente di fronte a questa roccia che è il potere esecutivo del sito,e che non posso cambiare nulla. Per il mio benessere accetto ciò che non posso cambiare,e quindi non scrivo piu su questo sito. Però mi chiedo,può un sito che parla in nome di alcolisti anonimi,comportarsi in modo diverso dalle regole?se non posso cambiare ,lo affido al potere superiore. Se qualcuno ha delle risposte ,sono ovviamente ben accette. Serene 24 ore Francesco alcolista Si ricorda il segreto del anonimato,grazie
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 07 Febbraio 2009 01:21

datemi la panacea

Scritto da Tito
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Da: bush2270 (Messaggio originale) Inviato: 02/09/2006 7.53

Aiuto aiuto aiuto. Questo è il grido con cui mi sono svegliato questa mattina. Ma dopo mezz’ora già dicevo non ne ho bisogno …….posso dominare la bestia. Forse qualcuno si ricorda di me sono il bush (ex)-guerriero che cercava infos un po’ di tempo fa.. Da allora, in realtà un po’ dopo, (per la cronaca il 14/5) non avevo più bevuto, mi ero disintossicato, avevo passato la crisi di astinenza (chiedo scusa ad amici e colleghi che hanno dovuto sopportare le mie ire ingiustificate) ecc. ecc. il tutto anche grazie al fatto che quasi giornalmente (anche se non scrivevo) leggevo i vostri post e da loro prendevo la forza di non cedere….ma ieri sera sono crollato. Non vi dico perché tanto lo sapete (e lo so anch’io) sono scuse ma ho trovato i motivi e ci sono ricascato. Ma caxxo come si sta bene, come ci si rilassa, come si dimentica tutto lo stress e poi il mattino dopo basta prendere due moment un po’ di caffè e tutto è passato (o almeno sembra). Vi prego di scusare lo sfogo, ma con qualcuno dovevo parlarne e so che voi avete grande pazienza e comprensione (grazie di cuore per esistere) ma soprattutto vi prego ditemi come fate. Come diavolo fate a non bere e a convivere con l’idea che non berrete mai più, a stare con gli altri e dire no grazie senza che pensino cosa è successo? Come mai? E dentro di me ecco che compare il fantasma: sta pensando che sono un alcolista, non deve, non voglio perchè me ne vergogno. Come diavolo fate a pensare di passare il resto della vostra vita senza la bestia? Neanche una volta ogni tanto? Mica farà così male? Richiedo ancora scusa per la confusione con cui espongo il tutto. Ma caxxo è dura. Bush (il guerriero) battuto.

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Lyssa4709 Inviato: 02/09/2006 11.51 NON POTRESTI TROVARE NESSUNO CHE TI Cpisce di piu... IO SONO NELLA TUA STESSA barca,,,leggere le tue parole è stato come ascoltare le mie... leggo i messaggi del sito da LMENO DUE ANNI MA RESTANDO SEMPRE IN SILENZIO E senza trovare il coraggio di pronunciare la mia incapacità....la mia impotenza ...rispetto a tanta gente molto piu forte di me

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Da: bush2270 Inviato: 04/09/2006 12.23 Ciao Lyssa, Ti ringrazio di avermi risposto e aver condiviso le tue debolezze e compreso le mie. Le tue parole mi hanno frullato per la testa tutto il week end.e sono state uno dei motivi, oltre al fondamentale supporto di Sergio che non smetterò mai di ringraziare, che mi hanno portato a decidere di continuare a lottare nonostante la battuta di arresto.Voglio morire combattendo la bestia non arrendendomi. So che non sarà facile…anzi. Ti auguro di trovare la forza e il coraggio di decidere di combattere. Purtroppo non credo di essere in grado di aiutarti (non so aiutare me stesso) ma se vuoi scambiare quattro parole lo farò volentieri. Ciao da Bush (guerriero ferito ma ancora in piedi).

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Da: Sergio Inviato: 04/09/2006 14.16 Bush e Lissa io posso dirvi solo come ho fatto,solo la mia esperienza e quello che vale per me non è detto che valga anche per altri.E non credo che gli altri siano più forti o diversi da voi (non avremmo fatto la stessa cosa no!!) Ognuno a dentro di se le sue motivazioni sia per bere,sia per smettere sta a noi trovarle, ognuno col proprio tempo,magari con + fatica che altri.Solo leggere i post,si può aiutare,ma uno dentro di se deve avere una determinazione forte,cosa che non si ritrova facilmente in una persona dipendente.Io ne ero uscito con la medicina (disintossicazione) e quando meno me l'aspettavo o si aspettavano gli altri,dopo 8 anni di astinenza totale ci sono ricaduto,e non di qualche bevuta,ma per 10 lunghissimi anni.Ho scoperto le associazioni per caso...non volendo fare un altro ricovero,anche se non ero così mal messo(ma lo dicevo io). Con l'azione, la condivisione,piano piano ho iniziato a sviscerare i miei problemi,ad accettare i miei limiti,e tornare a vivere quella vita dignitosa a cui tutti abbiamo diritto. Sto bene..cosa dire di più,e sopratutto libero da quella ossessione mentale. Se non ve la sentite di farlo in un gruppo,perchè non qui in chat,non costa nulla solo un pò di volontà....una prova.,magari sottovoce.,,con un clic ne esci se non ti senti tuo agio. Auguri a tutte e due da Sergio Alcolista sobrio -------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: Lyssa4709 Inviato: 05/09/2006 9.05 ....FORSE mi sarebbe utile sapere che non sono l unica 25 enne con gia uu problemONE del genere... e mi piacerebbe sapere se c'è qualche altro 30 enne qui in chat.... > > > > _________________________________________________________________ Da: bush2270 Inviato: 05/09/2006 10.00 Ciao Lyssa, io purtroppo i 25 anni li avevo undici anni fa. Se può interessarti però, nelle mie riflessioni un po' più oggettive di questi mesi, mi sto rendendo conto che il problema ce l'ho da anni. Infatti anche quando bevevo saltuariamente (tipo una volta a settimana nel week end) lo facevo sempre in quantità consistenti e per arrivare ad uno stato di inebriatezza e rilassatezza che mi permettesse di dimenticare le tensioni/preoccupazioni dei giorni normali. Se mi posso permettere tu hai una grossa opportunità: hai capito di avere il problema dieci anni prima di me..... Saluti Bush. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: Sergio Inviato: 06/09/2006 8.49 Ciao, no cara Lissa ,non credo tu sia la più giovane,ma tra i più giovani certamente si,e il problemone ,diciamocelo,al giorno d'oggi non ha più un età.La figura dell'ubriacone di paese come alcolista è stata rimpiazzata da una moltitudine di gente che cronicamente o sempre più spesso consuma quantità di alcol oltre i limiti personali gestibili,.tra cui sempre più i giovani. Sicuramente ci sono altri 30enni che frequentano la chat saltuariamente,e non so perchè, per molti è più facile postare che condividere in chat.Dipende anche dal tempo che si ha a disposizione e forse dall'orario della chat. Ti e mi auguro che qualcuno si faccia vivo di questi giovani. Stammi bene Sergio alcolista che di anni ne ha molti

Ultima modifica Giovedì 01 Gennaio 2015 11:38
Lunedì 02 Febbraio 2009 21:29

Gruppo Alcol e Guida

Scritto da Tito
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Da: Sergio Inviato: 06/05/2007 20.27 http://sia.dfc.unifi.it/gruppi/gruppo_alcol-guida/diapositive_gruppo_informativo_186_C.d.S..ppt Gruppo Alcol e Guida ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: alexsbar Inviato: 06/05/2007 21.44 mi pare davvero un ottimo lavoro. Solo dove si dice che un giovane su quattro muore per alcol si induce in errore: grazie al cielo non è così. La frase esatta era: tra i giovani che muoiono rtra i 15 e i 29 anni, uno su quattro muore a causa dell'alcol. ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: SergioInviato: 06/05/2007 23.07 Grazie della precisazione Alex.... cmq... veramente un buon lavoro fatto dalla S.I.A. ( Società Italiana di Alcologia ) un saluto stammi bene Sergio

Ultima modifica Mercoledì 05 Novembre 2014 18:59
Giovedì 05 Febbraio 2009 00:33

La Dipendenza da religione 1°

Scritto da Tito
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DIPENDENZA DA RELIGIONE Tante persone sono dipendenti dalla religione o hanno sofferto abuso religioso da parte delle loro famiglie o chiese, scrive il Rev. Leo Booth in "Quando dio diviene una droga". Booth, un prete episcopale della California del sud, ma nato inglese, si auto definisce alcolista, dipendete dalla religione e prete "in convalescenza". La dipendenza può svilupparsi in qualsiasi chiesa, dice, ma in maniera più marcata in quelle che promuovono credi fondamentalisti. La dipendenza "implica usare dio, una religione o un sistema di credenze, come un mezzo per sfuggire o evitare sentimenti dolorosi e per cercare autostima. Significa adottare un sistema di credenze rigido che specifica solo una giusta via, la quale si crede debba essere forzata sugli altri attraverso strumenti di colpevolezza, vergogna, paura, lavaggio del cervello ed elitarismo". I dipendenti, a loro volta, diventano abusatori verso coloro i quali non soddisfano pienamente i loro rigidi standard. Anche Gesù è stato abusato, dice Booth, "in quanto persone religiose lo hanno messo in croce". Rod Cooper, consigliere al Seminario conservatore di Denver, afferma che oltre il 30% dei suoi pazienti soffre di dipendenza da religione. "La grazie e l'amore di dio non sono qualcosa che possono comprendere. Pensano che devono compiere azioni per compiacere dio". Tali dipendenti rimangono in chiese "tossiche", con sistemi di credenze rigide che rinforzano la loro paura e vergogna ma provvedono una "comfort zone" familiare. Le persone possono diventare dipendenti da qualsiasi cosa, afferma Larry Graham, professore di teologia pastorale alla Illiff School of Theology. "La religione può rinforzare l'idea di una vita idilliaca, di un dio che sistema tutto, della ricompensa finale e dell'accettazione da parte di altre persone". I dipendenti "usano la religione per acquisire potere e controllo, spesso diventando abusatori religiosi", dice Booth. "Il loro unico mezzo per ottenere auto-rispetto ed auto-controllo è di chiudersi dentro un rigido ed intollerante perfezionismo, ma perfezionismo e purezza sono utopie". Una conseguenza della dipendenza può essere la visione non sana del sesso come sporco e peccaminoso. Attraverso i secoli la Cristianità ha promosso questa visione, dice Booth. Questo può portare a condotte inappropriate, nelle quali desideri repressi finalmente riaffiorano secondo modalità deviate. "Messaggi disfunzionali religiosi a proposito di peccato, della sessualità e di dio come giudice arrabbiato o "aggiustatore cosmico" hanno creato molte credenze "tossiche", dice Booth. Al cuore c'è il messaggio che le persone sono in essenza cattive, senza potere e deboli. I dipendenti cercano allora di riconciliare i concetti di peccato, pena e sofferenza con l'idea di un dio d'amore e perdono. Combattono per stare sulla giusta via, vivendo nel terrore del peccato. Così il dipendente entra in un circolo vizioso; costantemente mirando alla perfezione, diventano sempre più dipendenti, e si sentono non-amati, senza senso e pieni di paura e vergogna. I dipendenti non ottengono mai i loro obbiettivi, ma credono che la loro ricompensa sarà in paradiso. Booth dice che tante persone "si ubriacano con l'idea di essere salvati" e non tollerano chi dissente. Sintomi della dipendenza includono l'inabilità di mettere in dubbio l'autorità religiosa, un modo di pensare "o bianco o nero", e la credenza che dio sistemerà la loro esistenza. I dipendenti aderiscono rigidamente alle regole, esprimono molti giudizi, fanno donazioni finanziarie irrealistiche, mangiano compulsivamente, soffrono malattie psicosomatiche, cadono in stati simili alla trance ed eventualmente fanno esperienza di esaurimenti mentali, emozionali o fisici. http://www.benessere.com/psicologia/arg00/dipendenza_religione.htm
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 05 Febbraio 2009 10:17

464 MILA EURO CONTRO DROGA E ALCOL

Scritto da Tito
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464 MILA EURO CONTRO DROGA E ALCOL La somma è destinata anche alle Ullss di Asolo e Conegliano Conegliano, Asolo - La Regione stazierà 464 mila euro per realizzare interventi pilota e progetti sociosanitari di prevenzione e lotta contro la droga e l’alcol e le dipendenze da sostanze di abuso. Della somma prevista, 258 mila euro saranno destinate alle Aziende Ullss n.1 di Belluno, n° 8 di Asolo e n°10 di Conegliano e oltre 206 mila all’Arcat di Treviso, all’Associazione Piccola Comunità di Conegliano e all’Istituto Irefrea. “La Regione Veneto - spiega Stefano Valdegamberi (in foto), assessore regionale alle politiche sociali - ha da tempo adottato strategie di intervento efficaci per rispondere all’uso incongruo delle sostanze stupefacenti e psicoattive come droghe, farmaci d’abuso, alcol e tabacco e ritiene opportuno potenziare ulteriormente alcuni azioni prioritarie in particolare nelle aree di intervento della prevenzione, della riabilitazione, dello studio e della ricerca" In particolare, per l’Azienda n.10 di Conegliano è prevista la realizzazione di un progetto pilota per il trattamento dei tossicodipendenti cronici che consiste nella sperimentazione di nuovi progetti terapeutici riabilitativi a livello personalizzato a livello ambulatoriale semiresidenziale e residenziale con un finanziamento regionale di 100 mila euro; per l’Azienda n.8 di Asolo la somma stanziata servirà per la realizzazione, insieme all’Arcat regionale, di un progetto di elaborazione, studio e ricerca della Banca Dati dei CAT (Club Alcolisti in Trattamento) con un finanziamento di 38 mila euro. Complessivamente, nel triennio 2006-2008 la Giunta veneta ha assegnato oltre 13 milioni di euro per la realizzazione di progettualità socio-sanitarie in materia di dipendenza da sostanze d'abuso, che aggiungono allo stanziamento annualmente di 21 milioni di euro per l’assistenza delle persone con dipendenze presso le comunità terapeutiche. Gli utenti tossicodipendenti del sistema veneto sono oltre 23 mila di cui 10 mila alcodipendenti. http://www.oggitreviso.it/464-mila-euro-contro-droga-alcol-11145
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 31 Gennaio 2009 22:57

Difficoltà del famigliare

Scritto da Tito
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Difficoltà del famigliare Da: Sergio (Messaggio originale) Inviato: 09/09/2003 15.43 Questo scritto mi è stato dato da un amica che frequenta un Cat (club alcolisti in trattamento)e mi ha chiesto , sapendo, che frequento un gruppo di alcolisti su Internet,se potevo pubblicarlo.Spero sia gradito Il Testo Difficoltà dei famigliari ad intraprendere la sobrietà e di accettare il coinvolgimento nel Club. Chiunque condivida l'esistenza ed i problemi di un alcolista vive in uno stato di disagio,ansia e vergogna. Proprio per questo le famiglie tendono a giustificare il proprio famigliare o parente. Ho aiutato mio fratello alcolista ad uscire da questo problema,anche se non è stato facile,perchè chi non vive direttamente il problema di un alcolista,non è in grado di capire. Ho provato anchio,vivere e convivere con i problemi di un alcolista,anche perchè dovevo sempre scusarmi con i vicini di casa che si lamentavano del comportamento rumoroso di mio fratello. Il suo atteggiamento,sul posto di lavoro,ha determinato il suo allontanamento,così al suo problema si è aggiunta la perdita del lavoro. Ero sempre ansiosa,anche perchè gli sono accaduti dei piccoli incidenti e temevo che questa situazione potesse peggiorare,ma non ho mai provato vergogna. Ho sempre chiesto aiuto al SERT ,ed agli amici del CAT. Proprio perchè non ho mai provato vergogna,sono riuscita ad aiutare mio fratello ad uscire dal problema dell'alcolismo. Oggi lui sta bene,ha trovato un nuovo lavoro,sta frequentando nuove amicizie. Se avessi provato vergogna,non avrei potuto scrivere e raccontare questa mia situazione famigliare,mentre la forza d'animo mi ha dato la speranza di continuare nell'aiuto di mio fratello. Cosciente di aver fatto tutto quello che potevo fare,credo che la miglior cosa sia stare accanto alle persone che hanno il problema dell'alcol,aiutandole a capire che si può vivere anche se ci si astiene dal bere alcolici. A mio fratello Antonio e a tutti gli amici del Cat Un saluto e grazie da Vally Conosco la persona in questione,è un bel pò di tempo che non tocca alcol,ed ha superato serenamente, ultimamente, momenti critici della vita,,momenti che metterebbero in crisi anche le così dette persone "normali" Un saluto da parte mia a tutti voi. Sergio

Ultima modifica Mercoledì 05 Novembre 2014 19:01
Lunedì 02 Febbraio 2009 23:57

Sobrietà

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Da: SergioYu1 (Messaggio originale) Inviato: 23/03/2006 10.07 Per gli alcolisti vuol dire che il soggetto da astinente, che non beve già da un certo periodo, deve divenire sobrio, che tradotto significa elaborare un distacco emotivo dall'alcool e una modifica sostanziale dei suoi comportamenti emozionali di un tempo. Invece, per quanto riguarda i familiari, lo stato di sobrietà si riferisce solamente alla loro sobrietà emotiva nei confronti del proprio alcolista, elaborando un distacco con amore, da chi, un tempo, ha coinvolto le loro esistenze nel turbine della sofferenza più estrema. Sergio
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 01 Febbraio 2009 20:07

Droga, governo fissa quantità massime per consumo

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Da: SergioYu1 (Messaggio originale) Inviato: 04/04/2006 14.00 ROMA (Reuters) - Il governo ha divulgato oggi la tabella con le quantità massime consentite per il consumo personale di droga, oltre le quali scatta la denuncia penale, secondo la nuova legislazione. Per la cannabis, il tetto è posto a 500 milligrammi (mg), per la cocaina a 750 mg, per l'eroina a 250 mg, per l'ecstasy a 750 mg, per l'anfetamina a 500 mg, per l'Lsd a 150 microgrammi. Si tratta di quantità di principio attivo per singola assunzione, "idonee a produrre in un soggetto dipendente un effetto stupefacente o psicotropo", si legge nella tabella preparata da esperti del governo. "Se la sostanza trovata in possesso del consumatore tossicodipendente è inferiore alla quantità stabilita, si tratta di consumo, se è superiore scatta la denuncia penale . In questo modo finisce la discrezionalità del giudice", ha detto oggi il ministro per i Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. E per l'alcol……??????? Forse non è calcolato tra le droghe,ma psicotropo lo è e come,se lo è!!! Quanto a stupefacente….stupefacente, era quello che riuscivo a fare con l'alcol in corpo Ciao a tutti Sergio alcolista sobrio e sereno quanto basta
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 01 Febbraio 2009 20:09

Droga, governo fissa quantità massime per consumo

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Da: OminoBialetti Inviato: 05/04/2006 12.06 Ehmmmm.... ...a me, un governo che fa da paparino preoccupato per la mia salute cagionevole, e fissa limiti specifici al veleno analgesico che voluttuariamente, consapevolmente, magari stupidamente ma pur sempre coscientemente decido di assumere giornalmente, provoca una certa qual ripugnanza sgarbata e stizzita, complicata da un irrefrenabile stimolo ad innalzare ed irrigidire il dito medio di entrambe le mani (e, con un poco di allenamento, pure dei piedi ...) e fare su e giù, a mo' di stantuffo...lentamente ma inesorabilmente.... ...a me, un governo che mette ai ferri un essere umano di qualsiasi genere ed aspetto che è stato tanto stronzamente imbecille da ficcarsi nelle vene un ago ipodermico una serata di un giorno di merda qualsiasi, e da allora non è più stato capace di strapparselo, e ti dice che sopra i 250 milligrammi sei uno spacciatore incallito, e sotto i 250 milligrammi sei soltanto un'inutile scoria rimbambita e traballante, che si merita di crepare su una panchina con un filo di bava che cola dal labbro e rifulge nel sole...a me, detto fuori dai denti, un governo così mi attorciglia le budella, e mi scatena un catastrofico effetto da Dolce Euchessina, da Confetto Falqui, da overdose di prugne cotte e olio di ricino.... ...a me, un governo che si illude di poter classificare, identificare, suddividere i buoni dai cattivi a suon di milligrammi, microgrammi e centilitri, che misura a braccio e che controlla a vista, che punisce i reietti e quota in borsa i narcotrafficanti, che reprime i depressi e glorifica i furbastri...a me, una roba così mi...ecco...mi indigna..... Vorrei, una volta tanto, smettere di guardare il dito, e osservare in tutta la sua nuda e spaventosa luminosità questa luna che occupa tutto il cielo: non sono le sostanze che sono pericolose per me...sono IO che, a volte, sono una minaccia per la mia intelligenza, per il mio equilibrio, per la mia stessa esistenza. Per una volta, Sergio, permettimi di dissentire (ehehehehe....)...... Che facciamo? Diciamo che ci c'ha in cantina 6 cartoni di Tavernello lo fa per uso personale, e che c'ha la damigiana di Merlot spaccia? ...che 70 centilitri di Four Roses sono una "modica quantità", mentre 2 bottiglie di Bacardi costituiscono un motivo sufficiente per sbattermi in gattabuia? ...carceriamo tutti i viticultori della Valpolicella, i grappaioli di Bassano, i birrai fiamminghi, i produttori di whisky scozzesi, di rum giamaicani, di gin inglesi e di limoncello della costiera amalfitana? Ehmmmmm....io la prenderei un poco più alla lontana, e cercherei magari di capire perchè, dall'avvento della civiltà industriale che tanto ha migliorato le nostre vite (seeeee....maddai.....), l'alcolismo è divenuto una piaga sociale (mentre prima era un vizio strettamente confinato a nobili decadenti, guerrieri onnipotenti e filosofi impenitenti...) Mi sforzerei di comprendere perchè tanti di noi, che un tempo eravamo belli e impossibili (vabbè....quasi belli e vagamente impossibili....uhmmm...ok...bruttini ed accessibili...) abbiano deciso di sacrificare il proprio cervello, il proprio fegato ed il proprio apparato riproduttore sull'altare del dio Bacco, della Fata Verde e di Sorella Morfina, tralasciando i consigli assennati ed urinando sulle buone abitudini, trascurando consorti e prole, mandando a catafascio professioni ed ambizioni, sconfessando amori e passioni, calandosi nel pozzo della propria inconcludente autodistruzione, senza luce di emergenza.... Certo...certo...ma.... ...ma comunque è molto più semplice tarare la bilancia, precisare il calibro, fissare il limite, imporre il termine, tirare il confine, stabilire il margine..... Fino a qui ti puoi ammazzare...non ce ne fotte un cazzo....da qui in poi diventi una minaccia, e ti togliamo di mezzo... Ma tutti, o quasi tutti, noi, che certe cose le abbiamo viste da dentro, e non dal salottino buono della "Vita in diretta", con il culo al caldo, il sociologo di grido ed il prete da urlo ad uno sputo di distanza... tutti noi sappiamo che ogni tossico disperato e sgualcito, a meno che non si chiami Lapo, per procurarsi la dose che serve per arrivare alla prossima dose finirà per spacciare, per avvelenare i suoi stessi amici, i suoi parenti, i suoi fratelli... ...sappiamo che ogni avvinazzato rovinato mentirà un milione di volte a sè stesso, ogni mattina bastarda che Dio manda sulla terra, che nasconderà la bottiglia nei luoghi più inaccessibili ed inimmaginabili, e che continuerà la sua patetica pantomima automatica fino a quando tutto questo non avrà più alcun senso, oppure fino a quando sarà capace di ritrovare un senso...il suo senso.... Quando al governo...beh...che ci volete fare.... Io, da coglione, un'idea ce l'avrei....magari, domenica, ci penso un attimo...
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 31 Gennaio 2009 13:33

Il problema (per saperne un po di più)

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Il problema (per saperne un po di più) Da: SergioYu1 (Messaggio originale) Inviato: 04/10/2003 Non sempre un alcolista è colui che beve molto:in realtà l'alcolismo si configura come una propria e vera "dipendenza",in alcuni casi la persona consuma abitualmente troppo alcol e anche questa circostanza è molto dannosa per l'organismo.Il consumo abituale di dosi eccessive di alcol è accompagnato inoltre da queste 4 caratteristiche: 1° Forte desiderio di bere (ma non si tratta ancora di una vera e propria necessità),motivato dal senso di benessere che l'alcol produce nel fisico. 2° Non c'è tendenza ad aumentare le dosi giornaliere. 3° Si registra una dipendenza psichica ma non "fisica" (abitudine al bere) 4° Dopo qualche anno di abuso compaiono i primi effetti dannosi,sia fisici sia psichici saluti da Sergio alcolista sobrio e sereno
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 31 Gennaio 2009 13:25

Danni al fegato

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Per saperne un pò di più: I danni Da: SergioYu1 (Messaggio originale) Inviato: 16/10/2003 Spesso anche i medici scoprono per caso i danni provocati dall’abuso di alcol.Una buona percentuale delle assenze dal lavoro,per esempio,è dovuta all’alcolismo,anche una parte non trascurabile degli incidenti,non importa se domestici o stradali è provocata dall’alcol;infine nel 25% degli uomini e nel 10% delle donne che sono ricoverati in ospedale per altri motivi,viene diagnosticata anche una intossicazione alcolica.Nel complesso i danni provocati dall’abuso di alcol sono molti e importanti. Comunque gli organi più colpiti da questi danni sono:al fegato: Le lesioni acute,sono tra le principali malattie,come l’epatite acuta di origine alcolica,questa si manifesta con sintomi molto diversi tra loro (dimagrimento,inappetenza,nausea,febbre,il fegato ingrossato e dolente)ma nella grandissima parte dei casi è perfettamente guaribile soltanto smettendo di bere. Le lesioni croniche,la più comune è la steatosi,un ingrossamento del fegato provocato da un accumulo di grassi di origine alcolica nelle cellule del fegato.Sospendendo completamente l’assunzione di alcol la statosi può anche guarire completamente. La cirrosi epatica,in questo caso l’alcol etilico non solo danneggia le cellule del fegato,compromettendone la funzionalità,ma produce una forte quantità di tessuto fibroso,biologicamente inerte.Nei suoi stadi più seri la cirrosi epatica è una malattia difficilmente curabile.La cirrosi inoltre è una delle cause riconosciute di tumore al fegato.Secondo i dati più recenti,il 30% delle cirrosi di origine alcolica degenera a poco a poco in un tumore maligno del fegato. Sergio alcolista sobrio e sereno
Ultima modifica Sabato 31 Gennaio 2009 13:25
Sabato 31 Gennaio 2009 13:31

Non ci abitua,anzi.....

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Per saperne un pò di più Da: SergioYu1 (Messaggio originale) Inviato: 29/09/2003 Non ci abitua,anzi..... Una credenza diffusa è che con il tempo ci si abitui a bere,e che se da ragazzi può bastare anche un solo bicchiere di vino per ubriacarsi,da adulti,dopo varie esperienze alcoliche,si regga l'alcol ancora meglio.In realtà la capacità del fegato di metabolizzare l'alcol è sempre la stessa,al limite può diminuire,ma non aumentare.Il fatto è che di solito,col tempo,si riduce la fase euforica e compare prima l'effetto sedativo,certamente meno appariscente.Questo accade perchè la tolleranza all'alcol è diminuita. Infatti quanto più velocemente si passa alla fase depressiva,tanto meno si metabolizza l'alcol.Questa tolleranza è uguale per uomini e donne. Sergio alcolista sobrio e sereno
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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POLSTRADA FROSINONE -POLIZIA DI STATO Da: TONI_AAA (Messaggio originale) Inviato: 11/04/2008 DEVI SAPERE: Quante volte hai sentito dire dagli amici che “bere insieme fa compagnia e allegria” ? Non farti ingannare ! Dal consumo moderato di alcolici all’abuso il passo è breve. L’abuso di alcol nasconde disagi sociali e psicologici e causa danni fisici molto gravi. Inoltre, bere alcolici senza regole dà origine a condotte violente. Perciò e importante che gli adulti e soprattutto i giovani sappiano che: - l’organizzazione mondiale della sanità considera sempre il consumo di alcol come fattore di rischio; - l’alcol è una sostanza tossica perché provoca dipendenza fisica e psichica e dà assuefazione; - essere alcolista significa dipendere dall’alcol; - ubriaco è chi esagera nel bere e si trova in uno stato di temporanea alterazione fisica e psichica; - alcolismo e ubriachezza causano incidenti, infortuni, problemi psicologici e sociali, danni alla salute; - i genitori dovrebbero informare i figli, sin da piccoli, sui danni e i rischi provocati dall’alcol e dare loro il buon esempio; - tutti i comportamenti individuali cambiano sotto l’influenza dell’alcol. Anche una bella serata con amici può trasformarsi in una situazione di pericolo quando si deve tornare a casa in autovettura; - spesso si beve per rispettare una tradizione ! Invece non voler bere è un diritto di tutti i cittadini (Carta Europea sull’Alcol, Parigi, 1995). Meno alcol e meno violenza - l’alcol può provocare e aumentare l’aggressività e può rendere più frequenti i gravi comportamenti violenti contro le persone e le cose; - percosse, risse, lesioni, maltrattamenti, molestie, atti di esibizionismo, di autolesionismo e persino incesti: questi gli effetti del bere alcolici senza limiti; - molte violenze in famiglia nascono o si aggravano a causa dell’alcol; - ricordati che sono previste pene più severe per chi si ubriaca abitualmente e commette reati; - mostrarsi ubriachi in un luogo pubblico o aperto al pubblico, oltre che ad emarginarti, è un comportamento punito con una pena pecuniaria; - ricordati che è vietato somministrare alcol ai moniri; - è inoltre vietato servire bevande superalcoliche negli impianti sportivi, durante le sagre, le fiere, le manifestazioni sportive e musicali all’aperto. Nelle stesse occasioni, per motivi di ordine pubblico, si può vietare anche la somministrazione di alcolici in genere. Meno alcol è meglio - devi volerti bene ! Iniziare la giornata con un “bel bicchierini” di vino, di mirto, un’acquavite o un amaro provoca gravi danni all’organismo; - a livello psicologico l’abuso di alcol causa la graduale diminuzione della capacità di ragionare e provoca continui cambiamenti d’umore; - a livello fisico l’abuso di alcol danneggia il cuore e i vasi sanguigni, l’apparato riproduttivo, l’esofago, lo stomaco e l’intestino, il pancreas e il sistema nervoso centrale; - a livello sociale l’abuso di alcol diminuisce l’amore per se stessi e il rispetto degli altri, causa emarginazione, perdita del lavoro e problemi di ordine pubblico; - prima dei 15 anni il tuo organismo non è capace di assimilare l’alcol, perciò può subire gravi danni; - le donne riescono ad eliminare solo la metà della dose di alcol che riesce ad eliminare un uomo: ciò causa il doppio dei danni al loro organismo; - proteggi il tuo bambino ! In gravidanza bastano due bicchieri di bevanda alcolica al giorno per mettere in pericolo la salute del feto e distrugge i neuroni del cervello ancora in formazione; - ricordati che la droga e molti farmaci aumentano gli effetti negativi dell’alcol; - in Europa, una morte su quattro fra i ragazzi tra i 15 e i 29 anni è dovuta al consumo di alcolici; - in Italia, ogni anno oltre 40,000 persone muoiono a causa dell’alcol per cirrosi epatica, tumori, infarto, suicidi, omicidi, incidenti stradali, domestici e sul lavoro; - in Italia, il 10 % del totale dei ricoveri in ospedale è attribuibile all’alcol. O bevi o guidi - l’alcol dà euforia e sonnolenza: esagera la fiducia nelle proprie abilità; fa sottovalutare i pericoli; falsa la percezione delle distanze e della velocità; restringe il campo visivo; rallenta i riflessi e riduce la capacità di concentrazione; - uno strumento chiamato “etilometro” misura la quantità di alcol nel sangue; - 0,5 grammi per litro di sangue (0,5 gr./l.) è la quantità di alcol consentita a chi guida. Per chi supera questa quantità è prevista la denuncia, meno 10 punti e la sospensione della patente di guida; - anche un bicchiere di birra è sufficiente per farti guidare in modo più rischioso e imprudente; - lo sai che, in caso di incidente, le assicurazioni potrebbero non risarcire i danni che hai causato ? - quando esci con gli amici ricorda a chi guida che deve mantenersi sobrio. Lui è responsabile della tua vita e di quella dei tuoi amici ! - in Italia, sono circa 3000 i giovani che, ogni anno, perdono la vita in incidenti stradali a causa dell’alcol; - in Sardegna, nel 2005, su 1747 incidenti stradali, di cui 48 mortali e 1009 con lesioni, oltre il 35 % sono stati causati dall’abuso di alcol. Miti da sfatare - non è vero che l’alcol aiuta la digestione. Al contrario, la rallenta. - non è vero che il vino “fa buon sangue”. Al contrario, l’abuso di alcol aumenta il rischio di ammalarsi; - non è vero che l’alcol riscalda. Al calore iniziale, segue, in breve, un raffreddamento del corpo; - non è vero che l’alcol rende forti e sicuri. Dopo una prima fase di euforia, arriva una profonda depressione; - non è vero che la birra “fa latte”. Le mamme devono assumere acqua, succhi di frutta e cibi nutrienti; - quando bevi ti riesce meglio ballare, studiare, giocare, divertirti, discutere, fare sesso ? … Vedrai che, se continui a bere, presto non riuscirai più a fare nessuna di queste cose !
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 23 Gennaio 2009 09:54

Benvenuti

Scritto da alaska
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Ultima modifica Domenica 14 Novembre 2010 16:45
Martedì 03 Febbraio 2009 00:01

Felicità e serenità

Scritto da Tito
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Un pensiero raccolto qua e là che posto qui La regola che si dovrebbe avere ben chiara in mente è che nessuno è felice o infelice in eterno, a meno che non lo voglia. Felicità o serenità non dovrebbero mai essere legati al successo di questa o quella iniziativa. Felicità o serenità, dovrebbero essere uno stato d'animo personale, una costante fissa perché si sta bene con se stessi, perché ci si vuole bene, perché ci si apprezza. E rammentare che se non vi vogliamo bene in prima persona, neppure gli altri ce ne vorranno. Ps. Non siamo nemmeno dei S.Francesco ,facciamo quello che possiamo. Sergio alcolista sobrio e sereno quanto basta
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 01 Febbraio 2009 20:15

Droga, governo fissa quantità massime per consumo

Scritto da Tito
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Da: SergioYu1 Inviato: 05/04/2006 13.39 Ciao Omino Certo che permetto di dissentire,io stesso usavo e riusavo per non vedere per un attimo questo mondo,questa società.Ho usato la sostanza alcol,per nascondere,nascondermi,sfidare, finche la sostanza non ha iniziato ad usare me,poi mi sono accorto che non bastava e non serviva più,il guaio è che non ero in grado di venirne fuori . So come và questo mondo,la mia voleva essere una provocazione,peccato che solo tu hai risposto per ora,spero(mi auguro) anche altri.Vedi io al contrario di altri (poi ognuno di noi agisce come meglio crede),come si dice non ho bonificato la casa,le mie bottiglie sono lì…altre si aggiungono,le bevono gli altri,io sono stato bruciato + volte e per ora non ho intenzione di sfidarlo. Io non devo e non ho dovuto fare una guerra all'alcol,ma una guerra ai miei pensieri,poi al potere dell'alcol nei miei confronti. Ora ho una certa consapevolezza ,augurandomi che duri,ma sta durando da un bel po',anche se questo non vuol dire nulla.Non è tanto il periodo + o meno lungo che non bevo,fosse anche solo un giorno ,non me lo potrebbe cancellare nessuno, anche quel giorno è mio e fa parte del mio vissuto.Spero di non essere stato troppo confusionario Ora nel bene e nel male sono me stesso,presente e responsabile….e anch'io per domenica una idea ce l' avrei….ma forse una domenica sola non basterebbe,un abbraccio Amico.Ciao stammi meglio che puoi e grazie del tuo post a presto Sergio ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: squalouno Inviato: 06/04/2006 9.13 Bè, che dire? Secondo me avete ragione entrambi, e vi spiego perchè: Ha ragione Sergio quando dice che l'alcol è una sostanza psicotropa, ed ha ragione omino bialetti quando dice che non si può mandare in carcere i viticoltori. Nella tua risposta O.B., hai dimenticato di fare la distinzione tra le droghe, perchè anche se questi politici qualche canna se la sono fatta non vuol dire che conoscano a fondo i danni potenziali e...perchè no (parlando da ex consumatore) anche dei pregi medico sociali (aumento dell'appetito, lotta ai tumori, legante sociale a basso impatto diverso dall'alcol ecc.). Dal mio punto di vista posso dire che il thc (principio attivo della cannabis) mi ha aiutato non poco a mollare la bottiglia, e quando mi sono reso conto che era una dipendenza anche quella l'ho mollato con uno sforzo decine di volte inferiore a quello del cugino alcol. Ho riprovato a fumare dopo un paio d'anni e devo dire che l'effetto non mi ha esaltato ed i rischi di ricaduta (almeno nel mio caso) si sono rivelati inconsistenti. Il fatto è che nessuno sa come impedire al giovane questo gusto della sperimentazione innato nelle giovani menti, tanto più che se a dissuaderti è uno di questi dinosauri della politica fa l'effetto opposto. Ogni tanto vedi in tv l'ex tossico che parla ai giovani ma appare troppo distante dalla realtà consueta dei consumatori. Quanto a mandare in galera un ragazzo che per risparmiare si coltiva 4 o 5 piante ogni commento mi sembra superfluo. Anzi, un commento ce l'avrei: ma non è come avere una piccola vigna? Saluti asciutti. Ah, dimenticavo di dire che se negli anni '80 per lunghi periodi non trovavi neanche un pò di fumo in compenso la roba(eroina) non mancava mai (effetti del proibizionismo). Assisteremo probabilmente ad una recrudescenza di questo fenomeno per il semplice fatto che lo spaccio tende a puntare sul massimo guadagno possibile a parità di rischio, quindi se tutte le droghe sono equiparate cercherò di spacciare più ero e coca piuttosto che hashish visto che la pena non cambia. Ciao
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 31 Gennaio 2009 13:39

Per saperne un pò di più 2

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Per saperne un pò di più 2 Da: SergioYu1 (Messaggio originale) Inviato: 06/10/2003 14.31 La vera dipendenza Nel suo stadio più serio l'alcolismo è simile a tutte le tossicodipendenze,cioè al rapporto che si stabilisce con la droga.Secondo i criteri proposti dall'Oms (Organizzazione mondiale della sanità)l'alcol non solo va considerato come una droga in senso stretto, ma come una delle droghe più potenti che si conoscono e di gran lunga la più consumata. Di fatto l'alcol-dipendente trascorre la sua vita tra sofferenze e difficoltà,anche di ordine psicologico;a volte vive ai margini del gruppo famigliare ed è costretto a limitare la sua attività professionale,non riuscendo comunque a liberarsi facilmente dalla falsa attrattiva dell'alcol.Il consumo dell'alcol va considerato come "tossicodipendenza"quando è accompagnato da queste quattro caratteristiche. 1° Il desiderio di bere alcol diventa invincibile. 2° Si registra la tendenza ad aumentare le dosi:nel linguaggio scientifico viene chiamata "tolleranza". 3° Si registra una dipendenza fisica"dall'alcol:quando non si può bere o se si smette compare infatti la "sindrome di astinenza". 4° Il consumo eccessivo di alcol non danneggia solo il corpo,ma incide anche sulla capacità di lavorare e sui rapporti famigliari. -------------------- Le cause Il consumo di alcol è da sempre legato ai suoi effetti psicotropi,cioè alla possibilità di ottenere attraverso questa sostanza un certo grado di piacere psicologico.Dunque, se viene paragonato ad altre abitudini voluttuarie - come quella della sigaretta - il consumo di alcol non è solo molto più antico ma anche più naturale,sopratutto perchè è strettamente collegato all'atto di mangiare e bere,che sono gesti necessari alla vita.Però il confine che separa il piacere dell'alcol dall'abuso o dall'autentica schiavitù dell'alcolismo è difficile da definire.Nessuno nasce alcolista,ma un numero enorme di fattori e di circostanze possono stimolare un consumo eccessivo anche in persone assolutamente "normali".A volte un contrattempo importante,un periodo di forte stress,un lutto,una frustazione sono sufficenti ad accendere la passione per l'alcol. Saluti a tutti da Sergio alcolista sobrio e sereno
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 01 Febbraio 2009 20:11

Droga, governo fissa quantità massime per consumo

Scritto da Tito
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Da: SergioYu1 Inviato: 05/04/2006 13.39 Ciao Omino Certo che permetto di dissentire,io stesso usavo e riusavo per non vedere per un attimo questo mondo,questa società.Ho usato la sostanza alcol,per nascondere,nascondermi,sfidare, finche la sostanza non ha iniziato ad usare me,poi mi sono accorto che non bastava e non serviva più,il guaio è che non ero in grado di venirne fuori . So come và questo mondo,la mia voleva essere una provocazione,peccato che solo tu hai risposto per ora,spero(mi auguro) anche altri.Vedi io al contrario di altri (poi ognuno di noi agisce come meglio crede),come si dice non ho bonificato la casa,le mie bottiglie sono lì…altre si aggiungono,le bevono gli altri,io sono stato bruciato + volte e per ora non ho intenzione di sfidarlo. Io non devo e non ho dovuto fare una guerra all'alcol,ma una guerra ai miei pensieri,poi al potere dell'alcol nei miei confronti. Ora ho una certa consapevolezza ,augurandomi che duri,ma sta durando da un bel po',anche se questo non vuol dire nulla.Non è tanto il periodo + o meno lungo che non bevo,fosse anche solo un giorno ,non me lo potrebbe cancellare nessuno, anche quel giorno è mio e fa parte del mio vissuto.Spero di non essere stato troppo confusionario Ora nel bene e nel male sono me stesso,presente e responsabile….e anch'io per domenica una idea ce l' avrei….ma forse una domenica sola non basterebbe,un abbraccio Amico.Ciao stammi meglio che puoi e grazie del tuo post a presto Sergio ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: squalouno Inviato: 06/04/2006 9.13 Bè, che dire? Secondo me avete ragione entrambi, e vi spiego perchè: Ha ragione Sergio quando dice che l'alcol è una sostanza psicotropa, ed ha ragione omino bialetti quando dice che non si può mandare in carcere i viticoltori. Nella tua risposta O.B., hai dimenticato di fare la distinzione tra le droghe, perchè anche se questi politici qualche canna se la sono fatta non vuol dire che conoscano a fondo i danni potenziali e...perchè no (parlando da ex consumatore) anche dei pregi medico sociali (aumento dell'appetito, lotta ai tumori, legante sociale a basso impatto diverso dall'alcol ecc.). Dal mio punto di vista posso dire che il thc (principio attivo della cannabis) mi ha aiutato non poco a mollare la bottiglia, e quando mi sono reso conto che era una dipendenza anche quella l'ho mollato con uno sforzo decine di volte inferiore a quello del cugino alcol. Ho riprovato a fumare dopo un paio d'anni e devo dire che l'effetto non mi ha esaltato ed i rischi di ricaduta (almeno nel mio caso) si sono rivelati inconsistenti. Il fatto è che nessuno sa come impedire al giovane questo gusto della sperimentazione innato nelle giovani menti, tanto più che se a dissuaderti è uno di questi dinosauri della politica fa l'effetto opposto. Ogni tanto vedi in tv l'ex tossico che parla ai giovani ma appare troppo distante dalla realtà consueta dei consumatori. Quanto a mandare in galera un ragazzo che per risparmiare si coltiva 4 o 5 piante ogni commento mi sembra superfluo. Anzi, un commento ce l'avrei: ma non è come avere una piccola vigna? Saluti asciutti. Ah, dimenticavo di dire che se negli anni '80 per lunghi periodi non trovavi neanche un pò di fumo in compenso la roba(eroina) non mancava mai (effetti del proibizionismo). Assisteremo probabilmente ad una recrudescenza di questo fenomeno per il semplice fatto che lo spaccio tende a puntare sul massimo guadagno possibile a parità di rischio, quindi se tutte le droghe sono equiparate cercherò di spacciare più ero e coca piuttosto che hashish visto che la pena non cambia. Ciao
Ultima modifica Lunedì 02 Febbraio 2009 13:28
Mercoledì 04 Febbraio 2009 19:17

Immagina che esista una banca........

Scritto da Tito
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Da: maurizia52 (Messaggio originale) Inviato: 03/12/2005 9.49 Sono una " esimia scopiazzatrice" , ma a volte leggo cose troppo carine per non condividerle con voi, questa l' ho trovata nella lista NA , eccovela:Questa è da tenere presente............... Immagina che esista una Banca che ogni mattina accredita la somma di Euro 86.400 sul tuo conto. Non conserva il tuo saldo giornaliero. Ogni notte,cancella qualsiasi quantità del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno. Che faresti? Ritireresti o spenderesti tutto fino all'ultimo centesimo ogni giorno, ovviamente!!!! Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa Banca. Il suo nome? TEMPO. Ogni mattina questa Banca ti accredita 86.400 secondi. Ogni notte questa Banca cancella e dà come perduta qualsiasi quantità Di questo credito che tu non abbia investito in un buon proposito. Questa Banca non conserva saldi ne permette trasferimenti. Ogni giorno ti apre un nuovo conto. Ogni notte elimina il saldo del giorno. Se non utilizzi il deposito giornaliero,la perdita è tua. Non si può fare marcia indietro. Non esistono accrediti sul deposito di domani. Devi vivere nel presente con il deposito di oggi. Investi in questo modo per ottenere il meglio nella salute, felicità e successo: l'orologio continua il suo cammino. Ottieni il massimo da ogni giorno. Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio. Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente. Per capire il valore di una settimana, chiedi all'editore di un settimanale. Per capire il valore di un'ora, chiedi a due innamorati che attendono di incontrarsi. Per capire il valore di un minuto,chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno. Per capire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente. Per capire il valore di un milionesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d'argento alle Olimpiadi. Dai valore ad ogni momento che vivi, e dagli ancor più valore se lo potrai condividere con una persona speciale, quel tanto speciale da dedicarle il tuo tempo e ricorda che il tempo non aspetta nessuno. Ieri? Storia. Domani? Mistero. E' per questo che esiste il presente!!! L'origine di questo pensiero? Sconosciuta, però si dice che porti fortuna... solo per oggi. Buone 24 a tutti.
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 08 Febbraio 2009 13:39

Certe persone

Scritto da Tito
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Certe persone             Dedicato alle persone a cui tengo…

Certe persone non sanno, quanto sia importante che semplicemente esistano… Certe persone non sanno, quanto sia bella semplicemente vederle… Certe persone non sanno, quanto sia incoraggiante il loro sorriso…. Certe persone non sanno, quanto sia quanto sia importante la loro vicinanza… Certe persone non sanno, quanto saremmo più poveri se loro non ci fossero… Certe persone non sanno di essere un dono del cielo…. Se non glielo diciamo, non lo sapranno mai… E' bello sapere che ci sei… Sergio alcolista

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 05 Febbraio 2009 00:12

TOLLERANZA

Scritto da Tito
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TOLLERANZA Ed essere tollerante non significa che tu devi essere d'accordo con tutto quello che ognuno pensa, sente o fa. Questo significa solo essere sicuri a sufficienza delle proprie convinzioni e sentimenti, li valuti , in modo da non sentirti minacciato dalle diversità. Solitamente ciò a cui sei intollerante negli altri è irrisolto in te. L' esempio,del fumatore che ha smesso e che disapprova tutti gli altri fumatori perché segretamente vuole ancora una sigaretta. Si diventa ancora più tolleranti quando si realizza che siamo tutti perfetti ,eppure parti imperfette di questo mondo. Sergio --------------------------------------------- ------------------------- ----------------------- -------------------------------- Tolleranza Perché,un termine usato da tutti è in realtà ambiguo e insufficiente Non è una brutta parola, tutt'altro. Tolleranza significa capacità fisica o spirituale di sopportare, e tollerante è chi permette o accetta idee o atteggiamenti diversi dai propri, chi mostra comprensione e indulgenza per gli errori e i difetti altrui. Questo spiritualmente parlando,ma quando gli errori altrui causano danni ,perdita di vite alle persone care,andandoci pesante, ma anche solo per cose minori Ecco secondo me,poi mi posso sempre ricredere, ma solo in alcuni punti ,influiscono troppi fattori,un discorso molto ampio che parte da un educazione ricevuta non solo dai genitori ,ma dalla società sin da piccoli……….ma se ormai non riusciamo a tollerare il vicino di casa…quando mai l'immigrato,per dirne una,il diverso,si una questione di cultura un far da se questa capacità di comprensione personale,dove oltre ad avere la mente aperta,bisogna farla lavorare e avere la capacità di evolvere i nostri pensieri in positivo.Siamo troppo chiusi in un guscio creato da noi a nostra protezione e questo se analizzato …in senso egoistico,la paura di perdere quelle che crediamo le nostre ragioni. Si ,in Alcolisti anonimi questa parola è inserita anche se non scritta in ognuno dei 12 passi,ma perché è un programma spirituale dove il singolo non conta nulla,dove la guarigione viene delegata ad un Potere Superiore. Bill è caduto in trance per scrivere dei passi ,io nemmeno a leggerli. Tolleranza!!! (senza nessuna polemica o giudizio,solo constatazione). Vedo gruppi in competizione…e sarebbe programma (i programmi sono tutti buoni,se si applicano)….mi fermo qui,se qualcuno vuol proseguire il discorso…………..Sergio, e parlo solo x me ..un mio pensiero * ]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]]] Da: maurizia52 Inviato: 03/03/2006 0.19 "Possa io non intensificare l'ignoranza di coloro che errano, con la mia intolleranza, o vendetta. Ispirami ad aiutarli col mio perdono, le preghiere, e le lacrime di gentile amore." (Paramahansa Yogananda) *************************************************************************************** Da: TONI-AAA Inviato: 03/03/2006 12.34 Dato che non penseremo mai nello stesso modo e vedremo la verità per frammenti e diversi angoli di visuale, la regola della nostra condotta è la tolleranza reciproca. La coscienza non è la stessa per tutti. Quindi, mentre essa rappresenta una buona guida di condotta individuale, l'imposizione di questa condotta a tutti sarebbe un'insopportabile interferenza nella libertà di coscienza di ognuno........... Serene 24 ore a tutti ####################################################################àà Da: maurizia52 Inviato: 04/03/2006 9.49 Parlando di INtolleranza sarebbe giusto accostargli anche il temine empatia ( : IN phatos- In comunione) mettersi al posto dell'altro..non la semplice simpatia che si prova nei confronti di chi ha una corda vibratoria comune alla nostra, o quantomeno simile, è qualcosa di più profondo ed è legato alla capacità di vedere l'altro per quello che è, senza per altro esprimere alcun tipo di giudizio sia in positivo che in negativo. La corda che unisce questi due scellerati compagni di merende e' il giudizio o comparazione e si innesca per confronto tra cose inconfrontabili. Non ci credete? Farò un esempio: una rosa e' infinitamente piu piacevole da osservare di un'ortica e quindi quest'ultima inevitabilmente e' brutta e sgradevole, ma cos'hanno in comune a parte la terra su cui crescono?? NULLA! Eppure chiunque interpellato, invariabilmente affermera' che una rosa e' bella e dona piacere, mentre un'ortica non lo e' per nulla. L'errore madornale che sta alla base di questo giudizio e' proprio la comparazione , nessuno si sognerebbe mai di definire bello o brutto un bue confrontandolo con una bicicletta, eppure e' proprio quello che abitualmente ed inconsciamente facciamo tutti i giorni. Ogni cosa e' unica e possiede caratteristiche proprie, quindi andrebbe osservata tenendo ben presente la sua unicita' e lasciando a casa il giudizio comparativo. Riuscendo a farlo (anche una sola volta), l'intera visione del mondo ne risultera' stravolta, tutto prendera' vita ed i nostri orbissimi occhi si spalancheranno ed un'esplosione di colori ci assalira', mostrandoci una realta' NON VUOTA ad eccezione di poche cose carine, ma PIENA, anzi, straripante di meraviglia! Essere Accomodanti Il termine Ksanti deriva dalla radice sanscrita ksam, "perdonare": Ksanti è spesso tradotto come tolleranza e pazienza, due parole che danno una connotazione di rassegnata sofferenza. Un termine più appropriato di tradurre ksanti è la capacità di essere accomodanti; ksanti è definita come la capacità di essere accomodanti nei confronti degli errori del nostro prossimo.( percepiti secondo il NOSTRO metro valutativo che non è necessariamente il vero o giusto) E' la capacità di accettare negli altri un comportamento sgradevole che qualcuno non cambia. Significa il non chiedere agli altri di cambiare qualcosa che faccia piacere a noi, o per far piacere a noi, il che è ancora peggio e sa un po' di ricattatorio. Il valore di ksanti è costituito dalla conoscenza della natura umana e delle relazioni fra persone. Quando ci sono cose che ci non ci piacciono per niente in un'altra persona, si ha bisogno di apprendere come essere accomodanti. A volte si può essere in grado di cambiare l'altra persona senza che questo causi danno, oppure alle volte ci si allontana da questa persona, se questo può esser fatto senza trascurare il proprio dovere. Ma quando queste possibilità non sono disponibili, è necessario apprendere ad essere felicemente accomodanti.
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Martedì 03 Febbraio 2009 13:07

Ciao a tutti

Scritto da Tito
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Da: vcv1 (Messaggio originale) Inviato: 05/03/2007 17.55 Salve a tutti, pian piano mi sto rendendo conto di avere un problema che si sta portando avanti da molti anni e che ho pesantemente sottovalutato. E' dall'eta di 15 anni che bevo,prima solo il sabato ,poi col passare degli anni s'è aggiunto anche il venerdì , e ora ogni volta che posso. Per il momento la cosa nn mi ha creato problemi sul lavoro anche xchè in orari d ufficio nn ne faccio uso ma ci sono certi giorni che nn penso a altro che uscire per bere una birra.che poi nn è mai una.Sono arrivato a un livello di tolleranza molto alto così quando posso apparire normale in realtà ho bevuto già parecchio.D un punto di vista sociale la cosa mi sta creando notevoli problemi mano a mano mi sto circondando di persone ne migliori ne peggiori di me ma tutte con lo stesso problema ,così da ricreare un microcosmo in cui il problema nn è mai posto. e' già sucesso che mi preoccupasssi è da un paio di giorni che mi sto schifando sempre piu di questoa mia debolezza. sinceramente nn so come affrontarla al momento ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: SergioYu1 Inviato: 05/03/2007 21.04 Ciao vcv 1 penso che il fatto che ti renda conto del problema che ti crea il bere, sia una cosa positiva... per un recupero della propria persona.Non eravamo così,lo siamo diventati poco a poco,la tolleranza è quella che ci frega..pensando che teniamo bene l'alcol,quando invece siamo obbligati a bere di + per ritrovare...se vogliamo una parte di equilibrio,anche se alcolico.Il punto è che non ci si ferma lì...l'alcol subdola sostanza si incunea in tutto, nel corpo,nella mente,riempiendo di illusioni i nostri pensieri ,la nostra volontà. Affrontare il problema,ottima cosa ,bisogna volerlo veramente,ce la puoi fare anche tu come altri.Sicuramente ci saranno vicino a te delle associazioni tipo ... i CAT Club Alcolisti in trattamento,oppure gli Alcolisti Anonimi,nessuna di queste associazioni ha una bacchetta magica o una migliore dell'altra però vi troverai Amicizia Fiducia,gente che non ti giudica,ma che ti Accetta per quello che sei e che ti ascolta,questo solo che tu voglia condividere i tuoi problemi creati dal bere.Un Inizio,provare,volere,senza nessuna vergogna,non ci si deve vergognare dal voler star bene,noi e chi ci è vicino. A qualcuno serve anche on line,se non l'hai fatto rileggiti un pò di post,inviare e-mail,com insomma vedi di usare tutto quello che ti può essere di aiuto in questo momento.....facci sapere auguri da Sergio alcolista sobrio e sereno ora ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: Lyssa4709 Inviato: 07/03/2007 18.04 IO HO SOLI 25 ANNI E NE SONO CONSAPEVOLE da poco...ma credo di essere messa peggio di te,, ci sono stati epiisodi scoperti dai miei ed essendo donna e quindi piu attenta a queste cose...sono ingrassata.. mi faccio schifo l alcool sta distruggendo la mia vita... se te ne sei reso conto...è già una vittoria

Ultima modifica Domenica 26 Ottobre 2014 13:13
Lunedì 02 Febbraio 2009 12:46

PERMESSO..

Scritto da Tito
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Da: Willymatt3 (Messaggio originale) Inviato: 17/11/2007 16.45 Anche se non intervengo mai ( non sono un alcolista, ma purtroppo intorno me ve ne sono chiedo (secondo le regole che ho accettato nello iscrivermi a questa com) il permesso al gestore di riportare in altre com che frequento alcuni post tratti da altri siti ( repubblica) che mi sembra utilissimo divulgare. Ringrazio anticipatamente se la richiesta sarà accolta. Willy --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: SergioYu1 Inviato: 17/11/2007 20.18 Sicuramente si.. Willy,se ti sembra una cosa utile e inerente al tema trattato,va bene,....sono io a ringraziare Sergio alcolista sobrio e sereno quanto basta...a presto Ciaoooo ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Da: Willymatt3 Inviato: 17/11/2007 21.36 Grazie di nuovo Sergio. Willy.
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Mercoledì 04 Febbraio 2009 13:08

BUGIARDINO ALCOLICO

Scritto da Tito
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ALCOOL Produttori vari . Tutte le gradazioni ALCOOL Antidepressivo - Ansiolitico - Euforizzante Farmacocinetica: Assorbimento: il principio attivo viene completamente assorbito x via orale. Legame al plasma: 100% Emivita: Media - Lunga - Variabile Escrezione: Cellula epatica 90% - Sudore -Urina- Respiro 10% INDICAZIONI: Manifestazioni tipiche,quali umore depresso,ansietà,fobie. L’effetto antidepressivo e euforizzante dell’alcool si stabilisce rapidamente e esercita la sua azione su tali sindromi.Il suo effetto si ottiene già nei primi bicchieri di trattamento,l’attività terapeutica sembra sia basata sulla sua capacità e concentrazione di gradazione alcolica. POSOLOGIA La posologia e la somministrazione viene determinata individualmente o in compagnia,ed adattata alle condizioni del paziente.Di regola si cerca di ottenere l’effetto ottimale con minime dosi,oppure a volontà e al bisogno. PRECAUZIONI: Il trattamento dovrebbe essere effettuata sotto sorveglianza dell’oste. Prima di iniziare e durante il trattamento,è suggeribile ingerire salatini ,patatine od altro. Particolare cautela in vini non DOC. AVVERTENZE SPECIALI Non associare alcool a vini Ciravegna (alterazioni visive). In caso di reazioni allergiche ,trattare con Grappe e Digestivi. EFFETTI COLLATERALI Tremore alle mani,eritema del volto e delle mani,lingua patinata, difficoltà di concentrazione,presenza di stati e momenti confusionali, disturbi della memoria,allucinazioni visive e uditive,intossicazione alcolica,coma alcolico,polineuropatie,cirrosi,delirium tremens,epilessia,demenza,delirio cronico di gelosia,impotenza,incontinenza,vomito,stati maniacali,ecc…. Se si notano effetti collaterali qui non evidenziati,avvertire subito le CANTINE SOCIALI ITALIANE CONSERVAZIONE: Tenere in luoghi sicuri,altri potrebbero farne un uso improprio.
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 31 Gennaio 2009 15:44

Alcolismo Droga Legale

Scritto da Tito
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Alcolismo Droga Legale Da: SergioYu1 (Messaggio originale)Inviato: 03/09/2003 Alcolismo, vera piaga sociale,per combatterla ,bisogna partire dalla prevenzione. Sovente mi capita di non capire: l'alcol riconosciuto ormai dall'Organizzazione mondiale della sanità come una droga, viene reclamizzato sui giornali,in Tv,sui manifesti. Ora quasi come se fosse una medicina,si sente dire, fa bene alle arterie,al cuore ecc...quasi fosse una cura. Accidenti non sapevo di essermi curato per tanti anni.Ecco perchè mi ha fatto male ,ho preso troppo sul serio la cura,eccedevo per essere più sano e più in forma. Certo poi ti dicono di non abusarne,dove stà il confine tra abuso e consumo normale?Altri ti dicono che sei predisposto a diventare alcolista,allora in mio confine dove stà,dovrei saperlo da solo. Certo le avvisaglie ci sono state per me,avrei dovuto capire,poi però pensando che è una droga che mi altera il cervello,mi chiedo,ero in grado di scegliere e capire. Consumo moderato ti dicono,ma non ti dicono che puoi diventarne dipendente . La dipendenza da alcol ,non è facile da interrompere,e tutti sono soggetti a rischio. Io ero a rischio,e sono caduto in quel vortice che annulla la persona ,che la rende non credibile.Ne sono uscito,fino a quando non lo so, però so una cosa ,che finche mi ricordo di essere un alcolista sarà difficile che ricada nell'inferno,sapendo che per me un bicchiere non fa bene al cuore ,alle arterie,ecc...ma distrugge in un attimo tutto quello che sono riuscito a ricostruire. Imformazione ,ecco quello che bisogna fare ,a tutti i livelli. Un saluto a tutti da Sergio alcolista sereno
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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