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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Categoria Unica della Sezione "Giovani e Alcol"

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"Bagaglio scomodo": il mondo emotivo di un alcolista raccontato in un libro

Fonte: Radiopereira.it

Un bagaglio scomodo ovvero storia di un'incontinenza emozionale

E poi un giorno incontri un libro. Toccante, vero e ricco di sensazioni. E scopri che può esistere l'incontinenza emozionale. E tocchi con mano un mondo che conoscevi solo per sentito dire e che attraverso una scrittura altamente emozionale ti viene svelato.

Ad aprirti le porte di questa realtà, una sentita prefazione di Don Andrea Gallo, da sempre vicino agli ultimi. Sono sue le parole che introducono il "Bagaglio scomodo" di Antonio Garibba, pesarese di adozione.

Questo libro è la storia di una vita, di una caduta e di una rinascita. La voce di un uomo che si trasforma nella voce di tanti uomini e donne che hanno come unica colpa l'essere più sensibili degli altri.

Quello che Antonio Garibba ci regala è il reportage di un viaggio nel mondo della droga e dell'alcol.

Un percorso che ha un'andata e, fortunatamente, un ritorno.

Un bagaglio scomodo è la storia di una persona che vive la sua vita in modo totalmente "emozionale" e ci accompagna attraverso la sua vita: dalle passioni politiche degli anni '60 e '70 al mondo dissoluto della droga e dell'alcol, fino all'esperienza in comunità e alla rinascita.

Il risultato è un diario-ritratto di tutte quelle emozioni che possono portare all'autodistruzione.

E tu che leggi puoi comprendere da vicino cosa succede nella testa di una persona "malata" di alcolismo.

E scopri che ad ammalarsi sono le persone più ricche dentro, più sensibili. Perché "il problema" di Antonio, troppo taciuto in una società che poggia sulla filosofia di essere sempre giovani, belli e pronti per il divertimento, è in realtà il riflesso della condizione umana odierna, sempre più in crisi a causa di una realtà ogni giorno più complessa e slegata dalle "cose che contano".

Per questo quando finisci questo libro ti senti davvero arricchito.

Dagmara Bastianelli

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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http://www.stateofmind.it/2013/07/impulsivita-alcool-adolescenza/

Abuso di alcool: i giovani che manifestano tendenze impulsive sono più inclini a bere pesantemente in tenera età.

LEGGI ANCHE ARTICOLI SU: IMPULSIVITA’

È’ quanto emerge dai risultati di una ricerca University of Liverpool secondo la quale intervenire sui tratti della personalità, come l’impulsività, potrebbe potenzialmente essere un intervento efficace nel prevenire l’abuso di alcol adolescenziale e lo sviluppo di problemi con l’alcol in età avanzata.

Studi nel Regno Unito mostrano che circa il 24% dei dodicenni ha bevuto alcolici almeno una volta nella vita, percentuale che sale al 77% nei 15enni.

LEGGI ANCHE ARTICOLI SU: BAMBINI E ADOLESCENTI

Precedenti ricerche hanno suggerito che il comportamento impulsivo è collegato con il bere in adolescenza, anche se non è chiaro il rapporto di causalità, cioè se i giovani più impulsivi tendono a bere di più, o se bere, in una fase in cui il cervello è ancora in via di sviluppo, è particolarmente dannoso e porta alla progressione di comportamenti impulsivi.

Il team ha utilizzato test computerizzati che hanno misurato il controllo inibitorio, la capacità di ritardare la gratificazione, e l’assunzione di rischi. Più di 280 giovani tra i 12 e i 13 anni hanno preso parte allo studio. I test sono stati ripetuti ogni sei mesi per due anni.

Ultima modifica Sabato 01 Marzo 2014 01:04
Mercoledì 11 Febbraio 2009 10:09

Ciao Ragazzo

Scritto da Ceres
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Ciao Ragazzo Giovane.
Lo so ke bere è uno sballo. L'ho fatto anche io alla tue età.
Ultima modifica Giovedì 19 Marzo 2009 08:43
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Alcool, tossico dipendenze e patologie correlate Asl Milano 1

Tossicodipendenze


L'attività fa capo ai servizi territoriali tossicodipendenze, i Ser.T. che offrono le seguenti prestazioni: colloqui di accoglienza e orientamento, di consultazione psicologica e sociale per soggetti dipendenti, invio in strutture dedicate (comunità terapeutiche, centri diurni, centri psicoterapici), trattamento farmacologico, disassuefazione, definizione di programmi terapeutici anche in collaborazione con il medico curante, assistenza per il trattamento delle patologie correlate alla dipendenza o all'abuso di sostanze psicoattive e da alcool, attività di prevenzione anche in collaborazione con gli Enti comunali e gli Istituti scolastici.


Dove rivolgersi
Si accede senza appuntamento negli orari di apertura dei Ser.T. prevista per almeno sei ore giornaliere da lunedì a venerdì.
Il sabato e la domenica è prevista l'apertura , con orario ridotto di almeno un Ser.T. sul territorio ASL.

Distretto Garbagnate clicca qui

Distretto Rho: sede Rho

Distretto Corsico: sede Corsico

Distretto Legnano e Castano: sede Parabiago

Distretto Magenta e Abbiategrasso: sede Magenta


Abuso e dipendenza da alcool
Per la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione delle persone che fanno un uso problematico, abusano o sono dipendenti dall'alcool, la ASL offre sul territorio i servizi dei NOA, Nuclei Operativi Alcooldipendenti. Anch'essi come i Ser.T. svolgono un'azione prevalentemente rivolta alla prevenzione dell'abuso di alcool e s favore della salute psico-fisica delle persone che ne abusano o ne sono dipendenti ed offrono analoghe prestazioni.

Ultima modifica Lunedì 06 Dicembre 2010 23:15
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Alcol, droghe, psicofarmaci....Analisi del fenomeno del poliabuso

Fonte: Psicologia.doctissimo.it 6 settembre 2011

Droghe, psicofarmaci e giovane età: un mix pericoloso
Il fenomeno dell'alcolismo tra i giovanissimi si accompagna spesso all'uso di droghe e all'assunzione di stupefacenti, per completare le serate per loro troppo tranquille. Altro aspetto dello sballo del sabato sera (e non solo) l'abuso di queste sostanze sta aumentando tra gli under 35.
La dipendenza e il boom della cocaina
Lo step successivo all'alcolismo è l'integrare lo sballo dato dalle bevande con l'assunzione di cocaina, eroina, MDMA, chetamina, LSD, pasticche di ogni sorta, anfetamine, hashish e marijuana. La differenza la fa la disponibilità di denaro, come al solito, e il consumo aumenta nel week end nei locali della movida delle più grandi città, come Milano e Roma. Si può parlare di dipendenza vera e propria anche se ne usufruiscono dei giovani ragazzi? Certo che sì, in questo caso sfortunatamente l'età non fa la differenza, anzi più si è giovani più si corre il rischio di riportare danni a lungo termine. Ma il fenomeno si registra, purtroppo, anche nel resto d'Europa: un recente studio condotto a Bruxelles dall'Osservatorio europeo sulle droghe ha appurato, nel 2009, che 13 milioni di europei ha assunto almeno una volta nella vita la cocaina, 7,5 milioni di giovani sotto i 34 anni ha fatto altrettanto e di questi 3 milioni l'hanno assunta di recente. Dati sconcertanti, soprattutto perché l'Italia è tra i primi posti per il consumo personale, insieme a Inghilterra, Spagna, Irlanda e Danimarca.

Ultima modifica Sabato 01 Ottobre 2011 21:37
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La forza della bellezza e dell’amore contro alcol e droghe

ALCOL E DROGA, sono forse gli ostacoli più gravi sulle vie del crescere. Si è spesso impotenti di fronte a ragazzini e ragazzine, che non vogliono sentire ragionamenti. Non è raro poi ...

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Riabilitazione alcologica: il ruolo della motivazione al cambiamento

Fonte: Retecedro.net 30 maggio 2013

IL RUOLO DELLA MOTIVAZIONE AL CAMBIAMENTO IN UN GRUPPO DI SOGGETTI RICOVERATI PRESSO UN REPARTO DI RIABILITAZIONE ALCOLOGICA

L'alcolismo è una malattia cronica recidivante. Attualmente si tende ad orientare il trattamento delle dipendenze: verso una logica di approccio globale che tenga conto di tutti i disturbi provocati dall'alcol e si va sempre più affermando la necessità di interventi differenziati-combinati o, quanto meno, integrati.

Ultima modifica Sabato 01 Marzo 2014 01:05
Venerdì 06 Febbraio 2009 14:41

non BERE & non GUIDARE,addio mamma....

Scritto da alaska
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Ultima modifica Mercoledì 11 Febbraio 2009 10:10
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Alcol, giovani a rischio. Codacons: non sono rispettate le leggi

Ultima modifica Mercoledì 11 Febbraio 2009 09:46
Domenica 24 Maggio 2009 09:02

“Zero” alcol per i minori di 21 anni

Scritto da Tito
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"Zero" alcol per i minori di 21 anni

La stretta interessa anche chi ha ottenuto la patente da non più di tre anni e i conducenti professionisti

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Gli adolescenti e le dipendenze: i risultati di un'indagine

Fonte: Sanihelp.it 3 giugno 2014

Gli adolescenti e le dipendenze      di Valeria Leone

Dai risultati di un'indagine che ha coinvolto circa 400 ragazzi di alcune scuole secondarie di una provincia lombarda emergono le dipendenze più comuni tra gli adolescenti.

Si chiama In equilibrio sopra l'Euforia il progetto educativo di prevenzione dalle dipendenze, realizzato dalla LILT Milano in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma e con il contributo della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza. Il progetto ha coinvolto per tre mesi circa 400 ragazzi di alcune scuole secondarie dei comuni di Cesano Maderno, Seregno e Vimercate (Monza-Brianza) e si inserisce nel lavoro che la LILT porta avanti da anni nelle scuole di Milano e dell’hinterland per sensibilizzare i ragazzi sull’importanza di fare scelte consapevoli e salutari.

I ragazzi hanno compilato un questionario on line, dai cui risultati sono emersi una tendenza al consumo eccessivo di alcol e di tabacco, all'uso costante di internet e del cellulare e un rapporto, spesso difficile, con il cibo. Inoltre sono stati analizzati alcuni degli aspetti fondamentali della vita degli adolescenti, come il grado di introversione e di impulsività, con l’obiettivo di approfondire le dinamiche di interazione tra i livelli di assuefazione e gli atteggiamenti personali.Il 44% fa uso di tabacco di cui la metà in maniera continuativa, il 6% invece ha smesso di fumare. Perché si fuma? Per influenza degli amici (31%), per il semplice piacere di fumare (29%), per stress (21%). Circa l’8% presenta una dipendenza moderata che, senza un intervento opportuno, rischia di evolversi in alta dipendenza. Circa il 5% non ha controllo sull’uso del tabacco.

Secondo il  58% dei partecipanti le sigarette sono innocue o comunque poco pericolose, mentre il 38% ne riconosce i rischi. Avere dei genitori fumatori e la tendenza a ricercare forti emozioni sono statisticamente associati a un’alta probabilità di sviluppare una dipendenza da tabacco. Il 7% ha utilizzato la sigaretta elettronica, ma di questi solo l’1% sta continuando a fumarla.

Circa il 67% degli adolescenti partecipanti beve alcol: il 45% riferisce un livello di dipendenza da alcol moderato e circa il 3% non riesce a controllarne l’uso. Per la metà del campione il consumo di alcol è dannoso, per l’altra metà è innocuo o comunque poco pericoloso.

Il 20% circa dei partecipanti assume sostanze stupefacenti; il  30% che dichiara di averne fatto uso presenta una moderata dipendenza e circa il 4% una difficoltà nel gestirne l’assunzione. La marijuana e gli psicofarmaci sono percepiti come meno pericolosi, mentre la maggior parte riconosce la dannosità della cocaina, dell’eroina, dell’anfetamina, dell’MDMA e della Ketamina. L’anfetamina sembra essere la sostanza meno conosciuta. I maschi e i partecipanti con alti livelli di disinibizione sono a maggiore rischio.

Circa il 10% dei partecipanti sembra avere sviluppato una dipendenza da internet; il 42% rischia una dipendenza da cellulare (in particolare le ragazze). Il 12% fa un uso problematico dei social network e il 6% ha sviluppato una vera e propria dipendenza. La percezione della dipendenza da internet e cellulari è risultata essere molto scarsa.Il 43% dei partecipanti infine presenta un rapporto sano con il cibo, mentre la maggioranza (51%) un rapporto problematico: il 6% è a rischio di disturbi alimentari. Le condotte alimentari patologiche sembrano essere un rischio diffuso soprattutto tra le ragazze.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Martedì 24 Febbraio 2009 14:26

Troppe avventure di una notte per colpa dell'alcol

Scritto da Tito
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Troppe avventure di una notte per colpa dell'alcol

ROMA - Escono la notte, si divertono, bevono alcolici, perdono le inibizioni e finiscono a letto con il "mister x" di turno. Succede in Inghilterra dove, secondo quanto ha rivelato un sondaggio, almeno una ragazza su tre ha confessato di essersi ubriacata ed aver fatto sesso occasionale, per poi pentirsi.

Il "Sex Factor report", ricerca condotta dall'organizzazione a sostegno degli adolescenti
Youth-Net, è stata condotta su un campione di 2000 ragazze tra i 16 ed i 14 anni, riportando dati preoccupanti. L'abuso di alcolici è un fenomeno ormai molto diffuso tra le giovani ragazze, ed è strettamente connesso all'incrementarsi di un altro fenomeno, quello del sesso occasionale, spesso praticato senza le dovute precauzioni. E' allarmante già il fatto che il 32% delle ragazze ha ammesso di aver fatto sesso senza protezione o contraccettivi mentre era sotto l'effetto dell'alcol e di aver posticipatamente temuto di aver contratto qualche malattia venerea. "L'alcol abbassa le inibizioni a tutte le età, ma combinato con l'inesperienza in campo sessuale può portare a compiere errori drammatici e conseguente rimorso. Ci possono essere anche conseguenze più gravi come gravidanze inaspettate, contrazione di infezioni e abusi sessuali", ha dichiarato una esperto della YouthNet, Matt Whyman.

Ma il
sesso può essere una delusione anche se fatto precocemente. Lo stesso sondaggio rivela che più di un quarto delle ragazze intervistate ha ammesso di essere stata delusa dalla "prima volta". Le ragioni sono diverse e l'una non esclude l'altra: il 75% crede di aver scelto la persona sbagliata; il 40% ritiene di aver perso la verginità troppo giovane; un altro 40% crede da la colpa al luogo inadeguato.

http://www.diregiovani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=19113

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Mercoledì 11 Febbraio 2009 09:32

Alcol e Giovani

Scritto da alaska
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Nella nostra cultura vi è ormai un totale e assodato consenso sociale relativo al consumo di bevande alcoliche. Tant’è che l’”iniziazione” al bere avviene spesso in ambito familiare, con un consumo di alcol che potremmo definire “alimentare” (un po’ di  vino durante i pasti è una componente della dieta mediterranea).

Ultima modifica Mercoledì 11 Febbraio 2009 09:36
Giovedì 26 Febbraio 2009 14:07

Un'iniziativa contro l'abuso di alcol

Scritto da Tito
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Un'iniziativa contro l'abuso di alcol
Gentile Severgnini,
sono una ragazza di 17anni e frequento il 4°anno del Liceo Scientifico C.Cavalleri di Parabiago (Mi).
Scrivo in merito al problema dell'abuso di alcolici,in particolare tra i giovani e alle conseguenti stragi sulle strade, per segnalare un'iniziativa che coinvolge oltre alla mia classe altre 4 scuole superiori di Paesi europei (Saint Paul's College di Dublino,Ysgol y Preseli di Crymych in Galles, IES Bendinat di Palma de Mallorca e Zatlarsky School di Sofia).
Il progetto "DRIVING AND DRINKING? NO, THANKS" ,che ci vedrà impegnati nei prossimi 2 anni, mira a creare una campagna di sensibilizzazione e prevenzione per limitare l'eccessivo consumo di alcol e ridurre i danni correlati, in particolare incidenti, aggressioni,violenza oltre che a stabilire un'amicizia tra le scuole partecipanti e a cooperare in un contesto multirazziale e multiculturale.
Il progetto sarà suddiviso in 3 fasi:
1.Analisi dei dati relativi a consumo di alcol e guida in stato di ebbrezza, sondaggi su abitudini e atteggiamenti degli studenti nei confronti dell'abuso di alcol, analisi bevande più popolari, confronto di leggi nei diversi paesi, indagini sulla vendita nei luoghi pubblici, raccolta di informazioni in collaborazione con esperti Noa e polizia locale. Confronto dei dati e produzione di 1 opuscolo comune.
2.Realizzazione di 1 video,1 spot, 1 poster.
3.Organizzazione di workshops durante i quali verrà distribuito il materiale prodotto e un concerto in contemporanea con connessione webcam. Tutti i prodotti (lingua locale e inglese) saranno pubblicati sul sito web della scuola.
So che ha a cuore questo problema e volevo chiederLe se durante il percorso potremo scriverLe per avere consigli, o meglio ancora, se avesse piacere di venirci a trovare. Il 4/3 saremo al 'Magriffe' di S.Vittore Olona C.Sempione 30, dove incontreremo il Prof.Osvaldo Chiara, Primario del Trauma Team dell'Ospedale di Niguarda. Il 12 e 13/3 saremo presenti con uno stand alla Fiera di Milano dove presenteremo il progetto.


Bianca Villa,
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Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Mercoledì 18 Febbraio 2009 14:15

Allarme alcolismo per giovani salentino

Scritto da Tito
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Allarme alcolismo per giovani salentino

 

di GIOVANNI DELLE DONNE

 

LECCE - L’alcol è di casa tra i ragazzi e coinvolge sempre di più i giovanissimi. La quindicenne messa ko in discoteca da una considerevole dose di bibite «ad alto grado» non può essere considerata una eccezione. Infatti, l’88,24 per cento dei ragazzi salentini ammette di bere alcolici e molti di loro (il 57 per cento degli intervistati) associa la «bevuta» ad u n’idea di positività.

Ultima modifica Giovedì 19 Febbraio 2009 08:16
Giovedì 23 Aprile 2009 23:22

ALCOOL: CONTRORDINE, NIENTE EFFETTO 'BEER GOGGLES'

Scritto da Tito
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ALCOOL: CONTRORDINE, NIENTE EFFETTO 'BEER GOGGLES'

Londra - Non ci sono scuse se dopo una serata goliardica ci si pente di esser stati a letto con una donna poco attraente. L'alcol non giustifica la scelta o la valutazione sbagliata di una partner. Infatti, il noto effetto 'beer goggles', letteralmente 'occhiali da birra', quello che renderebbe tutte le donne piu' belle dopo aver ingerito un bicchiere di troppo, non esiste.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcol e sballo, un milione e mezzo di ragazzi a rischio 23 aprile 2009

Alcohol prevention day 2009: nove su dieci bevono in discoteca o nei pub durante il week end, molti alla ricerca di uno sballo a basso costo. Il 64,8% dei ragazzi e il 34% delle ragazze, con un allarmante picco tra i minorenni. Roccella: "Leggi repressive"

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Martedì 29 Settembre 2009 23:14

Don Mazzi: spinelli e coca surclassati dal bicchierino

Scritto da Tito
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Caro direttore, fino a ieri i titoloni dei giornali ci travolgevano informandoci di overdosi, di spinelli, di fiumi di coca. Oggi, siamo travolti delle notizie sull’abuso spaventoso di alcol tra i minori. Per minori intendo 11/12 anni. I nostri figli hanno scoperto che è meno costoso, più riservato e, alla fine, con effetti uguali se non migliori delle droghe leggere e pesanti, farsi un paio di bicchierini di whisky e alcune birrette, assaporate in santa pace, senza rotture e a costo zero.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Sigarette elettroniche e adolescenti : uno studio americano

Fonte: Droganews.it 10 dicembre 2013     fonte: Journal of Adolescent Health

Una ricerca condotta dall’Università di San Francisco (USA) ha valutato la prevalenza dell’uso di sigarette elettroniche fra gli adolescenti coreani e la relazione fra uso di tali dispositivi e lo smettere di fumare. Lo studio ha coinvolto un campione di 75.643 studenti fra i 13 e i 18 anni. Sono stati valutati inoltre l’utilizzo di sigarette negli ultimi 30 giorni, il numero di sigarette al giorno, i tentativi di smettere di fumare sigarette e l’effettiva cessazione di utilizzo.Dai risultati emerge come il 9,4% del campione abbia utilizzato almeno una volta sigarette elettroniche (3,6% in associazione con le sigarette, 1,1% da sole). Viene inoltre evidenziato come i fumatori di sigarette risultino molto più propensi dei non fumatori ad utilizzare le sigarette elettroniche. Fra i fumatori di sigarette, coloro che fumano più frequentemente tendono maggiormente ad utilizzare sigarette elettroniche. Le probabilità di utilizzare sigarette elettroniche fra i giovani che avevano fatto un tentativo di smettere sono risultate maggiori di 1,58 volte rispetto a quelli che non avevano mai tentato. I ricercatori riportano in conclusione, come gli adolescenti coreani utilizzino le sigarette elettroniche quale supporto per smettere di fumare, come spesso pubblicizzato dai rivenditori di questa tipologia di prodotti, ma sottolineano anche come, alla luce dei risultati dello studio che vedono una forte associazione tra uso di sigarette elettroniche e concomitante uso di sigarette tradizionali, tale dispositivo potrebbe rischiare di creare un danno creando comunque nei giovani dipendenza da nicotina e riducendo quindi le probabilità di smettere di fumare sigarette.

______________________________________________________

E' soltanto un mio pensiero, ma penso..almeno lo sarebbe stato  per me, difficile smettere di fumare (sono circa 8 anni che ho smesso),continuando con la stessa gestualità o sostituendo al tabacco un altra sostanza,credo anche  meno dannosa. Tito

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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NULLA a che fare con l'alcool,ma una dipendenza che fa pensare

Bimbi 'drogati' di tablet, davanti allo schermo 8 ore al giorno

Sempre più giovani e giovanissimi preda di un uso eccessivo e scorretto delle nuove tecnologie: per i bambini si arriva fino a 8 ore davanti i tablet, una vera e propria dipendenza che ha conseguenze sullo sviluppo cognitivo, sulla salute psichica (sbalzi di umore e tendenza all’isolamento). Ma anche di tipo più prettamente fisico, soprattutto problemi ortopedici, di postura, di vista e sovrappeso, quest’ultimo causato dalla sedentarietà. L’allarme arriva dai cardiologi e medici internisti italiani, fino al 19 marzo riuniti a Napoli per la XIV edizione del Congresso nazionale della Società italiana di prevenzione cardiovascolare (Siprec), presieduta dal Bruno Trimarco. "Ogni giorno i bambini passano otto ore al tablet - avvertono gli esperti - per loro è una droga".

Ma anche per gli adulti ossessionati dalle nuove tecnologie il rischio è alto.

"A soffrire di 'dipendenza da cellulare e Pc' sono soprattutto le donne - spiega Trimarco -. In alcune persone sono riscontrabili gli stessi sintomi di chi abusa di sigarette o alcolici crisi di astinenza e euforia. Basti pensare alle persone che si incontrano in treno o in metropolitana, quindi per tragitti brevi, compagni di scuola o colleghi di lavoro che invece di parlare si accaniscono sui loro smartphone".

In Italia - ricordano gli specialisti - l'81% dei tredicenni si collega a internet tutti i giorni. Per il 12% accedere a un social network è la prima attività dopo il risveglio e per il 35% l'ultima prima del sonno. Tra i temi affrontati anche quello relativo alle 'Nuove dipendenze: segno dei tempi o segno della crisi? Quali segni sul cuore?', che ha dato anche il nome ad una tavola rotonda a cura della dottoressa Grazia Modena, professore ordinario di Cardiologia e componente del Comitato scientifico della Siprec.

"Il  71% dei tredicenni si collega alla rete con il proprio telefonino – afferma la cardiologa - e lontano dal controllo dei genitori. Il 46% degli adolescenti passa da 1 a 3 ore al giorno sul web e il 26% supera le 3 ore. Per 6 giovani su 10 internet è 'irrinunciabile' e quasi uno su 4 senza i suoi amici virtuali "si sente solo. Non è tutto - rincara Modena - 88 ragazzi su 100  riconoscono nelle tecnologie  la prima causa di comportamenti di abuso, non correlati a sostanze. Una dipendenza, quella da apparecchi tecnologici, che oltre a scatenare  alterazioni dell’umore  (nell’uso dello strumento si prova un aumento dell’eccitazione o maggiore rilassatezza) è alla base di numerosi rischi per la loro salute".

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.adnkronos.com/salute/2016/03/17/bimbi-drogati-tablet-davanti-allo-schermo-ore_VOlhsLN92SiXMURffpOvnN.html

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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NULLA a che fare con l'alcool,ma una dipendenza che fa pensare

Bimbi 'drogati' di tablet, davanti allo schermo 8 ore al giorno

Sempre più giovani e giovanissimi preda di un uso eccessivo e scorretto delle nuove tecnologie: per i bambini si arriva fino a 8 ore davanti i tablet, una vera e propria dipendenza che ha conseguenze sullo sviluppo cognitivo, sulla salute psichica (sbalzi di umore e tendenza all’isolamento). Ma anche di tipo più prettamente fisico, soprattutto problemi ortopedici, di postura, di vista e sovrappeso, quest’ultimo causato dalla sedentarietà. L’allarme arriva dai cardiologi e medici internisti italiani, fino al 19 marzo riuniti a Napoli per la XIV edizione del Congresso nazionale della Società italiana di prevenzione cardiovascolare (Siprec), presieduta dal Bruno Trimarco. "Ogni giorno i bambini passano otto ore al tablet - avvertono gli esperti - per loro è una droga".

Ma anche per gli adulti ossessionati dalle nuove tecnologie il rischio è alto.

"A soffrire di 'dipendenza da cellulare e Pc' sono soprattutto le donne - spiega Trimarco -. In alcune persone sono riscontrabili gli stessi sintomi di chi abusa di sigarette o alcolici crisi di astinenza e euforia. Basti pensare alle persone che si incontrano in treno o in metropolitana, quindi per tragitti brevi, compagni di scuola o colleghi di lavoro che invece di parlare si accaniscono sui loro smartphone".

In Italia - ricordano gli specialisti - l'81% dei tredicenni si collega a internet tutti i giorni. Per il 12% accedere a un social network è la prima attività dopo il risveglio e per il 35% l'ultima prima del sonno. Tra i temi affrontati anche quello relativo alle 'Nuove dipendenze: segno dei tempi o segno della crisi? Quali segni sul cuore?', che ha dato anche il nome ad una tavola rotonda a cura della dottoressa Grazia Modena, professore ordinario di Cardiologia e componente del Comitato scientifico della Siprec.

"Il  71% dei tredicenni si collega alla rete con il proprio telefonino – afferma la cardiologa - e lontano dal controllo dei genitori. Il 46% degli adolescenti passa da 1 a 3 ore al giorno sul web e il 26% supera le 3 ore. Per 6 giovani su 10 internet è 'irrinunciabile' e quasi uno su 4 senza i suoi amici virtuali "si sente solo. Non è tutto - rincara Modena - 88 ragazzi su 100  riconoscono nelle tecnologie  la prima causa di comportamenti di abuso, non correlati a sostanze. Una dipendenza, quella da apparecchi tecnologici, che oltre a scatenare  alterazioni dell’umore  (nell’uso dello strumento si prova un aumento dell’eccitazione o maggiore rilassatezza) è alla base di numerosi rischi per la loro salute".

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.adnkronos.com/salute/2016/03/17/bimbi-drogati-tablet-davanti-allo-schermo-ore_VOlhsLN92SiXMURffpOvnN.html

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 20 Marzo 2015 13:15

Le dipendenze sono malattie?

Scritto da Tito
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Le dipendenze sono malattie?

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Le dipendenze sono malattie?

C’è una crescente consapevolezza sia nell’ambiente medico che in quello della giurisprudenza che molti comportamenti autolesivi e socialmente dannosi, dall’etilismo all’assunzione di stupefacenti, dalla tendenza compulsiva al gioco d’azzardo alla dipendenza da videogiochi, debbano essere considerati come malattie specifiche, vere e proprie sindromi costituzionali di dipendenza. Gli studi sono complessi e non completamente concordanti tra loro.

Fare il punto sulla questione è abbastanza difficile, tanto più che le dipendenze aumentano con la disponibilità di stimoli sociali: un post recente su questo giornale citava la dipendenza da Internet.

Gli studi classici sulla dipendenza da droghe ed alcol, suggeriscono che ci sia una familiarità in questi comportamenti. L’aumentata frequenza all’interno di alcune famiglie potrebbe essere dovuta sia a fattori genetici o comunque biologici (epigenetici), sia a fattori ambientali: i membri della stessa famiglia condividono geni e ambiente.

Per risolvere il dubbio se i fattori predisponenti siano genetici o ambientali si usano due tipi di studi epidemiologici: sui bambini dati in adozione (che potrebbero conservare il rischio di ammalare proprio della famiglia di origine se i fattori predisponenti sono genetici, o acquisire il livello di rischio della famiglia adottante se i fattori sono ambientali) e sui gemelli monozigoti e dizigoti (i gemelli condividono, presumibilmente, lo stesso ambiente, quindi una maggiore concordanza nella malattia dei gemelli monozigoti rispetto a quelli dizigoti indica la predominanza dei fattori genetici su quelli ambientali). Studi di questo tipo attribuiscono ai fattori genetici un peso di circa il 50% nel determinare la dipendenza da farmaci, droghe o alcol (si veda ad esempio questo articolo).

Purtroppo però per ora nessun gene specifico è stato associato alle dipendenze: il tratto è chiaramente multigenico, forse con un rilevante contributo di fattori epigenetici. Inoltre, come per tutti i disturbi multigenici, il ruolo dei fattori ambientali, pur se incompletamente quantificato, è tutt’altro che irrilevante. Nell’etilismo sono stati individuati come fattori predisponenti, tra gli altri: alcune varianti dell’enzima alcol deidrogenasi e alcuni geni implicati nel metabolismo o nel funzionamento di neuromediatori quali il Gaba e la dopamina.

Questi ultimi sarebbero rilevanti anche per alcune dipendenze da stupefacenti e potrebbero quindi avere un ruolo generico, in dipendenze disparate.

Identificare una “malattia da dipendenza” è importante per due ragioni: in primo luogo una malattia, a volte, è curabile, e ci sono già molte indicazioni sul fatto che alcuni farmaci possano essere usati nel trattamento delle dipendenze (ad es. il nalmefene nella terapia dell’etilismo; gli antidepressivi nella terapia del gioco d’azzardo e della dipendenza da Internet); in secondo luogo una malattia riduce l’imputabilità di un comportamento socialmente dannoso e cambia la valutazione giuridica su un comportamento

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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"Sì bevo tanto, sarà troppo?". Confessioni di una forte bevitrice sociale

Fonte: D.repubblica.it 27 ottobre 2014

Sì bevo tanto, sarà troppo?

L’aperitivo con gli amici, il bicchiere a cena, l’amaro come digestivo... E poi le occasioni per festeggiare, o al contrario per rilassarsi. Confessioni di una forte bevitrice sociale, che solo a se stessa confida un sospetto di Anna Viola

C’è il bicchiere di vino a cena, ogni sera. Ci sono gli aperitivi con le amiche, un paio di volte a settimana, con uno o due giri di cocktail. Ci sono i weekend ad alto tasso alcolico, perché come fai a uscire per vedere gli amici o andare a ballare e non bere neanche un bicchiere? Ci sono pure la grappa dopo le cene (per digerire) e i bicchieri di Martini che mi piace centellinare mentre scrivo, alla sera (per concentrarmi meglio). «Ma non ti sembra di esagerare?», mi ha chiesto il mio ragazzo una domenica di qualche mese fa, quando dopo una cena fuori con amici ho proposto a tutti di fermarci in un bar sulla via di casa per bere «un ultimo amaro». Non mi sembra, no. Gli ho spiegato che dalle mie parti, nel Nordest, è normale avere sempre una bottiglia di vino sul tavolo durante i pasti, e pure concludere pranzi e cene con un digestivo. Certo, ha ribattuto lui, ma dove li metti i tuoi mojito all’aperitivo con le amiche e i moscow mule in discoteca? Quelle di certo non sono tradizioni della tua regione.

Lo hanno notato anche i miei genitori. Alle ultime feste comandate, tra vigilia, Natale e Santo Stefano, devo aver bevuto parecchio, dagli aperitivi di auguri al bar del paese al vino (un paio di bicchieri per ogni portata) fino ai liquori dei raduni famigliari. A un certo punto, dopo avermi riempito per l’ennesima volta il bicchiere vuoto, mi hanno chiesto: «Ma mica berrai così tanto anche a Milano, vero?». Il mio ragazzo mi ha dato una gomitata, io ho subito risposto che no, ovvio che no. E ho capito che forse avevo davvero qualcosa da nascondere.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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