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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Giovani e Alcol
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Già sbronzi a 15 anni: la festa alcolica del Botellon, specchio dell'alcolismo giovanile

Fonte: Ecodibergamo.it 1 luglio 2013

Botellòn: già sbronzi a 15 anni

Domanda: dove sono i genitori?

La quinta edizione del Botellòn, la festa alcolica organizzata sabato sera alla Fara tramite Facebook dai ragazzi bergamaschi, non ha creato particolari problemi di ordine pubblico. A parte qualche schiamazzo, un po' di musica e qualche coro non ci sono stati eccessi evidenti.

Anche il giorno dopo non si è dovuta effettuare alcuna conta dei danni perché il prato della Fara si è presentato in buone condizioni: giusto qualche bottiglia di vino e birra ma in quantità minima. Come già accennato sul giornale di ieri, però, quello che ha colpito è stata la quantità enorme di ragazzini minorenni (tra i 15 e i 17 anni) che hanno animato la festa a suon di bottiglie di vino bevute senza scrupoli fino all'ultima goccia.

Questo episodio ha riportato in primo piano il problema del fenomeno alcolismo diffuso tra i giovanissimi, fenomeno che negli ultimi anni si sta accentuando e ciclicamente ritorna prepotentemente a far riflettere. In Italia come nella Bergamasca è allarme.

Espad Italia ha detto che il 91% dei ragazzi bergamaschi tra i 15 e i 19 anni ha consumato bevande alcoliche almeno una volta (l'84% nell'ultimo anno); il 73% nell'ultimo mese e il 6,5% ogni giorno. A preoccupare maggiormente gli esperti è il continuo crescere del «Binge drinking» ovvero un'usanza tipicamente anglosassone che consiste nel bere poche volte ma in grandi quantità superando di gran lunga le dosi che garantiscono una certa lucidità.

Dati ufficiali dicono che il binge drinking è praticato dal 60% dei maschi e addirittura dal 74% delle femmine al massimo due volte in un mese, mentre il 14% dei ragazzi e il 9% delle ragazze lo ha fatto almeno sei volte. A confermare questa preoccupazione c'è il dottor Marco Riglietta, direttore settore dipendenze dell'Asl di Bergamo: «Il fenomeno dell'alcolismo è diffuso tra i giovanissimi ormai da una decina di anni - ha spiegato -. La prima domanda che viene spontaneo porsi è: dove sono i genitori?

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Lunedì 03 Ottobre 2011 13:12

LE TIPOLOGIE DI CONSUMO TRA I GIOVANI

Scritto da Tito
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Fonte: Amarcord.it

LE TIPOLOGIE DI CONSUMO TRA I GIOVANI

Recentemente si è visto un significativo mutamento nella rappresentazione sociale del bere, con un passaggio dal vino alla birra e ai superalcolici e con l'individuazione di nuovi luoghi del bere spesso assunti da modelli esteri (aumentano i pub e le birrerie a discapito delle trattorie e dei ristoranti). Oggi come oggi potremmo parlare di due modelli del bere: un modello tradizionale legato al vino e alla cultura dello stare insieme e un modello moderno legato al consumo per lo più di birra e superalcolici e alla necessità di affrontare difficoltà personali (timidezza, paura, imbarazzo, ecc).

Il bere determinato da tale necessità rappresenta però una modalità di utilizzo di alcolici che espone a una certa probabilità di sviluppare,col tempo, un problema di abuso o dipendenza. E' proprio per questa ragione che, nonostante i giovani siano al giorno d'oggi più consapevoli e informati delle possibili conseguenze negative dell'assunzione di alcol, continuano a rappresentare una popolazione ancora ad alto rischio.

Tale affermazione è avvalorata da una ricerca che ha portato alcuni autori a distinguere tre forme di alcolismo giovanile:

a) Alcolismo come modalità di integrazione nel mondo degli adulti; in questa forma che prelude ad un'alcoldipenenza, l'influenza delle famiglie e del gruppo di pari è fondamentale. Le feste familiari, il luogo di lavoro, il servizio militare, svolgono un ruolo induttore.

b) Alcolismo come auto-medicazione: messo di fronte alla crisi adoloscenziale (noia, solitudine, sentimento di inferiorità, ecc.) o ad uno stato più patologico (depressione, alto livello di ansia, ecc) il giovane ricerca nell'alcol un effetto farmacologico. Per lo più solitario questo alcolismo comporta una degradazione rapida e a volte assume il valore di un equivalente suicidario.

c) Alcolismo tossicomaniacale: sebbene per molto tempo non considerato tale, l'alcol acquisisce ai nostri giorni il valore di una droga. Il

tossicomane può alternare l'alcol ad altre sostanze o può sostituire questi con l'alcol in un periodo di carenza

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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"Bagaglio scomodo": il mondo emotivo di un alcolista raccontato in un libro

Fonte: Radiopereira.it

Un bagaglio scomodo ovvero storia di un'incontinenza emozionale

E poi un giorno incontri un libro. Toccante, vero e ricco di sensazioni. E scopri che può esistere l'incontinenza emozionale. E tocchi con mano un mondo che conoscevi solo per sentito dire e che attraverso una scrittura altamente emozionale ti viene svelato.

Ad aprirti le porte di questa realtà, una sentita prefazione di Don Andrea Gallo, da sempre vicino agli ultimi. Sono sue le parole che introducono il "Bagaglio scomodo" di Antonio Garibba, pesarese di adozione.

Questo libro è la storia di una vita, di una caduta e di una rinascita. La voce di un uomo che si trasforma nella voce di tanti uomini e donne che hanno come unica colpa l'essere più sensibili degli altri.

Quello che Antonio Garibba ci regala è il reportage di un viaggio nel mondo della droga e dell'alcol.

Un percorso che ha un'andata e, fortunatamente, un ritorno.

Un bagaglio scomodo è la storia di una persona che vive la sua vita in modo totalmente "emozionale" e ci accompagna attraverso la sua vita: dalle passioni politiche degli anni '60 e '70 al mondo dissoluto della droga e dell'alcol, fino all'esperienza in comunità e alla rinascita.

Il risultato è un diario-ritratto di tutte quelle emozioni che possono portare all'autodistruzione.

E tu che leggi puoi comprendere da vicino cosa succede nella testa di una persona "malata" di alcolismo.

E scopri che ad ammalarsi sono le persone più ricche dentro, più sensibili. Perché "il problema" di Antonio, troppo taciuto in una società che poggia sulla filosofia di essere sempre giovani, belli e pronti per il divertimento, è in realtà il riflesso della condizione umana odierna, sempre più in crisi a causa di una realtà ogni giorno più complessa e slegata dalle "cose che contano".

Per questo quando finisci questo libro ti senti davvero arricchito.

Dagmara Bastianelli

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 08 Luglio 2011 21:32

Alcol, giovani e genitori: le criticità

Scritto da Tito
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Alcol, giovani e genitori: le criticità

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Alcool giovani e genitori: le criticità

L'alcol è diventato un grande protagonista dei fine settimana dei giovani. I dati statistici sono drammatici: l'età d'iniziazione è 12 - 13 anni e quella della prima ubriacatura 14 anni. Varie indagini condotte tra gli adolescenti, confermano che è cresciuto a dismisura il consumo di bevande alcoliche, nella fascia di età compresa tra i 13 e i 17 anni. Le ragazze da un paio d'anni, sono in forte rimonta e pare che proprio le quindicenni, bevono più dei coetanei maschi.

Ciò che preoccupa è che fare uso di alcool è considerato dagli adolescenti un comportamento assolutamente normale e non trasgressivo mentre fino a pochi anni fa, chiunque beveva in modo abituale era considerato un povero emarginato. I giovani considerano il bere, un fenomeno di moda, immagine di socialità non raggiungibile in altri modi, successo tra i pari, ricerca dello sballo che compensa i tristi pensieri.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Lunedì 26 Marzo 2012 19:34

Siena: un camper itinerante contro l’abuso di alcol

Scritto da Tito
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Siena: un camper itinerante contro l’abuso di alcol

http://www.fondazioneserono.org/340?news_alcolismo=32

Nei giorni scorsi, la giunta comunale di Siena ha lanciato una campagna di prevenzione sul consumo di quantità eccessive di bevande alcoliche e di sostanze stupefacenti rivolta ai giovani di età compresa fra i 14 e i 20 anni. Durante i fine settimana, un camper itinerante con a bordo volontari ed esperti si sposterà tra i locali notturni della città toscana, con l'obiettivo di incontrare i ragazzi, fornendo loro informazioni sui pericoli alcol e droghe correlati. L'iniziativa, che proseguirà per alcuni fine settimana, si inserisce all'interno di un percorso di informazione e prevenzione rivolto ai giovani, per sensibilizzarli e renderli più consapevoli dei rischi per la salute connessi all'uso di sostanze stupefacenti e al consumo di quantità eccessive di bevande alcoliche.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 30 Settembre 2011 22:33

Giovani e alcol: il problema visto da due adolescenti

Scritto da Tito
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Giovani e alcol: il problema visto da due adolescenti

Fonte: Lastampa.it 8 settembre 2011

Giovani e alcol

È vero, il consumo di drink e cocktail tra noi ragazzi è ormai sotto gli occhi di tutti. Ma attenzione a dare la colpa a noi, che viviamo soprattutto di (cattivi) esempi

E. TASSONE E R. PETUNIA*

Quest'estate abbiamo assistito a molti casi di incidenti stradali provocati, soprattutto, dalla guida di autisti irresponsabili e in stato di ebbrezza. È inutile continuare a ribadire quanto sia così pericoloso (e sempre più fatale) l'alcool per coloro che si mettono al volante, ma è anche importante sottolineare che le persone soggette maggiormente a ciò sono i giovani: la parte fondamentale della nostra società e il nostro futuro, che bevono per andare incontro all'euforia. Molto spesso i ragazzi vengono colpevolizzati con idee preconcette e pregiudizi; facile dire «noi una volta non eravamo così», ma le generazioni che con l'andare degli anni si susseguiranno, non saranno mai identiche a quelle precedenti.

È inammissibile che si punti sempre il dito contro noi giovani, poiché anche gli adulti e le persone più mature tendono a manifestare comportamenti inadeguati e diseducativi per i giovani, che ne prendono esempio. Noi siamo gli alcolizzati, i drogati, i delinquenti; ma ci si è mai chiesti il motivo per cui questa nuova generazione persiste a crescere così male? La famiglia, la scuola e i mass media sono l'unico modo con cui è possibile ancora aiutare e sensibilizzare i giovani su ciò che è giusto e non, su ciò che è bene e male. La televisione da una parte con gli spot pubblicitari aiuta a capire il rischio della guida non sicura, dall'altra induce il telespettatore all'acquisto di bevande alcoliche.

Alzare troppo il gomito qualche volta ci può anche stare, ma è necessario essere consapevoli che è sconsigliato mettersi poi alla guida. Anche se recentemente sono stati presi provvedimenti, gli incidenti stradali persistono, e l'alcool è una delle cause. L'eliminazione dell' alcool è impossibile, ma forse in un futuro lontano, in cui ci teletrasporteremo o le strade non esisteranno più e i mezzi di trasporto si sposteranno da un luogo all'altro sospesi in aria, chissà, forse si potrà anche chiudere un occhio a bere un bicchiere in più.

studenti, 15 anni, Imperia

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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L'allarme del Sert: "non lo sanno, ma così si bruciano il cervello"

Fonte: gazzettadiparma.it 12 giugno 2013

L'allarme del Sert: "Non lo sanno, ma così si bruciano il cervello"

I timidi e gli asociali. Quando si parla di adolescenti che fanno uso di sostanze stupefacenti Maria Antonioni, direttrice del Sert (Servizio tossicodipendenze dell'Ausl di Parma), distingue subito due macro-gruppi.

«Per i timidi la causa di solito è ambientale e hanno una prognosi più favorevole».

Fumo le canne perché a scuola vado male, nella squadra di calcio sono lo sfigato del gruppo, allo specchio mi vedo un mostro, a casa i miei non fanno che litigare, si sono appena separati. E poi, che succede? Provo la droga e improvvisamente mi sento un ganzo, addio inibizioni e insicurezze. Per la seconda categoria la faccenda è ancora più complicata. «Gli antisociali sono quelli che vanno a riempire le carceri, persone per cui non esiste il senso di colpa. In adolescenza si chiama disturbo della condotta, e parliamo dei bulli, ragazzi che compiono atti di teppismo, fanno male agli animali. Spesso i tossici adulti sono degli antisociali: entrano ed escono per anni e anni nei servizi, si cronicizzano».

Tornando ai piccoli: quando e come si comincia? «Con l'alcol e le sigarette, intorno ai 14-15 anni ma a volte l'età è anche più bassa. La sostanza principe per introdurre i ragazzi nel mondo dell'illegalità è la cannabis, dove però la concentrazione di thc oggi è del 15% più alta rispetto a quella che circolava 15 anni fa». 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 07 Aprile 2013 21:27

Alcol, per le donne il rischio è doppio

Scritto da Tito
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Alcol, per le donne il rischio è doppio

Fonte: Huffingtonpost.it        Fondazione Veronesi  Di Serena Zoli

Si sa che per alcolismo si può morire. Ma è nuovo sapere che per le donne il rischio raddoppia. Uno studio compiuto in Germania ha individuato 153 uomini e donne dipendenti dall'alcool, di età compresa tra i 18 e 64 anni. Passati 14 anni, i ricercatori hanno ricostruito le vicende biografiche di 149 di loro. I dati, che sono stati pubblicati su Alcoholism: Clinical and Experimental Research, mostrano questa incredibile discrepanza: i tassi di mortalità, calcolati contestualizzandoli nel tempo e per sesso, età e genere rispetto alla popolazione generale, sono risultati 1,9 volte più alti per gli uomini, ma addirittura 4,6 volte per le donne. Doppi, quindi, i casi di decesso dei maschi rispetto ai non alcolisti e ulteriore raddoppio delle percentuali tra le "drogate" da vino e liquori.

QUANDO LEI BEVEVA DI NASCOSTO - La più sorprendente è quest'ultima cifra. «E' vero, le donne sono più fragili dinanzi alla tossicità da alcool, e per diversi motivi. Non tutti siamo in grado di spiegarli», interviene il professor Luigi Gallimberti dell'Università di Padova. «Una volta c'era il fatto, in gran parte sparito o ridimensionato, che le donne bevevano di nascosto, quindi ingollavano grandi quantità in un sol colpo e ad alta gradazione per ottenere l'effetto di cui avevano bisogno. Netta preferenza per la vodka perché non lascia odore».

NON C'E' PARITA'- Oggi che s'è diffuso l'uso dell'alcool anche tra giovanissimi, continua il professore, con la «scusa» degli aperitivi e delle happy hours e che il bere femminile si è, per così dire, sdoganato «all'uguaglianza sociale s'è visto che non corrisponde un'uguaglianza biologica. Piaccia o no, le femmine sono diverse dai maschi. La stessa quantità d'alcool risulta molto più tossica e devastante nelle femmine. Se diamo un bicchiere di vino al giorno per un mese a un uomo e a una donna, vedremo che lui avrà sempre la stessa alcolemia mentre lei presenterà diverse variazioni di alcool nel sangue a seconda del ciclo estro-progestinico».

Si sa inoltre che il fegato nella donna produce enzimi meno efficaci per l'alcool. «Recenti studi hanno addirittura evidenziato casi di cirrosi alcoliche in ragazze di 18-20 anni».

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 24 Agosto 2013 14:59

Le tre fasi del consumo di alcolici in adolescenza

Scritto da Tito
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Le tre fasi del consumo di alcolici in adolescenza

Fonte: Giovaniealcol.blog.tiscali.it 9 Agosto 2013

di Maria Grazia Rubanu

 

Le fasi del consumo messe in evidenza   sono sostanzialmente tre:

1) la fase "preparatoria o di avvicinamento": è quella in cui il soggetto con l'aiuto di altri significativi (genitori, fratelli e amici), struttura una sua posizione, basata su credenze, aspettative, atteggiamenti nei confronti dell'alcol. Essa può essere decisamente sfavorevole, tanto da escludere ogni forma di sperimentazione; può essere sfavorevole in un preciso momento, ma modificarsi successivamente; può essere favorevole e se si presenta l'occasione, il soggetto può decidere di provare;

2) la fase del "contatto, iniziazione": riguarda le prime esperienze con il bere. Esse permettono agli adolescenti di valutare in modo concreto e soggettivo se gli effetti sono negativi, positivi, congruenti con le loro aspettative, di valutare quali funzioni e significati hanno per loro e ancora quali vantaggi e quali svantaggi hanno in quel momento. In funzione di queste valutazioni i ragazzi possono decidere di non fare più uso delle bevande alcoliche o di continuare;

3) la fase della "sperimentazione e stabilizzazione": il consumatore può decidere di adottare e stabilizzarsi su un particolare stile di consumo, che può essere saltuario/episodico (cioè moderato), regolare (non sono presenti problemi di dipendenza) o dipendente; può decidere di passare dall'uno all'altro intensificando o diminuendo le assunzioni oppure di interrompere temporaneamente o definitivamente.

Pur non essendo presente un nesso causale tra una fase e l'altra di consumo, il fatto di aver sviluppato un atteggiamento positivo verso l'alcol è considerato un fattore altamente a rischio che aumenta la probabilità di sperimentazione.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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http://www.stateofmind.it/2013/07/impulsivita-alcool-adolescenza/

Abuso di alcool: i giovani che manifestano tendenze impulsive sono più inclini a bere pesantemente in tenera età.

LEGGI ANCHE ARTICOLI SU: IMPULSIVITA’

È’ quanto emerge dai risultati di una ricerca University of Liverpool secondo la quale intervenire sui tratti della personalità, come l’impulsività, potrebbe potenzialmente essere un intervento efficace nel prevenire l’abuso di alcol adolescenziale e lo sviluppo di problemi con l’alcol in età avanzata.

Studi nel Regno Unito mostrano che circa il 24% dei dodicenni ha bevuto alcolici almeno una volta nella vita, percentuale che sale al 77% nei 15enni.

LEGGI ANCHE ARTICOLI SU: BAMBINI E ADOLESCENTI

Precedenti ricerche hanno suggerito che il comportamento impulsivo è collegato con il bere in adolescenza, anche se non è chiaro il rapporto di causalità, cioè se i giovani più impulsivi tendono a bere di più, o se bere, in una fase in cui il cervello è ancora in via di sviluppo, è particolarmente dannoso e porta alla progressione di comportamenti impulsivi.

Il team ha utilizzato test computerizzati che hanno misurato il controllo inibitorio, la capacità di ritardare la gratificazione, e l’assunzione di rischi. Più di 280 giovani tra i 12 e i 13 anni hanno preso parte allo studio. I test sono stati ripetuti ogni sei mesi per due anni.

Ultima modifica Sabato 01 Marzo 2014 01:04
Mercoledì 11 Febbraio 2009 10:09

Ciao Ragazzo

Scritto da Ceres
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Ciao Ragazzo Giovane.
Lo so ke bere è uno sballo. L'ho fatto anche io alla tue età.
Ultima modifica Giovedì 19 Marzo 2009 08:43
Giovedì 07 Giugno 2012 23:48

Frequenza Modavi: Alcol, quando l'uso diventa abuso

Scritto da Tito
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Frequenza Modavi: Alcol, quando l'uso diventa abuso

http://www.modavi.it/it/frequenza-modavi/445-frequenza-modavi-

Ventisettesimo appuntamento con Frequenza Modavi, la radio del sociale. Nella puntata di questa settimana ci occupiamo del controverso rapporto tra i giovani e l’alcool. «L’abuso di alcool sta diventando una nuova emergenza sociale – afferma in apertura di puntata Irma Casula, presidente del Modavi-. Un fenomeno che sta dilagando con numeri allarmanti. La metà delle persone che abusano di alcool sono giovani, presi da mode pericolose come la “drunk-anoressia”, dove le uniche calorie ingerite sono quelle provenienti dall’alcool. L’abuso di alcool non è più un problema del “popolo della notte”: ragazzi ubriachi già prima di cena». Ne parliamo con chi in discoteca ci va per lavoro, come il dj Stefano Gamma, e chi invece studia il fenomeno dal punto di vista scientifico, come Piergiorgio Zuccaro dell’Istituto superiore di Sanità.

«Gli abusi sono dettati dalle mode e dallo stile di vita – dice il dj Stefano Gamma-. L’alcool è la droga più accessibile. Ci sono giovani che fanno rifornimento al supermercato prima di venire in discoteca. Noto una volontà a monte di perdersi». Chiudere prima i locali notturni può servire a qualcosa? «La notte è diventata più corta – spiega il dj – e la chiusura anticipata non farebbe altro che spostare altrove il problema, che è sociale e di costume». Come prevenire il problema? «In Europa – racconta Gamma – ho visto campagne con spot crudi ma che hanno molta efficacia, bisogna essere realisti e con i piedi per terra. Ci vorrebbe, poi, maggiore collaborazione con il settore del divertimento, la cui demonizzazione è assolutamente inutile».

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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La noia e l'alcol: bere per riempire un vuoto esistenziale...

Fonte: Scriveresottolaluna.blogspot.com

Noia e Alcol

In una società frenetica e ossessiva come quella nella quale viviamo, votata all'eccesso e al caos, come può un adolescente sentirsi assolutamente libero dalle costanti e persuasive tentazioni dell'alcol? D'altro canto, mentre l'esistenza comincia piano piano a svuotarsi,viene facilmente da domandarsi con che cosa la si possa riempire. Dopotutto è di questo che ciascuno di noi ha bisogno, giusto? Di trovare il modo di colmare la voragine che con il passare del tempo si allarga sempre di più nel nostro animo. E, come la società ci insegna, sembra che la strada considerata migliore sia anche la più semplice: la via dell'alcol, un vicolo cieco che consente senza troppa fatica di mettere a tacere la coscienza e zittire l'assordante rumore del silenzio che c'è dentro di noi.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 16 Ottobre 2011 20:48

“E dopo aver smesso di bere”

Scritto da Tito
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“E dopo aver smesso di bere”

più avanti,quando uno avrà smesso di bere già da un po’ di tempo,imparerà che per mantenersi sobrio occorre anche  qualcos'altro.

Nelle associazioni, sono proposte alcune indicazioni,suggerimenti per vivere più serenamente con se stessi e con gli altri.

L’esperienza ci ha insegnato,sia a ricevere che dare aiuto e si cerca di trasmetterla a chi la vuole ascoltare.

Forse uno si chiederà: Perché degli alcolisti recuperati,dopo aver smesso di bere,magari per anni,continuano a occuparsi di queste Associazioni?.

Non tutti continuano,alcuni decidono di vivere la propria vita,altri si dedicano (naturalmente secondo la disponibilità di tempo) ad aiutare altri alcolisti,o per semplice informazione pubblica,perché sono convinti  che questo serva loro per rimanere sobri. Altri ancora scoprono,spesso per la prima volta l’importanza dell’amicizia.

Molti infine cercano di cambiare in meglio se stessi,sforzandosi di modificare,per quanto possibile,i lati meno buoni del proprio comportamento e del proprio carattere.

E vengono aiutati in questo tentativo dai suggerimenti  che i programmi ci aiutano ad interiorizzare,fare nostro questo nuovo stile di vita e che,

frequentando le associazioni,si imparerà a conoscerci dentro, sempre meglio, a conoscerci come realmente siamo.

Tito

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Incontro sul tema: uso e abuso di sostanze che

creano dipendenza

 

Reggio Calabria. Un incontro volto a sensibilizzare i giovani della comunità reggina sull’uso e abuso di tutte quelle sostanze, come alcool, fumo e sostanze stupefacenti, che creano forte dipendenza è quello organizzato dal Rotary International Distretto 2100 Italia – Club Reggio Calabria Sud "Parallelo 38" ed ospitato nell’Aula Magna del Convitto Nazionale.

Responsabile scientifico dell’incontro è il Dott. Francesco Zimmitti, psichiatra, che tramite delle video proiezioni ha illustrato alla folta platea di studenti presenti le gravi conseguenze comportate da uno smodato uso di bevande alcoliche, tra queste: disturbi della vista con rallentamento dei tempi di reazione ed una riduzione del campo visivo da 180° alla cosiddetta "visione a tunnel".

Il Dott. Zimmitti ha inoltre evidenziato come "chi regge l’alcool", espressione molto in voga tra i giovani, non è un soggetto più forte degli altri ma è già sulla strada dell’alcolismo assumendo solo due bicchieri di birra o di vino oppure un bicchiere di liquore.

Quantità che possono superficialmente sembrare poco significative ed invece comportano i primi segni di un problema piuttosto serio.

Angelita Tomaselli         http://www.reggiotv.it/notizie/attualita/18061/incontro-sul-tema-uso-abuso-sostanze-che-creano-dipendenza 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcool, tossico dipendenze e patologie correlate Asl Milano 1

Tossicodipendenze


L'attività fa capo ai servizi territoriali tossicodipendenze, i Ser.T. che offrono le seguenti prestazioni: colloqui di accoglienza e orientamento, di consultazione psicologica e sociale per soggetti dipendenti, invio in strutture dedicate (comunità terapeutiche, centri diurni, centri psicoterapici), trattamento farmacologico, disassuefazione, definizione di programmi terapeutici anche in collaborazione con il medico curante, assistenza per il trattamento delle patologie correlate alla dipendenza o all'abuso di sostanze psicoattive e da alcool, attività di prevenzione anche in collaborazione con gli Enti comunali e gli Istituti scolastici.


Dove rivolgersi
Si accede senza appuntamento negli orari di apertura dei Ser.T. prevista per almeno sei ore giornaliere da lunedì a venerdì.
Il sabato e la domenica è prevista l'apertura , con orario ridotto di almeno un Ser.T. sul territorio ASL.

Distretto Garbagnate clicca qui

Distretto Rho: sede Rho

Distretto Corsico: sede Corsico

Distretto Legnano e Castano: sede Parabiago

Distretto Magenta e Abbiategrasso: sede Magenta


Abuso e dipendenza da alcool
Per la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione delle persone che fanno un uso problematico, abusano o sono dipendenti dall'alcool, la ASL offre sul territorio i servizi dei NOA, Nuclei Operativi Alcooldipendenti. Anch'essi come i Ser.T. svolgono un'azione prevalentemente rivolta alla prevenzione dell'abuso di alcool e s favore della salute psico-fisica delle persone che ne abusano o ne sono dipendenti ed offrono analoghe prestazioni.

Ultima modifica Lunedì 06 Dicembre 2010 23:15
Giovedì 05 Maggio 2011 23:01

Regione Veneto: dati sul consumo di alcolici nei giovani

Scritto da Tito
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Regione Veneto: dati sul consumo di alcolici nei giovani

Fonte:  ilpopolopordenone.glauco.it  

Alcol: nuova droga per i giovani

I dati sono tremendi: per il 57% degli studenti delle superiori di Pordenone l'alcol è un problema. Le ragazze non stanno a

guardare: il 67% delle donne si accosta all'alcol rispetto al 43% degli anni '80. Va di moda il binge drinkink: fino a 6

drink alcolici in poco tempo e stomaco vuoto. Anche la situazione in Veneto è da attenzione: come regione si beve più vino

che nelr esto d'Italia e i bevitori adulti a rischio sono il 12%. Per questo gli Acat sono d i importanza fondamentale. Gli Acat nel Portogruarese sono 23, seguono 376 persone.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Consumo di alcol in età adolescenziale: rassegna di studi

Fonte: Pensiero.it 9 Marzo 2011

Quando il bicchiere mezzo vuoto è meglio

Secondo la recente Relazione Alcol elaborata del Ministero della Salute, il consumo di alcol è in aumento.
Un aumento che riguarda soprattutto le persone più giovani e in particolare le donne, con la diffusione di un fenomeno nuovo e preoccupante: il binge drinking, "modalità di bere di origine nordeuropea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo".
Proprio al consumo di alcol in età adolescenziale sono dedicati una serie di articoli su PloS Medicine e sulla rivista tedesca Monatsschrift Kinderheilkunde.
Su PloS Medicine una revisione sistematica britannica evidenzia che un elevato consumo di alcol nella tarda adolescenza è associato a problemi di alcol anche in età adulta.

Monatsschrift Kinderheilkunde ha pubblicato contributi che oltre alle conseguenze prendono in esame le possibili cause, le strategie preventive e l'approccio psicologico in caso di intossicazione da alcol in età adolescenziale.
Anche il BMJ, su uno dei fascicoli di febbraio, si occupa ampiamente di alcol: nella rubrica A patient's journey troviamo la testimonianza di un ex-alcolista; nella sezione Practice, una sintesi delle linee guida del NICE britannico su diagnosi, valutazione e gestione di problemi legati al consumo di alcol.
Ma l'alcol non è sempre dannoso: due revisioni sistematiche, sempre sul BMJ, confermano infatti che il consumo moderato di alcol protegge dalle patologie cardiovascolari.
arabella festa

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Martedì 18 Settembre 2012 00:00

L'alcol e i giovani, tendenze preoccupanti

Scritto da Tito
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L'alcol e i giovani, tendenze preoccupanti

Fonte: Giornal.it 12 settembre 2012

Abuso di alcol in crescita fra i giovani italiani

Il consumo e l'abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti in Italia è un fenomeno preoccupante se si considera che il primo contatto con le bevande alcoliche avviene in età molto precoce e secondo l'indagine internazionale HBSC, svolta in collaborazione con l'OMS sui comportamenti dei ragazzi in età scolare di 40 Stati europei, i ragazzi italiani di 11, 13 e 15 anni sono ai primi posti per il consumo settimanale di alcol.

Il ministro della Salute Renato Balduzzi si è espresso in merito: ""C'è un problema serio su come i ragazzi in Italia affrontano il consumo di alcol: i dati dimostrano che c'è una tendenza alla crescita dei cattivi stili di vita e non è un caso che abbiamo cercato di dare in questa vicenda alcuni segnali importanti di attenzione e sensibilizzazione, ma c'è un problema a monte, di mentalità culturale in senso lato".

L'indagine europea ESPAD ci dice inoltre che la percezione della disponibilità di bevande alcoliche è tra i giovani studenti i italiani fra le più alte in Europa. L'ISTAT, nel decennio 2000-2010, ha rilevato una forte crescita dei giovani consumatori fuori pasto, particolarmente evidente nella fascia di età 18-24 anni in cui la prevalenza è passata dal 33,7% al 41,9%.

In particolare, a partire dal 2003, è in crescita tra i giovani il fenomeno del "binge drinking"; tra i giovani maschi di 11-25 anni esso è passato dal 13,7% del 2003 al 14,7% del 2010 e tra le femmine di pari età dal 5,5% al 6,3%.

La tendenza all'aumento appare confermata anche tra il 2009 e il 2010, sia tra i maschi (dal 14,3% al 14,7%) che tra le femmine (dal 5,6% al 6,3%).

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Mercoledì 27 Aprile 2011 22:35

Emergenza alcolismo tra i giovanissimi

Scritto da Tito
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Emergenza alcolismo tra i giovanissimi

Lunedì 25 Aprile 2011 22:44

È sconcertante leggere e sentire nei telegiornali, da diversi anni ormai, che il consumo di alcol tra gli adolescenti è in sensibile aumento in Italia, diventata addirittura il primo Paese in Europa per consumo di alcol nella fascia di età che va dai 12 ai 15 anni. E' un triste primato che un Paese come il nostro si è guadagnato lentamente, spot su spot, con una campagna pubblicitaria mirata anche a quella fascia di età non ancora pronta a consumi così massicci di bevande alcoliche.
L’ultima relazione annuale al Parlamento parla di un aumento del 40% di ragazzi in età scolare che ammettono di avere assunto sostanze tossiche e alcolici almeno una volta nella loro vita. Soprattutto gli alcolici compaiono sempre più frequentemente la sera in mano ai giovani: secondo le ultime statistiche sono circa 470.000 i ragazzi e 270.000 le ragazze che abusano di alcol fuori dalle mura di casa, seguendo le mode e senza rendersi conto del male che si fanno.
L’articolo 689 del codice penale prevede il divieto, da parte di un esercente di un locale pubblico, di somministrare bevande alcoliche ai minori di 16 anni; la violazione è punita con una pena pecuniaria da 516,00 a 2.582,00 Euro o con la pena di permanenza domiciliare da 15 a 45 giorni. La condanna comporta anche la sospensione dell’esercizi, mentre l’articolo 188 prevede che i minori di 18 anni non possano essere adibiti alla somministrazione di bevande alcoliche negli esercizi pubblici.
Tutti i gestori di locali ove vengono vendute sostanze alcoliche devono interromperne la somministrazione dopo le 2 di notte e assicurarsi che all’uscita sia possibile effettuare, in maniera volontaria, un alcol test (decreto legge approvato al Senato il 2 Ottobre scorso).
Bene! Le leggi le abbiamo, ma allora perché non si mettono in atto e perché nessuno se ne interessa?
La cosa che mi sconvolge è che alcuni titolari di locali non se ne preoccupino affatto o meglio ancora facciano finta che tra i loro clienti non ci siano giovanissimi.
Ho letto qualche giorno fa su La Stampa un articolo che mi ha lasciato a bocca aperta: in un’intervista ad un titolare di bar veniva chiesto se era d’accordo sul mettere all’interno del suo locale un etilometro; la sua risposta è stata negativa e ha aggiunto: "Mi sembra assurdo e lo considero offensivo verso i clienti, devo controllarli tutti uno per uno? Non è compito mio". Nella parte successiva dell’intervista dichiara di fare molta attenzione al dosaggio dei cocktails, evitando che siano troppo forti, questa è l’unica sua responsabilità "..non ci dobbiamo trasformare in sceriffi, non è il nostro lavoro".
La cosa più scandalosa è che tutti i ragazzi di ogni età possono procurarsi l’alcol attraverso supermercati, autogrill, ecc.. anche se la legge lo vieta, perché in realtà i controlli sono poco incisivi.
D’altra parte l’alcol nel modo di pensare comune non è considerato sostanza psicotropa (cioè che agisce sull’attività cerebrale); lo troviamo, infatti sulle nostre tavole e così spesso si eccede nelle feste nel suo consumo, dando il cattivo esempio ai ragazzi, senza pensare al danno che si procura specialmente a quelli più fragili. Conseguenza di ciò sono le stragi del sabato sera, causate dall’abuso di alcol o di droghe (spesso e volentieri tutti e due insieme).
Credo che tutto ciò sia il sintomo di una crisi esistenziale molto profonda, caratterizzata dalla carenza di valori e di modelli positivi.
Tutti dobbiamo sentirci coinvolti da questo problema, e non solo le agenzie preposte, poiché se non saremo capaci di tutelare e salvaguardare adeguatamente la crescita e lo sviluppo dei più giovani, la nostra non sarà una SOCIETà CAPACE DI FUTURO. Paolo

http://www.nichelino.com/content/index.php?option=com_content&view=article&id=1796:emergenza-alcolismo-tra-i-giovanissimi&catid=77:personal-tech&Itemid=420

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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L’abuso di alcol suggerisce un solo sentimento:

impotenza

 

Prima notizia: al nord, beve alcol un giovane su tre. Stando ai dati di una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, "il 56,7% degli adulti tra i 18 e i 69 anni può essere considerato bevitore e il 18% è un consumatore a rischio perché beve alcol al di fuori dei pasti oppure lo consuma in singoli episodi di ‘binge drinking’, quando cioé si assumono sei o più unità alcoliche (pari a una lattina di birra o a un bicchiere di vino) in una volta sola". Sei o più, altro che schede di degustazione.

Seconda notizia: "Sognavo un triangolo, è finita con un Campari". Quel gran figo di Benicio Del Toro è protagonista del nuovo calendario Campari. La bevanda diventa status symbol e strumento di seduzione in un’opera che l’attore riassume brillantemente così: "Un uomo spera in un ménage à trois con la sua assistente, tutto si conclude con una bella bevuta di Campari". Io non lo direi a voce alta. Comunque è il solito lancio che, vuoi o non vuoi, funziona.

Top of Form 1

Terza notizia: per legge, "a partire dal 13 novembre i locali che proseguono la propria attività oltre le ore 24,00 devono avere un apparecchio alcoltest (detto Precursore) a disposizione della clientela che desideri verificare il proprio stato di idoenità alla guida. Pena per gli inadempienti: da 300 a 1200 euro". La cinghia si stringe ancora e la ristorazione boccheggia.

Tiriamo le somme. A seconda dei casi l’alcol è status symbol, piaga sociale, fluidificante della comunicazione, via di fuga per non dire di peggio: droga. Poi per noi e altri è storia di vita/e, cultura materiale, filosofia, gusto e segno dei tempi. Quel ragazzo che stamattina al bar ha ordinato una vodka prima di andare a scuola la pensa diversamente, credo. E come gli spiego che ieri sera sono stato un’ora e mezza ad annusarmi uno splendido Rosso di Montalcino 2005 di Poggio di Sotto durante il servizio in osteria? Più rifletto su dove si dovrebbe iniziare ad affrontare organicamente la cosa, più mi viene una parola: impotenza.

http://www.intravino.com/primo-piano/labuso-di-alcol-suggerisce-un-solo-sentimento-impotenza/

Ultima modifica Lunedì 25 Ottobre 2010 17:27
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Vicenza: il Ser.T. propone nuove iniziative di prevenzione E il Sert punta tutto sul rock senza “sballo”

Fonte: 247.libero.it

Prosegue la campagna dell'Ulss “Meno alcol più gusto”

Sono stati 148 gli enti che hanno aderito al programma, per un totale di 224 eventi in otto mesi

Molte le iniziative promosse dal Sert contro l'alcolismo. ARCHIVIO Non conosce sosta la lotta contro l'abuso di alcol. Da marzo a ottobre è nel pieno “Meno alcol più gusto” la campagna promossa dal Sert di Vicenza in collaborazione con 148 fra enti, associazioni e gruppi che hanno aderito al programma 2012 per un totale di 224 giornate-evento, e ad agosto si prevede una serie di manifestazioni-clou. Dopo il decennale celebrato lo scorso anno, questa edizione vuole dare nuovo sprint con uno slogan sempre più coinvolgente: “Goditi la tua scelta!” entrato come parola d'ordine anche nelle feste rock. Al Riviera Folk festival, e poi a Spiorock, Villazzarock, Ferrock, Perarock, Lisierock e Tamasorock, alle persone che dovevano far ritorno a casa guidando l'auto o a coloro che desideravano bere qualcosa di diverso, è stato proposto uno di quei drink analcolici che hanno fatto la fortuna, in termini di consenso, di una manifestazione che sta facendo scuola in Italia, tanto che si sono fatte avanti parecchie città, fra le prime Verona, Bergamo, Pordenone, Valenza, per riproporne la formula nei loro territori. La controprova arriva dai molti “mi piace” raccolti su Facebook, dove il profilo “Meno alcol più gusto” ha superato la soglia dei 3 mila 300 amici, e dai 170 following di Twitter.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 18 Febbraio 2011 20:26

Alcol: l'allarme dell'abuso degli adolescenti

Scritto da Tito
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Alcol: l'allarme dell'abuso degli adolescenti

Fonte: Famigliacristiana.it 16 febbraio 2011

Alcol: l'allarme dell'abuso degli adolescenti

di Renata Maderna
I dati. L'ndagine Doxa - Osservatorio permanente
I ragazzi italiani cominciano a bere alcol tra i 14 e 15 anni. L'allarme viene confermato dalla sesta indagine Gli italiani e l'alcol realizzata dalla Doxa per L'Osservatorio permanente sui giovani e l'alcol. Gli intervistati hanno indicato come età media per la prima birra o il primo bicchiere di vino tra i 14 e i 15 anni, mentre altre bevende, come gli aperitivi, gli amari e i digestivi, sarebbero provati verso i 16 anni.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcol, droghe, psicofarmaci....Analisi del fenomeno del poliabuso

Fonte: Psicologia.doctissimo.it 6 settembre 2011

Droghe, psicofarmaci e giovane età: un mix pericoloso
Il fenomeno dell'alcolismo tra i giovanissimi si accompagna spesso all'uso di droghe e all'assunzione di stupefacenti, per completare le serate per loro troppo tranquille. Altro aspetto dello sballo del sabato sera (e non solo) l'abuso di queste sostanze sta aumentando tra gli under 35.
La dipendenza e il boom della cocaina
Lo step successivo all'alcolismo è l'integrare lo sballo dato dalle bevande con l'assunzione di cocaina, eroina, MDMA, chetamina, LSD, pasticche di ogni sorta, anfetamine, hashish e marijuana. La differenza la fa la disponibilità di denaro, come al solito, e il consumo aumenta nel week end nei locali della movida delle più grandi città, come Milano e Roma. Si può parlare di dipendenza vera e propria anche se ne usufruiscono dei giovani ragazzi? Certo che sì, in questo caso sfortunatamente l'età non fa la differenza, anzi più si è giovani più si corre il rischio di riportare danni a lungo termine. Ma il fenomeno si registra, purtroppo, anche nel resto d'Europa: un recente studio condotto a Bruxelles dall'Osservatorio europeo sulle droghe ha appurato, nel 2009, che 13 milioni di europei ha assunto almeno una volta nella vita la cocaina, 7,5 milioni di giovani sotto i 34 anni ha fatto altrettanto e di questi 3 milioni l'hanno assunta di recente. Dati sconcertanti, soprattutto perché l'Italia è tra i primi posti per il consumo personale, insieme a Inghilterra, Spagna, Irlanda e Danimarca.

Ultima modifica Sabato 01 Ottobre 2011 21:37
Venerdì 28 Gennaio 2011 23:44

Vicenza: dalla droga all'alcol, ecco la vera emergenza

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Vicenza: dalla droga all'alcol, ecco la vera emergenza

Fonte: Ilgiornaledivicenza.it 22 gennaio 2011

di Chiara Roverotto
«Dalla droga l'allarme, soprattutto per i giovani, si è spostato sull'alcol. Bevono a tutte le ore, in particolare quando escono da scuola. S'infilano nel primo supermercato e fanno incetta di bevande molto forti: gin, rum. E poi continuano per tutto il giorno, non rendendosi conto di quello del male che si fanno».

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Giovedì 11 Novembre 2010 19:37

«Cresce l'abuso di alcolici in Italia»

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«Droga tra i giovani? Non dimenticate la drammatica emergenza

dell'alcool»

L'Osservatorio permanente sui giovani interviene sul rapporto europeo: «Cresce l'abuso di alcolici in Italia»

 

ROMA - «La relazione sull’evoluzione del fenomeno della droga in Europa è importante, e nessuno lo mette in dubbio, ma non va dimenticato il dramma del consumo di alcol, un’altra tremenda piaga della nostra società». E’ l’allarme lanciato da Enrico Tempesta, presidente del Laboratorio Scientifico dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool.
«Prendiamo atto della Relazione dell’Agenzia Europea delle Droghe, che fotografa una situazione di evidente gravità - prosegue Tempesta - ma torniamo a ripetere con ostinata ragionevolezza che, nel campo degli studi di alcologia, occorre un approccio multidisciplinare, che sappia, nel caso dell’alcool, affrontare i problemi con pacatezza, distinguendo l’uso dall’abuso».

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Martedì 24 Luglio 2012 22:14

I giovani e l'alcool tra moda e disagio

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I giovani e l'alcool tra moda e disagio

Fonte: In-dipendenza.org 7 luglio 2012      dott.ssa Tiziana Di Scala

Il consumo di bevande alcoliche da parte dei giovani è un fenomeno in costante aumento in Europa, e il nostro Paese segue questa tendenza. L'alcol, a differenza delle altre sostanze che causano dipendenza, come le droghe pesanti, ha la particolarità di essere generalmente tollerato dalla nostra società: in Italia la presenza del vino a tavola anche a pranzo è assolutamente comune, i momenti più importanti della nostra vita sono stati festeggiati stappando una bottiglia di spumante e siamo soliti terminare le nostre cene offrendo agli ospiti un bicchierino di limoncello. Insomma, nell'immaginario collettivo il consumo di alcol rientra nella normalità, purché sia moderato, e si associa spesso ad immagini positive di convivialità, amicizia e ospitalità. Sembra incredibile che quella sostanza presente in tutte le nostre case sia la stessa che, consumata oltre certi limiti, causa più danni dell'eroina e della cocaina. Le statistiche parlano chiaro: 35 mila morti ogni anno a causa della dipendenza dall'alcol, mentre i morti per eroina sono 1200; il 35% dei tossicodipendenti in Italia è alcol-dipendente; il 50% degli incidenti stradali è causato dal consumo di alcol.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Aosta: alcol e droghe tra gli adolescenti, parla il dr. Lindo Ferrari

Fonte: Aostaoggi.it 20 novembre 2012

Viaggio nell'adolescenza: alcol e droghe

AOSTA. Il 78 per cento dei ragazzi in età scolare ha provato, almeno una volta nella vita, sostanze stupefacenti. Il fenomeno, poi, del policonsumo ha attribuito alla Valle d'Aosta il primato nazionale, considerato il numero di abitanti. La tendenza, però, è in calo, secondo quanto illustra la relazione al Parlamento 2012.

«Rispetto a cinque anni fa - dice Lindo Ferrari, psichiatra, responsabile del Sert, il Servizio Regionale Recupero Tossicodipendenti - è cambiato il consumo nella fascia adolescenziale. Le organizzazioni criminali si sono specializzate, differenziando la vendita delle sostanze». Con quali modalità? «Attraverso il web marketing e, in contemporanea, con la multiofferta su strada».

E' inquietante il fatto che il coinvolgimento dei giovanissimi avvenga con un abbattimento rilevante dei costi. Con dieci euro, parola di Ferrari, si compra una dose di cocaina. Specchietti per le allodole studiati ad arte per avvicinare i più giovani, fidelizzarli come clienti e, quindi, trasformarli in spacciatori.

«Altrettanto efficace nello smercio di droga - riprende lo psichiatra - si sta rivelando il cellulare. L'sms garantisce un contatto immediato e comodo per ordinare le sostanze». Lindo Ferrari riferisce come molti siti propongano droghe legali e illegali, farmaci stimolanti e sedativi vari. «Offrono anche - dice - droghe naturali e il necessario per coltivarle. L'apertura degli smart shop agevola la vendita di cannabinoidi sintetici sotto forma di profumatori ambientali o incensi i cui effetti sono simili al principio naturale».

La lotta al consumo di droga passa attraverso l'impegno degli operatori istituzionali e dei volontari di varie associazioni. Sono scesi in campo, per un certo periodo, anche gli operatori di strada, professionisti preparati per confrontarsi con i giovani, instaurando dialoghi mirati a capire le motivazioni dell'ingresso nel percorso della droga. Incontri con gli studenti, convegni, dibattiti con le famiglie hanno lo scopo di informare, senza veli, i rischi correlati all'assunzione di stupefacenti. I dati fanno emergere un abbassamento dell'età nell'uso di sostanze lecite e illecite.

«Alcool, tabacco e energy drinks - riprende il dottor Ferrari - sono le sostanze di primo contatto per la facilità nell'acquisto, nella somministrazione e perché sono socialmente accettate».

Per molti adolescenti la sbronza o lo sballo del sabato sera sono diventati un appuntamento irrinunciabile. La promozione del ‘'Bob'' ha ottenuto un lusinghiero successo; è stata, soprattutto, accolta dai ragazzi con grande entusiasmo. Uno della compagnia si assume la responsabilità di non bere e di non drogarsi, durante la serata in discoteca, in modo da poter guidare l'auto per accompagnare a casa gli amici in perfetta sobrietà. Ad oggi, le stragi del sabato sera non hanno mai aperto le prime pagine dei giornali locali. Una realtà incoraggiante dovuta alla validità delle iniziative promosse dai Servizi specializzati.

 

Sandra Lucchini

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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E’ un crimine, sarà reato se guidi ubriaco o drogato e uccidi

ROMA – Finora guidare sotto effetto di alcol o stupefacenti è un crimine, in futuro farlo e uccidere qualcuno diventa un reato a sé stante, per cui si va, e per davvero, in galera. Il governo infatti sta pensando di introdurre un nuovo reato, quello dell’omicidio stradale. Lo ha annunciato il ministro dei Trasporti, Corrado Passera, in commissione Trasporti della Camera.

Finora se una persona si mette alla guida sotto effetto di alcol o di droga e uccide qualcuno nella maggior parte dei casi se la cava con una denuncia. Le sbarre del carcere non le vede quasi mai. Questo perché, salvo rari casi, per questo tipo di “incidenti” il conducente viene imputato per omicidio colposo, ovvero “involontario”. Ora il governo promette battaglia ai pirati della strada, configurando un nuovo tipo di reato che aggira il problema. Si va verso la costituzione del nuovo reato di omicidio stradale che si configura quando si commette omicidio alla guida con un tasso alcolemico sopra l’1,5% o sotto lCon l’istituzione del nuovo reato, quindi, chi uccide qualcuno per la guida imprudente data da alcol o droghe, è colpevole e il suo non è un omicidio involontario. In quanto non si può né dimostrare né configurare il dolo, quindi la volontà del reato, il governo punta a introdurre una nuova tipologia di reato che possa configurare il carcere per il conducente dell’auto.

28 febbraio 2012 |

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/guida-ubriachi-drogati-omicidio-stradale-1136447/  .

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E' allarme per i troppi adolescenti che arrivano ubriachi in Pronto Soccorso: sotto accusa un nuovo superalcolico

Fonte: Repubblica.it 2 aprile 2013

Galliera, allarme per il chupito "Anche i bambini nella trappola"

Il primario del pronto soccorso: è un bollettino di guerra di STEFANO ORIGONE

Dai sei agli otto ragazzi ubriachi portati in ambulanza all'ospedale ogni fine settimana. Un paio al mese arrivano addirittura in coma etilico, che vuol dire a rischio vita. È un bollettino di guerra quello del Galliera.

"Questa è la routine del venerdì e sabato, ormai sono così tanti che non ci stupiamo più". Le parole di Paolo Cremonesi, il primario del pronto soccorso, sono un misto di rassegnazione e rabbia. "È una vera e propria emergenza. Di mezzo c'è questo Chupito - un superalcolico a base di rum e pera in voga nella Movida - ma anche intrugli di coca cola e rum, coca a whisky, tre, quattro sostanza mischiate così, tanto per farti sballare. Il Comune deve intervenire multando i locali che non rispettano i divieti di somministrare alcol ai minori di 18 anni".

Bevono tanto e di tutto questi ragazzi. "La maggioranza ha tra i 16 e i 22 anni, ma crescono i casi di "bambini" di 14 anni, al limite tra noi e il Gaslini: su di loro l'alcol ha effetti ancora più devastanti che possono avere nella loro vita ripercussioni molto gravi". Paolo Cremonesi è un medico a tutto campo. Un giorno lo vedi salire sull'elicottero del 118, il giorno dopo correre dentro il pronto soccorso.

"Mi dispero quando vedo arrivare questi giovani in barella, così ubriachi che non si reggono in piedi, che non sanno neppure dove si trovano e cosa hanno fatto. Senza contare che l'alcol li trasforma, facendoli diventare aggressivi". C'è chi entra al pronto soccorso "barellato" ma ancora tutto intero, ma anche chi per colpa del bere ha avuto un brutto incidente. "Non ho statistiche in questo momento perché non sono in reparto, ma se la memoria non mi inganna, posso dire che una buona parte è caduto dal motorino, poi ci sono quelli che si schiantano in macchina. E, vedo anche situazioni molto serie".

Cremonesi vuole lanciare un appello. "Questo fenomeno va affrontato con tutte le armi che ci sono perché si è trasformato in una emergenza. Prima di tutto il problema va analizzato nelle scuole, con corsi mirati a educare i giovani sui rischi che comportano alcol e droghe, e poi con una sensibilizzazione delle famiglie, che non devono trascurare certi segnali che arrivano dai loro ragazzi come la mancanza di responsabilità, un peggioramento nello studio, se il ragazzo è svogliato".

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