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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Alcol (Informazioni e notizie)
Alcol (Informazioni e notizie)

Alcol (Informazioni e notizie) (762)

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Articoli raccolt da l web (243)

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Sabato 18 Febbraio 2012 00:22

I danni somatici e psichici causati dall 'alcol

Scritto da Tito
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I danni somatici e psichici causati dall 'alcol

Fonte: freecannabis.com

I danni somatici e psichici arrecati dall'alcol sono molto consistenti e l'abuso prolungato ha ripercussioni negative diffuse praticamente su quasi tutti gli organi e i tessuti del corpo: cirrosi epatica, epatiti alcoliche, varici esofagee anche sanguinanti, gastriti e ulcere,polinevriti a carico degli arti, infarto cardiaco e ipertensione sono conseguenze frequenti.

L'alcol determina danni al pancreas e alle ghiandole endocrine. Inoltre è causa di gravi forme di malnutrizione e di carenza di vitamine, soprattutto (ma non soltanto) del gruppo B, da cui derivano gravi ripercussioni sulla memoria (sindrome di Korsakoff). Come gia accennato, l'alcol ha pesanti effetti sulle mucose gastriche ed c inoltre responsabile di caratteristiche formazioni cancerose (in particolare alla bocca, alla lingua, all'esofago e allo stomaco).

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 28 Febbraio 2009 16:07

Sert Alcolismo

Scritto da Tito
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Sert Alcolismo    
 
Scritto da Alice Musmeci   
 
Al centro delle cronache locali e nazionali spesso si legge del problematico legame tra giovani e alcool ed in particolare in specifiche occasioni: fine settimana o eventi di massa.In merito era intervenuto il quotidiano La Sicilia che dati alla mano del Sert di Sciacca, in occasione del Giovaninfesta dello scorso anno di Montevago il consumo di alcool dei giovani che vi hanno partecipato aveva uguagliato quello del Carnevale.Oggi arriva una rettifica da parte del Servizio per le tossicodipendenze, distretto Sanitario di Sciacca in particolare del direttore Michele Ferdico.La prima inesattezza sta nel titolo dell'articolo, dice Ferdico, che riporta un notizia ricavata dai risultati elaborati dal SERT. A riguardo il SERT, ad oggi, non ha effettuato alcuna divulgazione ufficiale dei dati riguardanti l’attività svolta dall’Unità da Strada nell’anno 2008”. Specificatamente, si rappresenta che il tasso alcolico rinvenuto nell’occasione indicata dall’articolo “giovaninfesta 2008” non corrisponde alla quantità assunta di alcolici, ma corrisponde alla concentrazione di alcol contenuto nell’aria espirata che, attraverso una formula di conversione, è indicativa dell’alcol nel sangue.” Inoltre, continua Ferdico, il tasso alcolico è influenzato da molte variabili: dalla quantità di alcol assunto, dal tipo di bevande, dall’essere a digiuno o a stomaco pieno, dall’età dal sesso e dalla vulnerabilità genetica all’alcol”.
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Mercoledì 21 Marzo 2012 19:59

Viaggio nel mondo dell'alcolismo femminile

Scritto da Tito
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Viaggio nel mondo dell'alcolismo femminile

Fonte: Giornalettismo.com 3 marzo 2012

"Bevo per essere una donna migliore" Anche la parte femminile soffre per la dipendenza da vino, birra o superalcolici

La dipendenza dall'alcol è un problema molto più diffuso di quello che si crede nelle nostre società, anche perchè una parte significativa

nasconde questo problema.

MOLTO DIFFUSO - L'alcolismo è molto diffuso anche tra le donne, ma il sesso debole tende a celare questa dipendenza. "Un uomo trascinato via dagli amici da un locale perché ubriaco è festeggiato dagli amici nei momenti successivi, una donna nelle stesse condizioni viene considerata una sgualdrina ubriaca".

ALCOL TABU' - A differenza che per gli uomini, l'alcolismo viene visto come una sorta di tabù tra le donne, come rivela un'analisi dell'agenzia tedesca DAPD presente sul sito elvetico 20 Minuten. Morena Schmitt, una giornalista che è stata alcolizzata per molti anni, rimarca che si inizia da adolescenti, e poi si prosegue nelle tappe successive della vita, perchè bere "dà coraggio, risolve problemi e permette di essere quello che a volte non sappiamo essere". Se negli uomini l'alcol e il suo abuso sono sostanzialmente accettati, per le donne la condanna sociale è invece molto più elevata.

NASCONDERE, NASCONDERE, NASCONDERE - Ecco perchè chi è donna, soprattutto se madre, tende a nascondere questa dipendenza, aggravando in realtà il pericolo che corre. "Le donne, così come gli uomini, che sono alcolizzati corrono gravi rischi, ma le prime corrono più rischi perchè vivono con maggior vergogna la loro dipendenza, un fatto che ritarda a volte in modo molto pericoloso l'aiuto terapeutico necessario per risolvere i loro problemi", rimarca il dottor Karl Mann, esperto della società tedesca che studia le dipendenze.

VERGOGNA DELLA DIPENDENZA - Le donne, come racconta la Schmitt, riescono a nascondere meglio questo problema perché funzionano. "In famiglia o a lavoro, nessuno si accorgeva dei miei problemi. Non ero il classico bevitore da bar, e quindi nessuno si capacitava della mia dipendenza". Le donne diventano più facilmente dipendenti dell'alcol rispetto agli uomini, ci mettono circa quattro o cinque anni in meno. La famiglia è spesso un fattore decisivo per sviluppare l'alcolismo, sia per la componente genetica, sia per l'esempio fornito dai genitori.

SMETTERE E' DIFFICILE - Il condizionamento sociale verso le sostanze psicotrope che si bevono è più forte rispetto alle droghe, perché consumare alcol in compagnia è socialmente accettato come normale. Smettere però è molto difficile, e significa passare momenti spesso molto difficili, sia dal punto di vista psicologico che fisico, come ammette la stessa Schmitt. "Ho fondato un gruppo di ascolto, perchè è meglio non rimanere da soli coi propri problemi".

 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 23 Settembre 2011 12:12

L'alcol favorisce l'insonnia: i dati di una ricerca

Scritto da Tito
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L'alcol favorisce l'insonnia: i dati di una ricerca

Fonte: Lastampa.it  agosto 2011

 

Bere prima di andare a letto priva del sonno         Se si vuole dormire bene è meglio evitare di bere alcol prima di andare a letto -

L'alcol invece di facilitare il sonno favorisce l'insonnia, rende il sonno disturbato e priva dei benefici del dormire. Lo studio L'alcol fa dormire... Sono ancora in molti a credere che bere prima di andare a letto favorisca il sonno. Invece, come suggerito da un nuovo studio, proprio l'alcol può provocare insonnia e privare dei benefici associati al buon dormire.

Queste sono le conclusioni a cui è giunto un nuovo studio pubblicato sulla rivista Alcoholism: Clinical & Experimental Research, e condotto

dai ricercatori dell'Università di Akita in Giappone. Il dottor Yohei Sagawa e colleghi hanno voluto sperimentare gli effetti dell'alcol sul sonno reclutando un gruppo di studenti a cui è stato somministrato dell'alcol, sotto forma di bevanda, in diverse proporzioni e in tempi diversi: un'ora o 40 minuti prima di andare a letto.

AI partecipanti poi è stata monitorata l'attività cardiaca e cerebrale mentre dormivano. Al termine del test, i ricercatori hanno potuto constatare che l'assunzione di alcol contribuiva, in misura differente, a rendere le notti disturbate. In particolare si sono registrati casi di insonnia, sonno perturbato e una sensazione di esaurimento durante la veglia da parte degli studenti.

Altre misurazioni hanno permesso di osservare una soppressione dell'attività del sistema nervoso autonomo parasimpatico, che agisce rallentando la frequenza cardiaca e favorendo la digestione. «Anche se la prima metà del sonno, dopo l'assunzione di alcol, sembra andare bene, il bere porta l'insonnia, piuttosto che un buon sonno», ha commentato Sagawa.

Su questa affermazione si trovano d'accordo anche altri colleghi del ricercatore i quali sostengono che, forse, per qualcuno una modesta

quantità di alcol possa anche aiutare a prendere sonno, tuttavia quantità più elevate non possono che interferire con la qualità del sonno. E

le conseguenze si fanno via via più gravi con l'aumentare delle dosi di alcol assunte - in particolare quando queste assumono una valenza

cronica. Evitare dunque di assumere bevande alcoliche prima di coricarsi o la sera è un bene per potersi assicurare una notte di sonno migliore. Se

poi, proprio dobbiamo bere qualcosa, facciamolo con moderazione. Aggiungendovi una buona dose di buon senso... che non fa mai male.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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LA LIGURIA HA IL SUO PRIMO "CENTRO ALCOLOGICO REGIONALE" : NE DA NOTIZIA IL PROF. GIANNI TESTINO

Venerdì 06 Aprile 2012 20:24 Redazione Genova 2

GENOVA 6 APR. Riceviamo e volentieri pubblichiamo nota del Professor Gianni Testino, Direttore del Reparto di Alcologia e Patologie Alcolcorrelate al Padiglione 10 dell'Ospedale San Martino a riguardo del varo della Legge Regionale ligure che istituisce il primo (ed unico al momento n.d.r.) "Centro Alcologico Regionale" già esistente in altre regoni italiane e su cui la Liguria era rimasta indietro pur essendo la terza, secondo le statistiche per consumo, uso ed abuso di alcolici dopo Veneto e Lazio. (m.d.m.).

"Il Centro Alcologico Regionale ormai è legge della nostra Regione. Hanno votato contro Raffaella Della Bianca (gruppo misto ex PdL) e Saso PdL. Chissà perché'? Dicono che in alcuni servizi territoriali non sono d'accordo. Forse sono quelli che insegnano a bere moderatamente o che vogliono continuare a psichiatrizzare l'alcoldipendente?

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcol e adolescenti: come scongiurare una pericolosa dipendenza

Fonte: Alessandragraziottin.it

Prof.ssa Alessandra Graziottin

Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano

"Gentile Professoressa, ho una figlia di 16 anni che è stata sinora la classica "brava ragazza": studiosa, sportiva, senza grilli per la testa. Ultimamente, però, ha iniziato a uscire di sera con gli amici, e in un paio di circostanze è tornata a casa in condizioni poco lucide: io e mia moglie le abbiamo chiesto che cosa fosse capitato, lei ha minimizzato, ma secondo noi aveva bevuto, e non poco. Sul momento ci siamo limitati a qualche raccomandazione generica, ma ora siamo preoccupati che le possa succedere qualcosa di grave. Nello stesso tempo non abbiamo le idee molto chiare sui rischi reali dell'alcol per una ragazzina così giovane e quindi sul messaggio da passare, senza cedimenti ma anche senza inutili allarmismi... Lei ci potrebbe dare qualche consiglio?". Stefano R.

 

Gentile signor Stefano, torno volentieri su questo tema perché il consumo di alcol fra i giovani sta diventando una vera e propria emergenza

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcol, Piano d'Azione Europeo 2012-2020: il commento di Emanuele Scafato

Fonte: Epicentro.iss.it 15 settembre 20

La Regione Europea ha i consumi di alcol più elevati nel mondo Le nazioni europee cercano di ridurre il consumo nocivo di alcol

A cura di Emanuele Scafato

Dal 12 al 15 settembre, 53 Paesi della Regione Europea dell'Oms sono riuniti nel corso del Comitato Regionale dell'Oms convocato a Baku, in Azerbaigian, per approvare insieme a una serie di iniziative di tutela della salute, un rinnovato piano per ridurre l'uso nocivo di alcol. In Europa, l'alcol è il secondo fattore di rischio per l'impatto di mortalità e carico di malattia, subito dopo l'uso del tabacco.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 29 Gennaio 2009 13:39

"Io sull'alcolismo non capisco i parametri...."

Scritto da alaska
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mia madre è scozzese, e da che ricordi tutte le sere dopo cena si fa tre whisky e cocacola e forse beve un bicchiere di vino a cena. Mia sorella berrà forse due volte a settimana o tre, birra, poi magari due sambuche, mio padre non ha bevuto per tanti anni, né fumato , ora si fa anche lui quei due whisky e coca a sera. Tutti i miei parenti scozzesi sono cresciuti sbronzandosi al week end e in Scozia la vita sociale ruota attorno al fatto di andare al pub.... è la loro "cultura".

Ultima modifica Mercoledì 04 Febbraio 2009 13:29
Martedì 02 Ottobre 2012 19:37

La cura dell'alcolismo: aspetti farmacologici

Scritto da Tito
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La cura dell'alcolismo: aspetti farmacologici

Fonte: Dica33.it

La cura dell'alcolismo

 

L'alcolismo è una malattia dalle molte sfaccettature, cause e conseguenze. Nell'affrontarlo deve essere seguita una catena terapeutica multidisciplinare che veda il coinvolgimento di medici, psichiatri, psicologi, assistenti sociali e altri specialisti.

L'alcolista è un individuo che non può fare a meno dell'alcol e, se ne interrompe l'assunzione, svilupperà la sindrome d'astinenza, uno stato caratterizzato da sintomi fisici e psichici di differente gravità. Le manifestazioni sintomatologiche più comuni sono:
sindrome da astinenza alcolica minore: con tremori, ansia, irritabilità, nausea, vomito compare anche dopo poche ore dalla cessazione del bere e dura pochi giorni;

 

 

allucinosi alcolica:

compare nel 25% degli alcolisti; provoca illusioni, allucinazioni visive e uditive;

sindrome convulsiva:

compare nel 12% degli alcolisti dopo 24/48 ore dalla sospensione del bere.

delirium tremens:

compare nel 6-10% degli alcolisti dopo 60-96 ore di astinenza ed è spesso precipitato da infezioni broncopolmonari. Ai sintomi psichici descritti nell'allucinosi alcolica si aggiungono i sintomi somatici (tremori, febbre, disidratazione, bilancio azotato negativo)

Il secondo aspetto pericoloso dell'alcolismo riguarda il cosiddetto craving, ossia la condizione nella quale l'alcolista presenta delle ricadute nonostante i suoi fermi propositi di rimanere astinente. Ogni ricaduta, anche se avviene dopo mesi o anni dall'ultima bevuta, rimetterà l'alcolista astinente nella condizione iniziale di dipendenza.

La cura dell'alcolismo è articolata così in due fasi.

Nella prima si combattono l'intossicazione e le manifestazioni acute dell'astinenza, usando mezzi standardizzati da tempo. La seconda fase, assai più complessa, tende a mantenere lo stato di sobrietà e a evitare le ricadute. Ciò può essere ottenuto mediante una serie di trattamenti che interagiscono con la psicologia del paziente e condizionano i rapporti che ha con l'alcol. I farmaci di uso clinico nell'alcolismo perciò sono impiegati allo scopo di controllare quattro principali condizioni:

l'intossicazione alcolica: le conseguenze comportamentali del bere incontrollato

la crisi di astinenza: le conseguenze dello smettere di bere

la psicopatologia concomitante: i disturbi psichici che precedono, accompagnano e seguono

il craving: il desiderio incontrollabile di bere

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 10 Febbraio 2013 20:48

Come smettere di bere alcolici: i consigli di Wikihow

Scritto da Tito
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Come smettere di bere alcolici: i consigli di Wikihow

Fonte: Wikihow.com Come Smettere di Bere Alcolici

Se pensi di bere troppo, ma anche se non sei un alcolizzato, smettere di bere ti porterà molti benefici, come prevenire infarti, ridurre il tuo peso, evitare i post-sbornia, e ridurre la possibilità di malattie al fegato. Se volessi riuscire a smettere, ecco alcuni passaggi che potresti seguire.

1) Parla con il tuo dottore. Se scegli di non farlo, tieni a mente che l'astinenza all'alcool può essere potenzialmente letale. Se inizi ad avvertire sintomi dell'astinenza (attacchi di panico, attacchi d'ansia, tremori, tachicardia) devi cercare assistenza medica immediatamente. Le tue condizioni potrebbero peggiorare e portarti al letale delirium tremens se non curate.

2) Cambia il suo stato d'animo riguardo allo smettere! Ricorda, non sei costretto ad abbandonare un buon amico che ti ha sempre aiutato. Ti stai finalmente liberando di un pericoloso nemico.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 04 Dicembre 2010 23:48

Come individuare i segnali di abuso di alcool

Scritto da Tito
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Come individuare i segnali di abuso di alcool

 

Se tu, una persona cara, o qualcuno che conosci soffre di abuso di alcool, vi sono in genere alcuni segni comportamentali del problema. Di seguito è riportato un elenco di domande che possono essere chiamati a determinare se l'abuso di alcool è un problema crescente. Tutto ciò che serve è un semplice "sì" o "no" e otterrai un punto di vista su ciò che si dovrebbe fare per cambiare le cose rapidamente. Ricordate, si farà bene a nessuno qualunque, se non rispondere a queste domande nel modo più onesto possibile.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Lunedì 19 Agosto 2013 13:02

Alcolismo tra dipendenza ed abuso

Scritto da Tito
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Alcolismo tra dipendenza ed abuso

Fonte: carabinieri.it

Alcool: una vita persa in un bicchiere

L'alcool è una droga a tutti gli effetti capace di indurre fenomeni di tolleranza e di dipendenza, psicologica e fisica. Nei Paesi occidentali la diffusa tolleranza per il bere accompagnata dalla legalità dell'alcool stesso hanno condotto ad una accettazione socialmente condivisa dell'uso anche quando questo si trasforma in abuso o addirittura in dipendenza.

Per questi motivi la condizione di "alcolista" o "etilista" gode di una maggiore giustificazione collettiva e non è associata al concetto di tossicodipendenza così come avviene per le altre sostanze psicoattive. In realtà l'assunzione cronica di alcool influenza negativamente la qualità della vita e riduce progressivamente gli spazi di autonomia quotidiana. Si tratta di una grave patologia a rilevanza sociale e costituisce la terza causa di morte dopo cancro e malattie cardio-vascolari.

Alcolismo tra dipendenza ed abuso

Il concetto di alcolismo (come pure alcoldipendenza, dipendenza da alcol, dipendenza alcolica) fa riferimento ad una eccessiva ingestione volontaria di alcol etilico che nella sua forma acuta si manifesta con l'ubriachezza. Nella sua forma cronica esprime una condizione in cui l'alcool, avendo determinato alterazioni funzionali del Sistema Nervoso Centrale ed un sovvertimento dello stile di vita dell'individuo, è divenuto indispensabile al mantenimento di un sia pur precario equilibrio psicofisico.

Gli elementi costitutivi della dipendenza da sostanze sono:

astinenza: comparsa di una specifica sintomatologia alla sospensione od alla brusca riduzione della sostanza;

tolleranza: necessità di raggiungere dosi sempre più elevate con il passare del tempo per raggiungere l'effetto desiderato;

perdita di controllo: la persona non riesce a controllare l'uso della sostanza (es. fallisce nei tentativi di limitarne l'uso, o la assume in circostanze pericolose, o per l'uso deve trascurare importanti attività sociali o lavorative). Tutti questi fattori conducono ad un danno psichico, fisico o sociale, anche se con una modalità di sviluppo lenta che può durare diversi anni. L'alcool produce uno stato tossico generale dell'organismo accompagnato da una situazione di debilitazione dovuta sia ad un insufficiente apporto alimentare per inappetenza sia ad una riduzione dell'assorbimento e dell'utilizzazione degli alimenti introdotti. I dannosi effetti di tipo cumulativo comprendono una vasta gamma di disturbi a carico dell'apparato digerente e degli organi funzionalmente legati ad esso come il fegato e il pancreas.

A livello psichico, la dipendenza da alcool induce un progressivo decadimento delle funzioni intellettive, labilità dell'umore e perdita del senso etico.

L'alcolismo è una delle principali cause di incidenti stradali.

L'alcolismo, che è più frequente negli adulti di sesso maschile, anche se ultimamente si va diffondendo anche tra i giovani e le donne, è un fenomeno in crescita in quasi tutte le regioni degli Stati Uniti, dell'Europa, dei Paesi dell'ex Unione Sovietica e di quelli in via di sviluppo.

I risultati di recenti indagini hanno rilevato che bevono di più:

¦i ragazzi delle ragazze;

¦i ragazzi che vivono al nord, seguiti da quelli del centro e del sud;

¦gli appartenenti ai ceti medio-superiori;

¦i giovani che leggono di più, usano il Pc ed Internet.

I sistemi di classificazione diagnostica internazionale hanno differenziato il concetto di dipendenza da quello di abuso. Questo termine comprende i bevitori problematici non alcolisti che abusano della sostanza in modo non continuativo. Queste persone in genere mantengono una funzionalità psichica, fisica e sociale ben conservata.

Gli effetti dell'assunzione di alcool riguardano principalmente il sistema nervoso centrale e, a secondo delle dosi assunte, e delle relative concentrazioni ematiche, si passa da una situazione di euforia ed eccitamento fino a giungere, a livelli molto alti, al coma ed eventualmente alla morte per arresto cardio-respiratorio.

Non più di un goccio!

Per decenni la medicina si è sforzata di stabilire dei limiti di sicurezza all'uso dell'alcool, tramite l'individuazione di "dosi sicure" che sono andate progressivamente diminuendo con l'affinarsi delle conoscenze. Recentemente, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha criticato l'adozione di una definizione di "dose sicura" uguale per tutti. Infatti, ci sono persone che in diverse circostanze e per differenti livelli di assunzione hanno un diverso grado di "rischio" legato all'uso di alcool. Per esempio, le donne in gravidanza o in corso di allattamento, le persone che soffrono per malattie causate o aggravate dall'alcool, oppure coloro che fanno uso di farmaci o psicofarmaci appartengono a categorie particolari che rendono qualsiasi consumo alcolico assai rischioso.

 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 03 Novembre 2013 12:52

I 5 principali danni dell'alcol al cavo orale

Scritto da Tito
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I 5 principali danni dell'alcol al cavo orale

Fonte: Bddstudiodentistico.it

Dopo aver analizzato i danni del fumo al cavo orale, ecco i principali danni che un eccessivo consumo di bevande alcoliche può apportare al cavo orale.

1) CANCRO ORALE: Complessivamente, il 7-19% dei casi di carcinoma orale sono attribuibili all’alto consumo di alcol. Questo può agire sia come fattore indipendete sia come co-carcinogeno facilitando l’iniziazione prodotta da altri fattori e/o agendo come promotore.

2) Atrofia della mucosa orale: L’esposizione cronica all’etanolo determina atrofia della mucosa orale ed esofagea.

3) Scialoadenosi: Sono alterazioni morfologiche e funzionali del parenchima ghiandolare consistenti in un aumento del contenuto di grasso e atrofia dell’epitello ghiandolare che condiziona una riduzione del flusso salivare.

4) Scarsa igiene orale: E’ noto che l’abuso di alcol, soprattutto se associato al fumo. può aumentare le concentrazioni di acetaldeide nella saliva aumentando così il numero di batteri.

5) Malformazioni congenite: L’uso di alcol durante la gravidanza è stato prospettato come fattore di rischio per le schisi del labbro e del palato, ma l’evidenza a riguardo è poco robusta e richiede ulteriori conferme.

http://www.bddstudiodentistico.it/i-5-principali-danni-dellalcol-al-cavo-orale/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Controindicazioni legate all'eccessiva assimilazione di alcol

Fonte: vino-salute.com

Esistono alcune controindicazioni legate ad un eccessivo consumo di vino o, meglio ancora, riguardo l'assimilazione di

alcool. A causa della vasodilatazione cutanea che si verifica dopo aver bevuto, le calorie derivanti dalla trasformazione dell'alcol

vengono rapidamente disperse dal corpo sotto forma di calore. Un consumo eccessivo determina l'aumento dei depositi di grasso

corporeo, con effetti ingrassanti: ecco perché nelle diete ipocaloriche o dimagranti viene proibito il consumo di vino.
Lo scrittore latino Lucio Apuleio commentava che "il primo bicchiere riguarda la sete, il secondo l'allegria, il terzo la

voluttà, il quarto la pazzia": una frase che anticipava i suggerimenti dei nutrizionisti sull'assunzione equilibrata e

ottimale di bevande alcoliche, di cui andrebbero sempre verificati la gradazione e, quindi, l'apporto totale in alcool e

calorie. I forti bevitori abituali, avendo una sensazione di sazietà determinata dalle calorie introdotte con il consumo di vino,

tendono a non alimentarsi a sufficienza, non ricavando dalle fonti alimentari adeguate le calorie necessarie all'attività

quotidiana. I disturbi più gravi si determinano a livello dell'apparato gastroenterico e digestivo (epatopatia cronica e acuta,

pancreatite, gastrite, malassorbimento intestinale, cirrosi epatica).

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Martedì 02 Novembre 2010 23:28

Abuso di Alcol - 25 mila morti all'anno

Scritto da Tito
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Abuso di Alcol - 25 mila morti all'anno

 

In Italia le morti attribuibili all'alcol sono fra le 21 e le 25 mila ogni anno, contro alcune centinaia di morti per droga. Lo sottolinea Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol dell'Istituto Superiore di Sanità e Presidente della SIA, la Società italiana alcologia, commentando lo studio pubblicato su Lancet che lancia un allarme su quella che viene indicata la più pericola delle sostanze stupefacenti. Un'analisi di fatto condivisa dallo stesso Scafato che definisce l'alcol una «droga ponte» verso altre sostanze. I nuovi bevitori a rischio in Italia si differenziano dal resto della popolazione italiana che consuma alcol (56,7% del totale) perché sono giovani, uno su tre ha meno di 24 anni, sono soprattutto maschi e vivono nelle regioni del Nord. L'alcol è più dannoso alla salute di cocaina, cannabis o Ecstasy ed è lo stupefacente più nocivo di tutti in relazione al suo impatto negativo sulla società. Lo afferma un nuovo studio pubblicato sulla rivista Lancet. Una ricerca condotta da David Nutt, l'ex consigliere del governo per la lotta alla droga, suggerisce che il danno complessivo prodotto dagli alcolici batte quello di crack e eroina e richiede dunque strategie coraggiose sul fronte della sanita' pubblica. http://altogetherchieti.blogspot.com/2010/11/abuso-di-alcol-25-mila-morti-allanno.html 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Lavori socialmente utili per abusatori pentiti: si allarga l'esercito dei volontari per forza

Fonte: Lastampa.it 29 agosto 2011

Alcuni dei lavoratori «forzati» restano anche alla fine della pena

PAOLA ITALIANO

Sono 640 i torinesi sanzionati nel 2010 per guida sotto effetto di alcol o stupefacenti. Erano 709 due anni fa e 561 nel 2008. Da luglio 2010 il nuovo codice della strada vieta il consumo di alcol a chi guida per professione, neopatentati e chi ha meno di 21 anni; per gli altri il limite è di 0,5 grammi al litro. Ma c'è un'alternativa all'arresto per chi ha più di 1,5 di tasso alcolemico: i lavori di pubblica utilità.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Come viaggiare sicuri in Europa rispettando norme stradali e tasso alcolemico

Fonte: Ansa.it 14 luglio 2013

Viaggiare sicuri in Europa, da tasso alcol a uso telefonini

di Andrea Silvuni

ROMA - E' tempo di vacanze e molti scelgono l'automobile per spostarsi. Se si ha in programma però di uscire dai confini dell'Italia per non incorrere in spiacevoli sorprese è sempre meglio informarsi prima sulle norme vigenti nel Paese dove abbiamo deciso di recarci o transitare. Nessun problema per l'interpretazione della segnaletica stradale - ormai unificata - e per il numero da chiamare in caso di emergenza (é 112 in quasi tutti i Paesi), mentre sussistono grandi differenze per ciò che riguarda i limiti della percentuale di alcol nel sangue e l'utilizzo del telefonino in auto. Il tasso alcolemico tollerato è mediamente dello 0,5 per mille, con poche eccezioni 'permissive ' (0,8 in Irlanda, Gran Bretagna, Malta e Lussemburgo) ed altre nazioni decisamente meno favorevoli (0,2 in Svezia e Polonia), se non con tolleranza zero (Repubblica Ceca, Estonia, Ungheria e Slovacchia). Sempre in tema di controllo del tasso alcolemico nel sangue, chi ha come destinazione la vicina Francia (Corsica compresa) o dovrà transitarvi - ad esempio passando per il tunnel del Monte Bianco - ricordi di portare in auto o in moto un alcolimetro usa e getta (costo pochi euro) di tipo omologato, in quanto obbligatorio in quel Paese dal luglio 2012.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 14 Novembre 2010 16:52

Fegato e Transaminasi alte

Scritto da Tito
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Fegato e Transaminasi alte

 

Le transaminasi sono enzimi, molecole proteiche, fondamentali per il funzionamento del fegato. Tra le più conosciute, vi sono sicuramente le transaminasi:

GOT

(glutammato-ossalacetato transaminasi) o AST (aspartato-aminotransferasi), presenti in molti organi (fegato, miocardio, rene, encefalo, muscolatura scheletrica).

GPT

(glutammato-piruvato transaminasi) o ALT (alanina aminotransferasi), presenti principalmente nel fegato per la produzione di glucosio.

I valori delle transaminasi possono essere misurati principalmente attraverso le analisi del sangue. Livelli normali sono 5-40 U / ml per le GOT e 5-30 U/ml per le GPT. Di norma la proporzione tra GOT e GPT e di 1:3.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Trattamenti farmacologici dell'alcoldipendenza: una panoramica

Fonte: Alcol.dronet.org

Trattamenti farmacologici

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 09 Dicembre 2011 21:09

L'ultimo business milanese: alcol a domicilio la notte

Scritto da Tito
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L'ultimo business milanese: alcol a domicilio la notte

Fonte: Milanotoday.it

Sbronzi a tutte le ore: l'alcol, di notte, arriva direttamente a casa

A Milano aumentano i siti di "imprese" che portano alcolici di ogni genere a domicilio: prezzi alti e consegne tutta la notte (quando nei locali è vietato)  di Francesco Giambertone

C'è un nuovo business che a Milano sta prendendo sempre più piede: quello degli alcolici a domicilio. Funziona come la pizza o il kebab: chiami, ordini, te lo portano a casa. Ma loro - i "fattorini della sbronza" - sono aperti tutta la notte e non hanno limiti sulle consegne.

Anzi, più ordini e più risparmi. E se hai un languore notturno, puoi farti portare anche un bel paninazzo imbottito.

Sono sempre di più i siti internet che offrono questo servizio, come - per citarne due a Milano - www.teledrink.it e www.drink24hours.com. A differenza della vecchia pizza a domicilio, qui l'alcolico diventa il piatto principale. Per tirare su "l'impresa" basta un magazzino (e ovviamente tutte le licenze del caso...) e un mezzo per trasportare la merce. L'offerta è ampia (vodka, rhum, gin, whiskey, vino e birra, fino a champagne di prim'ordine) e i prezzi picchiano: ordinando online o per telefono si arriva a spendere anche 5 euro per una birra da 33cl, o 40 euro per una bottiglia di Vodka da un litro. Ma il party - con tanto di cannucce, piattini e bicchieri - entra dritto dritto a casa tua, quando lo vuoi tu. Soprattutto quando non puoi farlo da nessun altra parte. Già, perché il business si fa di notte. Mentre nei locali la vendita di alcolici alle 2 finisce per legge, loro continuano a recapitare sbronze a casa anche alle prime ore del mattino (e questo ai locali non piace...). C'è chi lavora 24 ore e chi solamente quando cala il sole; c'è chi richiede una spesa minima di una cinquantina di euro ad ordinazione e chi vuole 5 euro in più se la consegna è dopo mezzanotte; c'è chi - addirittura - ti fa l'offertona per i cocktail, tipo "bottiglia di Cola e bottiglia di rhum a 35 euro". Hai un'attività commerciale? Inserisci GRATIS la scheda su MilanoToday! Così, dopo che sei uscito, hai "fatto serata" e sei tornato a casa, oppure a casa ci sei rimasto tutto il tempo, se hai (ancora) voglia di bere, puoi farlo sul divano di casa tua a tutte le ore della notte. Se queste nuove "alcool express" contribuiscano a ridurre o ad aumentare le famose stragi del sabato sera, lo lasciamo giudicare a voi

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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OssFAD dell'Istituto Superiore della Sanità: abitudine precoce al consumo di alcol

Fonte: sostanze.info

LA PRECOCE ABITUDINE ALL’ALCOL E’ IN AUMENTO IN ITALIA

L’Italia presenta una minor frequenza di abusi alcolici, il più basso consumo medio giornaliero di alcol, ma la più precoce frequenza di avvio all’abitudine all’alcol con una media di 12,2 anni rispetto ai 14,6 dell’Unione Europea. Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Alcol – OssFAD dell’Istituto Superiore della Sanità, sono circa 800.000 i giovani tra i 14-16 anni al di sotto dell’età legale che dichiarano di avere l’abitudine all’alcol rappresentando così il 40% dell’intera popolazione italiana compresa appunto tra i 14 e 16 anni. Nel contempo è stata anche rilevata una crescita dell’abitudine all’alcol fuori pasto, crescita per entrambi i sessi più forte nella fascia compresa tra i 18 e i 39 anni, mentre si posiziona al secondo posto la fascia dei giovani d’età compresa tra i 14 e i 17 anni: tra quest’ultimi le donne presentano senza alcun dubbio il più forte incremento di abitudine all’alcol fuori

pasto con una differenza che ammonta a 4,7 punti percentuali per esempio tra il 2002 e il 2003.

Altro dato: secondo infatti i dati dell’indagine “Eurobarometro” 2002 della Commissione Europea, l’Italia, seconda solo al Portogallo, è una delle nazioni in cui risulta il numero più elevato di giorni in cui c’è l?abitudine all’alcol, a dispetto della più bassa concentrazione del consumo nei singoli giorni. Il che appare correlato all’abitudine all’alcol, tipicamente nostra, di bere vino a tavola. Ma non per questo va dimenticato che soprattutto tra i giovani tra i 15 e i 35 anni prevalgono poi le diagnosi di abuso alcolico e gli effetti tossici dell’alcol.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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"Bevi con la testa": uno spot radiofonico contro l'alcol alla guida

Fonte: Lanazione.it 14 gennaio 2011

FIRENZE - UN RUMORE del tappo che salta e via allo spot radiofonico "Bevi con la testa" che verrà registrato dai ragazzi di

Drink or Drive e sarà in diretta nel circuito Radio Blu - Fantastica - Cuore dalla fine di gennaio. A prestare il suo volto,

o meglio la sua voce, oltre al conduttore- cabarettista- comico Gaetano Gennai, L'assessore alla mobilità Massimo Mattei: "...

soltanto cambiando abitudini, tutti, giovani e adulti, possiamo evitare gli incidenti sulle nostre strade...", le sue parole

nello spot. Si tratta di un messaggio di circa trenta secondi, registrato a più voci, ma denso di significato, dove si

invitano i ragazzi a fare il test del grado alcolemico, prima di mettersi al volante", perché "è un segno di civiltà" e

perché "Bere con la testa si può". Lo spot radiofonico lancerà il percorso 2011, "Bere con la testa" appunto, di Generazioni

Contatti, l'associazione fiorentina guidata da Matteo Lucherini (www.generazioni.org, ) già protagonista di "Un etilometro

nelle tasche di tutti". " Un discorso - spiega Lucherini - che stiamo portando avanti: acquistare grandi quantitativi di

etiltester monouso per distribuirli ai locali e poi regalarli ai ragazzi". E saranno proprio gli oltre seicento studenti di

Drink or Drive che andranno a verificare l'effettiva distribuzione gratuita nei locali.
Ro.Co

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Al via a Rimini "InDipendenza", un ciclo di incontri con esperti per conoscere e parlare di temi come alcool, droga, gioco e disturbi alimentari, organizzato da coop sociale Cento Fiori.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 14 Maggio 2011 19:12

La mortalità dovuta all'alcol

Scritto da Tito
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La mortalità dovuta all'alcol

Fonte: Salute.gov.it          (tratto da Alcohol Prevention Day 2011)

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel mondo ci sono circa 2 miliardi di persone che consumano bevande alcoliche, circa 2,3 milioni di persone che muoiono per una causa alcol-correlata e 76,3 milioni che hanno disordini dovuti all'alcol. Per l'Italia, l'Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS dell'ISS ha prodotto e pubblicato sull'ultimo numero di Addiction la metodologia di riferimento europea e stimato e riportato nella Relazione annuale del Ministro della Salute al Parlamento che, ogni anno, circa 13.000 uomini e 7.000 donne di età superiore ai 15 anni muoiono per una causa di morte totalmente o parzialmente alcol correlata. Una valutazione complessiva riconosce nell' alcol la prima causa di morte tra i giovani sino all'età di 24 anni, i cui decessi sono prevalentemente legati al problema di uso e abuso di alcol alla guida. Inoltre, sono attribuibili all'alcol:
- il 38,1% dei decessi maschili e il 18,4% di quelli femminili
- il 60,5 % dei decessi per cirrosi epatica nei maschi, il 51,5% di quelli tra le donne
- il 36,6% e il 21,8% dei decessi per tumori orofaringei maschili e femminili, rispettivamente
- il 49,2% dei decessi tumori laringei maschili e il 37,1% di quelli femminili
- i morti per tumore al fegato con valori pari al 36,5% per gli uomini e al 26,1% per le donne
- il 49,5% e il 43,3% dei decessi per epilessia per gli uomini e per le donne, rispettivamente
- il 57,7% e il 49,2% dei decessi rispettivamente maschili e femminili per varici esofagee.
Nonostante i "guadagni" registrabili principalmente nel numero di decessi per cardiopatia coronarica, ictus ischemico, colelitiasi e diabete e pari a circa 4.460 per gli uomini e 2.740 per le donne, l'impatto dell'alcol sulla mortalità al netto dei considerati effetti protettivi dell'alcol rimane rilevante con 20.000 morti all'anno che confermano la necessità di attenzione e di interventi di screening e di prevenzione differenziata per i differenti target di popolazione.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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La capacità di reggere l'alcol diminuisce con l'aumento dell'età

Fonte: Benessereblog.it 19 marzo 2011

Le sbornie peggiorano con l'età

Non vi capacitate del perché fino a ieri reggevate la sonora sbornia di un'uscita pazza con gli amici riuscendo ad andare a lavorare il giorno dopo e oggi vi sentite a pezzi dopo il primo bicchiere? Non vi piacerà, ma è colpa dell'età. Il corpo perde la capacità di sopportare l'impatto dell'alcol man mano che invecchiamo, dicono gli esperti.
Gli enzimi incaricati di gestire il processo metabolico perdono in efficacia con l'avanzare dell'età e questo comporta una maggiore durata dei postumi dell'ubriacatura che non siamo in grado di smaltire in poche ore ma per cui si impiega ben più tempo con tutti i fastidi che comporta. Sapete di cosa parlo se avete fatto i conti con i brutti mal di testa del giorno dopo e le conseguenze sul vostro aspetto nei giorni immediatamente successivi, quando ci si sente centrifugati.
C'è anche di più: se ci si ubriaca con alcol di pessima qualità si tende a prendere una sbronza peggiore, soprattutto se - ma questo lo sappiamo - mescoliamo diversi tipi di bevande alcoliche creando una vera e propria zuppa letale nel nostro povero stomaco intossicato. Che avrà il suo bel da fare per liberarsene. I liquori di qualità migliore invece sono sottoposti nel processo di produzione ad una distillazione più accurata e ad un filtraggio che ne garantisce una qualità superiore e dunque un minore impatto sul nostro organismo.

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Lunedì 23 Settembre 2013 23:06

Alcolismo: quando si perdono piacere e libertà...

Scritto da Tito
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Alcolismo: quando si perdono piacere e libertà...

Fonte: psichiatriaedipendenze.it

Alcol, abuso e dipendenza: generalità

Le bevande alcoliche fanno parte da sempre del nostro modo di vivere, da sempre. Piacciono alla maggior parte delle persone e di solito danno piacere senza far danni, anzi una modica quantità può essere protettivo rispetto ad alcune malattie. L’alcool però può dare problemi, così come altre sostanze. L’alcool oltre certe dosi è, come tutte le sostanze, tossico. Ma soprattutto, al di là di questo, l’alcool può legare a sé in maniera non più controllata e non più controllabile, ovvero indurre dipendenza.

Con l’alcool si può esagerare, e ubriacarsi. Chi è ubriaco in genere funziona peggio, corre il rischio di farsi male, può far del male agli altri, per sbaglio o per aumento dell’aggressività, oppure si addormenta. La prima volta può essere un errore, certamente….ma è un errore curioso anche la prima volta. Ancora più curioso è il fatto che dopo il primo errore la cosa si ripeta. Per alcuni individui addirittura ogni volta che ci si avvicina all’alcol è automatico ubriacarsi, anche se poi per giorni non si beve niente. In alcuni paesi l’ubriacatura abituale, il fine settimana, è un rito.

Il fatto è che quando si prova una cosa piacevole è più facile esagerare, perché se ne vuole di più dopo averne provato un po’, specialmente se si ha un certo tipo di cervello.

Dipendenza

L’alcolismo non è facilmente curabile, ma esistono alcune terapie efficaci, e la possibilità di combinare diverse strategie di controllo del desiderio di bere, e delle eventuali condizioni psichici associati,  che permettono di migliorare i risultati ottenibili. Chi abusa non perde il controllo soltanto quando è intossicato, ma può decidere liberamente se utilizzare o no quella sostanza, ed in genere lo fa per piacere. Chi è dipendente (alcolista) invece perde la libertà e il piacere insieme. In genere di parla di tossicodipendenza e di alcolismo come di due problemi diversi, ma ciò è ingiustificato. Si tratta comunque di tossicodipendenze. Si potrebbe dire che l’alcool è una sostanza “leggera”, meno rischiosa in tutti i sensi, nel senso che se cento persone bevono abitualmente, sono pochi quelli che poi non riescono più a smettere. Con le droghe pesanti succede invece che molti perdano il controllo, e anche abbastanza rapidamente.

L’alcolista è colui che deve all’alcol la propria infelicità e il proprio malfunzionamento, ma è condannato a volerlo sempre come se invece fosse la chiave della propria felicità. In altre parole, alcolista non significa un forte bevitore abituale. La differenza sta nel fatto che l’alcolismo è l’incapacità di gestire l’alcol, indipendentemente dal perché si abbia il gusto di bere. Il bevitore abituale sceglie di bere abitualmente, l’alcolista beve contro le proprie stesse intenzioni, ma sulla scia di una spinta istintuale. L’alcolismo consiste in un comportamento di consumo che continua o si ripresenta nonostante l’intenzione di controllarlo o sospenderlo. Il nucleo del problema sta quindi tra il soggetto e l’alcol.

Bere al mattino, bere molto, ubriacarsi non sono di per sé sufficienti a dire che una persona sia “alcolista”. Chi ad esempio è ricoverato perché l’alcol gli ha dato problemi fisici, non necessariamente è alcolista. Se la preoccupazione per la salute gli sembra un buon motivo per smettere o ridurre, e riesce in quest’intento, non lo è. Chi beve abitualmente ma non ha mai avuto motivi per smettere e si diverte bevendo, non lo è. Chi beve un periodo per dimenticare o passare sopra una delusione, magari dopo un po’ smette o si nausea degli effetti collaterali dell’alcol, e lo tiene più lontano: questa persona non è alcolista.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 26 Febbraio 2009 14:02

E' la campagna di prevenzione

Scritto da Tito
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  • E' la campagna di prevenzione dei rischi connessi all’uso scorretto e all’abuso delle bevande alcoliche in caso di guida. Fa parte di “Guida tu la vita. Bevi responsabile”, iniziativa di AssoBirra il cui obiettivo è promuovere un consumo moderato e consapevole delle bevande alcoliche.
  • Lancia un messaggio chiaro: se devi guidare non bere. E se hai bevuto fai guidare qualcun altro. Infatti, nonostante la legge consenta di consumare limitate quantità di alcol prima di guidare, esiste un legame diretto fra livelli crescenti di alcolemia e rischio di essere coinvolti in un incidente grave o mortale: non esistono livelli di consumo alcolico sicuri alla guida.
  • E' dedicata a chi frequenta i corsi per la patente e si svolge in oltre 1.200 autoscuole italiane aderenti ad UNASCA, la maggiore Associazione di categoria delle autoscuole e degli studi di consulenza automobilistica. Ma oggi, grazie a questo sito, è a disposizione di tutti coloro che ci tengono alla sicurezza in auto e vogliono saperne di più.
 

http://www.beviresponsabile.it/obevioguidi/pag.php?catgen=pobevioguidi

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcol, danni da abuso e benefici del buon bere: convegno a Firenze

 

Fonte: Provincia.fi.it 21 gennaio 2011

Si è tenuto oggi venerdì 21 gennaio a Firenze il convegno organizzato da UniCeSV. Il vino è identità e cultura dei territori,

se consumato consapevolmente è benessere e salute ed è economia con oltre 1,2 milioni di addetti nel nostro paese. Di contro

l'abuso di alcol rappresenta una vera e propria piaga socio-sanitaria, che ogni anno miete vittime e grava sugli individui e

sulla società. Questi i temi affrontati oggi, venerdì 21 gennaio, nel convegno in svolgimento all'Accademia dei Georgofili di

Firenze,

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Mercoledì 21 Agosto 2013 09:12

Alcol: effetti tossicologici e comportamentali

Scritto da Tito
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Alcol: effetti tossicologici e comportamentali
Fonte: emernet.it


ALCOOL: EFFETTI TOSSICOLOGICI E COMPORTAMENTALI

L’alcool la sostanza di abuso più diffusa e sicuramente la più utilizzata. L’alcool è una droga, la cui assunzione determina effetti ansiolitici che costituiscono un rinforzo positivo. Gli effetti immediati, infatti, sono sull’umore e comprendono maggiore rilassatezza, felicità, senso di benessere ed anche euforia. Gli effetti dell’assunzione di alcool comprendono inoltre la perdita della coordinazione motoria e distorsioni a carico del sistema percettivo, soprattutto visivo, ma anche uditivo e somatosensoriale. Tali effetti aumentano di intensità in funzione della quantità della dose di alcool assunta. Se tale dose supera un livello critico, che dipende da diversi fattori di cui si parlerà in seguito, gli effetti positivi dell’assunzione dell’alcool lasciano il posto a quelli negativi. L’assunzione di alte dosi di alcool, infatti, determina stato di incoscienza, coma o addirittura la morte. Inoltre alcune manifestazioni adattative del corpo, come il vomito, possono comparire: una delle cause di morte associata all’abuso di alcool è proprio la morte per soffocamento conseguente al vomito in stato di incoscienza indotto da assunzione di dosi elevate di alcool. Gran parte degli effetti sull’umore legati all’assunzione di alcool, sono legati alla sua azione inibitoria a livello cerebrale sui sistemi legati al controllo dell’inibizione.

Si è detto della spiccata variabilità negli effetti determinati dall’alcool nei diversi individui. Questa può dipendere da diversi fattori  fra cui:

peso corporeo: poiché una persona più pesante ha una quantità di sangue superiore ad un persona più magra, la concentrazione di alcool nel sangue sarà minore in una persona grossa, a parità della dose assunta; 

sesso: il corpo delle donne contiene più grassi e meno fluidi rispetto a quello degli uomini; di conseguenza la stesa dose di alcool assunta risulta essere più concentrata nel sangue delle donne rispetto a quello degli uomini. Inoltre l’assunzione di alcool durante l’ovulazione e nei 2, 3 giorni prima della mestruazione produce effetti più rapidi. Le donne che assumono la pillola come contraccettivo non subiscono tale effetto;

età: le persone più giovani e più anziane metabolizzano l’alcool più lentamente. Di conseguenza la concentrazione di alcool nel sangue dopo l’assunzione rimane elevata più a lungo; 
razza: esistono fattori di variabilità collegati alla reazione all’alcool per razze differenti. Per esempio molte persone di origine dell’est dell’Asia hanno un enzima che ausa una reazione simil-allergica all’alcool;


modalità di assunzione: l’alcool è assorbito più lentamente a stomaco pieno;

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Giovedì 30 Dicembre 2010 21:29

Alcol: analisi degli effetti sull'organismo

Scritto da Tito
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