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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Martedì 12 Luglio 2016 19:55

COME SI VIVE CON CHI SOFFRE DI DIPENDENZA DA ALCOL

Scritto da Tito
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COME SI VIVE CON CHI SOFFRE DI DIPENDENZA DA ALCOL

Molto spesso la vita dei familiari viene sconvolta e mutata radicalmente in seguito alla dipendenza da alcol di un familiare, perché molte sono le domande che toccano i singoli componenti, le quali interessano il proprio ruolo e il proprio comportamento all’interno del nucleo familiare.

 

COME DEVE VIVERE UNA PERSONA IN UNA FAMIGLIA DOVE UN COMPONENTE È DIPENDENTE DA ALCOOL?

Si tratta di una domanda alla quale fanno seguito molte risposte, le quali meritano di essere analizzate con attenzione. È importante notare che, al pari della persona dipendente, anche i familiari, i figli e i coniugi possono provare una elevata dose di sofferenza, che nei casi estremi può indurle a soffrire di problemi gravi come la depressione e altre malattie legate alla sfera psicologica, nonché a maturare patologie fisiche anche gravi.

Il primo passo da compiere si basa sicuramente sul riconoscimento della dipendenza, che deve essere certo e quindi con l’ammissione ai speciali percorsi di recupero da parte del familiare interessato. Di pari passo, la famiglia è chiamata a vincere la vergogna sociale che viene provata nei confronti della comunità, spesso poco incline ad accettare la dipendenza da sostanze alcoliche. La vergogna va quindi vinta per migliorare il benessere personale e per trovare la forza di iniziare un percorso familiare che si presuppone lungo e complesso.

Le conseguenze che l’alcolismo può avere su familiari e amici dipendono molto dal rapporto che la persona dipendente ha con i componenti della famiglia, dall’intensità dei legami affettivi e dalla distanza geografica. Vi è però un tratto comune che deve essere accettato dai familiari, ovvero che nessuno può smettere di bere al posto della persona dipendente e che quindi il senso di impotenza provato in questo caso è comune a tutte le persone che nel mondo si trovano ad affrontare questa situazione.

Proprio l’impotenza è una miccia molto forte, che può indurre i soggetti a prendere delle decisioni anche molto drastiche, quali allontanare da casa il familiare oppure scegliere la separazione o il divorzio nel caso di coniugi. Si tratta di comportamenti che ovviamente devono essere evitati per il bene della persona, perché possono diventare il motore di un crollo psicologico ancor più elevato.

All’impotenza si associa la sensazione di incredulità, perché spesso chi è dipendente da alcol non ammette idi esserlo, si tratta di meccanismo di autodifesa che permette alla persona di non rendersi conto che è diventato alcoldipendente. Tanti sono i modi per negare il problema e i familiari non possono fare altro che iniziare un percorso assieme agli specialisti per cercare di comprendere il perché delle bugie e anche per scavare sulle reali cause della dipendenza, che possono essere multiple ed eterogenee.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.alcoldipendenza.com/vivere-con-dipendente-alcol/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 09 Luglio 2016 10:44

ALCOL, ECCO COME PREVENIRE L'HANGOVER

Scritto da Tito
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ALCOL, ECCO COME PREVENIRE L'HANGOVER

IL MODO MIGLIORE È NON ESAGERARE, MA ANCHE ALTRI PICCOLI ACCORGIMENTI POSSONO AIUTARE A EVITARLO

Il mal di testa è pulsante, la nausea sembra inarrestabile e la voglia di scendere dal letto è nulla: quando si è alle prese con l’hangover si vivono alcune fra i peggiori risvegli della propria vita. Il modo migliore per evitarlo è senza dubbio non esagerare con l’alcol, è inutile negare che in alcune occasioni speciali si inizia la serata con la certezza di contravvenire a questo sano principio. Come fare, allora, per prevenire gli effetti deleteri di una sbronza?

La chiave per non ritrovarsi alle prese con un hangover è l’idratazione. L’alcol, infatti, ha un effetto diuretico e, quindi, promuove la perdita di fluidi attraverso le urine. Di conseguenza compaiono sintomi come sete, capogiri e una sensazione come di avere la testa leggera. Per evitarlo è bene bere acqua sia prima che durante l’occasione in cui si consumeranno alcolici. Fra i consigli sul tema c’è la raccomandazione di berne un bicchiere tra un drink e l’altro, una strategia che a quanto pare può aiutare anche a ridurre il consumo di alcolici C’è anche chi consiglia di bere un ultimo bicchiere d’acqua prima di coricarsi e di tenerne uno a portata di mano vicino al letto per berlo appena svegli o nel caso la sete si facesse sentire durante il sonno.

>Un altro aiuto può arrivare dal cibo. L’alcol viene infatti assorbito più velocemente a stomaco vuoto; per questo fare il pieno di macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) prima di consumare alcolici può aiutare a limitare l’hangover. Gli esperti consigliano però di evitare dolci e, più in generale, zuccheri: il loro effetto sui surreni può ridurre la pressione del sangue e portare a ipoglicemia, pressione bassa e affaticamento. Fra i nutrienti consigliati è invece incluso il magnesio, minerale che può aiutare a combattere il mal di testa. Per di più l’effetto diuretico dell’alcol porta anche alla perdita di questo, di altri minerali e di vitamine; è quindi meglio fare il pieno non solo di magnesio, ma anche di vitamine B e C.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18367-alcol-ecco-come-prevenire-l-hangover

 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcolismo: psicoterapia e ketamina per evitare le ricadute. Al via studio inglese
http://www.popsci.it/alcolismo-psicoterapia
(Reuters Health) – La ketamina potrebbe essere presto testata come trattamento per gli alcolisti. Alcuni ricercatori inglesi hanno iniziato a reclutare volontari per verificare se la ketamina, conosciuta anche come la droga party ‘Special K’ , potrebbe rivelarsi utile nel ridurre i tassi di ricaduta tra le persone con problemi di alcolismo grave. Dopo aver condotto studi pilota che avrebbero mostrato come la ketamina –  combinata con la psicoterapia – potrebbe interferire nella disintossicazione rendendo meno probabili le recidive degli alcolisti, gli scienziati sono alla ricerca di 96 volontari con disturbo grave da alcol e che recentemente sono stati in astinenza. La ketamina è un farmaco autorizzato, ampiamente usato come anestetico e per alleviare il dolore. Tuttavia è usato anche come droga e può portare il consumatore all’abuso. “La ketamina – ha dichiarato Celia Morgan, che guiderà la ricerca presso l’Università di Exeter – è un farmaco ben tollerato e può contribuire ad alleviare i sintomi depressivi. Inoltre uno studio pilota suggerisce che potrebbe anche ridurre, dimezzandoli, i tassi di ricaduta nell’alcol. Questo studio ci permetterà di valutare se la ketamina, in associazione alla psicoterapia, può effettivamente aiutare gli alcolisti a fare a meno dell’alcol”.
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Sanremo, “Sei minorenne non bevi”: padre ringrazia locale. Ma l’abuso di alcol tra i giovani dilaga

Nonostante il divieto di servire alcolici, in provincia gli under 18 alzano il gomito: ora a preoccupare è "binge drinking"

http://www.riviera24.it/2016/07/sanremo

Sanremo. Un genitore ringrazia il gestore di un locale: “A mia figlia non sono stati serviti alcolici perché minorenne”, scrive al nostro giornale, “So che dovrebbe essere la normalità, ma visto che purtroppo non lo è, voglio ringraziare pubblicamente chi ha impedito ad una sedicenne di bere alcol”.

Ringraziamenti quasi banali, che banali però non sono. Anche in provincia sta dilagando il “binge drinking”: la moda tutta inglese di bere tutto il più possibile fino a perdere il controllo.  Troppi giovani e giovanissimi in Liguria – provincia di Imperia inclusa – consumano abitualmente alcolici. A lanciare l’allarme è l‘istituto Superiore di Sanità, con dati e tendenze preoccupanti che confermano che anche in regione ci sia un abuso di sostanze alcoliche tra gli adulti, così come tra i ragazzi.

A preoccupare, sono soprattutto i dati relativi ai giovani e giovanissimi: tra i minori di 18 anni, il 40% ha già consumato bevande alcoliche. Eppure, la vendita di alcolici è vietata ai minori. Duro il commento di Gianni Testino, responsabile del Centro Alcologico Regionale presso l’ospedale San Martino, “E’ un dato che non ci possiamo permettere”.

A bere alcolici si inizia presto, ancora bambini: il primo drink si assaggia tra gli 11 e i 15 anni.

“Il problema del consumo di sostanze alcoliche tra i giovani, così come durante la gravidanza, riveste oggi, alla luce dei dati epidemiologici, una notevole importanza e a volte manca di conoscenze adeguate proprio tra i giovani”, scrive l’ISS, che proprio sull’alcol ha raccolto dati invitando tutte le scuole secondarie di secondo grado, statali e non statali, a prendere parte su base volontaria ad un’indagine volta a permettere iniziative mirate a prevenire comportamenti e rischi correlati all’abuso di alcol.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcool, nasce una rete in Liguria per prevenzione e assistenza

http://www.genova24.it/2016/06/

Liguria. L’obiettivo finale è quello di arrivare al “tasso zero” su prevenzione e sicurezza per alcool e stupefacenti ma, per raggiungere questo risultato ambizioso, la Regione Liguria ha avviato, prima in Italia, una rete integrata ospedale – territorio. Un’intesa tra Asl 3 e Irccs San Martino di Genova per coinvolgere anche il mondo dell’associazionismo, il privato e la Procura nel contesto di un fenomeno che in Liguria coinvolge il 75% della popolazione maschile e il 52% di quella femminile dei quali il 23% degli uomini e il 10% delle donne sono a rischio.La lotta all’alcolismo soprattutto tra i giovani comprende attività di prevenzione e di cura – ha sottolineato Sonia Viale, vicepresidente della Regione Liguria e assessore regionale alla Salute e alla Sicurezza – e lavorare in rete è importante per affrontare il problema dell’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti che hanno conseguenze anche sulla sicurezza. Una continuità con il lavoro che avevo svolto al ministero degli Interni, con l’elaborazione, nel 2008 del pacchetto sicurezza”.

La rete alcologica è composta da Asl attraverso i Sert, dall’ospedale San Martino con il centro alcologico dove vengono identificate le patologie epatiche in fase precoce e seguiti i pazienti in percorsi protetti, dalla fondazione Maugeri di Genova Nervi, dal mondo dell’associazionismo e dalla Procura per l’attività di prevenzione primaria e secondaria rivolta alla sicurezza stradale e lavori socialmente utili come elemento sanzionatorio. “Solo in rete si possono raggiungere obiettivi importanti – ha sottolineato Luciano Grasso, commissario straordinario di Asl 3 – noi siamo tutti impegnati per le parti di competenza e senza protagonismi. E penso che questo sia un grande risultato”.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Martedì 28 Giugno 2016 19:06

Progetto SAM attivo anche a Frosinone

Scritto da Tito
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Progetto SAM attivo anche a Frosinone www.crarl.it,

Siglati i Protocolli d’Intesa con le associazioni Comunità in Dialogo, Il Faro Onlus, ANCA, il Centro Servizi Volontariato del Lazio (CESV), gli Assistenti Sanitari e il Dipartimento delle Dipendenze della Salute Mentale di Frosinone

di Roberta Manfredini

In continuità con le edizioni di Roma, Rieti, Tivoli e Civitavecchia realizzate nel 2015, il Centro Riferimento Alcologico della Regione Lazio (CRARL) ha organizzato una giornata formativa sul Progetto SAM (Servizi Alcologia Mappati) nel territorio della provincia di Frosinone.

L’iniziativa, “Come affrontare la dipendenza da alcol. L’integrazione Bio-Psico-Sociale e il progetto SAM”, realizzata in collaborazione con la Società Italiana per il Trattamento dell’Alcolismo e le sue Complicanze (SITAC), si è tenuta presso l’Auditorium Diocesano di Frosinone lo scorso 19 maggio.

Come nelle altre province del Lazio, anche in quella di Frosinone sono diverse le realtà locali -nate spesso su iniziativa privata e personale – che si sono attivate per aiutare ragazzi e adulti.

A Frosinone, il prof. Mauro Ceccanti, responsabile del CRARL, ha siglato i Protocolli d’Intesa con le associazioni  di volontariato Comunità in Dialogo, Il Faro Onlus, ANCA, il Centro Servizi Volontariato del Lazio (CESV), gli Assistenti Sanitari e con il Dipartimento delle Dipendenze della Salute Mentale di Frosinone.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 24 Giugno 2016 19:50

ALCOL: COSA SUCCEDE AL CORPO QUANDO SI SMETTE DI BERE

Scritto da Tito
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ALCOL: COSA SUCCEDE AL CORPO QUANDO SI SMETTE DI BERE

Alcol alcolismo24-06-2016

ALCOL: COSA SUCCEDE AL CORPO QUANDO SI SMETTE DI BERE

Il problema del consumo eccessivo di alcol in molti Paesi è una vera e propria piaga. Non si parla solo di alcolismo, ma anche di persone, che senza essere perennemente ubriache, fanno comunque un uso smodato di questa bevanda. Gli effetti sulla salute sono noti, ma ora una guida realizzata dal Dr. Niall Campbell, consulente e psichiatra per adulti presso il Priory Hospital Roehampton di Londra, potrebbe scoraggiare dall’abuso di alcol.

Il Dr. Campbell ha illustrato tutti i vari step che si possono attraversare quando ci si stacca dalla bottiglia e si sta più attenti alla propria salute: di giorno in giorno si può vedere la propria salute e il proprio aspetto migliorare. Non è semplice smettere con quella che può essere una vera e propria dipendenza, ma quantificare i benefici di una depurazione dell’organismo e pensare anche al risparmio economico che questo può comportare potrebbe convincere i più almeno a provarci.

Vediamo come reagisce il nostro corpo, man mano che viene meno il consumo di alcol:Dopo 24 ore – se si è nella fase immediatamente successiva ad una sbornia, si potrebbero avere tremori, sudorazione eccessiva, mal di testa, che diminuiscono man mano che passano le ore. Il corpo inizia gradualmente a disintossicarsi, il livello di zuccheri nel sangue si normalizza e ci sente pian piano sempre meglio.

Dopo una settimana – smettere di bere può anche farci dormire meglio: quando abbiamo abusato di alcol il nostro corpo, tramite la sudorazione, perde liquidi e questo determina quella disidratazione che ci fa svegliare più volte durante la notte in cerca di acqua da bere. Inoltre un consumo intenso di alcol può rendere le cellule del sangue più grandi, questo ci rende più stanchi in quanto le cellule fanno fatica a trasportare le particelle di ossigeno.

Dopo 15 giorni – a lungo andare gli alcolici possono anche disturbare la funzionalità del nostro stomaco, la cui parete si può irritare determinando fenomeni come il reflusso gastro-esofageo. A più di una settimana dall’astinenza si può notare come questo effetto regredisca. A questo punto si può anche cominciare a notare una perdita di peso, l’alcol ha un quantitativo di calorie piuttosto elevato, soprattutto se paragonato alle sue capacità nutritive (praticamente nulle). Basti pensare che un bicchiere di vino da 250 ml può arrivare a 228 calorie. Con due bicchieri è come se avessimo mangiato un panino con prosciutto, formaggio e maionese.

Dopo 3-4 settimane – con il passare del tempo l’uso eccessivo di alcol fa aumentare anche la pressione sanguigna. Smettere permette che questa si normalizzi a distanza di qualche settimana.

Dopo un mese – ad un mese da quando abbiamo ridotto l’uso di bevande alcoliche, anche sulla nostra pelle può manifestarsi un beneficio. L’alcol ad alti livelli è tossico e rende la pelle più spenta e meno elastica, ma bastano poche settimane per recuperare luminosità e bloccare l’invecchiamento.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.greenstyle.it/alcol-cosa-succede-al-corpo-quando-si-smette-di-bere-197662.html

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Task force contro l’abuso di alcol

Jesolo. Presentata un’app per sapere in tempo reale quanto si è bevuto. Presidio in piazza Mazzini    di Giovanni Cagnassi

http://nuovavenezia.gelocal.it/

JESOLO. Il progetto Off Limits dell’Asl10 alla 18esima edizione: presentato ieri nella cornice di un’assolata piazza Mazzini. La novità di quest’anno è un’app per tablet e smartphone, disponibile gratuitamente tra qualche giorno, che permetterà di calcolare autonomamente il tasso alcolemico teorico inserendo le bevande alcoliche assunte, di apprendere quali sono i rischi in seguito all’assunzione di sostanze, di individuare con la geolocalizzazione il luogo in cui sono operativi gli operatori del Servizio per le dipendenze, ma in particolare offrirà la possibilità di essere avvisati con degli "alert" qualora si diffondano sostanze di nuova sintesi o comunque sia necessario avvisare tempestivamente gli utenti di un pericolo imminente.

Per il resto, fino al 27 agosto e tutti i fine settimana è confermata la presenza di un’autoambulanza del 118 con autista e infermiere professionale, come ha ricordato il dottor Fausto De Ferra del Pronto soccorso di Jesolo che assieme a Daniele Bison aveva avviato l’iniziativa. In piazza Mazzini anche il sindaco, Valerio Zoggia, il vicesindaco, Roberto Rugolotto, con il direttore dell’Asl 10 Carlo Bramezza, il presidente di Mazzini Live Alberto Teso e il presidente del Silb, Giancarlo Vianello. Oltre all’app, da sabato 25 giugno un’equipe formata da 4 - 6 educatori si posizionerà con il camper di Off Limits all’esterno dei locali notturni come discoteche, pub, birrerie, piazze, e nei pressi di gradi eventi. Nei sabato notte, in particolare, la presenza in orario notturno verrà raddoppiata con 2 equipe presenti nelle discoteche Muretto e al King’s.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Abuso alcolici: più informazione e controlli a difesa minorenni

http://www.maremmanews.it/

Passa una mozione presentata dal vicepresidente Marco Stella: “Dati allarmanti,

informiamo bene i nostri ragazzi e puniamo chi vende alcolici al di fuori delle regole”

Firenze: Campagne di sensibilizzazione e più controlli per arginare il fenomeno dell’abuso di alcolici da parte di minorenni. Il Consiglio regionale ha approvato una mozione presentata dal vicepresidente Marco Stella in merito “all’allarme alcol per i minorenni”. La mozione impegna la Giunta regionale ad “ampliare l’attenzione e l’allarme sociale intorno al problema dell’abuso di alcol da parte dei minorenni, aumentando i livelli di informazione dei cittadini in generale, e dei genitori, insegnanti ed educatori in particolare, attraverso campagne informative, di prevenzione e di sensibilizzazione nelle scuole, nelle parrocchie, ed in tutti quegli ambienti sociali frequentati dai giovani”. La Giunte è chiamata anche a individuare “ulteriori modalità e provvedimenti, tempestivi e urgenti, insieme agli altri soggetti istituzionali competenti, per incentivare i controlli sul consumo dell’alcol ed anche sul comportamento illegale di una parte degli esercenti”.

“I dati sono veramente allarmanti – ha spiegato Stella nell’illustrazione in Aula –. Solo a Firenze abbiamo 700 accessi ai pronto soccorso ogni anno, 150 dei quali riguardano minorenni con età media sotto i 16 anni. Dobbiamo muoverci su due direttrici: da un lato informare bene i nostri ragazzi e dall’altro premiare quegli esercenti che rispettano le regole sulla somministrazione di alcolici e punire severamente chi li vende in modo illegale o abusivo. Credo che come Regione abbiamo lasciato un po’ soli i Comuni”.

Voto favorevole a nome del proprio gruppo di appartenenza è stato annunciato in aula dal consigliere Paolo Sarti secondo il quale “siamo davanti a un fatto di costume che va combattuto” e Enrico Sostegni, che ha ricordato come “la Giunta regionale ha di recente finanziato un progetto che prevede la presa in carico da parte dei servizi sociali di quelle persone che si presentano al pronto soccorso con problemi legati all’alcol”.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Lunedì 13 Giugno 2016 22:36

Cause: come si diventa alcolisti? (2)

Scritto da Tito
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Cause: come si diventa alcolisti? (2)

Come sappiamo, l’alcolismo tende attualmente ad esseee interpretato come un disturbo a genesi multifattoriale, che non ha cioè  un’unica causa, ma è piuttosto il risultato della combinazione di svariati fattori che possono essere di ordine biologico, socioculturale e psicologico.

Aspetti biologici

Notevole importanza per quanto riguarda la genesi della dipendenza alcolica è stata attribuita ai possibile effetti del patrimonio enzimatico, geneticamente determinato. In primo piano è il ruolo di enzimi direttamente implicati nella regolazione del grado di tolleranza all’alcol, come anche i sistemi deputati al metabolismo della tiamina e specifici antigeni coinvolti nello sviluppo della cirrosi epatica. Anche un basso livello di MAO piastrine è stato ipotizzato essere alla base di una predisposizione genetica all’alcolismo. A riscontro però di un’accertata familiarità nei casi di alcolismo, il rischio di svilupparlo, se si hanno congiunti che ne soffrono o ne hanno sofferto, è 4-5 volte maggiore rispetto alla popolazione generale, non c’è chiarezza sull’eventuale tipo di trasmissione genetica e su cosa venga trasmesso. Che esiste però una qualche forma di predisposizione genetica è stato confermato dagli studi sui gemelli monozigoti (individui che hanno lo stesso patrimonio genetico) e dizigoti (gemelli che hanno un diverso patrimonio genetico).  In presenza di un gemello alcolista, la possibilità che lo sia anche l’altro è del 50-60% per i monozigoti e del 25% dei dizigoti. Oltre a ciò i bambini che hanno un genitore biologico alcol-dipendente, anche se adottati da una famiglia che non presenta alcol-dipendenza, nel corso dello sviluppo corrono il rischio di diventare alcolisti in misura di 5-6 volte maggiore rispetto ai bambini che non hanno questa discendenza biologica.

Aspetti socioculturali

Gli aspetti socioculturali possono poi favorire o meno l’emersione delle predisposizioni genetiche sopra descritte.

Un orientamento della psicopatologia vede l’alcolismo infatti fortemente condizionato da fattori culturali. Per esempio, nell’ortodossia giudaica l’uso rituale dell’alcol ha contribuito a prevenire lì alcolismo in questo gruppo etnico, a differenza della società irlandese dove il bere non è sottoposto ad alcuna formalizzazione culturale. Sarebbero poi le società cosiddette “ansiogene”, vedi la nostra occidentale fortemente caratterizzata dall’individualismo e dalla competizione, quelle più a rischio riguardo la possibilità di sviluppare fenomeni di alcol-dipendenza, in quanto l’alcol può svolgere una funzione di compenso nel senso di aiutare il soggetto a gestire l’ansia generata dalla struttura sociale. Ma l’alcolismo non risparmia neanche altri tipi di società, vedi ad es. le società nomadi, in virtù dell’insicurezza e delle fragilità legate all’instabilità del territorio e al reperimento delle risorse.

Aspetti psicologici

Nel tentativo di rintracciare i fattori psicologici individuali che, interagendo con quelli biologici e socioculturali, predispongono a sviluppare comportamenti di dipendenza da sostanze, alcuni autori hanno sottolineato il ruolo dei tratti di personalità.

Il bere problematico sembra più diffuso tra soggetti caratterizzati da impulsività, instabilità affettiva e dell’identità, sentimenti cronici di vuoto, reazioni intense tese ad evitare abbandoni reali o immaginari, tendenze autolesionistiche (personalità di tipo borderline).

È stata poi descritta una specifica struttura di personalità caratterizzata da atteggiamenti di distacco e di isolamento, vissuti depressivi e tratti di dipendenza, i immaturità sessuale e di aggressività. (Zwerling e Rosenbaum).

Caratteristiche di personalità come l’immaturità, i sentimenti di inadeguatezza, il bisogno di dipendenza e l’incapacità di instaurare validi rapporti interpersonali sono state ricondotte ad una relazione disturbata con le figure genitoriali secondo questo schema: madre iperprotettiva, padre severo, contraddittorio o assente.

Considerando però che l’assunzione cronica di alcolici produce un appiattimento della vita affettivo-volitiva e cognitiva, rimane naturalmente aperto il problema in quale misura questi tratti di personalità siano conseguenza dell’abuso alcolico o preesistano ad esso. Se questa incertezza può riguardare gli alcolisti in essere non ha ragione d’essere per quelle persone che tale rapporto disturbato l’hanno risolto ormai da molti anni e di cui non si può pensare che le caratteristiche fondamentali della personalità risentano ormai dell’esperienza alcolica. Secondo la nostra osservazione clinica, sviluppata nel corso degli anni, quando queste persone giungono il terapia, motivate da altro ordine di problemi, è possibile, in effetti riscontrare l’esistenza di una personalità di base che presenta molti di quei tratti che i diversi autori hanno via via sottointeso.

Fra i disturbi quelli dello spettro ansioso e di quello depressivo, possono predisporre all’abuso di alcol. Un certo numero di persone agorafobiche o fobico sociali ricorrono all’alcol nel tentativo di padroneggiare l’ansia connessa alle situazioni per loro stressanti (esposizioni in pubblico, cene, luoghi affollati, ecc.).

Per quanto riguarda poi il noto rapporto di causa-effetto che c’è tra l’alcol e stati depressivi occorre precisare che se in genere l’alcol viene usato per allontanare umori depressivi che ritornano solo “la mattina dopo”, in alcune persone invece può far emergere uno stato depressivo sottostante.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.psicoterapiarca.it/157_0/alcolismo.ashx

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)

 

 

 

 

 

 

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