NonBere.COM

Alcolismo ed Abuso di Alcol

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • incrementa grandezza carattere
  • Default font size
  • Riduci grandezza carattere

home
Domenica 12 Febbraio 2017 23:56

alcolismo ed abuso di alcol

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

alcolismo ed abuso di alcol

NOTIZIE

Contro l'abuso di alcool arriva       “cALCOL app”

ciociariaoggi.it

Contro i rischi legati al consumo di bevande alcoliche, soprattutto per chi guida, e per migliorare il grado di consapevolezza e percezione rispetto al ...

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Valuta questo articolo
(0 voti)

FROSINONE – CAMPAGNA DI PREVENZIONE PER I GIOVANI CONTRO L’ABUSO DI ALCOOL

Parte la nuova campagna di sensibilizzazione della ASL di Frosinone per i giovani del territorio contro l’abuso di alcol. Dai dati del 2012-2015 della Regione Lazio infatti, i giovani tra i 18 e 24 anni soprattutto uomini sono tra i più a rischio, con l’aumento degli accessi ai Pronto Soccorso per incidenti stradali.

Il progetto, nato nel 2013 nei territori di Verbano-Cusio-Ossola e del Canton Ticino, è stato dichiarato un’eccellenza dalla Commissione Europea.

Contro i rischi legati al  consumo di  bevande alcoliche, soprattutto per chi guida, e per  migliorare il  grado di  consapevolezza e  percezione rispetto al problema, è  nata  cALCOLapp : applicazione scaricabile gratuitamente e disponibile su  Apple Store e Play.

Nelle quattro sezioni Alcol Test, Test Driver, Quiz, Help, in modo semplice ed intuitivo, l’App può calcolare approssimativamente il grado alcolemico nell’organismo, fa valutare i propri riflessi e tempi di reazione ed informa sul tema alcool e guida.

Un’altra novità molto utile è che l’applicazione –  per evitare che il guidatore si metta al volante con un tasso alcolemico oltre il limite consentito – è in grado di proporre soluzioni alternative per spostarsi ma anche di contattare i soccorsi in caso di emergenza.

Tutte le informazioni su  cALCOLapp  sono disponibili sul sito www.aslfrosinone.it nei siti tematici “casa comune” e “sinecoca”.

La campagna di comunicazione fa parte dei Piani aziendali per la “Prevenzione degli Incidenti Stradali” (Referente Dott.ssa L. Buccitti)  e “Promozione della Salute e Prevenzione del Consumo di Alcol” (Referente  Dott.ssa A. D’Ambrosio).

http://www.tg24.info/frosinone-campagna-di-prevenzione-per-i-giovani-contro-labuso-di-alcool/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 09 Febbraio 2017 00:35

Mentre la pasta scuoce

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

Mentre la pasta scuoce

Da oltre un’ora e mezza sono uscita dal Gruppo; a casa mi dò da fare per preparare la cena. La mia mente è affollata di pensieri, ma devo avere la pazienza di portare a termine la cena.

Ora posso provare a riordinarli e a buttarli giù; ho sette minuti a mia disposizione (il tempo di cottura della pasta).

Eravamo in tre, questa sera, al Gruppo; siamo sempre abbastanza pochi qui, perciò quando manca qualcuno, sento che siamo pochini.

Nella precedente riunione c’era un alcolista “recente”, in ricaduta, sbronzo fatto: interrompeva in continuazione, frasi senza nesso logico, proprio come facevo io nelle mie frequenti ricadute. Immedesimarmi mi fa bene.

Oggi... non c’era! Non ha chiamato, io l’ho sentito ieri al telefono per incoraggiano a ricominciare le ventiquattr’ore: era molto agitato, sveglio dalle quattro del mattino; ci stava provando, forse..., forse..., venti giorni di astinenza, la sua nuvola rosa, l’illusione di essere ormai “arrivato”: il dubbio, insinuante, strisciante: “Ora posso controllare il mio bere”. Ci prova: tre, quattro giorni di bere moderato, poi il buio, la follia, la distru­zione di quel poco di bello che aveva potuto realizzare in quei lunghi, eterni giorni!

Già, io conosco molto bene questo dramma, io che non ricordo più bene se per cinque o sei volte sono ricaduta: la prima leggera, scientifica (così l’avevo classificata), per dimostrare a me stessa che dopo mesi di astinenza, potevo controllare il mio bere, le successive via via più pesan­ti, incubi, suicidi ripetuti.

Ribelle, combattiva, estremamente critica nei confronti del Programma, usavo queste armi per distruggere me e chi, per sua sfortu­

• na, mi capitava intorno: poi... il colpo di schiena!

Mi svegliai dall’incubo e mi ritrovai completamente sola: intorno a me avevo fatto terra bruciata!

Finalmente, scelsi, scelsi... di vivere per me stessa. Quella volta non ebbi più nuvola rosa. Ma ero così sconfitta, arresa, impotente e nei con-

fronti dell’alcol e nei confronti della mia emotività!

(I sette minuti di cottura della pasta sono passati da un po’, ho pre­gato mia figlia di scodellare al posto mio...).

Ero pronta, totalmente, incondizionatamente, per il primo, autenti­co passo: nicommnciai da capo, con umiltà. Ora tutto va molto meglio.

Già! Ma il• “nuovo” avrà nicominciato? Non ha afferrato ancora bene il meccanismo di A.A., la “terapia del telefono” ecc.

Ce la farà? La mia mano è tesa, insieme alle altre: vorrà agganciarsi alla catena?

Questa sera, dunque, in tre: argomento libero, si sceglie la ricaduta. Ho il bisogno di puntualizzare meglio con me stessa, di focalizzare alcuni miei sintomi di malessere per correggenll in tempo!

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 09 Febbraio 2017 00:22

ALCOLISTI ANONIMI: IL NOSTRO METODO

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

ALCOLISTI ANONIMI: IL NOSTRO METODO

IL NOSTRO METODO

Raramente abbiamo visto una persona che, seguendo il cammi­no percorso da noi, non sia riuscita a vincere l’alcol. I non recuperabili sono quelli che non possono o non vogliono seguire il nostro semplice programma, di solito persone che per natura sono incapaci di essere sincere con se stesse. Purtroppo ci sono casi del genere. Non hanno colpa, perché forse sono nati con questa tendenza. Essi sono per na­tura incapaci di comprendere e sviluppare il sistema di vita che esiga un’onestà rigorosa. Le loro possibilità di recupero sono limitate. Ci sono anche degli individui che soffrono di qualche grave anomalia psichica ed emotiva, ma molti di questi si salvano se hanno la capacità di essere onesti e sinceri.

Le nostre storie mettono in risalto ciò che eravamo, ciò che ci è successo e quello che siamo ora. Se voi, lettori, volete raggiungere ciò che noi abbiamo e se siete disposti a tutto per ottenere i nostri risultati, accettate dunque di avanzare per passi.

Alcuni di questi passi, all’inizio, non sono stati da noi accettati. Pensavamo di poter trovare una via più facile, più morbida. Ma non ci siamo riusciti. Con tutta l’energia e l’onestà che possediamo, ti implo­riamo di essere forte e metodico fin dalle prime tappe di questa risali­ta. Qualcuno ha cercato di attenersi ai suoi vecchi sistemi e il risultato è stato zero finché non li ha abbandonati.

Ricordiamoci tutti che abbiamo a che fare con l’alcol: astuto, sconcertante e potente! Senza aiuto, siamo sopraffatti. Ma c’è Uno che è più potente, cioè Dio. Che voi possiate trovarlo, ora!

Le mezze misure non hanno aiutato nessuno. Ci siamo trovati di fronte ad una svolta decisiva. Abbiamo chiesto aiuto e protezione a Dio, abbandonandoci completamente alla Sua Volontà.

Ecco i passi per i quali siamo passati e che ci sono suggeriti come programma di recupero:

I Dodici Passi

1) Noi abbiamo ammesso la nostra impotenza di fronte all’alcol e che le nostre vite erano divenute incontrollabili.

2) Noi siamo giunti a credere che un Potere più grande di noi può riportarci alla ragione.

3) Noi abbiamo deciso di affidare la nostra volontà e le no­stre vite alla cura di Dio, “Come noi potemmo concepirLo”.

4) Noi abbiamo proceduto ad un inventano morale profondo e senza paura di noi stessi.

5) Noi abbiamo ammesso di fronte a Dio, di fronte a noi stes­si e di fronte ad un altro essere umano la natura esatta dei nostri torti.

6) Noi ci siamo trovati pronti ad accettare che Dio eliminas­se tutti questi difetti del nostro carattere.

7) Noi Gli abbiamo umilmente chiesto di rimediare alle no­stre deficienze.

8) Noi abbiamo fatto una lista di tutte le persone che avevamo leso ed abbiamo deciso di fare ammenda verso tutte loro.

9) Noi abbiamo fatto direttamente ammenda verso tali per­sone, per quanto possibile, eccettuati quei casi in cui,

così facendo avremmo potuto recare danno a loro, oppure ad altri.

10) Abbiamo continuato a fare il nostro inventano personale e quando ci siamo trovati in torto, lo abbiamo subito ammes­so.

11) Noi abbiamo cercato, attraverso la preghiera e la meditazio­ne, di migliorare il nostro contatto cosciente con Dio, “Come noi potemmo concepirLo”, pregando solo di farci conoscere la Sua Volontà, nei nostri riguardi e di darci la forza di eseguirla.

12) Avendo ottenuto un risveglio spirituale, come risultato di questi Passi noi abbiamo cercato di trasmettere questo messaggio ad altri alcolisti e di mettere in pratica questi princìpi in tutti i campi della nostra vita.

Molti hanno esclamato: “E chi ce la fa! Non è roba per me”. Non scoraggiatevi. Nessuno è riuscito a praticare alla perfezione questi principi. Non siamo santi. Il punto è questo: che noi si voglia progredi­re gradualmente secondo principi spirituali, I Passi che abbiamo elen­cato sono la guida verso un progresso. Parliamo di progresso spiritua­le piuttosto che di perfezione spirituale.

La descrizione che abbiamo fatto dell’alcolista, il capitolo che ab­biamo dedicato agli agnostici, le nostre esperienze dopo il recupero. mettono in evidenza tre punti assai chiari:

a) Che eravamo degli alcolisti e non riuscivamo a controllare le no­stre vite.

b) Che probabilmente nessuna forza umana avrebbe potuto salvar­ci dall’alcolismo.

c) Che Dio potrebbe e vorrebbe aiutarci, purché noi Lo cerchiamo.

ALCOLISTI ANONIMI, METODO

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 03 Febbraio 2017 20:05

PROBLEMI AL CUORE PER ABUSO DI ALCOL IPERTENSIONE ALCOLICA

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

PROBLEMI AL CUORE PER ABUSO DI ALCOL IPERTENSIONE ALCOLICA

L’ABUSO DI ALCOL, COME DIMOSTRANO MOLTI STUDI EPIDEMIOLOGICI, È ASSOCIATO AD UN INCREMENTO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA ED UN AUMENTO DI PROBLEMI AL CUORE

Ipertensione e mortalità cardiovascolare aumentano in proporzione al consumo di alcool, indipendentemente dal tipo di bevanda (vino, birra, superalcolici). È provato che piccole quantità di alcol possono contribuire a proteggere dai problemi al cuore. Al contrario, un consumo eccessivo di alcolici può alzare i livelli di trigliceridi nel sangue, portare a ipertensione e danni cardiovascolari.

Non va sottovalutato neanche l’apporto calorico: se si ha intenzione di dimagrire, le bevande alcoliche vanno ridotte. Questa associazione tra alcol e pressione arteriosa si osserva quando il consumo giornaliero abituale supera i 20 grammi di alcol, che corrispondono all’incirca a 200 ml di vino (1-2 bicchieri), a 400 ml di birra (2-4 bicchieri), o a 50 ml di superalcolico (1-2 bicchierini).

Uno studio pubblicato nell’aprile 2008 esamina l’associazione tra l’assunzione di etanolo e il rischio di sviluppare ipertensione in 28.848 donne arruolate nel “Women’s Health Study” e 13.455 uomini dal “Physicians’ Health Study”. Lo studio conferma che un forte consumo di bevande alcoliche (superiore a 2 drink/die) aumenta il rischio di ipertensione sia negli uomini che nelle donne ma, sorprendentemente, ha rilevato che l’associazione tra un consumo leggero/moderato (1-2 drink/die) ed il rischio di sviluppare l’ipertensione è diverso nei due sessi. Le donne hanno un rischio potenziale ridotto di ipertensione da un consumo di alcool leggero/moderato; gli uomini non hanno benefici da tale consumo ma anzi un aumento del rischio.

Bere moderatamente è una buona regola da seguire per prevenire problemi al cuore e di ipertensione arteriosa. Si è osservato che la pressione arteriosa comincia a scendere già dopo alcuni giorni dalla diminuzione dell’assunzione di alcolici.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

https://www.amicomed.com/problemi-al-cuore-per-abuso-di-alcol/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 28 Gennaio 2017 18:44

ALCOL: QUANDO SI ESAGERA?

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

ALCOL: QUANDO SI ESAGERA?

SE RISPONDI SÌ A QUESTE QUATTRO DOMANDE, ALLORA POTRESTI ESSERE UN ALCOLIZZATO

Una birra con gli amici, un drink in discoteca: l'alcol accompagna la vita di migliaia di persone. C'è chi decide di assumerlo responsabilmente, non superando mai il limite; c'è invece anche chi esagera e mette a dura prova il proprio fisico.  Ecco qualche domanda che dovresti porti: se rispondi 'si' alla maggior parte di esse, allora vuol dire che hai un problema con l'alcol da non sottovalutare.

Sei mai stato criticato per le tue abitudini di consumo dell'alcol?

Se vi è capitato che qualche volta, anche amichevolmente, un vostro conoscente vi ha 'rimproverato' per il vostro consumo eccessivo di alcol, allora vuol dire che dovete 'calmarvi' un po' e limitarvi.

Ti è mai capitato di bere subito dopo una sbornia? Normalmente, bere subito dopo una sbornia è qualcosa che non piace per niente. Se inviece vi è capitato, allora vuol dire che la vostra situazione è più grave del solito: provate a ridurre la dose.

Ti sei mai sentito in colpa dopo aver bevuto? Se ti fai qualche domanda sulla tua condizione, soprattutto da sobrio, vuol dire che inconsciamente sai benissimo di esagerare a volte. Se non vivete bene la vostra situazione, provate ad interrompere l'assunzione di alcol.

Hai mai pensato di smettere? Se ti capita spesso di porti questa domanda, magari dopo una serata trascorsa con amici a bere e divertirti, vuol dire che forse dovresti prendere in seria considerazione di non bere più alcol. Smetti, prima che sia troppo tardi

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.leggo.it/societa/tempo_libero/se_rispondi_si_queste_domande_vuol_dire_hai_un_problema_alcol-2142556.html

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 22 Gennaio 2017 20:09

ALCOL E ANZIANI: EMERGENZA DIMENTICATA

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)
ALCOL E ANZIANI: EMERGENZA DIMENTICATA
SU OTTO MILIONI DI ETILISTI ITALIANI, TRE SONO OVER 65 E SONO PIÙ FRAGILI PERCHÉ IL LORO ORGANISMO È GIÀ PROVATO DAGLI ANNI. MA AIUTARLI È POSSIBILE
Il vino fa buon sangue (e invece induce anemia), l’alcol fa digerire e dormire bene (e invece aumenta l’acidità gastrica e la probabilità di risvegli notturni) e per finire: è il latte dei vecchi... Secondo i dati del Ministero della Salute, relativi al 2013, su un totale di otto milioni di italiani bevitori eccessivi, gli over 65 sono circa tre milioni. Ma non se ne parla: chi fa notizia sono i ragazzi.
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Domenica 22 Gennaio 2017 20:05

ALCOL E ANZIANI: EMERGENZA DIMENTICATA

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

ALCOL E ANZIANI: EMERGENZA DIMENTICATA

SU OTTO MILIONI DI ETILISTI ITALIANI, TRE SONO OVER 65 E SONO PIÙ FRAGILI PERCHÉ IL LORO ORGANISMO È GIÀ PROVATO DAGLI ANNI. MA AIUTARLI È POSSIBILE

Il vino fa buon sangue (e invece induce anemia), l’alcol fa digerire e dormire bene (e invece aumenta l’acidità gastrica e la probabilità di risvegli notturni) e per finire: è il latte dei vecchi... Secondo i dati del Ministero della Salute, relativi al 2013, su un totale di otto milioni di italiani bevitori eccessivi, gli over 65 sono circa tre milioni. Ma non se ne parla: chi fa notizia sono i ragazzi.

Chiarisce Maria Raffaella Rossin, coordinatore scientifico degli “storici” NOA, i Nuclei Operativi di Alcologia del Dipartimento Dipendenze dell’Agenzia Tutela Salute di Milano e autrice, con Beatrice Longoni e Antonio Andrea Sarassi, di “Alcol e anziani”: «Quando si parla di anziani alcolisti, o a rischio alcolismo bisogna pensare a due categorie. Da un lato, i giovani alcolisti diventati vecchi alcolisti - che rappresentano la maggior parte dei bevitori anziani -; dall’altra chi continua a bere come faceva negli anni passati, ma sotto il peso della solitudine o di nuove e spesso impreviste difficoltà, passa pian piano da “bevitore sociale” (una persona che beve in situazioni di convivialità, ndr) ad alcolista». E per gli anziani la linea di confine da non superare è più vicina che per gli adulti sotto i 65 anni. Gli ultrasessantenni, ci dice infatti il Ministero della Salute, non dovrebbero superare un’unità alcolica (125ml) al giorno (un bicchiere di vino o birra o un aperitivo) contro le due concesse agli uomini adulti.

«Dopo i 65 anni — spiega Antonio Andrea Sarassi, specialista in alcologia— l’eccessivo consumo di alcol è più pericoloso perché i sistemi enzimatici deputati al metabolismo dell’alcol funzionano in modo ridotto e, in caso si “ecceda”, le capacità motorie non sono quelle di una volta e il rischio di cadute o traumi si moltiplica. Inoltre, un organismo già provato dagli anni è genericamente più fragile e le medicine che spesso l’anziano assume, per combattere le sue malattie, complicano la situazione. Come si sa, alcol e farmaci non vanno d’ accordo (vedi box a fianco, ndr). E, ovviamente, il bere può accelerare il decadimento oltre che fisico, anche psicologico».

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 21 Gennaio 2017 00:37

AA TERZO PASSO

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

AA             TERZO PASSO

“Abbiamo preso la decisione di affidare la nostra volontà e le nostre vite alla cura diDio come noi potemmo concepirLo”.

 

Mettere in pratica il Terzo Passo è come apri­re una porta che, secondo tutte le apparenze, è ancora chiusa a chiave. Tutto ciò che occorre è una chiave e la determinazione di aprire la porta. La chiave è una sola e si chiama buona volontà. Una volta sbloccata la serratura con la buona volontà, la porta si aprirà quasi da sola e, guar­dando attraverso essa, vedremo un sentiero pres­so il quale c e un iscrizione: «Questa è la via verso una fede che opera». Nei due Passi prece­denti siamo stati impegnati a riflettere: ci siamo resi conto di essere impotenti di fronte all’alcol, ma abbiamo anche intuito che una fede, quale che sia, pur soltanto nella stessa A.A., è possibi­le a chiunque. Per arrivare a tali conclusioni non è stata necessaria alcuna azione; esse hanno richiesto soltanto accettazione.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 21 Gennaio 2017 00:32

CAT: 5 DOMANDE, 5 RISPOSTE

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

CAT: 5 DOMANDE, 5 RISPOSTE

COSA È IL CLUB?

Il Club Alcologico Territoriale è una comunità multifamiliare costituita da famiglie con problemi alcol correlati e complessi (minimo 2 famiglie, massimo 12) e da un Servitore-Insegnante. Possiamo definire i Club come momenti di incontro tra persone e famiglie con problemi correlati ad alcol e ad altri stili di vita rischiosi (fumo, psicofarmaci, altre droghe, gioco d’azzardo, ecc.), nonché ai disagi familiari e sociali del nostro tempo.

COSA SI FA AL CLUB?

Ciascuno può parlare di gioie, dolori, difficoltà incontrati nell’arco della settimana trascorsa. Gli altri ascoltano. Poi il contenuto portato da ciascuno può essere stimolo per aprire una discussione, un confronto su esperienze analoghe. Ciascuno può darsi degli obiettivi da raggiungere per la settimana successiva. L’importante è che il clima si mantenga non giudicante e ricco di comprensione anziché di frenesia di elargire necessariamente consigli.

PERCHÉ FREQUENTARE IL CLUB?

Il Club non è un particolare processo terapeutico, ma l’insieme delle comunicazioni e delle interazioni che avvengono nella comunità familiare di riferimento, che è fortemente radicata nella comunità locale.

PERCHÉ DEVO PARTECIPARE CON LA MIA FAMIGLIA?

L’approccio familiare è consigliabile in presenza di problemi alcolcorrelati. Per approccio familiare si intende il coinvolgimento non solo della singola persona, ma di tutto il sistema familiare, che è in una situazione di disagio. In quest’ottica, tutti membri della famiglia devono modificare il loro stile di vita, devono crescere e maturare.L’obiettivo è quello di riportare un minimo di tranquillità nella famiglia, e permettere così di prendere le decisioni giuste.

COME POSSO ACCEDERE A UN CLUB?

I club sono presenti in molti quartieri di molte città e in parecchi paesi, quindi è quasi sempre possibile averne uno abbastanza vicino a casa.

Esiste un numero verde nazionale che ti può mettere direttamente in comunicazione con il responsabile del Club più vicino a te. Il contatto è diretto. Non serve passare per il medico o un Servizio Sanitario. Basta una telefonata!

http://www.aicat.net/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Pagina 3 di 90
You are here: Home