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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Mercoledì 29 Marzo 2017 07:52

Aprile è il mese dedicato alla prevenzione alcologica

Scritto da Tito
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Aprile è il mese dedicato alla prevenzione alcologica

Aprile è il mese dedicato alla prevenzione alcologica, perché l’abuso di alcol e la dipendenza da questa sostanza sono un grave problema per molti. L’alcolismo, infatti, è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni comportamentali, fisiche e psichiche causate dal consumo continuativo o periodico di quantità elevate di alcol, i cui effetti interferiscono pesantemente con la salute della persona e con la sua vita lavorativa, relazionale e sociale.

“La dipendenza da alcol è un problema che non va sottovalutato – afferma Ettore Brianti, direttore sanitario dell’AUSL di Parma – Ogni anno, in Italia, circa 40.000 persone muoiono a causa dell’alcol per incidenti stradali, domestici, sul lavoro e per malattie causate dall’abuso cronico di questa sostanza. Si tratta di morti evitabili, perché da questa dipendenza si può uscire, con l’aiuto dei servizi dedicati, presenti sul territorio provinciale”. Solo nel 2016, sono state poco più di 500 le persone che si sono rivolte ai Ser.T dell’Azienda USL di Parma per ricevere cure di carattere sanitario, psicologico e socio-educativo.

Per sensibilizzare i cittadini sul tema della prevenzione dall’abuso di alcol e su quali servizi sono presenti per dare aiuto a chi è alcol-dipendente, per tutto il mese di aprile, l’Azienda USL, insieme alle Associazioni, organizza incontri e banchetti informativi.

GLI APPUNTAMENTI Al Ser.T di Parma, sempre dalle 10 alle 12, gli operatori dell’AUSL sono presenti: il 6 e il 13 con AA e AL ANON; l’11 e il 27 con ACAT. Sempre a Parma, al centro medico San Moderanno di Via Trieste n. 108, gli AA sono presenti l’11 dalle 16.30 alle 20. Alla Casa della Salute di Colorno, nelle giornate del 29 marzo, 5 e 12 aprile dalle 10 alle 12 gli operatori del Ser.T. sono presenti con ACAT, mentre il 29 marzo, con inizio alle 20.30, si tiene l’incontro pubblico dal titolo “Felici di essere liberi”, organizzato da AA a San Polo di Torrile, via Verdi n. 10/1. Gli operatori del Ser.T. di Fidenza con AA, AL ANON, ACAT sono dalle 10 alle 12 alla Casa della Salute di Busseto il 4 aprile; alla Casa della Salute di Fontanellato il 10; all’Ospedale di Vaio l’11; alla Casa della Salute di San Secondo il 19. Il 7 e 21 aprile dalle 9 alle 12 gli operatori dell’AUSL sono con AA e Al-Anon al Ser.T. di Fidenza. Alla Casa della Salute di Langhirano, dalle 9 alle 13 gli operatori del Ser.T. sono presenti il 6 con ACAT “Il Volo”; il 13 con ACAT “Appennino Sud Est”; il 20 aprile e il 4 maggio con AA e Al ANON. Il 27 aprile alle 20, riunione aperta nella sala Avis di via Fermi a Langhirano con gli operatori del Ser.T. e Al-Anon.

Alla Casa della Salute di Bedonia, dalle 9.30 alle 12, il 10 gli operatori del Ser.T. sono presenti con i gruppi di auto mutuo aiuto di AA ed Ala-non. Alla Casa della Salute di Medesano, gli operatori del Ser.T. sono presenti il 13 dalle 9.30 alle 12 con ACAT e il 27 con di AA ed Ala-non.

E CON I PIU’ GIOVANI Il 27 aprile dalle 9.30 alle 12.30 al Teatro Magnani di Fidenza si tiene l’incontro con gli studenti che hanno partecipato alle attività di prevenzione dall’abuso di alcol e altre dipendenze patologiche, con la presentazione e premiazione dei lavori fatti dai ragazzi insieme agli insegnanti.

USCIRE DALLA DIPENDENZA SI PUO’ Il primo passo è chiedere aiuto ai Ser.T. dell’Azienda USL (per sedi e orari consulta il sito www.ausl.pr.it). L’accesso al servizio è libero, non occorre la ricetta del medico. Sono garantite, nel rispetto della massima riservatezza, le cure di carattere sanitario, psicologico e socio-educativo, oltre al sostegno alla famiglia. Molto importante la collaborazione con le Associazioni di auto-mutuo aiuto Alcolisti Anonimi, Al-Anon (familiari di alcolisti) ACAT provinciali e le Comunità terapeutiche specializzate.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 25 Marzo 2017 13:24

SONO SOBRIA?

Scritto da Tito
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SONO SOBRIA?

“Sono un’alcolista”. È da parecchio tempo che questa frase la sento dire e la dico; spesso mi procura stupore, ancora più spesso mi ha dato e mi dà occasione di pensarci e rifletterci su. Viene usata, la uso per quan­to in realtà significa? Oppure oltre l’uso vi è anche l’abuso?

Cosa vuole dire: “Sono un’alcolista?”

Sono proprio sicura d’adoperare queste parole esclusivamente per quanto esse valgono oppure, un’altra volta ancora, imbroglio, rigiro, maneggio la realtà per giustificare o magari solo per addolcire qualcosa d’altro? Altre scuse? Altre razionalizzazioni?

Quando non mantengo i miei impegni, sono un’alcolista? No! Sono un’irresponsabile, non un’alcolista.

Quando dico una cosa e ne faccio un’altra, sono un’imbrogliona, non un’alcolista.

Quando non parlo in faccia ma parlo alle spalle, sono un’ipocrita e/o vile, non un’alcolista.

Quando mento, sono una bugiarda, non un’alcolista.

Quando critico e/o denigro altri perché sono o fanno qualcosa meglio di me, sono un’invidiosa, non un’alcolista.

Quando ripago il bene con il male, sono un’ingrata, non un’alcolista.

Vero è che quand’ero in piena attività alcolica ero e facevo proprio così, e anche molto di più e di peggio, ma oggi? Posso dirmi “sobria” se i miei atteggiamenti sono gli stessi di prima?

Quando ho paura di guardare più da vicino me stessa, i miei pensie­ri, le mie azioni; quando ho paura di chiamare le cose con il loro giusto nome e allora minimizzo, giustifico, incolpo altri e così mi persuado di non avere “troppo torto” e mi assolvo perché “sono così, sono un’alcoli-sta”, oppure sono solamente paurosa, vile, poco onesta, con scarsa dignità? Io sono recuperata oppure no? Sono sobria oppure no?

“Sono un’alcolista”, secondo me, significa solo ed esclusivamente questo: “Se bevo scelgo la morte, se non bevo vivrò”. Tutto qui, nient’al­tro ha a che fare con questo, ma... ma se ho veramente scelto di vivere e non solo di sopravvivere, se ho veramente scelto di essere un’alcolista anonima e non un’ex spugna, non un’ubriacona a secco, se ho veramente scelto tutto questo... Ecco, questa scelta e il mantenere la scelta fatta, questo mi rende responsabile di me stessa e non mi potrò e non mi vorrò più né giustificare né nascondere dietro a nulla: non l’alcol, non il desti­no, non gli altri, non i miei genitori, non la mia infanzia, non la circostan­za e anche se tutto ciò può incidere e lo fa a volte pesantemente: “lo sono responsabile = Io rispondo di me”. Non scaricherò più su niente e nessuno quelle che sono le mie responsabilità. Io rispondo delle mie parole e dei miei atti.

Se veramente ho scelto di vivere, allora scelgo anche di crescere nonostante me stessa, anche se una parte di me tende ancora a “sceglie­re la via più facile”, il non far nulla per migliorare, perché crescere è dif­ficile, perché costa fatica; ma se ho scelto di vivere, ho scelto tutto que­sto: non solo il facile e il piacevole, ma anche l’onere con tutto il peso che comporta. Ho scelto di crescere perché tutto ciò che si ferma è pie­trificato, è morto. Tutto il Programma di A.A. è vitale, è una crescita. “Sono un’alcolista” ed è il Primo Passo, l’unico che parla d’alcol in modo specifico e che dice anche: “Le cose che A.A. insegna sono dure”.

E non s’intende la difficoltà di smettere di bene, la difficoltà reale risiede altrove. “Sono un’alcolista”. Primo Passo e i restanti undici? Il Dodicesimo che dice: “Avendo ottenuto...”.

Non solo i Passi ma tutto il Programma di A.A. m’invitano, mi solle­citano, a volte mi spingono proprio a guardare un pochino oltre quel comodo dito indice: “Sono un’alcolista, sono fatta così...”, dietro cui tento ancora di nascondermi.

Tutto sommato, a pensarci bene, tentare di soffocare, d’annegare i miei problemi, le mie difficoltà, le mie manchevolezze personali dietro un comodo e facile: “Sono così, sono un’alcolista”, somiglia molto da vici­no, troppo da vicino, al tentare d’annegare le stesse difficoltà, gli stessi problemi in un bicchiere di vino.

ALCOLISTI ANONIMI, RILFESSIONI QUOTIDIANE

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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ALCOL, TUTTA LA VERITÀ : LE SOGLIE DI CONSUMO E GLI EFFETTI

L’eterno ritornello "Questa è l’ultima volta" è familiare a molte di noi. Se tutte le scuse sono buone per bere alcol, guardate un po’ quali sono le conseguenze per la vostra salute, il vostro peso, il vostro aspetto. E scoprite i modi di apprezzare un bicchierino solo per il piacere.

Un problema con l’alcol? Ma certo che no, non siete mica alcolizzate! Non vi ubriacate (quasi) mai, ciò significa che non siete dipendenti. Vi limitate a festeggiare alcune occasioni in compagnia; e poi bevete solo ottimo vino, e siete donne di mondo. La caricatura dell’ubriacone non vi si addice di certo!Ma insomma, siamo oneste: il fatto di non corrispondere a quella caricatura non giustifica in ogni caso il vostro consumo. Sappiate che l’alcol è pericoloso anche se gli effetti non sono evidenti, anche se non ci si ubriaca e non si dipende dalla bottiglia.Pensate: in Italia sono circa un milione i giovani alcolisti, e molti di più sono considerati "bevitori problematici", con conseguenze dirette sulla salute (tumori, malattie cardiovascolari, cirrosi, disturbi psichici, ecc.) associate al consumo regolare ed eccessivo – che si traduce in migliaia di morti all’anno, infinitamente più di quelle legate agli incidenti stradali. Eppure i sondaggi mostrano che la maggioranza delle persone tende ancora a sminuire i rischi di un consumo eccessivo d’alcol. Più della metà sottostima l’entità del proprio consumo e pensa che sia più facile morire per un incidente stradale dovuto all’ebbrezza che per un consumo regolare superiore a 4 bicchieri al giorno. Dunque, che consumiate o no drink alcolici regolarmente, è il momento di aprire gli occhi su alcune realtà.

copia integrale

http://dilei.it/benessere/come-bere-senza-alzare-gomito/4944/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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GIOVANI E ALCOL: I CONSIGLI PER QUANDO SI ESCE LA SERA

QUALI SONO LE QUANTITÀ RACCOMANDATE? E PERCHÉ FA MALE BERE A STOMACO VUOTO? I CONSIGLI E LE RACCOMANDAZIONI DELL'ESPERTO EMANUELE SCAFATO

http://www.ok-salute.it/benessere/giovani-e-alcol-i-consigli-per-quando-si-esce-la-sera/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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ALCOL SUPER ECONOMICO E ORDE DI MINORENNI UBRIACHI: LA PIAGA DEGLI "SHOTTINI" A UN EURO

Allarme shottino. O, se preferite, chupito. Ma c'è anche chi lo chiama shortino. Il centro storico di Perugia è invaso da torme di ragazzini, inebetiti da super economici shottini

Sandro Francesco Allegrini

Perugia Alcol super economico e orde di minorenni ubriachi: la piaga degli "shottini" a un euro

Allarme shottino. O, se preferite, chupito. Ma c’è anche chi lo chiama shortino. Il centro storico di Perugia è invaso da torme di ragazzini, inebetiti da super economici shottini. In un clima di cultura dello sballo, se è vero che “to shot” significa “sparare” e “chupito” (rum e pera) in spagnolo sta per “colpo”. Difatti, la micidiale miscela si butta giù “tutta d’un colpo”. Tutto per sentirsi trendy, apparire figo, aver la lingua sciolta, superare i complessi. Insomma: omologarsi sul consumismo del superalcolico che ti fa sentire grande.

Sono diversi gli esercizi che somministrano alcoolici ai minorenni, contravvenendo le regole del commercio, insieme a quelle del civismo e del buon senso. In diversi locali è possibile acquistare superalcolici (vodka e altro) mascherati da svariati aromi e succhi, al costo di solo 1 euro. Slogan di rito: one shot, one euro. La circostanza si ripete, specialmente di sabato, ma, con la chiusura delle scuole, si riproporrà con cadenza quotidiana.

“Si tratta di una politica dissennata”, afferma Tommaso Brunelli, titolare del bistrò Rataplan. “A parte considerazioni di carattere etico e deontologico, coi margini che ci sono – se non si vuol propinare un prodotto scadente o malsano – per avere un minimo di guadagno, bisognerebbe venderne almeno 500 di shottini. Ma, per farne un numero così alto, occorre avere a disposizione almeno quattro dipendenti. Il che, con gli attuali costi del personale, risulterebbe comunque antieconomico”.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.perugiatoday.it/cronaca/allarme-alcol-minori-shottini.html

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 11 Marzo 2017 11:57

L’ITALIA DEGLI ALCOLISTI UNDER 14

Scritto da Tito
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L’ITALIA DEGLI ALCOLISTI UNDER 14

Raffaele Nespoli

L’alcol, ancor prima delle droghe pesanti, è il problema più grande per la salute dei nostri figli. Secondo i clinici l’età media dei ragazzi che consuma abitualmente alcol si è abbassata al punto che ormai anche i dodicenni vanno inseriti nel novero dei soggetti a rischio. In quest’ultimo caso il problema più concreto è legato alle bevande definite alcolpops. Si tratta di bevande che apparentemente sono innocue, ma che in realtà contengono superalcolici. Stando ad una recente ricerca effettuata in Campania, ad esempio, queste bibite risultano essere di “tendenza”, dei ragazzi intervistati oltre il 67 per cento ha ammesso di berne. Oltre il 40 per cento ha poi dichiarato di fumare dalle 6 alle 10 sigarette al giorno. E si tratta di ragazzini che vanno dai 13 ai 18 anni. Insomma, il rischio è che il nostro paese si avvii verso una popolazione di giovani, anzi di giovanissimi, alcolisti. Drammatico anche il dato del 19,4 per cento che ha ammesso di essere stato almeno una volta in un’auto o su una moto condotti da una persona che aveva assunto sostanze. Ma questa è un’altra storia.

GLI EFFETTI NEL BREVE PERIODO

Per comprendere quali effetti possa avere l’alcol nell’organismo è importante prima di tutto sapere che viene assorbito in parte dallo stomaco e in parte dall’intestino. Se l’alcol viene bevuto a stomaco vuoto il suo assorbimento sarà più rapido e quindi i suoi effetti ancora più negativi. Dal sangue l’alcol passa al fegato, che in teoria ha il compito di distruggerlo. Tuttavia finché il fegato non ha completato la digestione per l’etanolo l’alcol continua a circolare e a diffondersi negli organi. Si tratta di una delle sostanze più tossiche, perché può facilmente oltrepassare le membrane cellulari e provocare lesioni, fino alla distruzione delle cellule. Un dato che potrebbe far riflettere è quello che ci dice in media quanti neuroni si perdono a causa di una sbornia, vale a dire circa 100mila. Quindi, quasi il numero neuroni di neuroni che muoiono in un’intera giornata di vita. In media, per smaltire un bicchiere di una qualsiasi bevanda alcolica, l’organismo impiega circa due ore. Se si beve molto alcol in poco tempo, questo compito è più lungo e difficile, e gli effetti sono più gravi.

GLI EFFETTI A LUNGO TERMINE

Se si abusa di superalcolici e di alcol per diverso tempo gli effetti sul corpo sono devastanti. Un prolungato abuso può aumentare il rischio di sviluppare diverse malattie gravi e potenzialmente letali. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dicono che 20 grammi di alcol al giorno (pari a circa due bicchieri di vino) determinano un aumento percentuale del rischio rispetto a chi non assume bevande alcoliche per diverse malattie.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:  http://prevenzione-salute.it/8281/litalia-degli-alcolisti-under-14.html

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 09 Marzo 2017 13:29

QUINTO PASSO

Scritto da Tito
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QUINTO PASSO

“Abbiamo ammesso di fronte a Dio, a noi stessi e a un altro essere umano, la natura esatta dei nostri torti”.

Tutti i Dodici Passi ci chiedono di andare contro i nostri desideri naturali.. essi intendono sgonfiane il nostro io. Quando si tratta di sgon­fiare l’io pochi Passi sono più duri da fare di quanto lo è il Quinto. Tuttavia quasi nessun Passo è necessario quanto questo per raggiunge­re una duratura sobrietà e la serenità.

L’esperienza di A.A. ci ha insegnato che non possiamo vivere da soli con i nostri problemi pressanti e con i difetti di carattere che li causano o li aggravano. Se abbiamo fatto scorrere il riflet­tore del Quarto Passo avanti e indietro sul corso della nostra vita ed esso ha messo completamen­te allo scoperto quelle esperienze che preferirem­mo non ricordare, se siamo giunti a capire quanto dolore ha recato a noi e ad altri un modo errato di pensare e di agire, allora il bisogno di smettere di vivere da soli con quei tormentosi fantasmi del passato diventa più incalzante che mai. Dobbia­mo parlare di essi a qualcuno.

Ultima modifica Giovedì 09 Marzo 2017 13:31
Giovedì 09 Marzo 2017 13:07

COME INTERAGISCONO INSIEME NEL CORPO CANNABIS E ALCOL?

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COME INTERAGISCONO INSIEME NEL CORPO CANNABIS E ALCOL?

Le concentrazioni di THC nel sangue aumentano in modo considerevole se viene assunto anche alcol. È la conclusione alla quale è giunta una ricerca scientifica dell’American Association for Clinical Chemistry (AACC).

La ricerca ha coinvolto 19 partecipanti. A metà di essi è stato somministrato dell’alcol, agli altri solo del placebo. Dieci minuti dopo tutti hanno assunto 500 mg di cannabis con una concentrazione di THC al 6,7%.

Le analisi condotte sui partecipanti hanno datti risultati netti: se tra i partecipanti all’esperimento che avevano assunto solo cannabis la percentuale di THC nel sangue si attestava in una mediana compresa tra 32,7 e 42,2 microgrammi. Tra i partecipanti che avevano assunto anche alcol la concentrazione risultava notevolmente maggiore: tra 35,3 e 67,5 mcg.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.dolcevitaonline.it/come-interagiscono-insieme-nel-corpo-cannabis-e-alcol/

Ultima modifica Giovedì 09 Marzo 2017 13:09
Venerdì 24 Febbraio 2017 23:53

QUARTO PASSO

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QUARTO PASSO

“Abbiamo fatto un inventario morale profondo e senza paura di noi stessi “.

La natura ci ha dotato di istinti per uno scopo. Senza di essi non saremmo esseri umani completi. Se uomini e donne non si fossero sforzati di salvaguardare la loro sicurezza per­sonale, se non avessero fatto alcuno sforzo per procurarsi cibo e per costruirsi rifugi, la razza umana non sarebbe sopravvissuta. Se a tutt’og­gi non si riproducessero, la terra non sarebbe popolata. Se non ci fosse alcun istinto sociale, se agli uomini non interessasse nulla di avere rapporti reciproci, non vi sarebbe alcuna società. Perciò questi desideri — per il sesso, la sicurezza materiale ed emotiva, i rapporti umani — sono assolutamente necessari, giusti e certamente dati da Dio.

Tuttavia questi istinti, così indispensabili alla nostra esistenza, spesso eccedono le loro proprie funzioni. Potentemente, ciecamente, spesso sub­dolamente, ci guidano, ci dominano e si ostinano a governare le nostre vite. Il nostro desiderio sessuale, quello per la sicurezza materiale ed emotiva e quello per una posizione sociale rilevante, sono spesso nostri tiranni. Infatti, quando vengono usati in modo non equilibrato, i deside­ri naturali dell’uomo sono per lui fonte di gran disordine, praticamente di tutto il disordine pos­sibile. Nessun essere umano, per quanto buono, è immune da queste difficoltà. Quasi tutti i pro­blemi emotivi importanti possono essere consi­derati casi d’istinto incontrollato. Quando ciò accade, gli istinti, beni naturali al nostro attivo, si trasformano in passività fisiche e mentali.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 24 Febbraio 2017 23:53

QUARTO PASSO

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QUARTO PASSO

“Abbiamo fatto un inventario morale profondo e senza paura di noi stessi “.

La natura ci ha dotato di istinti per uno scopo. Senza di essi non saremmo esseri umani completi. Se uomini e donne non si fossero sforzati di salvaguardare la loro sicurezza per­sonale, se non avessero fatto alcuno sforzo per procurarsi cibo e per costruirsi rifugi, la razza umana non sarebbe sopravvissuta. Se a tutt’og­gi non si riproducessero, la terra non sarebbe popolata. Se non ci fosse alcun istinto sociale, se agli uomini non interessasse nulla di avere rapporti reciproci, non vi sarebbe alcuna società. Perciò questi desideri — per il sesso, la sicurezza materiale ed emotiva, i rapporti umani — sono assolutamente necessari, giusti e certamente dati da Dio.

Tuttavia questi istinti, così indispensabili alla nostra esistenza, spesso eccedono le loro proprie funzioni. Potentemente, ciecamente, spesso sub­dolamente, ci guidano, ci dominano e si ostinano a governare le nostre vite. Il nostro desiderio sessuale, quello per la sicurezza materiale ed emotiva e quello per una posizione sociale rilevante, sono spesso nostri tiranni. Infatti, quando vengono usati in modo non equilibrato, i deside­ri naturali dell’uomo sono per lui fonte di gran disordine, praticamente di tutto il disordine pos­sibile. Nessun essere umano, per quanto buono, è immune da queste difficoltà. Quasi tutti i pro­blemi emotivi importanti possono essere consi­derati casi d’istinto incontrollato. Quando ciò accade, gli istinti, beni naturali al nostro attivo, si trasformano in passività fisiche e mentali.

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