NonBere.COM

Alcolismo ed Abuso di Alcol

  • Full Screen
  • Wide Screen
  • Narrow Screen
  • incrementa grandezza carattere
  • Default font size
  • Riduci grandezza carattere

home
Valuta questo articolo
(0 voti)

Acat, oltre 450 ore dedicate alla lotta contro l’alcolismo

http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/

Solidarietà, condivisione ed empatia: sono queste le tre armi con cui i “Club Alcolisti in Trattamento” combattono la dipendenza, da alcol ma anche da gioco e psicofarmaci, aiutandosi a vicenda e collaborando, inoltre, con il Sert e altre associazioni. A Sassuolo l’Acat, presieduta da Mario Pifferi, alcolista per 20 anni e oggi “servitore insegnante” nei gruppi, coordina l’attività di 4 club, offrendo anche un servizio di punto informativo nella sede di piazza San Paolo.

«Il primo club sassolese – racconta Pifferi, che oggi sta vivendo sulla sua pelle le terribili conseguenze patologiche che l’abuso di alcol comporta – è nato nel ’92 e nel ’94 è nata l’Acat, che li coordina. Il percorso che si svolge nei club coinvolge a pieno le famiglie, che molto spesso sentono il problema molto di più dell’alcolista. Nei club ci si aiuta parlando, confrontandosi e raccontando se stessi e i propri problemi, perché il punto focale non è la dipendenza in sé (alcol, psicofarmaci, gioco compulsivo, disturbi alimentari). Molti dei partecipanti, infatti, hanno dipendenze diverse dall’alcolismo o sono seguiti dall’Ausl per problemi psicologici. Per questo negli incontri cerchiamo di andare al nocciolo del problema, analizzando le cause che hanno indotto una persona a rifugiarsi in atteggiamenti di dipendenza». I club si riuniscono una volta a settimana, coordinati da un “servitore insegnante”, che a volte è egli stesso un ex alcolista. Nel 2015 le ore di incontro sono state 450, con 31 famiglie partecipanti, e ben 40 sono state le richieste di informazioni. Diciassette le persone che dopo anni di frequenza hanno abbandonato il club, adottando un sano stile di vita. «Purtroppo – continua Pifferi – gli accessi sono in calo poiché la società considera normale il consumo di alcolici e quindi i soggetti dipendenti

non si sentono tali fino a quando non si scontrano con le conseguenze più dure e non vedono via di scampo. A sostenere il nostro lavoro sono i fondi che arrivano da Regione e Comuni, ma sono pochi e a malapena riusciamo a tenere aperta la sede tre mattine a settimana». (and.gilioli)

31 marzo 2016

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 31 Marzo 2016 23:27

Alcol: le soglie di consumo e gli effetti

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

Alcol: le soglie di consumo e gli effetti

Fonte: dilei.it

Alcol, tutta la verità : le soglie di consumo e gli effetti

L’eterno ritornello "Questa è l’ultima volta" è familiare a molte di noi.

Se tutte le scuse sono buone per bere alcol, guardate un po’ quali sono le conseguenze per la vostra salute, il vostro peso, il vostro aspetto. E scoprite i modi di apprezzare un bicchierino solo per il piacere.

Un problema con l’alcol? Ma certo che no, non siete mica alcolizzate! Non vi ubriacate (quasi) mai, ciò significa che non siete dipendenti. Vi limitate a festeggiare alcune occasioni in compagnia; e poi bevete solo ottimo vino, e siete donne di mondo. La caricatura dell’ubriacone non vi si addice di certo!

Ma insomma, siamo oneste: il fatto di non corrispondere a quella caricatura non giustifica in ogni caso il vostro consumo. Sappiate che l’alcol è pericoloso anche se gli effetti non sono evidenti, anche se non ci si ubriaca e non si dipende dalla bottiglia.

Pensate: in Italia sono circa un milione i giovani alcolisti, e molti di più sono considerati "bevitori problematici", con conseguenze dirette sulla salute (tumori, malattie cardiovascolari, cirrosi, disturbi psichici, ecc.) associate al consumo regolare ed eccessivo – che si traduce in migliaia di morti all’anno, infinitamente più di quelle legate agli incidenti stradali.

Eppure i sondaggi mostrano che la maggioranza delle persone tende ancora a sminuire i rischi di un consumo eccessivo d’alcol. Più della metà sottostima l’entità del proprio consumo e pensa che sia più facile morire per un incidente stradale dovuto all’ebbrezza che per un consumo regolare superiore a 4 bicchieri al giorno. Dunque, che consumiate o no drink alcolici regolarmente, è il momento di aprire gli occhi su alcune realtà.

59 litri di vino all’anno e per abitante

Benché il consumo di vino sia in calo da molti anni (erano 120 i litri medi annui a inizio secolo), l’Italia resta tra i maggiori consumatori mondiali.

Qualche punto di riferimento

Pensate di essere "nella norma"? Le soglie di un consumo moderato sono le seguenti:

Per l’uomo: un massimo di 3 bicchieri d’alcol al giorno (ovvero 36 g di alcol puro)

Per la donna: un massimo di 2 bicchieri d’alcol al giorno (ovvero 24 g di alcol puro)

Donne incinte e bambini: consumo zero!

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://dilei.it/benessere/come-bere-senza-alzare-gomito/4944/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Martedì 29 Marzo 2016 23:07

E' L'ALCOL LA NUOVA MODA DEI RAGAZZINI

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

Fonte: Corriere.it

E' L'ALCOL LA NUOVA MODA DEI RAGAZZINI

Al pronto soccorso età media di 16 anni

Perché bevono: «Per curiosità, relax e divertimento». I comportamenti più a rischio nei giovani nati all’estero

BOLOGNA - È l’alcol la nuova droga di cui fanno sempre più uso i minorenni a Bologna. E sono soprattutto i ragazzi nati all’estero ad avere i comportamenti più a rischio. Sono i risultati del nuovo studio condotto dal sociologo Raimondo Pavarin dell’Osservatorio epidemiologico dell’Ausl di Bologna, pubblicato a fine 2015 sulla Rivista italiana di medicina dell’adolescenza e presentato mercoledì scorso a un incontro pubblico organizzato dall’Istituto Minguzzi.

LA RICERCA - La ricerca riporta i dati degli accessi ai Pronto soccorso dell’area metropolitana di Bologna tra il 2009 e il 2014 di ragazzi tra i 12 e i 17 anni, per problemi collegati al consumo di alcol: si parla di 391 minorenni, sui 69.672 che si sono rivolti a un Pronto soccorso in questi sei anni. Nel 37% dei casi sono femmine, il 22% sono identificati come non nativi. In media si parla di 6,6 accessi al Ps dovuti all’alcol ogni mille, con un trend in aumento soprattutto tra i maschi (dai sei su mille del 2009 ai quasi nove del 2014) e per i ragazzi non nativi (dai sette del 2009 ai 16 del 2014). L’età media è 16 anni, ma nel 18% dei casi si tratta di ragazzini con meno di 15 anni. La maggior parte arriva di notte (65%) e nel weekend (52%), ma non mancano i ragazzi trasportati in ambulanza (26%) e gli accessi coatti (14%) da parte delle Forze dell’ordine. Nell’11,5% dei casi oltre all’alcol viene riscontrato anche l’uso di sostanze illegali, nel 5% cannabis e nel 4% psicofarmaci. Nella maggior parte dei casi al ragazzo viene assegnato un codice verde (60%), un quarto va in codice giallo. Solo il 2% ha un codice rosso. Per il 13% viene riscontrata un’intossicazione acuta, il 2% va in coma etilico, il 2,6% in overdose. Il 7% presenta anche cadute accidentali.

MASCHI E FEMMINE - Per quanto riguarda le differenze di genere, tra le femmine si osserva «un’età mediamente più bassa, un abuso più elevato di psicofarmaci e una maggiore percentuale di soggetti che rifiutano il trattamento» in reparto. Tra i maschi invece «si rileva una quota piu’ elevata di non-nativi, di soggetti con accessi coatti, con intossicazioni alcoliche acute e con coma etilici». I dati, scrive Pavarin, «confermano quanto riportato nella letteratura internazionale ed evidenziano un aumento degli accessi di minorenni» ai Pronto soccorso per problemi di alcol.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2016/27-febbraio-2016/l-alcol-nuova-droga-ragazzini-pronto-soccorso-eta-media-16-anni--240105573562.shtml

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Mercoledì 23 Marzo 2016 19:32

TRIESTE, AL VIA LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE ANTI-ALCOL

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

Trieste, al via la campagna di prevenzione anti-alcol

Fonte: Ilpiccolo.gelocal.it 25 febbraio 2016

TRIESTE, AL VIA LA CAMPAGNA DI PREVENZIONE ANTI-ALCOL

Un intero mese (aprile) ricco di iniziative tra cui il concorso fotografico dal titolo "L'ombra". Iniziativa dell'Azienda sanitaria in collaborazione con il Comune

TRIESTE. Con il sostegno, l’impegno, la cultura e attraverso percorsi terapeutici mirati. Uscire dalle dipendenze dell’alcool sembra una missione possibile, una battaglia socio-sanitaria i cui temi principali verranno racchiusi nell’arco di aprile, mese consacrato da 15 anni alla prevenzione alcologica e che a Trieste si nutre delle iniziative ideate dalla Struttura complessa dipendenza da sostanze legali del Dipartimento delle dipendenze Aas1 Triestina, in collaborazione con il Comune di Trieste e altre sigle della provincia.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Valuta questo articolo
(0 voti)

BINGE DRINKING, ALCOL FUORI CONTROLLO TRA ADOLESCENTI E TEENAGER: I DANNI DELL'ULTIMA MODA

http://it.blastingnews.com/salute/

Allarme del Ministero della Salute: in aumento l'uso smodato di alcolici da parte degli italiani.

"Binge drinking" è la nuova moda di consumare alcolici fuori pasto, anche in modo incontrollato, diffusa soprattutto tra i giovani, per raggiungere rapidamente l’ubriacatura. Questa nuova pratica, che si sta diffondendo sempre di più anche in Italia, sta sollevando preoccupazione e allarme per le molteplici conseguenze negative che questo nuovo fenomeno porta con sé. Un allarme preoccupante, quindi, che deriva dall’abuso di bevande alcoliche che va tanto di moda nel nostro paese. I danni provocati dall’ingestione di grandi dosi etiliche, infatti, può determinare gravissimi danni alla salute, tra cui anche problemi legati alla sterilità nelle donne e all'impotenza negli uomini.

Consumo di alcol: picchi anche tra gli 11 e 15 anni

Il Ministero della Salute, in base ad una relazione sul consumo di alcol negli ultimi anni nel nostro Paese, ha riportato che si è ridotto il consumo giornaliero di alcol, ma allo stesso tempo è in crescita il numero di soggetti che ne consumano al di fuori dai pasti. Il "binge drinking" viene praticato, in particolar modo, tra i giovani fra i 18 e i 24 anni, ma dati allarmanti arrivano anche dal consumo di alcol tra le ragazze. Statisticamente, questa nuova sciagurata moda è sicuramente più alta nel sesso maschile in ogni fascia di età, ma i dati cambiano tra gli adolescenti tra gli 11 e i 15 anni. Tra l'altro, questa è la fascia di età in cui il ricorso all'alcol dovrebbe essere pari a zero, poiché vige il divieto della vendita di bevande alcoliche al di sotto dei 18 anni.

Abuso di alcol: gravi danni per la salute

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 18 Marzo 2016 20:15

Nasce a Budoni il club Vida noa per gli alcolisti

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

Nasce a Budoni il club Vida noa per gli alcolisti

http://lanuovasardegna.gelocal.it/

BUDONI. Un’ associazione per aiutare tutte quelle persone che non riescono ad uscire dal tunnel dell’alcolismo. A Budoni è nato il club di ascolto territoriale “Vida Noa”, per aiutare gli alcolisti e le loro famiglie. Lo ha fondato Giovanni Canu che ha ottenuto anche il patrocinio del Comune e il supporto dell’azienda sanitaria locale.

Si tratta di un’organizzazione di puro volontariato e senza scopi di lucro a sostegno di coloro che hanno problemi correlati all’alcolismo, offrendo un valido sostegno nelle problematiche relazionali e personali.

La sede dell’associazione sarà a Budoni, nella frazione di Tanaunella, nel centro sociale dedicato a “Valerio Zucchitta” dove ogni giovedì, dalle 18 alle 19, si danno appuntamento le famiglie e le persone che combattono contro l’abuso di sostanze alcoliche.

L’associazione “Vida Noa” avrà come punto di riferimento le associazioni Aicat e Arcat e lavorerà in sinergia con gli altri gruppi presenti nel territorio, coinvolgendo soprattutto le famiglie delle persone in difficoltà. Da molte analisi condotte sul campo è infatti emerso che con la collaborazione dei

familiari è più facile ottenere concreti risultati e smettere definitivamente di bere.

Diverse le persone che si sono già avvicinate ai membri della nuova associazione per ottenere informazioni sul percorso da seguire per liberarsi, finalmente, dalla dipendenza dall’alcol. (s.s.)

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Valuta questo articolo
(0 voti)

I DANNI ARRECATI DALL’ABUSO DI ALCOL NEGLI ADULTI E NEGLI ADOLESCENTI

http://www.alqamah.it/2016/03/13/

 

Partiamo da una considerazione generale. L’abuso  di alcol è dannoso per tutte le fasce di età. È vero che ad un consumo moderato e responsabile di bevande alcoliche sono state riconosciute qualità conviviali e socializzanti, ma anche proprietà biologiche positive, specialmente su alcuni organi come il cuore, il pancreas o il cervello (Anderson, Baumberg, 2006), ma è anche vero che, per gli stessi organi e per tutto l’organismo, l’abuso di alcol risulta altamente dannoso. Per fare solo un esempio, di seguito possiamo osservare una comparazione tra un cervello di un 43enne sano ed un cervello di un 43enne alcolista cronico.

Ultima modifica Lunedì 14 Marzo 2016 19:48
Valuta questo articolo
(0 voti)

Un incontro a Casalgrande sui problemi dell’alcolismo

http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2016/03/11

CASALGRANDE. Si è parlato di alcol, di dipendenza e di comportamenti a potenziale rischio, mercoledì a Casalgrande, in un incontro ospitato dalla palestre delle scuole elementari di via Gramsci. L’occasione, un’iniziativa pensata dall’Acat Scandiano, l’associazione degli alcolisti in trattamento, e realizzata assieme alla cooperativa sociale Augeo, il Comune e la polisportiva Virtus. Un momento pensato per i ragazzi della zona, con al centro diverse testimonianze. Hanno parlato Caterina Poli, con una riflessione psicologica che ha indagato motivazioni e aspettative; Nicola Malpighi, che si è focalizzato sui rischi e i danni per la salute causati dall’abuso di sostanze, e Luca Serri, che ha raccontato la propria esperienza come buttafuori nelle discoteche.

Gli interventi sono stati accompagnati da video e da spazi per le domande. L’assessore alle Politiche sociali Graziella Blengeri afferma: «Si è centrato l’obiettivo di coinvolgere proprio la fascia d’età più fragile e delicata, l’adolescenza. I ragazzi presenti si sono dimostrati attenti e partecipi, anche grazie a relatori che hanno portato le proprie esperienze sul campo».

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 12 Marzo 2016 20:01

LA PRIMA BEVUTA NON SI SCORDA MAI

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

Journal of Neuroscience: la gratificazione della prima bevuta lascia una traccia indelebile nel cervello

Fonte: Healthdesk.it 22 Febbraio 2016

LA PRIMA BEVUTA NON SI SCORDA MAI

La gratificazione che si ottiene la prima volta che si consuma alcol nella nostra vita lascia una traccia indelebile nel nostro cervello. Ed è quella traccia che influenzerà il modo in cui nel corso della vita ci si avvicinerà all’alcol.

Lo sostiene uno studio pubblicato sul Journal of Neuroscience.

Convinti che il fascino dell’alcol possa essere associato a cambiamenti duraturi nel cervello, ricercatori dell’University of California San Francisco hanno verificato questa ipotesi in modelli animali (topi).

Il particolare, il team voleva capire se una singola esposizione all’alcol potesse attivare modifiche cellulari tali da promuovere in futuro la ricerca della sostanza. I topi sono stati sottoposti quindi a un semplice esperimento: i ricercatori hanno messo a disposizione dei roditori una soluzione contenente alcol e il giorno seguente hanno verificato cosa era accaduto nel loro cervello.

Hanno quindi riscontrato cambiamenti in una specifica popolazione di neuroni definiti D1, caratterizzati dall’essere ricoperti da recettori per la dopamina, uno dei “neurotrasmettitore del piacere”.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.healthdesk.it/ricerca/prima-bevuta-non-scorda-mai

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Giovedì 10 Marzo 2016 19:45

ALCOL. ABUSO E DIPENDENZA AL FEMMINILE

Scritto da Tito
Valuta questo articolo
(0 voti)

ALCOL. ABUSO E DIPENDENZA AL FEMMINILE

Fonte: Inchiestasicilia.com

La dipendenza da alcool è diffusa fra le donne di ogni età e appartenenza sociale e, purtroppo, è in continuo aumento. Infatti la percentuale di ricoveri delle donne etiliste è triplicata.

L’alcolismo ha una dimensione trasversale rispetto alle categorie con le quali siamo soliti dividere la società. Nell’immaginario collettivo, l’idea comune dell’alcolista ci rimanda al barbone avvinazzato che barcolla per le strade o quella del vecchio avventore della bettola, attribuendo questa dipendenza prevalentemente agli uomini.

In realtà, l’alcolismo è una malattia individuale, non riconducibile al genere sessuale. E’, purtroppo, un fenomeno diffuso sia tra gli uomini sia tra le donne, anche se gli studi condotti fino a oggi non hanno approfondito in modo esaustivo il fenomeno dell’alcolismo in campo femminile. Non siamo, quindi, in grado di dare al fenomeno una vera e propria connotazione di genere. Però, possiamo dire che la diffusione delle bevande alcoliche è approdata nell’universo femminile soltanto nell’ultimo ventennio. Forse per questo si sa ancora molto poco.

Al di là dei tempi di conoscenza, secondo dati recenti, risulta che circa il 20% degli alcolisti è rappresentato da donne. Queste cifre, però, sono poco attendibili, perché l’alcolismo femminile, vuoi per una questione di pudore insito nelle donne, vuoi per i mutamenti sociali, rimane un fenomeno ‘sommerso’. Quello che ci orienta verso la convinzione che il fenomeno sia in crescita è la progressiva riduzione di donne astemie registrato nel corso degli ultimi venti anni, nonché la diffusione del bere tra le adolescenti. Oggi si calcola che il numero delle donne alcoliste corrisponde a 1/3 di quello degli uomini.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Pagina 10 di 90
You are here: Home