Mi presento.
Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Marzo 2009 08:33 Scritto da Lela Mercoledì 25 Marzo 2009 11:02
Ciao a tutti. Mi chiamo Emanuela ma da che ho memoria mi hanno sempre chiamata Lela:in casa,fra i banchi di scuola,i colleghi di lavoro,gli amici. Io sono Lela.E sono un'alcolista. Alcolista da molto,da così tanto tempo che se penso a me come persona non ancora malata d'alcol,i miei ricordi risalgono a quando ero piccola. La prima sbronza la presi a 13 anni,quando mio padre morì e fui io a travasare in bottiglioni la damigiana di vino...L'ultima damigiana che mio padre comprò;di tutti i cinque figli ero sempre stata io ad aiutarlo,e così... Quel giorno ricordo che venne con me il mio fratellino più piccolo e bevemmo tanto di quel vino che la reazione fu un febbrone da cavallo e uno stato di "catalessi". Sono stata malissimo,eppure... Eppure mi piacque molto la sensazione del "vivere come in un sogno" che provai prima della catalessi:mi sentivo così leggera! Forse una persona normale avrebbe avuto la sana reazione che si ha quando facciamo una brutta indigestione ed evitiamo accuratamente il cibo incriminato;ma io no. Io focalizzai l'attenzione sul "prima" dell'indigestione;su quella sensazione di leggerezza. E quella sensazione esercitò un'attrazione sempre maggiore...A 16 anni bevevo ogni volta che ne avevo la possibilità; e la leggerezza tornava... Ecco,oggi sono consapevole che la mia vita "nascosta" iniziò quando avevo 13 anni. Aveva un gusto così dolce quell'evasione! Mi concedeva una Lela che nella condizione di "leggerezza e sogno" era senza inibizioni.Spavalda. Avevo sogni di felicità e un grande desiderio d'umanità nel mondo:l'alcol mi dava il coraggio di urlarlo. A poco a poco,la distanza tra il mio APPARIRE sicura di me-dura-padrona delle emozioni e il mio ESSERE così profondamente bisognoso nel sentire l'urgenza di un amore che va oltre all'apparire,creò uno stacco sempre più ampio.In questo,sempre in modo maggiore,l'aiuto dell'alcol.Un aiuto che continuava a donare caldo dentro e libertà di parola.Di azione. Oggi so che anche questo è alcolismo:una gran voglia,un desiderio struggente di comunicare. A ripensarci adesso,mi rendo conto d'essere stata una bambina e un'adolescente completamente indifesa. Ero piena di tenerezza per chiunque e non riuscivo ad abituarmi alla sofferenza nel mondo;qualunque tipo di sofferenza. In questo momento ho il vivo ricordo di un fatto:avevo più o meno 6 anni ed ero andata con tutta la famiglia a fare un giro per negozi a Torino. Era quasi Natale e tutto era così bello! C'era la neve e c'erano le luci natalizie nelle vetrine.Gli alberelli per le strade pieni di pacchetti colorati;le musiche e i canti dolcissimi di quel momento magico.Babbi Natale vestiti di rosso con grandi barbe candide che regalavano caramelle. Ricordo che verso sera,prima del ritorno a casa,entrammo in un bar per prendere qualcosa di caldo:era così freddo quel giorno! Tutto ciò che torna alla memoria di quel bar è un signore troppo poco vestito e sporco che veniva ripetutamente accompagnato all'uscita dal barista.E in modo assai scortese! Ai miei occhi di bambina sembrava un signore molto povero:tutto ciò che avevo capito era che non aveva i soldi per pagare la bustina di zucchero che tornava a chiedere e che continuavano a rifiutargli.Se solo avessi osato fare qualcosa avrei regalato a quel signore lo zucchero che serviva per la mia cioccolata calda.Ma non osavo fare nulla se non piangere lamentando a mio padre la pena che provavo;mi disse che si trattava solo di un "barbone" e oggi,ad essere onesta,non so se l'epilogo di questo ricordo è realtà o l'esito di una mia fantasia:a questo punto le cose sono confuse...Mi pare però che regalammo una cioccolata con relativo zucchero a quel signore barbone. Ancora oggi a ricordare provo una pena uguale a quella di allora e sono dell'idea che chi non riesce a capire come mi sentivo,può stare tranquillo:ha scarse probabilità di diventare alcolista. Ma io ho capito che mi fa bene raccontarlo.Mi fa bene raccontare cosa è stato il mio alcolismo:il desiderio di indurirmi,di non provare pena,di annullare questo "sentire".Di non "farmi troppi problemi". L'alcol è un amante pieno di promesse e non mi sentivo in colpa:con lui vivevo meglio. Aveva promesso anestesia e me la diede:per un lungo periodo diventai due Lela,fino a che giunse il momento in cui si portò via tutto.La leggerezza di vivere come in un sogno;la fantasia di essere una madre e moglie modello;l'utopia di fare della mia famiglia una piccola isola felice nel mondo. Si portò via anche la mia famiglia:mio marito trovò una donna migliore e mio figlio perse quella luce che hanno gli occhi di bambino. Non poteva andare diversamente:le mie reazioni erano troppo brusche ed esagerate;le mie opinioni cambiavano da un momento all'altro:se ero piena d'alcol sostenevo una cosa e guai a darmi torto,se non lo ero la mia opinione era completamente opposta.I miei stati d'animo altalenavano dall'euforia alla tristezza più cupa nel giro di 10 minuti e questo molte volte durante la giornata. Per ciò che riguarda l'aspetto verbale ero cattiva;sarcastica;pungente.Orrenda. Giunse il "vuoto".La catalessi perenne.La stanchezza infinita.Un buio pozzo senza fondo dentro a un delirio in totale commiserazione di me. Oggi,a distanza di qualche mese da quel momento,so riconoscere il "mio fondo":è stato l'esatto istante in cui mi sono sentita sconfitta,vinta...e,per paradosso,lo stesso istante in cui ho avuto un moto di ribellione più forte dell'annientamento di quel momento. Un moto di ribellione all'alcol e la voglia di VIVERE. Di cominciare a VIVERE. La vita DOVEVA essere più di ciò che ne avevo fatto io e iniziai a cercare le istruzioni per l'uso. Da allora le cose sono cambiate tanto:mi è sufficiente guardare negli occhi dei miei figli per capirlo;per saperlo con esattezza. Oh,ancora oggi il mio desiderio più grande sarebbe quello di garantire a ciascuno i propri diritti. Ancora oggi provo grande pena per la sofferenza che vedo attorno. Ma i miei occhi non vedono più solo quello... Vedono anche uomini e donne che donano solidarietà in coscienza di principi;che offrono il loro esempio,la loro esperienza,il loro coraggio,la loro umiltà,la loro speranza.La fiducia. Oggi in ciascuno vedo qualcosa da amare. Oggi so che il più grande regalo che posso fare a me stessa è offrirmi la possibilità di vivere respirando aria pulita,non artificiale,e trovare parole e gesti nuovi dentro un amore vecchio come il mondo. E se mi capiterà di vedere un signore poco vestito e sporco che chiede una bustina di zucchero,allora so che gli parlerò di un posto dove si dona molto di più.E se sarà suo desiderio lo accompagnerò al gruppo,certa che tutto ha inizio da lì;in un posto senza affanno,dove sono di casa la sorridente accoglienza e gentilezza.Un posto dove tutte le mie paure,i rimpianti e la vergogna stanno cadendo. Dove il desiderio di chiedere perdono,perdonare e perdonarmi ha un senso nuovo nel rendermi conto che se io non ero consapevole dell'infelicità che davo agli altri,loro erano ancora meno responsabili di me...Che non voglio più duellare e desidero continuare ad amarli.Che oggi ho gli strumenti per farlo,li ho trovati in un posto dove è di casa quel particolare Amore che non conosce barriere. Alcolisti Anonimi:la più grande bustina di zucchero... Lo strumento che sta portando melodia alla mia vita...Ciò che è stato e continua ad essere il miracolo giusto per me. Un grande abbraccio a tutti e un caldo sorriso. Con amore, Lela alcolista.


