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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Venerdì 12 Agosto 2016 08:56

ALCOL E PROBLEMI DI COPPIA

Scritto da Tito
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ALCOL E PROBLEMI DI COPPIA

Il maltrattamento ha minato profondamente l’integrità delle donne, impoverendole al punto da rendere loro impossibile ogni movimento e la violenza produce effetti devastanti e distruttivi che determinano l’impossibilità di ribellarsi. Nella relazione, poi, tra il maltrattante e la donna che subisce, proprio in virtù del fatto che la violenza avviene in una relazione affettiva e familiare, la donna si trova dentro ad una situazione ambigua, in cui il piano dell’abuso e quello affettivo si confondono e in cui essa sperimenta una confusione tra quello che sente come giusto, e quello che le impone il maltrattante e che lei fa suo per sopravvivere “forse sono io che sbaglio, ha ragione lui”. Ambiguità (intesa come «uno stato di confusione e disorientamento e in particolare assenza di conflitto interno») e vergogna, sono caratteristiche presenti nella violenza domestica, e sono sempre presenti nei racconti delle donne, anche se a volte la vergogna, che è legata alla consapevolezza dell’ abuso subito, interviene solo quando tale consapevolezza riesce a farsi strada. All’inizio la vergogna, spesso, viene trasmessa come paura di «fare brutta figura» all’esterno, di non corrispondere all’idea di coppia ideale, ma in seguito può essere riferita alla percezione della compresenza di due immagini contrastanti di sé e della relazione “lo so che non è giusto come mi tratta”. La donna perde piano piano la capacità di leggere in modo corretto il suo rapporto con il partner, ma soprattutto, in questa confusione, perde la percezione di sé come persona capace di leggere e fronteggiare le situazioni. Le donne vittime di violenza domestica custodiscono di solito il segreto di quello che succede nelle loro case in quanto il loro racconto può non essere creduto o non essere accolto, oppure minimizzato e banalizzato proprio da quelle persone che dovrebbero costituire la loro rete sociale e affettiva di supporto. Ci sono donne che per la prima volta in vita loro parlano delle violenze subite con questo senso di così profonda vergogna che le ha indotte a tacere per anni in un contesto che sentivano non sicuro e contenitivo. Si assiste ad una perdita sempre più marcata di autostima che viene segnalato attraverso il corpo, molte donne vittime di violenza lamentano una serie di disturbi somatici come la depressione, tachicardia, insonnia, difficoltà a deglutire, il sentire “un nodo alla gola”, disturbi gastrointestinali, un silenzio interno e un’ ansia costante. Sono frequenti inoltre:

– Apatia

– Difficoltà di attenzione e di concentrazione

– Instabilità emotiva

– Ansia

– Abuso di alcool, droghe, psicofarmaci

– Paura e sfiducia verso gli altri

– Difficoltà in relazione alla sessualità[1].

L’abuso di alcol

Negli ultimi 10 anni molte ragazze hanno scelto di bere spesso senza conoscere cos’è l’alcol e senza avere ricevuto un informazione completa su come imparare a gestire questa abitudine. Consumare bevande alcoliche non è la stessa cosa per ragazzi e ragazze.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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L'ALCOL È PIÙ MORTALE DI QUANTO TU POSSA CREDERE, LO CONFERMA UNA RICERCA SCIENTIFICA

Brutte notizie per gli appassionati dell'aperitivo pomeridiano, del drink serale e dei bicchierini di superalcolici da mandare giù la domenica. Una recente ricerca scientifica ha scoperto quello che avremmo preferito non sentire mai: l'assunzione - anche moderata - di alcol è una causa diretta dell'insorgenza di tumori in diverse parti del corpo.

Lo studio della professoressa Jennie Connor del Dipartimento di Medicina Preventiva e Sociale dell'Università di Otago, in Nuova Zelanda, è stato pubblicato giovedì 21 luglio sulla rivista Addiction, ma da subito ha suscitato molto scalpore nella comunità scientifica.

Secondo la ricerca, almeno il 6% di morti per cancro nel mondo sono da ricondurre all'assunzione di alcol. Nella percentuale sono inclusi anche i casi di chi non è un bevitore forte, bensì un consumatore moderato di prodotti alcolici. Come scrive la stessa dottoressa Connor nel suo report, "è stimato che l'alcol abbia causato approssimativamente mezzo milione di decessi per tumore nel 2012": una dichiarazione allarmante quanto scientificamente provata.

In particolare, il consumo di bevande alcoliche è associato a tumori sorti in determinate aree del corpo, come ad esempio il fegato, il colon, l'esofago e il seno. Ad ogni modo, l'alcol è un fattore non del tutto insignificante in altre patologie, come il tumore alla pelle, al pancreas e alla prostata.

Nel dettaglio, come può l'alcol portare all'insorgere del cancro? Lo studio non lo spiega in maniera approfondita, ma pare che il fenomeno sia strettamente legato alla produzione dell'acetaldeide, liquido incolore cancerogeno che nella saliva raggiungerebbe altissimi livelli a causa dell'assunzione di alcol.

Per ciò che concerne il cancro al seno, la Connor si è basata anche sui dati forniti da The Million Women Study dell'Università di Oxford, secondo cui tra le donne che bevono dai 70 ai 140 grammi di alcol a settimana c'è un incremento del 13% della possibilità di contrarre un tumore e il 5% in più rispetto a coloro che assumono "solamente" 20 grammi di alcol ogni 7 giorni.

Un altro punto essenziale dello studio dell'Università di Otago è la scoperta che la quantità di alcol assunto non inciderebbe poi così tanto: la discriminante sarebbe l'assunzione di alcol di per sé. Ad esempio, per quanto riguarda il cancro alla bocca, all'esofago, al seno e alla faringe, la quantità di alcol ingerito nel corso degli anni non ha molta importanza, mentre inizia ad avere un'incidenza maggiore per ciò che concerne il tumore al fegato, al colon e alla laringe.

Ad ogni modo, la ricerca della Connor avverte quanto lo stile di vita - e non solo l'ingerire alcol - gravi non poco sulla possibilità di sviluppare malattie mortali, come il cancro ma anche come i disturbi cardiovascolari. Le condizioni demografiche e la cura che ognuno di noi mette nel condurre una vita sana sono fattori essenziali anche per gli astemi.

Per ridurre il rischio di contrarre dei tumori legati all'alcol, il team di ricercatori dell'università di Otago consiglia a tutti - anche a chi fa uno scarso consumo di prodotti alcolici - di ridurre il proprio consumo. "La riduzione a livello globale dell'assunzione di bevande alcoliche avrebbe un'importante rilevanza sulla diffusione del cancro, mentre bersagliare i bevitori accaniti avrebbe una portata limitante".

copia integrale del testo si può trovare al seguente link:

http://www.huffingtonpost.it/2016/07/25/alcol-causa-tumori-studio-universita-otago_n_11180006.html

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Martedì 12 Luglio 2016 19:55

COME SI VIVE CON CHI SOFFRE DI DIPENDENZA DA ALCOL

Scritto da Tito
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COME SI VIVE CON CHI SOFFRE DI DIPENDENZA DA ALCOL

Molto spesso la vita dei familiari viene sconvolta e mutata radicalmente in seguito alla dipendenza da alcol di un familiare, perché molte sono le domande che toccano i singoli componenti, le quali interessano il proprio ruolo e il proprio comportamento all’interno del nucleo familiare.

 

COME DEVE VIVERE UNA PERSONA IN UNA FAMIGLIA DOVE UN COMPONENTE È DIPENDENTE DA ALCOOL?

Si tratta di una domanda alla quale fanno seguito molte risposte, le quali meritano di essere analizzate con attenzione. È importante notare che, al pari della persona dipendente, anche i familiari, i figli e i coniugi possono provare una elevata dose di sofferenza, che nei casi estremi può indurle a soffrire di problemi gravi come la depressione e altre malattie legate alla sfera psicologica, nonché a maturare patologie fisiche anche gravi.

Il primo passo da compiere si basa sicuramente sul riconoscimento della dipendenza, che deve essere certo e quindi con l’ammissione ai speciali percorsi di recupero da parte del familiare interessato. Di pari passo, la famiglia è chiamata a vincere la vergogna sociale che viene provata nei confronti della comunità, spesso poco incline ad accettare la dipendenza da sostanze alcoliche. La vergogna va quindi vinta per migliorare il benessere personale e per trovare la forza di iniziare un percorso familiare che si presuppone lungo e complesso.

Le conseguenze che l’alcolismo può avere su familiari e amici dipendono molto dal rapporto che la persona dipendente ha con i componenti della famiglia, dall’intensità dei legami affettivi e dalla distanza geografica. Vi è però un tratto comune che deve essere accettato dai familiari, ovvero che nessuno può smettere di bere al posto della persona dipendente e che quindi il senso di impotenza provato in questo caso è comune a tutte le persone che nel mondo si trovano ad affrontare questa situazione.

Proprio l’impotenza è una miccia molto forte, che può indurre i soggetti a prendere delle decisioni anche molto drastiche, quali allontanare da casa il familiare oppure scegliere la separazione o il divorzio nel caso di coniugi. Si tratta di comportamenti che ovviamente devono essere evitati per il bene della persona, perché possono diventare il motore di un crollo psicologico ancor più elevato.

All’impotenza si associa la sensazione di incredulità, perché spesso chi è dipendente da alcol non ammette idi esserlo, si tratta di meccanismo di autodifesa che permette alla persona di non rendersi conto che è diventato alcoldipendente. Tanti sono i modi per negare il problema e i familiari non possono fare altro che iniziare un percorso assieme agli specialisti per cercare di comprendere il perché delle bugie e anche per scavare sulle reali cause della dipendenza, che possono essere multiple ed eterogenee.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.alcoldipendenza.com/vivere-con-dipendente-alcol/

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Sabato 09 Luglio 2016 10:44

ALCOL, ECCO COME PREVENIRE L'HANGOVER

Scritto da Tito
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ALCOL, ECCO COME PREVENIRE L'HANGOVER

IL MODO MIGLIORE È NON ESAGERARE, MA ANCHE ALTRI PICCOLI ACCORGIMENTI POSSONO AIUTARE A EVITARLO

Il mal di testa è pulsante, la nausea sembra inarrestabile e la voglia di scendere dal letto è nulla: quando si è alle prese con l’hangover si vivono alcune fra i peggiori risvegli della propria vita. Il modo migliore per evitarlo è senza dubbio non esagerare con l’alcol, è inutile negare che in alcune occasioni speciali si inizia la serata con la certezza di contravvenire a questo sano principio. Come fare, allora, per prevenire gli effetti deleteri di una sbronza?

La chiave per non ritrovarsi alle prese con un hangover è l’idratazione. L’alcol, infatti, ha un effetto diuretico e, quindi, promuove la perdita di fluidi attraverso le urine. Di conseguenza compaiono sintomi come sete, capogiri e una sensazione come di avere la testa leggera. Per evitarlo è bene bere acqua sia prima che durante l’occasione in cui si consumeranno alcolici. Fra i consigli sul tema c’è la raccomandazione di berne un bicchiere tra un drink e l’altro, una strategia che a quanto pare può aiutare anche a ridurre il consumo di alcolici C’è anche chi consiglia di bere un ultimo bicchiere d’acqua prima di coricarsi e di tenerne uno a portata di mano vicino al letto per berlo appena svegli o nel caso la sete si facesse sentire durante il sonno.

>Un altro aiuto può arrivare dal cibo. L’alcol viene infatti assorbito più velocemente a stomaco vuoto; per questo fare il pieno di macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) prima di consumare alcolici può aiutare a limitare l’hangover. Gli esperti consigliano però di evitare dolci e, più in generale, zuccheri: il loro effetto sui surreni può ridurre la pressione del sangue e portare a ipoglicemia, pressione bassa e affaticamento. Fra i nutrienti consigliati è invece incluso il magnesio, minerale che può aiutare a combattere il mal di testa. Per di più l’effetto diuretico dell’alcol porta anche alla perdita di questo, di altri minerali e di vitamine; è quindi meglio fare il pieno non solo di magnesio, ma anche di vitamine B e C.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18367-alcol-ecco-come-prevenire-l-hangover

 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcolismo: psicoterapia e ketamina per evitare le ricadute. Al via studio inglese
http://www.popsci.it/alcolismo-psicoterapia
(Reuters Health) – La ketamina potrebbe essere presto testata come trattamento per gli alcolisti. Alcuni ricercatori inglesi hanno iniziato a reclutare volontari per verificare se la ketamina, conosciuta anche come la droga party ‘Special K’ , potrebbe rivelarsi utile nel ridurre i tassi di ricaduta tra le persone con problemi di alcolismo grave. Dopo aver condotto studi pilota che avrebbero mostrato come la ketamina –  combinata con la psicoterapia – potrebbe interferire nella disintossicazione rendendo meno probabili le recidive degli alcolisti, gli scienziati sono alla ricerca di 96 volontari con disturbo grave da alcol e che recentemente sono stati in astinenza. La ketamina è un farmaco autorizzato, ampiamente usato come anestetico e per alleviare il dolore. Tuttavia è usato anche come droga e può portare il consumatore all’abuso. “La ketamina – ha dichiarato Celia Morgan, che guiderà la ricerca presso l’Università di Exeter – è un farmaco ben tollerato e può contribuire ad alleviare i sintomi depressivi. Inoltre uno studio pilota suggerisce che potrebbe anche ridurre, dimezzandoli, i tassi di ricaduta nell’alcol. Questo studio ci permetterà di valutare se la ketamina, in associazione alla psicoterapia, può effettivamente aiutare gli alcolisti a fare a meno dell’alcol”.
Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Sanremo, “Sei minorenne non bevi”: padre ringrazia locale. Ma l’abuso di alcol tra i giovani dilaga

Nonostante il divieto di servire alcolici, in provincia gli under 18 alzano il gomito: ora a preoccupare è "binge drinking"

http://www.riviera24.it/2016/07/sanremo

Sanremo. Un genitore ringrazia il gestore di un locale: “A mia figlia non sono stati serviti alcolici perché minorenne”, scrive al nostro giornale, “So che dovrebbe essere la normalità, ma visto che purtroppo non lo è, voglio ringraziare pubblicamente chi ha impedito ad una sedicenne di bere alcol”.

Ringraziamenti quasi banali, che banali però non sono. Anche in provincia sta dilagando il “binge drinking”: la moda tutta inglese di bere tutto il più possibile fino a perdere il controllo.  Troppi giovani e giovanissimi in Liguria – provincia di Imperia inclusa – consumano abitualmente alcolici. A lanciare l’allarme è l‘istituto Superiore di Sanità, con dati e tendenze preoccupanti che confermano che anche in regione ci sia un abuso di sostanze alcoliche tra gli adulti, così come tra i ragazzi.

A preoccupare, sono soprattutto i dati relativi ai giovani e giovanissimi: tra i minori di 18 anni, il 40% ha già consumato bevande alcoliche. Eppure, la vendita di alcolici è vietata ai minori. Duro il commento di Gianni Testino, responsabile del Centro Alcologico Regionale presso l’ospedale San Martino, “E’ un dato che non ci possiamo permettere”.

A bere alcolici si inizia presto, ancora bambini: il primo drink si assaggia tra gli 11 e i 15 anni.

“Il problema del consumo di sostanze alcoliche tra i giovani, così come durante la gravidanza, riveste oggi, alla luce dei dati epidemiologici, una notevole importanza e a volte manca di conoscenze adeguate proprio tra i giovani”, scrive l’ISS, che proprio sull’alcol ha raccolto dati invitando tutte le scuole secondarie di secondo grado, statali e non statali, a prendere parte su base volontaria ad un’indagine volta a permettere iniziative mirate a prevenire comportamenti e rischi correlati all’abuso di alcol.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcool, nasce una rete in Liguria per prevenzione e assistenza

http://www.genova24.it/2016/06/

Liguria. L’obiettivo finale è quello di arrivare al “tasso zero” su prevenzione e sicurezza per alcool e stupefacenti ma, per raggiungere questo risultato ambizioso, la Regione Liguria ha avviato, prima in Italia, una rete integrata ospedale – territorio. Un’intesa tra Asl 3 e Irccs San Martino di Genova per coinvolgere anche il mondo dell’associazionismo, il privato e la Procura nel contesto di un fenomeno che in Liguria coinvolge il 75% della popolazione maschile e il 52% di quella femminile dei quali il 23% degli uomini e il 10% delle donne sono a rischio.La lotta all’alcolismo soprattutto tra i giovani comprende attività di prevenzione e di cura – ha sottolineato Sonia Viale, vicepresidente della Regione Liguria e assessore regionale alla Salute e alla Sicurezza – e lavorare in rete è importante per affrontare il problema dell’abuso di alcol e di sostanze stupefacenti che hanno conseguenze anche sulla sicurezza. Una continuità con il lavoro che avevo svolto al ministero degli Interni, con l’elaborazione, nel 2008 del pacchetto sicurezza”.

La rete alcologica è composta da Asl attraverso i Sert, dall’ospedale San Martino con il centro alcologico dove vengono identificate le patologie epatiche in fase precoce e seguiti i pazienti in percorsi protetti, dalla fondazione Maugeri di Genova Nervi, dal mondo dell’associazionismo e dalla Procura per l’attività di prevenzione primaria e secondaria rivolta alla sicurezza stradale e lavori socialmente utili come elemento sanzionatorio. “Solo in rete si possono raggiungere obiettivi importanti – ha sottolineato Luciano Grasso, commissario straordinario di Asl 3 – noi siamo tutti impegnati per le parti di competenza e senza protagonismi. E penso che questo sia un grande risultato”.

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Martedì 28 Giugno 2016 19:06

Progetto SAM attivo anche a Frosinone

Scritto da Tito
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Progetto SAM attivo anche a Frosinone www.crarl.it,

Siglati i Protocolli d’Intesa con le associazioni Comunità in Dialogo, Il Faro Onlus, ANCA, il Centro Servizi Volontariato del Lazio (CESV), gli Assistenti Sanitari e il Dipartimento delle Dipendenze della Salute Mentale di Frosinone

di Roberta Manfredini

In continuità con le edizioni di Roma, Rieti, Tivoli e Civitavecchia realizzate nel 2015, il Centro Riferimento Alcologico della Regione Lazio (CRARL) ha organizzato una giornata formativa sul Progetto SAM (Servizi Alcologia Mappati) nel territorio della provincia di Frosinone.

L’iniziativa, “Come affrontare la dipendenza da alcol. L’integrazione Bio-Psico-Sociale e il progetto SAM”, realizzata in collaborazione con la Società Italiana per il Trattamento dell’Alcolismo e le sue Complicanze (SITAC), si è tenuta presso l’Auditorium Diocesano di Frosinone lo scorso 19 maggio.

Come nelle altre province del Lazio, anche in quella di Frosinone sono diverse le realtà locali -nate spesso su iniziativa privata e personale – che si sono attivate per aiutare ragazzi e adulti.

A Frosinone, il prof. Mauro Ceccanti, responsabile del CRARL, ha siglato i Protocolli d’Intesa con le associazioni  di volontariato Comunità in Dialogo, Il Faro Onlus, ANCA, il Centro Servizi Volontariato del Lazio (CESV), gli Assistenti Sanitari e con il Dipartimento delle Dipendenze della Salute Mentale di Frosinone.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 24 Giugno 2016 19:50

ALCOL: COSA SUCCEDE AL CORPO QUANDO SI SMETTE DI BERE

Scritto da Tito
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ALCOL: COSA SUCCEDE AL CORPO QUANDO SI SMETTE DI BERE

Alcol alcolismo24-06-2016

ALCOL: COSA SUCCEDE AL CORPO QUANDO SI SMETTE DI BERE

Il problema del consumo eccessivo di alcol in molti Paesi è una vera e propria piaga. Non si parla solo di alcolismo, ma anche di persone, che senza essere perennemente ubriache, fanno comunque un uso smodato di questa bevanda. Gli effetti sulla salute sono noti, ma ora una guida realizzata dal Dr. Niall Campbell, consulente e psichiatra per adulti presso il Priory Hospital Roehampton di Londra, potrebbe scoraggiare dall’abuso di alcol.

Il Dr. Campbell ha illustrato tutti i vari step che si possono attraversare quando ci si stacca dalla bottiglia e si sta più attenti alla propria salute: di giorno in giorno si può vedere la propria salute e il proprio aspetto migliorare. Non è semplice smettere con quella che può essere una vera e propria dipendenza, ma quantificare i benefici di una depurazione dell’organismo e pensare anche al risparmio economico che questo può comportare potrebbe convincere i più almeno a provarci.

Vediamo come reagisce il nostro corpo, man mano che viene meno il consumo di alcol:Dopo 24 ore – se si è nella fase immediatamente successiva ad una sbornia, si potrebbero avere tremori, sudorazione eccessiva, mal di testa, che diminuiscono man mano che passano le ore. Il corpo inizia gradualmente a disintossicarsi, il livello di zuccheri nel sangue si normalizza e ci sente pian piano sempre meglio.

Dopo una settimana – smettere di bere può anche farci dormire meglio: quando abbiamo abusato di alcol il nostro corpo, tramite la sudorazione, perde liquidi e questo determina quella disidratazione che ci fa svegliare più volte durante la notte in cerca di acqua da bere. Inoltre un consumo intenso di alcol può rendere le cellule del sangue più grandi, questo ci rende più stanchi in quanto le cellule fanno fatica a trasportare le particelle di ossigeno.

Dopo 15 giorni – a lungo andare gli alcolici possono anche disturbare la funzionalità del nostro stomaco, la cui parete si può irritare determinando fenomeni come il reflusso gastro-esofageo. A più di una settimana dall’astinenza si può notare come questo effetto regredisca. A questo punto si può anche cominciare a notare una perdita di peso, l’alcol ha un quantitativo di calorie piuttosto elevato, soprattutto se paragonato alle sue capacità nutritive (praticamente nulle). Basti pensare che un bicchiere di vino da 250 ml può arrivare a 228 calorie. Con due bicchieri è come se avessimo mangiato un panino con prosciutto, formaggio e maionese.

Dopo 3-4 settimane – con il passare del tempo l’uso eccessivo di alcol fa aumentare anche la pressione sanguigna. Smettere permette che questa si normalizzi a distanza di qualche settimana.

Dopo un mese – ad un mese da quando abbiamo ridotto l’uso di bevande alcoliche, anche sulla nostra pelle può manifestarsi un beneficio. L’alcol ad alti livelli è tossico e rende la pelle più spenta e meno elastica, ma bastano poche settimane per recuperare luminosità e bloccare l’invecchiamento.

copia integrale del testo si può trovare al seguente link: http://www.greenstyle.it/alcol-cosa-succede-al-corpo-quando-si-smette-di-bere-197662.html

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Task force contro l’abuso di alcol

Jesolo. Presentata un’app per sapere in tempo reale quanto si è bevuto. Presidio in piazza Mazzini    di Giovanni Cagnassi

http://nuovavenezia.gelocal.it/

JESOLO. Il progetto Off Limits dell’Asl10 alla 18esima edizione: presentato ieri nella cornice di un’assolata piazza Mazzini. La novità di quest’anno è un’app per tablet e smartphone, disponibile gratuitamente tra qualche giorno, che permetterà di calcolare autonomamente il tasso alcolemico teorico inserendo le bevande alcoliche assunte, di apprendere quali sono i rischi in seguito all’assunzione di sostanze, di individuare con la geolocalizzazione il luogo in cui sono operativi gli operatori del Servizio per le dipendenze, ma in particolare offrirà la possibilità di essere avvisati con degli "alert" qualora si diffondano sostanze di nuova sintesi o comunque sia necessario avvisare tempestivamente gli utenti di un pericolo imminente.

Per il resto, fino al 27 agosto e tutti i fine settimana è confermata la presenza di un’autoambulanza del 118 con autista e infermiere professionale, come ha ricordato il dottor Fausto De Ferra del Pronto soccorso di Jesolo che assieme a Daniele Bison aveva avviato l’iniziativa. In piazza Mazzini anche il sindaco, Valerio Zoggia, il vicesindaco, Roberto Rugolotto, con il direttore dell’Asl 10 Carlo Bramezza, il presidente di Mazzini Live Alberto Teso e il presidente del Silb, Giancarlo Vianello. Oltre all’app, da sabato 25 giugno un’equipe formata da 4 - 6 educatori si posizionerà con il camper di Off Limits all’esterno dei locali notturni come discoteche, pub, birrerie, piazze, e nei pressi di gradi eventi. Nei sabato notte, in particolare, la presenza in orario notturno verrà raddoppiata con 2 equipe presenti nelle discoteche Muretto e al King’s.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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