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Alcolismo ed Abuso di Alcol

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Venerdì 18 Maggio 2012 09:57

Abuso droga e alcol tra lavoratori, è allarme

Scritto da Tito
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Abuso droga e alcol tra lavoratori, è allarme

Fenomeno in crescita sul posto di lavoro

STRASBURGO - Tra il 5% e il 20% dei lavoratori europei ha un serio problema legato all'uso di alcol e droghe sul posto di lavoro. Questo l'allarme lanciato dallo studio effettuato da Eurofound, fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, organismo dell'Unione europea, nei 27 stati membri, e presentato nel corso della conferenza sulla prevenzione di alcool e droghe sul posto di lavoro organizzata a Strasburgo dal Consiglio d'Europa.

Per l'Italia, lo studio di Eurofound riporta una ricerca condotta nel 2007 su 3 mila persone tra i 18 e 35 anni da cui risulterebbe che il 13,5% ha fatto uso di cannabis nell'arco dei 12 mesi precedenti, mentre per cocaina, acidi e oppiacei le percentuali sarebbero rispettivamente del 4,5%, 1,2% e 1%.

Durante la conferenza il governo italiano ha presentato altri dati da cui risulta che almeno tra i lavoratori 'con mansioni a rischio', e quindi soggetti soggetti al drug test, le percentuali di uso di droga sono molto basse. Nel 2010 su quasi 87 mila lavoratori testati quelli risultati positivi sono stati solo lo 0,63% , cioe' 551, e solo per 23 e' stata diagnosticata una vera dipendenza, mentre per gli altri l'uso e' risultato occasionale. La percentuale piu' alta di positivi al test e' tra coloro che hanno meno di 30 anni e le droghe piu' consumate (64%) sono i cannabinoidi, seguiti dalla cocaina (19%) e dagli oppiacei (4,2%).

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Lunedì 14 Maggio 2012 21:54

Ebbrezza e tolleranza zero: breve ripasso

Scritto da Tito
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Ebbrezza e tolleranza zero: breve ripasso

Fonte: ASAPS.it 9 maggio 2012

di Giovanni Fontana

Con l'art. 186-bis del Nuovo Codice della Strada viene introdotto il concetto della c.d. "tolleranza zero" (da riferire all'assuntore di alcol fin da una minima quantità a quella massima pari a 0,5 g/l), in tema di guida in stato di ebbrezza.

Senza con ciò dimenticare che già in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro è presente questa condizone, vediamo quali sono le categorie odierne assoggettate a tale regime speciale:

a) i conducenti di età inferiore a ventuno anni e i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B;

b) i conducenti che esercitano l'attività di servizio di noleggio con conducente per trasporto di persone, servizio di piazza con autovetture con conducente o taxi, servizio di linea per trasporto di persone;

c) i conducenti che esercitano l'attività di servizio di trasporto di cose per conto terzi, servizio di linea per trasporto

di cose e trasporto di cose per conto terzi in servizio di piazza;

d) i conducenti di autoveicoli di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, di autoveicoli trainanti un rimorchio che comporti una massa complessiva totale a pieno carico dei due veicoli superiore a 3,5 t, di autobus e di altri autoveicoli destinati al trasporto di persone il cui numero di posti a sedere, escluso quello del conducente, è superiore a otto, nonché di autoarticolati e di autosnodati. Rimandando, per i più attenti, alla lettura del Carmagnini, citata in bibliografia, è qui il caso di segnalare che siamo a parlare di autoveicoli, restandone quindi escluse le macchine agricole od operatrici, ancorché costituenti complessi di macchine agricole od operatrici. Ne restano altresì esclusi i complessi autoveicolo e carrello appendice in quanto da considerare un unico veicolo.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Venerdì 11 Maggio 2012 19:55

L'alcol rende felici: ecco come comincia la dipendenza

Scritto da Tito
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L'alcol rende felici: ecco come comincia la dipendenza

Fonte: Triboo-magazine.it  2012

Bere alcol porta al rilascio di endorfine nelle aree del cervello che producono sensazioni di piacere e ricompensa. Questo il motivo per cui, secondo un team di ricercatori dell’Ernest Gallo Clinic and Research Center dell’University of California, San Francisco (Usa), i drink danno dipendenza. Quello degli scienziati americani è il primo studio che documenta il rilascio di ormoni nel nucleo accumbens e nella corteccia orbitofrontale in risposta al consumo di alcol negli esseri umani, si legge sulla rivista ‘Science Translational Medicine’.

IL RUOLO DELLE ENDORFINE

Le endorfine sono proteine di piccole dimensioni con effetti simili agli oppiacei, prodotte naturalmente nel cervello. Il fatto che vengano rilasciate quando si beve “è qualcosa che abbiamo ipotizzato per circa 30 anni, sulla base di studi animali, ma non lo avevamo osservato nell’uomo finora. Abbiamo quindi fornito la prima prova diretta di come l’alcol faccia sentire bene le persone”, ha detto l’autore principale dell’indagine, Jennifer Mitchell, professore aggiunto di Neurologia all’ateneo californiano. Non solo. La scoperta delle aree precise del cervello in cui vengono rilasciate le endorfine fornisce un possibile bersaglio per lo sviluppo di farmaci per il trattamento dell’abuso di alcol.

L’EFFETTO DELL’ALCOL SULL’ORGANISMO

I ricercatori hanno usato la tomografia a emissione di positroni, o Pet, per osservare gli effetti immediati dell’alcol nel cervello di 13 forti bevitori e di 12 persone che non amavano i drink. In tutti i soggetti l’assunzione di alcol ha portato a un rilascio di endorfine. E, sempre in tutti i volontari, più queste sostanze si concentravano nel nucleo accumbens, maggiore era la sensazione di piacere riportata da ciascun bevitore. Più le endorfine rilasciate si dirigevano nella corteccia orbitofrontale, maggiore era la sensazione di essere brilli nei forti bevitori, ma non nei soggetti di controllo. “Ciò – spiegano gli esperti – indica che il cervello dei bevitori viene modificato in un modo che li rende più inclini a trovare l’alcol piacevole. Proprio quella maggiore sensazione di ricompensa potrebbe causare il bere eccessivo di queste persone”.

 

Ultima modifica Venerdì 11 Maggio 2012 19:57
Martedì 08 Maggio 2012 21:41

La crisi in un bicchiere...

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La crisi in un bicchiere...

Fonte: Corriere.it  aprile 2012   di Maria Serena Natale

A vent’anni Luca ha superato il limite più di una volta. “Ho cominciato a bere tanto al liceo, è stato un periodo molto difficile, perdevo il controllo e stavo male. Oggi mi gestisco di più ma la bottiglia resta una presenza rassicurante, soprattutto nei momenti di scoramento, che non sono pochi. A casa non va benissimo, mio padre ha chiuso la sua attività e per me di lavoro non se ne parla, almeno per ora”.

A Luca non va di essere accostato a “quelli che hanno problemi”. Lui un equilibrio, molto precario, pensa d’averlo trovato.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Etilometro Tascabile, monouso salivare, di facile uso per il controllo del alcol nell'organismo

Fonte: Comunicati.net  aprile 2012

Un Etilometro Portatile che consente la misurazione del livello di concentrazione dell'alcool nel sangue è un valido strumento che ci permette di controllare se siamo in grado di guidare senza incorrere in sanzioni per violazione del codice della strada, oltre ad evitare il rischio di mettere in pericolo la nostra vita e quella degli altri automobilisti e pedoni.

Un controllo preventivo dei nostri comportamenti quindi consente di evitare spiacevoli situazioni riguardo a quanto si rischia in termini di sanzioni quando ci mettiamo alla guida in stato di ebbrezza.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
Mercoledì 02 Maggio 2012 19:15

"Dietro l'abuso di alcol c'è sempre un disagio sociale"

Scritto da Tito
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"Dietro l'abuso di alcol c'è sempre un disagio sociale"

Fonte: Agenparl.it aprile 2012

ALCOOL: CASULA (MODAVI), DIETRO ABUSO C'E' SEMPRE UN DISAGIO SOCIALE

Roma - "I dati resi noti in occasione dell'Alcohol Prevention Day". Lo dichiara in una nota Irma Casula, Presidente Nazionale del Movimento delle Associazioni del Volontariato Italiano (Modavi) - confermano la tendenza evidenziata dalle nostre iniziative, che hanno sempre cercato di unire l'attività di prevenzione all'indagine sul campo. L'ultimo progetto in atto, "Because the Night" - finanziato da Roma Capitale, Dipartimento V°, Promozione del Servizi Sociali e della Salute - fotografa una realtà giovanile a tratti preoccupante: tra i giovani intercettati dai nostri operatori, che girano nelle piazze della movida romana durante una fascia oraria che va dalle 19.00 alle 23.30, il 20% ha un alcolemico superiore al limite consentito per mettersi alla guida (0,5), ed il 73% ha dichiarato di non aver mai effettuato un alcol test. Questi dati, confermati dalle recenti indagini dell'Istituto Superiore di Sanità, dimostrano prima di tutto la necessità di campagne per promuovere la cultura dell'automisurazione del tasso alcolemico, ma anche che la politica della riduzione del danno, pur avendo dato dei buoni risultati, non risolve il problema alla radice. La strategia del guidatore designato - spiega Casula - si è dimostrata efficace nel campo della sicurezza stradale, ma contro il disagio sociale si rende necessaria la prevenzione del danno. Dietro l'abuso - conclude - c'è sempre un disagio che, se non rimosso, alimenterà altre e nuove forme di dipendenza".

 

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcolismo: motivazione al cambiamento e barriere cognitive

Fonte: Alcholism: clinical and experimental research

Titolo originale e autori: Le Berre AP, Vabret F, Cauvin C, Pinon K, Allain P, Pitel AL, Eustache F, Beaunieux H. Cognitive Barriers to Readiness to Change in Alcohol-Dependent Patients. Alcohol Clin Exp Res. 2012 Mar 28 -

Per uscire dalla dipendenza dall'alcol è necessario avere un insieme di capacità cognitive complementari, tesi sostenuta nella ricerca di Le Berre e collaboratori della Universite´ de Caen, Francia, recentemente pubblicata sulla rivista Alcholism: clinical and experimental research.

L'investimento personale dei pazienti e la disponibilità al cambiamento hanno dimostrato di essere un prerequisito per il successo nel trattamento della dipendenza da alcol. Il trattamento psicologico di questa patologia richiede lo sviluppo di una motivazione intrinseca a cambiare il comportamento. Lo scopo di questo lavoro era determinare il contributo delle funzioni cognitive nella motivazione ad abbandonare comportamenti disadattivi a favore di uno stile di vita salutare.

Allo studio hanno partecipato 31 pazienti con dipendenza da alcol i quali, al momento dell'ingresso in trattamento, hanno compilato un questionario che valutava lo stadio motivazionale (nessuna intenzione di smettere, intenzione di smettere ma comportamento ambivalente, azione per smettere) in cui si trovava il paziente nei confronti del cambiamento auspicato.

Successivamente i pazienti sono stati sottoposti ad un'ampia batteria di test neuropsicologici che includeva la valutazione della memoria episodica, della metamemoria, delle funzioni esecutive, e del processo decisionale. I ricercatori hanno evidenziato che la bassa motivazione era correlata a disturbi di memoria e disturbi delle funzioni esecutive, mentre una forte motivazione era legate a buone capacità decisionali. Questi risultati suggeriscono che è necessario un insieme di capacità cognitive complementari per raggiungere la consapevolezza e risolvere l'ambivalenza verso la dipendenza dall'alcol, elementi essenziali per l'attivazione del desiderio di cambiare il proprio comportamento problematico.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Da sempre l'alcol uccide più delle droghe legali, eppure.... Dati dell'ISS

Fonte: ADUC.it  aprile 2012

L'alcool uccide più delle droghe legali. ISS

Sono circa ventimila i morti provocati ogni anno in Italia dall'alcol. Piu' di quelli della droga (quasi mille decessi l'anno), e degli incidenti stradali (5mila circa). A rilevarlo e' Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio Nazionale Alcol Cnesps dell'Istituto superiore di sanita', in occasione dell'Alcohol Prevention Day.

'Nel 2007 la stima della mortalita' alcol-correlata in Italia ha evidenziato che il 4,4% dei decessi tra gli uomini e il 2,5% tra le donne era legato al consumo di alcol - spiega - per un totale di 20.102 morti evitabili se ci fosse stato un corretto atteggiamento nel bere. A queste cifre vanno aggiunte le morti dei minori di 20 anni, che condurrebbero ad una stima complessiva di almeno 30mila decessi alcol-correlati'.

In Europa nella fascia d'eta' 15-29 anni, il 25% dei decessi registrati tra i ragazzi e il 10% tra le ragazze e' causato dal consumo rischioso di alcol. 'Gli effetti dell'alcol - continua Scafato - sono assimilabili a quelli delle altre droghe: induce alla dipendenza fisica e psichica, provoca assuefazione e disturbi comportamentali come la compulsivita' e il craving. E' inoltre causa di circa 60 tipi diversi di condizioni patologiche e danni alla salute, tra cui lesioni, disordine psichico e comportamentale, tumori, patologie gastrointestinali, malattie cardiovascolari, immunologiche, dell'apparato scheletrico, infertilita' e problemi prenatali'.

Tutto cio' con costi pesanti. In Italia la collettivita' paga ogni anno oltre '11.000 milioni di euro per gli effetti sulla salute e sulla sicurezza, costi riferibili anche ai 4 milioni di ubriachi e binge drinker. Per loro non c'e' da attendere la cirrosi o l'incidente alcol-correlato - conclude Scafato - C'e' la perdita del lavoro, della sicurezza sociale ed economica, della famiglia, degli affetti e la perdita del 10-20% di capacita' mnemonica o di orientamento'.

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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Alcolisti, sempre più giovani e donne: il fenomeno osservato dagli Alcolisti Anonimi

Cambia in modo preoccupante l'identikit di chi bussa alla porta dell'associazione di recupero A.A. per chiedere aiuto

di Miriam Figliuolo            Fonte: Gazzettadireggio.gelocal.it

NOVELLARA. «Se vuoi continuare a bere è affar tuo, se desideri smettere di bere e non ce la fai, allora è affar nostro». La scritta campeggia sulle pareti della piccola stanza, tappezzata di tante targhe, comprese quelle che riportano i "Dodici passi" e le "Dodici tradizioni di A.A." alla base della filosofia che anima l'associazione; sono tutti messaggi rivolti agli alcolisti - e non solo - che in quella piccola stanza entrano per partecipare alle riunioni dei gruppi, sia che si avvicinino per la prima volta all'associazione, sia che vi facciano già parte da tempo.

Siamo nella sede reggiana di via Racchetta degli Alcolisti Anonimi, che opera nella nostra provincia dal 1984; 28 anni (il 25esimo nel 2009 è stato celebrato con una grande festa al centro Don Bosco di Reggio in presenza del vescovo Adriano Caprioli e delle autorità) in cui l'associazione, che a livello nazionale compie quest'anno 40 anni, ha fondato e trovato sede per sette gruppi d'incontro.

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Mercoledì 25 Aprile 2012 23:37

Alcol e anziani: il pensionamento aumenta il consumo?

Scritto da Tito
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Alcol e anziani: il pensionamento aumenta il consumo?

Fonte: Questionedelladecisione.blogspot.it

In realtà le evidenze sono di un piccolo o di nessun effetto del pensionamento sull'aumento del consumo di alcol. Un effetto maggiore lo si osserva in quei casi di pensionamento involontario o quando si proviene da un lavoro appagante mentre una precedente storia di alcolismo non è correlata a un aumento dell'abuso di alcol dopo pensionamento.

Il lavoro, pubblicato su Addictive Behaviors [Kuerbis e Sacco 2012] e riguardante la realtà americana, è una rassegna di 13 studi degli ultimi 25 anni. I risultati non sono definitivi, e gli autori auspicano future ricerche volte a individuare quelle condizioni prepensionamento che influenzano l'abuso di alcol una volta che ci si è ritirati dal lavoro.

Scopo della ricerca è di individuare i cosiddetti fattori protettivi, cioè quei fattori che impediscono o mitigano l'aumento del consumo alcolico nella terza età, anche in conseguenza dell'aumento di questa popolazione dovuto al generale miglioramento delle condizioni di vita. Lo studio sull'effetto del pensionamento ha dunque questo intento: verificare se un evento di questo genere ha qualche influenza sull'aumento del consumo di alcol. Il risultato, come detto, è che il pensionamento non ha un forte effetto sui comportamenti legati al consumo di alcolici ma che fattori specifici e personali, la già ricordata provenienza da un lavoro appagante e pienamente soddisfacente o il pensionamento non voluto, in pratica le circostanze in cui avviene il pensionamento, potrebbero avere un impatto.

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Mi sorge un dubbio!! Non è che sia per questo motivo che mandano la gente in pensione sempre più tardi. Mah, la vita si sarà allungata, ma gli alcolisti attivi di solito non ci arrivavano nemmeno prima alla pensione.....Tito

Ultima modifica Martedì 30 Novembre 1999 01:00
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